{"id":611783,"date":"2026-08-01T00:03:23","date_gmt":"2026-08-01T00:03:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/611783\/"},"modified":"2026-08-01T00:03:23","modified_gmt":"2026-08-01T00:03:23","slug":"drill-baby-drill-il-mantra-di-trump-non-basta-piu-cosi-la-cina-sta-vincendo-la-guerra-dellenergia-green","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/611783\/","title":{"rendered":"\u00abDrill, baby, drill\u00bb, il mantra di Trump non basta pi\u00f9: cos\u00ec la Cina sta vincendo la guerra dell&#8217;energia green"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Luca Angelini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">La politica energetica di Trump si basa sulle fonti energetiche fossili, ma il vantaggio della Cina \u00e8 aver sviluppato un ampio ecosistema sulle rinnovabili, che si sta diffondendo anche in Africa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 uscito all\u2019interno de La Rassegna del Corriere della sera: per riceverla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/il-punto\/la-rassegna\/26_luglio_29\/cosa-e-rimasto-dei-grillini-geopolitica-dell-energia-diritto-internazionale-sotto-attacco-il-palliativo-al-distributore.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">clicca qui<\/a><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La politica energetica di <b>Donald Trump<\/b> \u00e8, notoriamente, condensata in tre parole: \u00abDrill, baby, drill!\u00bb. Trivellate, gente, trivellate. Oppure scavate o magari usate il fracking, la fratturazione idraulica delle rocce. Ma, in ogni caso, tirate fuori da sottoterra<b> tutto il carbone, il gas e il petrolio possibile<\/b>. Se dal conto si escludesse il <b>danno delle emissioni fossili per il pianeta e per chi lo abita <\/b>(danno che quest&#8217;estate di incendi, ondate di calore e temporali e grandinate da paura fa di tutto per ricordarci), il presidente americano potrebbe rivendicare, dal suo punto di vista, qualche successo, visto quanto \u00e8 <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wt2ltl7b0awj04?uid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8&amp;txnid=2c370557-b7a6-47f6-9ca6-dac55d58cb18&amp;mid=c4fd5ce4-9b07-4059-800b-7def1a6f45e7&amp;utid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-07-29T18%3A08%3A45Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=1224&amp;bsft_lx=8\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">aumentata<\/a>, ad esempio, <b>la vendita dall&#8217;estero di gas naturale liquefatto (Gnl) americano<\/b> (<a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wr2etk7b0crp04?uid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8&amp;txnid=2c370557-b7a6-47f6-9ca6-dac55d58cb18&amp;mid=c4fd5ce4-9b07-4059-800b-7def1a6f45e7&amp;utid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-07-29T18%3A08%3A45Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=1224&amp;bsft_lx=9\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui un&#8217;analisi<\/a> di Federico Fubini sui rischi di dipendenza europea).    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Lo sguardo a medio-lungo termine<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma, se si guarda pi\u00f9 al futuro che al presente, fanno notare in un <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/w02qtm72060t04?uid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8&amp;txnid=2c370557-b7a6-47f6-9ca6-dac55d58cb18&amp;mid=c4fd5ce4-9b07-4059-800b-7def1a6f45e7&amp;utid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-07-29T18%3A08%3A45Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=1224&amp;bsft_lx=10\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">intervento<\/a> su Foreign Affairs Joseph E. Aldy, Motoy Kuno-Lewis e Dustin Tingley, docenti a Harvard e al Massachusetts Institute of Technology, \u00abil fatto \u00e8 che <b>i sistemi elettrici del futuro dipenderanno meno dagli idrocarburi e pi\u00f9 dalle energie rinnovabili e dall&#8217;energia nucleare<\/b>. A prescindere da ci\u00f2 che alcuni leader a Washington pensano dei cambiamenti climatici, <b>l&#8217;energia pulita \u00e8 ci\u00f2 che desiderano altri governi e aziende<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    Non solo mercati europei<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un esempio lo fa, sempre <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wv2ht57b0qck04?uid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8&amp;txnid=2c370557-b7a6-47f6-9ca6-dac55d58cb18&amp;mid=c4fd5ce4-9b07-4059-800b-7def1a6f45e7&amp;utid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-07-29T18%3A08%3A45Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=1224&amp;bsft_lx=11\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">su Foreign Affairs<\/a>, Mohamed Adow, fondatore e direttore di Power Shift Africa, un think tank di Nairobi sul clima. \u00abLa guerra contro l&#8217;Iran, lanciata a fine febbraio da Stati Uniti e Israele, sta facendo molto pi\u00f9 che scuotere i mercati petroliferi. Sta accelerando la <b>determinazione dei Paesi africani a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e a orientarsi verso le energie rinnovabili<\/b>. L&#8217;Africa possiede straordinarie <b>risorse solari, eoliche e geotermiche<\/b>, ma fino agli inizi degli anni 2010 gran parte di questo potenziale era rimasto inutilizzato. La maggior parte degli Stati africani produceva da tempo elettricit\u00e0 utilizzando combustibili fossili e energia idroelettrica, poich\u00e9 queste tecnologie erano gi\u00e0 consolidate, mentre l&#8217;energia solare ed eolica erano le novit\u00e0, costose e inesplorate\u00bb.<\/p>\n<p>    Il punto di svolta quattro anni fa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il primo punto di svolta, spiega Adow, \u00e8 stata l&#8217;<a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/w32wtc7l0aq104?uid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8&amp;txnid=2c370557-b7a6-47f6-9ca6-dac55d58cb18&amp;mid=c4fd5ce4-9b07-4059-800b-7def1a6f45e7&amp;utid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-07-29T18%3A08%3A45Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=1224&amp;bsft_lx=12\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">invasione russa dell&#8217;Ucraina<\/a>, che ha messo in luce, anche in Africa, la <b>vulnerabilit\u00e0 derivante dalla dipendenza dai combustibili fossili<\/b>. Nell&#8217;Africa subsahariana, il costo del diesel e di altri carburanti importati \u00e8 aumentato vertiginosamente, con un incremento delle importazioni superiore al 35% in molti Paesi nel corso di un anno, mettendo a dura prova le finanze pubbliche e facendo lievitare le bollette elettriche per case e imprese. <b>La recente instabilit\u00e0 in Medio Oriente non fa che rafforzare questo senso di vulnerabilit\u00e0<\/b>.<\/p>\n<p>    L\u2019influenza cinese in Africa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E indovinate un po&#8217; dove hanno guardato in cerca di un&#8217;alternativa: \u00abI Paesi africani si stanno ora <b>orientando verso il modello di sviluppo dello &#8220;elettro-Stato&#8221; promosso dalla Cina<\/b>, in cui l&#8217;elettricit\u00e0 abbondante e a basso costo proveniente da fonti rinnovabili \u00e8 alla base dell&#8217;industrializzazione e della crescita economica. <b>La Cina sta elettrificando l&#8217;Africa<\/b> <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_aprile_07\/africa-la-nuova-partita-globale-dalla-cina-dazi-zero-in-cambio-di-risorse-cosi-xi-vuole-conquistare-il-primato-52ab3a29-20ff-45e4-97bd-bb8d96bfaxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">attraverso ingenti investimenti nella produzione di energia rinnovabile<\/a>, nella costruzione di infrastrutture di trasmissione e distribuzione dell&#8217;elettricit\u00e0 e nel rendere pi\u00f9 accessibili i trasporti elettrici finanziando linee di assemblaggio di veicoli elettrici, reti di scambio batterie e infrastrutture di ricarica.\u00a0<b>L&#8217;Africa \u00e8 ormai al centro della spinta globale verso le energie pulite, non pi\u00f9 alla sua periferia<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    Pechino sta vincendo la corsa delle rinnovabili<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Visto che <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/innovazione\/26_luglio_29\/stati-uniti-cina-la-geopolitica-dell-ai-si-gioca-su-strategie-opposte-investimenti-contro-scalabilita-b36e231b-6582-4950-b72b-f1616638bxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la Cina \u00e8, con tutta evidenza, il grande rivale globale degli Stati Uniti<\/a>, questi ultimi farebbero bene a prendere nota di quella \u00abspinta globale verso le energie pulite\u00bb. Al momento, secondo i tre accademici (che stanno per pubblicare una ricerca dal titolo \u00abCome Washington pu\u00f2 guidare la corsa globale all&#8217;energia\u00bb), non lo stanno facendo. \u00abPechino sta attualmente vincendo la corsa per la fornitura di tale energia. I <b>pannelli solari economici<\/b> di produzione cinese costituiscono la spina dorsale delle infrastrutture per le energie rinnovabili in tutti i continenti. Le <b>turbine<\/b> prodotte in Cina sono fondamentali per l&#8217;<b>energia eolica<\/b> ovunque, e le aziende cinesi dominano il mercato globale delle <b>batterie<\/b>. Washington, al contrario, ha raddoppiato i suoi sforzi per produrre e utilizzare costosi combustibili fossili, nonostante la maggior parte del mondo si stia allontanando da essi\u00bb.<\/p>\n<p>    Perch\u00e9 Washington pu\u00f2 ancora vincere la competizione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pechino potrebbe dunque presto <b>dominare il sistema energetico globale<\/b>. La buona notizia, secondo Aldy, Kuno-Lewis e Tingley, \u00e8 che <b>Washington ha ancora la possibilit\u00e0 di vincere la competizione<\/b>. \u00abLa Cina pu\u00f2 essere all&#8217;avanguardia nell&#8217;energia solare ed eolica e nella produzione di batterie, ma <b>gli Stati Uniti hanno un vantaggio in altre due tecnologie essenziali: l&#8217;energia geotermica avanzata e le nuove tecnologie nucleari<\/b>. Queste potrebbero addirittura rivelarsi pi\u00f9 preziose dell&#8217;energia solare ed eolica, poich\u00e9 si basano su <b>fonti di energia pulita <\/b>(pulita nel senso delle emissioni climalteranti, per il nucleare resta il problema delle scorie, ndr) <b>indipendenti dalle condizioni meteorologiche<\/b>\u00bb. Non sono, cio\u00e8, \u00abintermittenti\u00bb, bens\u00ec disponibili 24 ore su 24.<\/p>\n<p>    Le opzioni in mano agli Stati Uniti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nemmeno a loro sfugge, ovviamente, la spinta di cui sopra verso le energie green. \u00abLe <b>Filippine<\/b> e l&#8217;<b>Arabia Saudita<\/b>, ad esempio, hanno posto l&#8217;energia pulita al centro delle loro strategie di sviluppo. Le <b>grandi aziende tecnologiche<\/b> si sono impegnate ad approvvigionarsi di energia pulita per i propri data center: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/pianeta2030\/25_dicembre_19\/google-punta-un-data-center-alimentato-gas-cattura-co2-tecnologia-ccs-innovazione-climatica-dubbi-futuro-energetico-d273098e-dcb7-11f0-8183-8de5378f61c9.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>Google<\/b> ha promesso di alimentare i suoi data center con energia pulita al 100% entro il 2030<\/a>, e <b>Meta<\/b> compensa il consumo di elettricit\u00e0 dei suoi data center con energia rinnovabile\u00bb. Per far fronte alla sfida cinese in campo energetico, gli Stati Uniti hanno diverse opzioni. Ma solo la terza di quelle che i tre accademici indicano pu\u00f2, a loro avviso, funzionare. La prima \u00e8 <b>competere direttamente con la Cina<\/b>, come ha tentato di fare l&#8217;<b>amministrazione Biden<\/b> sovvenzionando pannelli solari e veicoli elettrici nell&#8217;ambito dell&#8217;<b>Inflation Reduction Act<\/b> del 2022. \u00abQuesta opzione, tuttavia, non funzioner\u00e0, perch\u00e9 i <b>prezzi bassi<\/b> a cui la Cina vende le sue infrastrutture per l&#8217;energia intermittente sarebbero <b>imbattibili<\/b> senza straordinari sussidi del governo statunitense\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    L\u2019approccio dell\u2019amministrazione Trump<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In alternativa, Washington potrebbe triplicare il suo impegno nei <b>combustibili fossili<\/b> attraverso una regolamentazione pi\u00f9 permissiva e rendendo le esportazioni di idrocarburi pi\u00f9 economiche e attraenti sul mercato internazionale. \u00abQuesto \u00e8, di fatto, <b>l&#8217;approccio dell&#8217;amministrazione Trump<\/b>, che si \u00e8 concentrata sull&#8217;espansione della produzione di <b>carbone, gas naturale e petrolio<\/b>, aprendo l&#8217;accesso ai terreni federali per nuove attivit\u00e0 minerarie e negoziando accordi sul gas naturale liquefatto con partner asiatici ed europei\u00bb. Questo approccio, per\u00f2, si scontra con la spinta globale verso le fonti pulite, di cui sopra: \u00abGran parte delle riserve mondiali di idrocarburi \u00e8 custodita in depositi controllati dagli Stati, a cui le aziende statunitensi non possono accedere. Paesi e multinazionali stanno inoltre valutando fonti energetiche alternative, che stanno diventando <b>pi\u00f9 economiche dei combustibili fossili e spesso meno vulnerabili a blocchi come quello che attualmente sta strangolando lo <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_luglio_13\/hormuz-stretto-ostaggio-cosa-succede-mercati-8ab81c97-cbf4-415a-b24a-54d91c820xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Stretto di Hormuz<\/a><\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    La terza via possibile<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La terza via \u00e8, appunto, puntare su geotermico e <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/energie\/26_luglio_24\/l-accordo-nucleare-tra-trump-e-i-principi-sauditi-i-dubbi-sull-arricchimento-dell-uranio-e-il-messaggio-per-nulla-velato-all-iran-f8bb7244-353b-404c-b30a-be534afc7xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nucleare<\/a>. \u00abLe recenti innovazioni hanno <b>reso l&#8217;installazione di impianti geotermici pi\u00f9 semplice che mai<\/b>. Un tempo, lo sviluppo dell&#8217;energia geotermica dipendeva da formazioni geologiche naturali a basse profondit\u00e0, il che limitava la maggior parte dei siti idonei alle aree vicine all&#8217;Anello di Fuoco (Ring of Fire), la fascia di vulcani lunga 40.000 chilometri che circonda l&#8217;Oceano Pacifico. Ma nell&#8217;ultimo decennio, nuove innovazioni hanno permesso di raggiungere il calore necessario o di creare serbatoi geotermici molto pi\u00f9 vicini alla superficie, rendendo l&#8217;energia geotermica <b>disponibile in gran parte del mondo<\/b>. Le trivellazioni rimangono costose, ma <b>i costi si sono quasi dimezzati dall&#8217;inizio degli anni 2020<\/b>. Negli Stati Uniti, hanno continuato a diminuire grazie al progetto FORGE del Dipartimento dell&#8217;Energia, un laboratorio sul campo nello Utah per lo sviluppo, la sperimentazione e il miglioramento di nuove tecnologie geotermiche\u00bb.<\/p>\n<p>    Il capitale fisico dell\u2019innovazione made in Usa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un altro vantaggio statunitense in quel campo. \u00abDecenni di innovazione statunitense nel settore petrolifero e del gas hanno generato <b>una base di capitale fisico, catene di approvvigionamento e capacit\u00e0 tecniche facilmente trasferibili alla produzione di energia geotermica<\/b>. Piattaforme petrolifere, pozzi e attrezzature per la perforazione e il fracking possono essere tutti riconvertiti per la produzione di energia geotermica, compensando cos\u00ec i costi fissi della perforazione. I lavoratori americani del settore petrolifero e del gas, dal canto loro, <b>possiedono gi\u00e0 le competenze necessarie per la perforazione sotterranea e lo sviluppo di pozzi<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    La sfida sul nucleare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli Usa non sono altrettanto dominanti nel settore dell&#8217;<b>energia nucleare<\/b>. Sono ancora leader nella gestione di grandi reattori nucleari di ultima generazione, ma la Cina sta rapidamente colmando il divario. Gli Stati Uniti hanno 94 centrali nucleari operative, ma nessuna in costruzione. La Cina gestisce attualmente 60 reattori e ne ha 37 in fase di realizzazione. Anche la Russia sta espandendo il proprio parco nucleare: ha 34 grandi reattori in funzione e cinque in costruzione. <b>Sia Pechino che Mosca considerano l&#8217;energia nucleare un&#8217;opportunit\u00e0 geostrategica e ne sovvenzionano lo sviluppo<\/b> attraverso prestiti a tassi agevolati, crediti statali e sussidi. <b>In dieci anni, la Cina \u00e8 riuscita a dimezzare i costi di costruzione delle centrali nucleari tradizionali<\/b>.<\/p>\n<p>    La corsa sui piccoli reattori modulari<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La situazione potrebbe per\u00f2 cambiare con la rivoluzione dei <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/cards\/nuova-energia-nucleare-piccolo-bello\/reattori-quarta-generazione.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>piccoli reattori modulari <\/b>(Smr)<\/a>. Che poi \u00e8 una rivoluzione a met\u00e0, nel senso che il principio di funzionamento \u00e8 sostanzialmente lo stesso delle grandi centrali atomiche \u00abtradizionali\u00bb, ma su una scala ridotta che promette di <b>ridurre tempi, costi e impatti<\/b> degli impianti. \u00abMentre la costruzione di un reattore tradizionale negli Stati Uniti pu\u00f2 richiedere oltre un decennio e costare pi\u00f9 di 10 miliardi di dollari &#8211; spiegano Aldy, Kuno-Lewis e Tingley &#8211; i piccoli reattori hanno progetti standardizzati che li rendono pi\u00f9 economici e veloci da realizzare. Generano fino a <b>350 megawatt<\/b> di potenza per unit\u00e0, circa un terzo della capacit\u00e0 di un reattore nucleare tradizionale, ma le loro dimensioni ridotte e i costi iniziali inferiori li rendono pi\u00f9 <b>attraenti per clienti restii a investire massicciamente in megaprogetti nucleari<\/b>. Attualmente, le aziende americane detengono quasi un terzo dei progetti di piccoli reattori modulari disponibili al pubblico, una cifra superiore a quella di Cina e Russia messe insieme. L&#8217;ecosistema del venture capital statunitense ha prodotto una serie di startup ben finanziate, dedicate allo sviluppo di reattori modulari di piccole dimensioni avanzati, tra cui Kairos Power, TerraPower e X-energy\u00bb.<\/p>\n<p>    La spinta di Big Tech<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Soprattutto, pesa il fatto che <b>a spingere gli Smr c&#8217;\u00e8 Big Tech, affamata di energia per i voracissimi data center<\/b> necessari ad alimentare l&#8217;intelligenza artificiale (ne avevamo parlato <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/ws20tk7f0gc704?uid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8&amp;txnid=2c370557-b7a6-47f6-9ca6-dac55d58cb18&amp;mid=c4fd5ce4-9b07-4059-800b-7def1a6f45e7&amp;utid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-07-29T18%3A08%3A45Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=1224&amp;bsft_lx=13\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>). Ma va detto che anche <b>l&#8217;opposizione popolare ai data center sta crescendo<\/b> (<a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wh2pti730arr04?uid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8&amp;txnid=2c370557-b7a6-47f6-9ca6-dac55d58cb18&amp;mid=c4fd5ce4-9b07-4059-800b-7def1a6f45e7&amp;utid=dab7af63-ec11-40b9-8870-b7088981d9c8-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-07-29T18%3A08%3A45Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=1224&amp;bsft_lx=14\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a> un recente articolo di Wired) ed \u00e8 tutto da vedere se il fatto che ad alimentarli siano centrali nucleari di dimensioni ridotte li render\u00e0 pi\u00f9 accettabili. In ogni caso, sul nucleare gli Stati Uniti non possono fare da soli, visto che <b>importano il 99% dell&#8217;uranio che utilizzano<\/b>. Sei soli Paesi sono responsabili dell&#8217;arricchimento della stragrande maggioranza dell&#8217;uranio mondiale, e <b>quasi la met\u00e0 di tale arricchimento avviene in Russia<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p>    Proteggere i sistemi di produzione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un piccolo gruppo di aziende in <b>Cina, Giappone e Russia<\/b> produce i componenti utilizzati per costruire i reattori nucleari. \u00abGli Stati Uniti e i loro partner dovrebbero investire congiuntamente nella protezione dei propri sistemi di produzione\u00bb \u00e8 il suggerimento dei tre accademici. E un esempio c&#8217;\u00e8 gi\u00e0: la partnership Sapporo 5, attraverso la quale Canada, Francia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti hanno concordato di <b>investire 4 miliardi di dollari<\/b> nell&#8217;approvvigionamento e nell&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio per <b>ridurre l&#8217;influenza russa<\/b> sulle catene di approvvigionamento del combustibile nucleare. \u00abWashington avr\u00e0 bisogno della <b>cooperazione internazionale<\/b> anche per garantire che la sua energia nucleare e geotermica possa raggiungere i mercati esteri\u00bb.<\/p>\n<p>    Il principale ostacolo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma qui arriviamo al principale ostacolo a un&#8217;evoluzione nel senso auspicato dai tre accademici: <b>Donald Trump<\/b>. Per dirla con le parole di Adow (che, dal canto suo, auspica che l&#8217;Africa riesca, in materia di energia pulita, a rendersi autonoma sia dagli Stati Uniti che dalla Cina): \u00abL&#8217;agenda di Trump per il dominio energetico considera il petrolio e il gas non solo come materie prime, ma come una <b>crociata ideologica<\/b>. Durante il suo secondo mandato, la sua amministrazione ha promosso freneticamente un aumento delle trivellazioni e ha <b>cercato di smantellare il sostegno allo sviluppo delle energie pulite, sia a livello nazionale che internazionale<\/b>\u00bb. Si accorger\u00e0 in tempo di quanto possa essere un boomerang? (Se cos\u00ec fosse, anche il pianeta ringrazierebbe sentitamente)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. Analisi e commenti sui principali avvenimenti\u00a0economici a cura delle firme del Corriere.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-30T12:42:21+02:00\">31 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Luca Angelini La politica energetica di Trump si basa sulle fonti energetiche fossili, ma il vantaggio 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