{"id":61198,"date":"2025-08-21T23:22:13","date_gmt":"2025-08-21T23:22:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/61198\/"},"modified":"2025-08-21T23:22:13","modified_gmt":"2025-08-21T23:22:13","slug":"il-gruppo-facebook-mia-moglie-dove-32mila-uomini-condividevano-immagini-intime-delle-partner-e-stato-chiuso-ma-chi-e-vittima-di-queste-violenze-come-si-puo-difendere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/61198\/","title":{"rendered":"Il gruppo Facebook \u201cMia moglie\u201d, dove 32mila uomini condividevano immagini intime delle partner, \u00e8 stato chiuso, ma chi \u00e8 vittima di queste violenze come si pu\u00f2 difendere?"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era chi aveva deciso di <strong>condividere una foto della fidanzata<\/strong> sdraiata a pancia in gi\u00f9 sulla spiaggia, nel <strong>gruppo Facebook \u201cMia moglie\u201d,<\/strong> chiedendo <strong>\u201cChe ne pensate?\u201d<\/strong>. Chi, invece, aveva pubblicato immagini intime della propria compagna, pregando gli utenti di <strong>\u201candarci gi\u00f9 pesante nei commenti\u201d<\/strong>. Scatti a volte rubati, quelli finiti nel <strong>gruppo <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/truffa-meta-ia-eliminazione-profilo-facebook\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Facebook<\/a><\/strong> aperto a tutti, dove le violenze non solo erano ammesse, ma incentivate, descritte, elogiate. Stupri digitali che avevano nel mirino mogli, partner e amiche, meglio se inconsapevoli.<\/p>\n<p><strong>\u201cL\u2019abbiamo rimosso per violazione delle nostre policy\u201d<\/strong>, fa sapere un portavoce del social network a Wired. Eppure, sono decine i canali in cui lo schema viene replicato, non solo su Facebook. Gli stessi amministratori del gruppo appena chiuso, poco prima di essere cacciati dalla piattaforma, hanno comunicato ai propri fan di <strong>essersi trasferiti altrove<\/strong>, \u201cal riparo dai moralisti\u201d. Per le vittime difendersi \u00e8 possibile, ma le tutele legali non bastano \u201csenza un\u2019educazione alla <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/play\/cultura\/2016\/07\/11\/stupri-sesso-consensuale\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cultura del consenso<\/a>, che deve valere tanto offline quanto online\u201d, spiega Nicole Monte, avvocata e vicepresidente di PermessoNegato, un\u2019associazione no-profit che fornisce supporto tecnologico e consigli legali alle vittime di violenze online.<\/p>\n<p>Il caso del gruppo Facebook \u201cMia Moglie\u201d<\/p>\n<p>A sollevare il caso \u00e8 stata la scrittrice Carolina Capria. \u201cIeri &#8211; ha raccontato su <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/instagram-nuove-funzioni-crisi-identita\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Instagram<\/a> &#8211; mi \u00e8 stata segnalata l\u2019esistenza di un <strong>gruppo Facebook di 32mila<\/strong> persone nel quale i membri si scambiano foto intime delle proprie mogli per commentarne l\u2019aspetto in modo esplicito e dar voce alle proprie fantasie sessuali\u201d. Un gruppo in realt\u00e0 creato nel 2019 che non metteva particolari barriere all\u2019ingresso. <strong>Si chiamava \u201cMia Moglie\u201d<\/strong> e bastava iscriversi per leggerne i contenuti. Post per lo pi\u00f9 testuali, ma solo in apparenza: era tra i commenti che venivano nascoste decine di foto. Come apprende Wired da fonti di Meta, nel maggio 2025 alcuni utenti prendono il controllo del gruppo pubblico, creato nel 2019 da un utente di Facebook che non \u00e8 pi\u00f9 attivo sul proprio account personale dallo stesso anno e <strong>fino a maggio non era stato pubblicato nulla sul gruppo.<\/strong> Una sorta di takeover che apre la pagina alla violenza di gruppo.<\/p>\n<p><strong>Dentro, si trovava di tutto<\/strong>. C\u2019erano coppie di scambisti consenzienti, immagini sottratte o condivise con i partner dalle stesse <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/donne-paura-notte-direzione-sguardo-studio\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">donne<\/a>, credendo che sarebbero rimaste private. In molti casi si trattava di foto scattate in momenti di intimit\u00e0, ma non mancavano quelle che ritraevano scene di vita quotidiana: ragazze in costume, o pronte per una festa, che diventavano cos\u00ec oggetto delle pi\u00f9 feroci fantasie. <strong>I volti erano spesso oscurati<\/strong>, ma altrettanto spesso non era difficile risalire all\u2019identit\u00e0 delle vittime.<\/p>\n<p>Dopo le segnalazioni, anche da parte di Wired, <strong>la piattaforma ha preso provvedimenti.<\/strong> \u201cNon consentiamo contenuti che minacciano o promuovono violenza sessuale, abusi sessuali o sfruttamento sessuale sulle nostre piattaforme\u201d, ha precisato il portavoce, aggiungendo: \u201cSe veniamo a conoscenza di contenuti che incitano o sostengono lo stupro, possiamo disabilitare i gruppi e gli account che li pubblicano e condividere queste informazioni con le <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/pistola-personale-armi-ordinanza-ddl-sicurezza-polizia-carabinieri\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">forze dell\u2019ordine<\/a>\u201d.<\/p>\n<p>Oltre Facebook<\/p>\n<p>Eppure, i precedenti non mancano. Basti ricordare <strong>Babylon 2.0<\/strong>, un gruppo Facebook belga che contava 52mila iscritti, prima della chiusura imposta da <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/facebook-20-anni-declino-scandali\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Facebook<\/a> dopo la denuncia di una blogger. In Italia il primo ad affrontare l\u2019argomento, nel 2017, \u00e8 stato il blog Il Maschio beta, tracciando un <strong>profilo degli utenti di questi gruppi<\/strong>. \u201cI maschi che ne fanno parte &#8211; scrivevano gli autori &#8211; sono davvero nostri amici, colleghi di lavoro, magari familiari che scaricano le foto della sorella, o della fidanzata, per condividerle su gruppi dove degli sconosciuti dichiarano che ci si masturberebbero sopra\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019era chi aveva deciso di condividere una foto della fidanzata sdraiata a pancia in gi\u00f9 sulla spiaggia, nel&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":61199,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,2429,10538,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,863,1517,13,11,80,84,12,81,85,48812,48813],"class_list":{"0":"post-61198","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-donne","10":"tag-facebook","11":"tag-headlines","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-news","16":"tag-notizie","17":"tag-notizie-di-cronaca","18":"tag-notizie-principali","19":"tag-notiziedicronaca","20":"tag-notizieprincipali","21":"tag-sicurezza","22":"tag-social-network","23":"tag-titoli","24":"tag-ultime-notizie","25":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","26":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","27":"tag-ultimenotizie","28":"tag-ultimenotiziedicronaca","29":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","30":"tag-violenza-online","31":"tag-wired-safe-web"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61198"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61198\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/61199"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}