{"id":612858,"date":"2026-08-01T16:47:15","date_gmt":"2026-08-01T16:47:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/612858\/"},"modified":"2026-08-01T16:47:15","modified_gmt":"2026-08-01T16:47:15","slug":"mamma-e-figlia-avvelenate-con-la-ricina-il-killer-pensava-di-aver-cancellato-ogni-traccia-i-sifoni-sotto-esame-e-la-pista-su-mister-x-che-porta-allfbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/612858\/","title":{"rendered":"Mamma e figlia avvelenate con la ricina, il killer pensava di aver cancellato ogni traccia? I sifoni sotto esame e la pista su Mister X che porta all\u2019Fbi"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                               &#13;<br \/>\n                                                &#13;<br \/>\n                &#13;<\/p>\n<p>Sette mesi di indagini, centinaia di testimonianze, decine di reperti alimentari sequestrati e ora altri 131 campioni raccolti nella casa di <strong><a href=\"https:\/\/www.leggo.it\/t\/pietracatella\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pietracatella<\/a><\/strong>. L&#8217;inchiesta sulla morte di <strong><a href=\"https:\/\/www.leggo.it\/t\/antonella-di-ielsi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Antonella Di Ielsi<\/a><\/strong>, 50 anni, e della figlia <strong><a href=\"https:\/\/www.leggo.it\/t\/sara-di-vita\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sara Di Vita<\/a><\/strong>, 15, <strong>avvelenate con la <a href=\"https:\/\/www.leggo.it\/t\/ricina\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ricina<\/a><\/strong>, entra in una fase particolarmente delicata. Gli investigatori cercano una traccia che possa indicare non soltanto dove sia stato maneggiato il veleno, ma soprattutto attraverso quale alimento o bevanda sia arrivato alle due vittime.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio all&#8217;interno dell&#8217;abitazione di via Risorgimento che potrebbe nascondersi uno degli elementi pi\u00f9 interessanti: <strong>il sifone degli scarichi<\/strong>. Un punto apparentemente secondario della casa che, secondo l&#8217;ipotesi illustrata dalla criminologa Anna Vagli durante Vita in Diretta di venerd\u00ec 31 luglio 2026, potrebbe avere conservato eventuali residui anche dopo il passaggio dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Parallelamente si apre un altro fronte, questa volta a migliaia di chilometri dal Molise. Gli investigatori stanno infatti cercando di <strong>identificare un misterioso utente, denominato Mister X, che, nei mesi precedenti alla tragedia, avrebbe effettuato in inglese ricerche e domande online sulla ricina<\/strong>. La piattaforma utilizzata ha sede in California e per arrivare all&#8217;identit\u00e0 di chi si nasconde dietro il nickname sar\u00e0 necessaria la cooperazione con le autorit\u00e0 statunitensi e il coinvolgimento dell&#8217;Fbi.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n<strong>Il sopralluogo nella casa e i 131 reperti<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>La giornata decisiva per i nuovi accertamenti \u00e8 stata quella di gioved\u00ec 30 luglio. Gli specialisti tedeschi del Robert Koch-Institut hanno lavorato per circa 15 ore tra la casa della famiglia e l&#8217;orto, insieme alla polizia italiana, alla ricerca di eventuali residui della sostanza tossica.\u00a0Come riferito dall&#8217;inviata Antonella Delprino durante Vita in Diretta del 31 luglio 2026, sono stati prelevati <strong>complessivamente 131 reperti<\/strong>, destinati ora ai laboratori tedeschi.\u00a0Gli specialisti hanno selezionato i campioni da sottoporre agli esami passando al setaccio diversi punti dell&#8217;abitazione. L&#8217;obiettivo \u00e8 verificare se, a distanza di mesi, sia ancora possibile individuare tracce di ricina su superfici, mobili, indumenti o negli scarichi. I reperti raccolti non saranno analizzati in Italia: verranno trasferiti in Germania e saranno necessari tempi tecnici che potrebbero arrivare a diverse settimane prima di conoscere i risultati.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n<strong>Il ruolo del sifone: perch\u00e9 potrebbe essere cos\u00ec importante<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00c8 uno dei retroscena emersi dopo il sopralluogo. Perch\u00e9 cercare proprio nei <strong>sifoni<\/strong>?\u00a0A indicare l&#8217;importanza di questo particolare \u00e8 stata la criminologa Anna Vagli, intervenuta a Vita in Diretta venerd\u00ec 31 luglio. Secondo l&#8217;esperta, <strong>gli scarichi potrebbero diventare un punto importante degli accertamenti <\/strong>qualora qualcuno avesse lavato recipienti, utensili o altri oggetti entrati in contatto con la sostanza.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>\u00abL&#8217;acqua non cancella le tracce\u00bb<\/strong>, ha spiegato Vagli, sottolineando come l&#8217;eventuale individuazione di residui negli scarichi potrebbe fornire agli investigatori un elemento ulteriore da valutare.\u00a0La criminologa ha utilizzato un&#8217;immagine particolarmente efficace: <strong>\u00abLe tubature diventano un testimone chiave\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Si tratta, \u00e8 importante precisarlo, di un&#8217;ipotesi illustrata nel programma televisivo e non della prova che il veleno sia stato effettivamente preparato o lavato nel lavandino della casa. Saranno le analisi sui reperti a stabilire se negli scarichi siano presenti tracce utili e quale valore investigativo possano eventualmente avere.\u00a0Proprio questo rende il sifone uno degli elementi pi\u00f9 interessanti della nuova fase dell&#8217;inchiesta: se qualcuno avesse utilizzato l&#8217;acqua per eliminare residui legati alla manipolazione della ricina, gli specialisti stanno verificando se una parte di quelle tracce possa essere rimasta intrappolata nell&#8217;impianto.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n<strong>La ricerca dell&#8217;alimento contaminato<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Il grande interrogativo resta per\u00f2 invariato: come hanno assunto la ricina Antonella e Sara?\u00a0\u00c8 il nodo attorno al quale ruota l&#8217;intera indagine. <\/p>\n<p>Gli accertamenti devono cercare di individuare il possibile veicolo della sostanza, quindi un alimento o una bevanda, e ricostruire successivamente chi possa aver avuto la possibilit\u00e0 di contaminarlo.&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Nelle settimane precedenti diverse ipotesi erano state affrontate anche dalle trasmissioni televisive che stanno seguendo il caso. A Vita in Diretta del 21 luglio 2026, per esempio, l&#8217;attenzione si era concentrata sul mistero della colazione della vigilia di Natale e sugli accessi alla casa. Nella puntata del 23 luglio, sempre a Vita in Diretta, era stata invece discussa l&#8217;ipotesi di un piano studiato in modo da non lasciare facilmente tracce.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>A Morning News del 21 luglio 2026 era stata affrontata anche l&#8217;ipotesi che la persona responsabile possa trovarsi all&#8217;interno di un ambiente molto vicino alle vittime e si era parlato della possibilit\u00e0 di una terza vittima mancata. Sono scenari discussi in televisione e non conclusioni giudiziarie: al momento l&#8217;inchiesta per il duplice omicidio non ha ancora individuato pubblicamente il responsabile.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n<strong>Le persone riascoltate in Procura<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Mentre gli specialisti tedeschi effettuavano il sopralluogo, l&#8217;attivit\u00e0 investigativa \u00e8 proseguita anche sul fronte delle testimonianze.\u00a0In Procura sono tornate<strong> tre persone. Tra queste una donna coinvolta nell&#8217;inchiesta per un&#8217;ipotesi di favoreggiamento<\/strong>, dopo che avrebbe negato l&#8217;esistenza di tensioni tra Gianni Di Vita e Antonella Di Ielsi. Una versione che gli inquirenti stanno confrontando con il contenuto di alcune conversazioni WhatsApp.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Sono stati nuovamente ascoltati anche una <strong>docente di matematica e un tecnico di laboratorio<\/strong> dell&#8217;istituto agrario di Riccia. L&#8217;attenzione sulla scuola nasce da un particolare investigativo: da un computer dell&#8217;istituto sarebbero state effettuate ricerche sulla ricina nei mesi precedenti alla morte di Antonella e Sara.\u00a0La coppia sarebbe stata ascoltata gi\u00e0 tre volte. Nell&#8217;istituto, tuttavia, non sarebbe stata trovata una pianta di ricino n\u00e9 sarebbero emersi elementi che attestino una lavorazione della sostanza.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n<strong>Il mistero delle ricerche online sulla ricina<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi una pista completamente diversa, che porta fuori dall&#8217;Italia.\u00a0Dopo una denuncia presentata dalla giornalista Alessandra Potena alla Questura di Campobasso, gli investigatori avrebbero <strong>individuato alcune ricerche online in inglese attribuite a un utente ancora senza identit\u00e0<\/strong>. Nei mesi precedenti alla tragedia, questo profilo avrebbe rivolto domande sulla ricina e sui suoi effetti all&#8217;interno di forum e community anonime.\u00a0Dietro il nickname potrebbe esserci un uomo o una donna. Per questo, allo stato attuale, si parla semplicemente di un possibile \u201c<strong>Mister X\u201d o \u201cMiss X\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Un altro particolare ha attirato l&#8217;attenzione: il profilo sarebbe scomparso dalla piattaforma per alcuni mesi per poi tornare attivo recentemente con lo stesso nickname. Anche in questo caso il comportamento dell&#8217;utente \u00e8 un elemento da approfondire e non dimostra, da solo, alcun collegamento con il duplice omicidio.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n<strong>Perch\u00e9 entra in gioco l&#8217;Fbi<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Il problema per gli investigatori italiani \u00e8 soprattutto tecnico e giudiziario. La piattaforma utilizzata dall&#8217;utente ha sede in California e per tentare di risalire ai dati associati al profilo \u00e8 necessaria la cooperazione internazionale.\u00a0<strong>\u00c8 qui che entra in gioco l&#8217;Fbi.<\/strong>\u00a0L&#8217;obiettivo \u00e8 ottenere attraverso i canali previsti dalla cooperazione giudiziaria gli elementi utili a identificare la persona nascosta dietro il nickname. Un passaggio che potrebbe richiedere tempo e che non garantisce, da solo, che l&#8217;utente possa essere collegato alla morte di Antonella e Sara.\u00a0La domanda investigativa \u00e8 per\u00f2 evidente: chi cercava informazioni sulla ricina prima del duplice avvelenamento e perch\u00e9?\u00a0Per rafforzare questo fronte dell&#8217;inchiesta sarebbe stato coinvolto anche lo Sco, il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, struttura specializzata nelle investigazioni pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p>                                &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                Ultimo aggiornamento: sabato 1 agosto 2026, 16:31&#13;<br \/>\n                <br \/>&#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                        \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>                    &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; Sette mesi di indagini, centinaia di testimonianze, decine di reperti alimentari sequestrati e ora&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":612859,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[167731,14,93,94,1537,90,89,242895,7,15,240495,240496,167735,11,84,91,12,85,92],"class_list":["post-612858","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-antonella-di-ielsi","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mamma-e-figlia-avvelenate","tag-news","tag-notizie","tag-pietracatella","tag-ricina","tag-sara-di-vita","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117021274647483165","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/612858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=612858"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/612858\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/612859"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=612858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=612858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=612858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}