{"id":612993,"date":"2026-08-01T18:34:20","date_gmt":"2026-08-01T18:34:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/612993\/"},"modified":"2026-08-01T18:34:20","modified_gmt":"2026-08-01T18:34:20","slug":"sharkzilla-lo-squalo-gigante-di-new-york-e-la-teoria-dei-bidoni-radioattivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/612993\/","title":{"rendered":"&#8216;Sharkzilla&#8217;, lo squalo gigante di New York e la teoria dei bidoni radioattivi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una balena con un morso da 60 centimetri, una foca e un tonno da quasi 200 chili sbranati: al largo di Long Island un predatore enorme ha lasciato una scia di carcasse. Uno scienziato ha ipotizzato che vecchi bidoni di scorie nucleari, sversati negli anni &#8217;60 in un canyon sottomarino, potessero averlo mutato geneticamente. La caccia all&#8217;animale, ribattezzato &#8220;Sharkzilla&#8221;, \u00e8 al centro di una puntata di Shark Week su Discovery. I test, per\u00f2, raccontano un&#8217;altra storia<\/strong><\/p>\n<p>Un morso profondo 60 centimetri su una balena, una foca squarciata e un tonno da quasi 200 chili fatto a pezzi. Al largo di Long Island, nello Stato di New York, una serie di grandi animali marini \u00e8 finita nel mirino di un predatore fuori misura, scatenando una caccia raccontata nella puntata &#8220;Sharkzilla Takes New York&#8221; di Shark Week, il programma di Discovery Channel. A guidare le ricerche il biologo marino Craig O&#8217;Connell, che ha avanzato un&#8217;ipotesi tanto suggestiva quanto controversa: quei danni potrebbero essere opera di uno squalo reso pi\u00f9 grande e aggressivo da vecchie scorie radioattive.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\t        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/A06BAW.jpg\" class=\"c-inline-image__img j-lazyload\" itemprop=\"contentUrl\" loading=\"lazy\" data-cmp-hook-image=\"image\" alt=\"Squalo\"\/><\/p>\n<p>\t       \t  \u00a9IPA\/Fotogramma<\/p>\n<p>\t\t \tLa scia di carcasse al largo di Long Island<\/p>\n<p>L&#8217;indagine parte il 20 settembre 2025, dopo le segnalazioni di grossi animali marini attaccati nelle acque di fronte a Long Island. Una megattera viene trovata con un morso di circa 60 centimetri, una foca grigia con una ferita di poco pi\u00f9 di mezzo metro, un tonno da quasi 200 chili completamente dilaniato. Segni, secondo O&#8217;Connell, che grandi predatori un tempo scomparsi dalla zona potrebbero essere tornati.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Montauk, all&#8217;estremit\u00e0 di Long Island, era famosa in passato come meta per chi cercava squali di taglia eccezionale. &#8220;In passato questo era il posto dove venivi a catturare squali mostruosi. Ci sono cos\u00ec tanti record proprio qui, davanti a Montauk&#8221;, ha raccontato lo scienziato nel programma. Poi anni di pesca intensiva ne avevano azzerato i numeri: &#8220;Erano stati completamente sterminati. Spariti. Ma tutto quello che stiamo vedendo mi dice che questi grandi squali potrebbero essere di nuovo qui&#8221;.<\/p>\n<p>\t\t\t<a class=\"c-inline-card j-inline-card c-inline-card--with-image\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/mondo\/2026\/07\/15\/grande-squalo-bianco-contender\" rel=\"follow nofollow noopener\" data-intcmp=\"skytg24_articolo_approfondimenti_inline\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t         <img decoding=\"async\" crossorigin=\"anonymous\" alt=\"\"  loading=\"lazy\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Squalo.jpg\"\/><\/p>\n<p>\n\t\t\t         Leggi anche<br \/>\n\t\t\t         Avvistato Contender, lo squalo bianco pi\u00f9 grande dell&#8217;Atlantico\n\t\t\t      <\/p>\n<p>\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>\t\t\tI bidoni radioattivi nel canyon dell&#8217;Hudson<\/p>\n<p>Le ricerche portano il team a circa 160 chilometri da Montauk, verso l&#8217;Hudson Canyon, una gigantesca gola sottomarina che inizia a circa 270 metri di profondit\u00e0 per poi precipitare fino a quasi 1.200. Paragonabile per dimensioni al Grand Canyon, l&#8217;abisso \u00e8 un potenziale rifugio per alcuni dei pi\u00f9 grandi predatori dell&#8217;Atlantico. E ha una storia inquietante.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Alla fine degli anni &#8217;60 hanno scaricato 15.000 bidoni di scorie nucleari nell&#8217;Hudson Canyon&#8221;, ha spiegato O&#8217;Connell nel programma. &#8220;Dieci anni dopo sono andati a controllarli, e perdevano tutti&#8221;. Da qui la teoria, che lo stesso scienziato ha definito controversa e non provata: &#8220;Le perdite radioattive potrebbero avere un impatto sulla fauna, anche sui grandi predatori. Se un animale \u00e8 esposto a scorie nucleari, questo pu\u00f2 causare mutazioni genetiche e una crescita anomala. Se questo predatore \u00e8 geneticamente alterato, potrebbe essere pi\u00f9 veloce, pi\u00f9 forte e pi\u00f9 letale di qualunque altro sulla Terra. Lo stiamo chiamando Sharkzilla&#8221;. Il nome, crasi tra l&#8217;inglese shark (squalo) e Godzilla, il mostro del cinema giapponese, riassume l&#8217;idea di un super-predatore fuori scala.<\/p>\n<p>\t\t \tLa caccia e la cattura<\/p>\n<p>Per verificare l&#8217;ipotesi serviva l&#8217;animale: individuarlo, applicargli una marca satellitare e prelevare un campione di tessuto, unico modo per stabilire un&#8217;eventuale contaminazione. Nell&#8217;Hudson Canyon il team ha filmato e avvicinato diversi grandi predatori, tra cui uno squalo bianco e alcuni mako. Proprio i mako, gli squali pi\u00f9 veloci dell&#8217;oceano (oltre 60 km\/h), erano i principali sospettati. Alla fine i ricercatori hanno identificato e marcato una femmina di mako lunga quasi 3,6 metri, abbastanza grande da poter aver causato le ferite riscontrate sugli animali di Long Island: l&#8217;esemplare ribattezzato &#8220;Sharkzilla&#8221;.<\/p>\n<p>\t\t\t<a class=\"c-inline-card j-inline-card c-inline-card--with-image\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/ambiente\/2026\/07\/01\/squalo-follonica\" rel=\"follow nofollow noopener\" data-intcmp=\"skytg24_articolo_approfondimenti_inline\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t         <img decoding=\"async\" crossorigin=\"anonymous\" alt=\"\"  loading=\"lazy\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/foto_ig_palmieri_squalo.jpg\"\/><\/p>\n<p>\n\t\t\t         Leggi anche<br \/>\n\t\t\t         Follonica, trovato spiaggiato uno squalo capopiatto di 4 metri\n\t\t\t      <\/p>\n<p>\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>\t\t\tL&#8217;esito: nessuna mutazione<\/p>\n<p>I test hanno escluso qualsiasi mutazione radioattiva: la teoria dei bidoni non ha trovato conferma. L&#8217;indagine ha per\u00f2 offerto una spiegazione pi\u00f9 semplice della scia di carcasse. Quelle acque, \u00e8 emerso, funzionano come area riproduttiva per i mako: le femmine cacciavano prede di grandi dimensioni per nutrirsi durante la gestazione. Sharkzilla non era dunque un mostro geneticamente alterato, ma un grande mako incinta, un predatore particolarmente rapido e vorace attivo al largo di New York.<\/p>\n<p>\t            TAG:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una balena con un morso da 60 centimetri, una foca e un tonno da quasi 200 chili sbranati:&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":612994,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,11041,7,15,23515,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-612993","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-mondo","tag-new-york","tag-news","tag-notizie","tag-squalo","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117021695711188321","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/612993","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=612993"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/612993\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/612994"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=612993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=612993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=612993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}