{"id":613880,"date":"2026-08-02T09:16:30","date_gmt":"2026-08-02T09:16:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/613880\/"},"modified":"2026-08-02T09:16:30","modified_gmt":"2026-08-02T09:16:30","slug":"biella-dedica-una-mostra-al-divisionismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/613880\/","title":{"rendered":"Biella dedica una mostra al Divisionismo"},"content":{"rendered":"<p>        di Redazione , pubblicato il 31\/07\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/flash-news\/2c-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Mostre        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/novecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Novecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/divisionismo.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Divisionismo<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-moderna.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte Moderna<\/a> <\/p>\n<p>Dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027 Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero ospitano oltre 150 opere per rileggere il Divisionismo tra 1900 e 1930, mettendone in luce il ruolo decisivo nella nascita delle avanguardie del Novecento.<\/p>\n<p>Dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027 <strong>Biella<\/strong> ospiter\u00e0 una delle pi\u00f9 ampie ricognizioni dedicate al <strong>Divisionismo italiano<\/strong>, e in particolare sulla sua evoluzione nel primo Novecento. Le sedi di <strong>Palazzo Gromo Losa<\/strong> e<strong> Palazzo Ferrero<\/strong> accoglieranno infatti la mostra Divisionismo 1900-1930. Il segno dell\u2019avanguardia in Italia, curata da <strong>Niccol\u00f2 D\u2019Agati <\/strong>e <strong>Sergio Rebora<\/strong>, un progetto espositivo che, attraverso <strong>oltre 150 opere<\/strong>, intende rileggere <strong>uno dei movimenti fondamentali della pittura italiana<\/strong> mettendone in evidenza il ruolo nella formazione delle avanguardie del XX secolo. La mostra propone un punto di vista differente rispetto alla tradizionale interpretazione del Divisionismo, concentrando l\u2019attenzione non tanto sulla sua nascita nell\u2019ultimo decennio dell\u2019Ottocento, quanto sulla sua evoluzione tra il 1900 e il 1930, quando quella ricerca pittorica divenne <strong>uno dei linguaggi pi\u00f9 innovativi dell\u2019arte italiana<\/strong>. L\u2019obiettivo dei curatori \u00e8 infatti quello di mostrare come il Divisionismo non possa essere considerato un fenomeno concluso con la fine del XIX secolo. Nato negli anni Ottanta dell\u2019Ottocento e convenzionalmente inaugurato nel 1891 con l\u2019esposizione de Le due madri di Giovanni Segantini, il movimento continu\u00f2 infatti a <strong>svilupparsi nei decenni successivi<\/strong>, esercitando un\u2019influenza determinante sulle nuove generazioni di artisti e contribuendo in maniera decisiva alla nascita delle avanguardie storiche italiane.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo riunisce oltre 150 opere di alcuni dei principali protagonisti di questa stagione artistica. Accanto ai grandi maestri del Divisionismo, come Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Vittore Grubicy de Dragon, Emilio Longoni e Plinio Nomellini, saranno presenti anche artisti che avrebbero successivamente contribuito allo sviluppo delle avanguardie del Novecento, tra cui Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carr\u00e0, Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Luigi Russolo e Guido Marussig.<\/p>\n<p>Attraverso questo dialogo tra <strong>generazioni differenti<\/strong>, la mostra intende evidenziare la <strong>continuit\u00e0 tra la ricerca divisionista e i successivi sviluppi dell\u2019arte italiana<\/strong>. L\u2019esposizione ricostruisce infatti il momento in cui la<strong> tecnica della scomposizione del colore<\/strong> smette di essere soltanto una soluzione pittorica legata alla rappresentazione della luce per trasformarsi in uno <strong>strumento capace di ridefinire il linguaggio stesso della pittura<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Guido Marussig, Il giglio del fuoco (1917; Collezione privata)\" title=\"Guido Marussig, Il giglio del fuoco (1917; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/guido-marussig-il-giglio-del-fuoco.jpg\" width=\"750\" height=\"754\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGuido Marussig, Il giglio del fuoco (1917; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p>Il percorso prende simbolicamente avvio nel 1899, anno della morte di <strong>Giovanni Segantini<\/strong>. La scomparsa dell\u2019artista viene assunta come il momento di passaggio tra la stagione dei grandi fondatori del Divisionismo e quella delle nuove generazioni che, raccogliendone l\u2019eredit\u00e0, portarono la ricerca ben oltre gli obiettivi originari. I giovani artisti del primo Novecento guardarono infatti alle esperienze di Segantini, Pellizza, Previati e degli altri protagonisti della prima stagione divisionista non come a un modello da imitare, ma come a un patrimonio di possibilit\u00e0 espressive da sviluppare ulteriormente. La scomposizione del colore, la ricerca luministica, la frammentazione della pennellata e l\u2019intensificazione dei valori cromatici divennero cos\u00ec strumenti per sperimentare nuove modalit\u00e0 di rappresentazione della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019impostazione della mostra, \u00e8 proprio nei primi decenni del Novecento che il Divisionismo <strong>manifesta pienamente la propria capacit\u00e0 innovativa<\/strong>. Nato prevalentemente nell\u2019ambito della cultura artistica lombarda e piemontese, il movimento supera progressivamente i limiti geografici delle sue origini e si afferma come un linguaggio nazionale, capace di coinvolgere artisti attivi in differenti aree della penisola. L\u2019evoluzione del Divisionismo coincide anche con un profondo cambiamento nel modo di concepire la pittura. La scomposizione del colore e la ricerca sugli effetti luminosi cessano di essere esclusivamente strumenti destinati a riprodurre fedelmente il dato naturale. Diventano invece il punto di partenza per un <strong>nuovo modo di intendere l\u2019immagine<\/strong>, orientato a <strong>evocare sensazioni, emozioni e stati d\u2019animo<\/strong> attraverso il ritmo del segno e la costruzione cromatica della superficie pittorica.<\/p>\n<p>In questa prospettiva acquistano particolare importanza elementi come <strong>l\u2019intensit\u00e0 luminosa, la saturazione del colore, il dinamismo della pennellata<\/strong> e il<strong> valore autonomo del segno pittorico<\/strong>. Gli artisti che raccolgono la lezione divisionista trasformano questi aspetti in strumenti di una ricerca sempre pi\u00f9 radicale, destinata ad aprire nuove possibilit\u00e0 espressive e a mettere in discussione i modelli tradizionali della rappresentazione. Il cosiddetto <strong>\u201csegno diviso\u201d<\/strong> diventa cos\u00ec il terreno sul quale si sviluppano molte delle sperimentazioni che caratterizzeranno l\u2019arte italiana del primo Novecento. La tecnica nata nell\u2019Ottocento viene reinterpretata e adattata alle esigenze di una generazione chiamata a confrontarsi con la modernit\u00e0, con le trasformazioni della societ\u00e0 industriale e con il progressivo rinnovamento del linguaggio artistico europeo.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questa capacit\u00e0 di evolversi a costituire il filo conduttore dell\u2019intero progetto espositivo. Piuttosto che presentare il Divisionismo come un fenomeno concluso, la mostra lo interpreta come <strong>un linguaggio aperto, dinamico e in continua trasformazione<\/strong>, capace di accompagnare alcune delle pi\u00f9 importanti esperienze artistiche italiane tra Otto e Novecento. Il percorso documenta infatti come la lezione divisionista continui a produrre effetti anche negli anni Venti del XX secolo. In questa fase le ricerche sviluppate nei decenni precedenti entrano in dialogo con la cultura D\u00e9co e con il cosiddetto Ritorno all\u2019ordine, dimostrando la capacit\u00e0 del Divisionismo di adattarsi ai mutamenti del gusto e alle nuove esigenze espressive della pittura italiana.<\/p>\n<p>Attraverso questo sviluppo cronologico, l\u2019esposizione mette in evidenza come il Divisionismo abbia rappresentato molto pi\u00f9 di una semplice tecnica fondata sulla scomposizione del colore. Esso diventa infatti un metodo di indagine sul rapporto tra luce, forma, percezione e rappresentazione, destinato a influenzare profondamente artisti che avrebbero poi seguito percorsi molto differenti tra loro.<\/p>\n<p>La presenza di figure come Balla, Boccioni, Carr\u00e0 e Russolo testimonia proprio questa continuit\u00e0. Molti dei protagonisti delle avanguardie italiane trovarono infatti nella ricerca divisionista un primo terreno di sperimentazione, sviluppando successivamente linguaggi autonomi che avrebbero contribuito alla nascita del Futurismo e di altre esperienze fondamentali dell\u2019arte del Novecento. Accanto ai grandi nomi ormai consolidati nella storia dell\u2019arte, la mostra restituisce spazio anche ad artisti come Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville e Guido Marussig, contribuendo a delineare un panorama pi\u00f9 ampio e articolato delle vicende del Divisionismo nel primo trentennio del secolo.<\/p>\n<p>Divisionismo 1900-1930. Il segno dell\u2019avanguardia in Italia \u00e8 organizzata da Palazzo Gromo Losa Srl, societ\u00e0 strumentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, e da Dario Cimorelli Editore, in collaborazione con il Comune di Biella, Palazzo Ferrero &#8211; Fondazione Accademia Perosi ETS e Biella Citt\u00e0 Creativa UNESCO. L\u2019iniziativa si avvale inoltre del sostegno del Gruppo Banca di Asti.<\/p>\n<p>\u201cLa nuova grande mostra sul Divisionismo\u201d, afferma <strong>Michele Colombo<\/strong>, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, \u201crappresenta un tassello fondamentale per la crescita del nostro territorio. Questa iniziativa nasce da una forte collaborazione tra le istituzioni locali, unite nell\u2019obiettivo comune di valorizzare il Biellese Il progetto non \u00e8 solo un evento culturale di alto profilo, ma un concreto motore di attrattivit\u00e0 turistica. Attraverso l\u2019arte, intendiamo richiamare visitatori da fuori provincia, offrendo un\u2019esperienza che unisce cultura, accoglienza e identit\u00e0. La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella crede fermamente in questa rete territoriale, capace di generare sviluppo. Invitiamo tutti a scoprire un evento che dimostra come la sinergia locale possa produrre grandi risultati. Biella si conferma cos\u00ec una meta dinamica, aperta e capace di competere nel panorama culturale nazionale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe grandi mostre\u201d dichiara <strong>Marzio Olivero<\/strong>, sindaco di Biella, \u201channo il potere di lasciare un segno che va oltre la visita: invitano a fermarsi, osservare con maggiore attenzione e riflettere sul nostro tempo attraverso il linguaggio universale dell\u2019arte. In particolare il Divisionismo, tema dell\u2019esposizione che si potr\u00e0 visitare dal prossimo 28 novembre, rappresenta un movimento che ha saputo superare i confini della rappresentazione per diventare un linguaggio sociale. La cultura dunque \u00e8 uno dei pi\u00f9 potenti strumenti di crescita di una comunit\u00e0 ma \u00e8 anche un investimento strategico per il territorio. Mostre di questo livello rafforzano l\u2019identit\u00e0 di Biella nel panorama culturale nazionale, attraggono nuovi visitatori e generano valore per il tessuto economico e turistico. Vogliamo che Biella continui ad essere una citt\u00e0 dove l\u2019arte non si limita a essere ammirata, ma diventa esperienza capace di emozionare, aiutarci ad essere innovativi e creativi e contribuire realmente all\u2019evoluzione della citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEssere nuovamente al fianco della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella in occasione della mostra Divisionismo 1900-1930. Il segno dell\u2019avanguardia in Italia\u201d, conclude <strong>Maurizio Rasero<\/strong>, presidente del Gruppo Banca di Asti, \u201crinnova il nostro impegno verso il territorio e la sua crescita culturale. Crediamo che il valore di una banca locale si misuri anche nella capacit\u00e0 di contribuire allo sviluppo culturale e sociale della comunit\u00e0, promuovendo iniziative che alimentino partecipazione, inclusione e crescita condivisa\u201d.<\/p>\n<p>Informazioni sulla mostra<a href=\"https:\/\/www.mostralesignoredellarte.it\/\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Palazzo Cucchiari - Signore\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Palazzo Cucchiari - Signore&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/banner finestre sull arte2.jpg\" alt=\"Le Signore dell'Arte - Palazzo Cucchiari, Carrara - dal 27 giugno al 25 ottobre 2026\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Palazzo Cucchiari - Signore', 1);\" title=\"Le Signore dell'Arte - Palazzo Cucchiari, Carrara - dal 27 giugno al 25 ottobre 2026\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a><br \/>\n            <br \/>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione , pubblicato il 31\/07\/2026 Categorie: Mostre \/ Argomenti: Novecento &#8211; Divisionismo &#8211; Arte Moderna Dal 28&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":613881,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,11183,1614,1611,1610,1612,52746,203,204,1537,90,89,16631],"class_list":["post-613880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arte-moderna","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-divisionismo","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-novecento"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117025164492974737","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/613880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=613880"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/613880\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/613881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=613880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=613880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=613880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}