{"id":614070,"date":"2026-08-02T12:04:22","date_gmt":"2026-08-02T12:04:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614070\/"},"modified":"2026-08-02T12:04:22","modified_gmt":"2026-08-02T12:04:22","slug":"ictus-la-stimolazione-del-cervelletto-apre-una-nuova-strada-per-il-recupero-cosi-aumentiamo-la-plasticita-del-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614070\/","title":{"rendered":"Ictus, la stimolazione del cervelletto apre una nuova strada per il recupero: \u00abCos\u00ec aumentiamo la plasticit\u00e0 del cervello\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Ruggiero Corcella<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Uno studio italiano, coordinato dal Santa Lucia Irccs di Roma  e pubblicato su Science Advances, mostra che sincronizzare la stimolazione magnetica ed elettrica con il ritmo naturale del cervelletto migliora la funzione motoria. Una strategia che potrebbe rafforzare il recupero dopo l&#8217;ictus, anche se serviranno studi clinici pi\u00f9 ampi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per anni la ricerca sul recupero dopo <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ictus\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l&#8217;ictus<\/a> <b>ha guardato soprattutto alla corteccia cerebrale, <\/b>l&#8217;area direttamente coinvolta nell&#8217;esecuzione dei movimenti. Oggi, per\u00f2, un numero crescente di studi sta spostando l&#8217;attenzione su un&#8217;altra regione del cervello, fondamentale per imparare, correggere e rendere sempre pi\u00f9 precisi i nostri movimenti: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/cervelletto\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il cervelletto.<\/a><br \/>\u00c8 proprio su questa struttura che punta uno studio di Santa Lucia IRCCS di Roma, Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e Universit\u00e0 di Ferrara, dell\u2019IIT, coordinato dal <b>professor Giacomo Koch, <\/b>vice-direttore scientifico del Santa Lucia IRCCS, <b>pubblicato sulla rivista Science Advances.<\/b> I ricercatori hanno dimostrato che una stimolazione non invasiva del cervelletto, sincronizzata con il suo ritmo elettrico naturale, \u00e8 in grado di aumentare la plasticit\u00e0 cerebrale e migliorare la funzione motoria sia negli adulti sani sia nelle persone con esiti di ictus.<br \/>Il risultato si inserisce in uno dei filoni pi\u00f9 promettenti della neurologia contemporanea. Negli ultimi anni \u00e8 infatti emerso con sempre maggiore evidenza che <b>il recupero delle funzioni perdute dopo una lesione cerebrale non dipende soltanto dall&#8217;area danneggiata, ma dalla capacit\u00e0 dell&#8217;intera rete neuronale di riorganizzarsi<\/b>. \u00c8 il fenomeno noto come neuroplasticit\u00e0, grazie al quale circuiti ancora integri possono contribuire, almeno in parte, a compensare quelli compromessi.<\/p>\n<p>    <b>Due stimolazioni sincronizzate sulle onde theta<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I ricercatori hanno combinato <b>la stimolazione magnetica transcranica (TMS),<\/b> una tecnica non invasiva, indolore e reversibile gi\u00e0 impiegata con successo per numerose patologie neurologiche, e <b>la stimolazione elettrica transcranica a corrente alternata (tACS),<\/b> che impiega correnti a bassissimo voltaggio a frequenze specifiche per sintonizzarsi sull\u2019attivit\u00e0 elettrica cerebrale. L&#8217;elemento innovativo \u00e8 che entrambe sono state sincronizzate con <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/elettroencefalogramma\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">le onde theta<\/a> del cervelletto, <b>oscillazioni comprese tra 4 e 8 Hertz<\/b> che regolano i processi di apprendimento motorio.<br \/>Il cervelletto svolge infatti un ruolo fondamentale nell&#8217;affinare i movimenti attraverso la pratica. Camminare, afferrare un oggetto, scrivere o suonare uno strumento sono abilit\u00e0 che dipendono anche dalla capacit\u00e0 di questa struttura di modificare continuamente i propri circuiti. <b>L&#8217;ipotesi dei ricercatori era che una stimolazione \u00abaccordata\u00bb con questo ritmo fisiologico potesse amplificare tali meccanismi<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    <b>Il circuito che resta attivo dopo l&#8217;ictus<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo studio suggerisce che la sincronizzazione della stimolazione rafforzi il circuito che collega il cervelletto alla<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/corteccia-cerebellare\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> corteccia<\/a> motoria, aumentando la capacit\u00e0 del sistema nervoso di trasmettere il segnale motorio.<br \/>\u00abQuello che abbiamo osservato\u00bb spiega il professor Giacomo Koch, neurologo, e coordinatore dello studio \u00ab\u00e8 che <b>la stimolazione del cervelletto accordata alla frequenza theta mette in moto un circuito che da questa struttura arriva fino all&#8217;area motoria, potenziando in maniera duratura l&#8217;eccitabilit\u00e0 e quindi la capacit\u00e0 di condurre il segnale motorio lungo tutto il percorso.<\/b> Questo incremento \u00e8 inoltre specifico della stimolazione dell&#8217;area del cervelletto, perch\u00e9 le stesse tecniche di stimolazione applicate a livello periferico non hanno dato portato risultati apprezzabili\u00bb.<br \/>Gli effetti non si sono limitati ai parametri neurofisiologici. Attraverso<b> il test dei nove pioli<\/b>, utilizzato per misurare la destrezza della mano, i ricercatori hanno osservato <b>un miglioramento<\/b> sia nei soggetti sani, sia nei pazienti con esiti di ictus. In questi ultimi,<b> fino al 71% dei partecipanti ha ottenuto un risultato migliore <\/b>rispetto alla stimolazione simulata, suggerendo che il circuito cerebello-talamo-corticale possa continuare a sostenere il recupero motorio anche quando la corteccia \u00e8 stata danneggiata.<\/p>\n<p>    <b>Il circuito che resta attivo dopo l&#8217;ictus<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;idea nasce da un&#8217;osservazione clinica: <b>nella maggior parte degli ictus il cervelletto rimane integro e continua a mantenere connessioni funzionali con le aree motorie della corteccia<\/b>. Per questo potrebbe rappresentare un bersaglio terapeutico, quando le tradizionali tecniche di stimolazione corticale risultano meno efficaci.<br \/>\u00abIl tema della neuroplasticit\u00e0 \u00e8 fondamentale\u00bb prosegue <b>Danny Adrian Spampinato<\/b>, ricercatore del Santa Lucia IRCCS e primo autore dello studio \u00abil punto di forza di questo studio \u00e8 nella sua base razionale: siamo partiti osservando il dato statistico che, in caso di ictus, il cervelletto \u00e8 spesso risparmiato anche in presenza di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/lesione-cerebellare\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">lesioni <\/a>corticali estese, e mantiene connessioni funzionali con le aree motorie attraverso le vie cerebello-talamo-corticali. Questo lo rende <b>un bersaglio terapeutico particolarmente interessante <\/b>proprio nelle condizioni in cui la corteccia motoria \u00e8 danneggiata o difficilmente raggiungibile con le tecniche di stimolazione convenzionali\u00bb.<br \/>Negli ultimi anni il cervelletto \u00e8 diventato uno dei protagonisti della ricerca sulla neuromodulazione. <b>Studi sperimentali suggeriscono che intervenire sui suoi circuiti possa favorire la plasticit\u00e0 motoria e aumentare l&#8217;efficacia della riabilitazione,<\/b> anche se le prove cliniche sono ancora limitate e richiedono conferme in studi di dimensioni maggiori.<\/p>\n<p>        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy\" width=\"512\" height=\"512\" alt=\"Ictus, la stimolazione del cervelletto apre una nuova strada per il recupero: \u00abCos\u00ec aumentiamo la plasticit\u00e0 del cervello\u00bb\" src=\"https:\/\/dimages2.corriereobjects.it\/files\/image_512_512\/uploads\/2026\/07\/31\/6a6c9a2f4a81c.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/dimages2.corriereobjects.it\/uploads\/2026\/07\/31\/6a6c9a2f4a81c.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"text \" id=\"m16913-16912-16914\">Il professor Giacomo Koch durante la sperimentazione (Foto:Irccs Santa Lucia)<\/p>\n<p>    <b>Le prospettive e i limiti<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo gli autori, il principio della stimolazione sincronizzata potrebbe essere esplorato <b>anche in altre patologie nelle quali il cervelletto \u00e8 coinvolto<\/b>. \u00abPensando al cervelletto come ad un nodo relativamente preservato dalle lesioni e riccamente connesso, \u00e8 possibile stimolarlo per favorire il recupero di altre condizioni in cui i circuiti cerebellari sono coinvolti, come le<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/atassia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> atassie <\/a>cerebellari, la sclerosi multipla o altri disturbi del movimento. Si tratta per\u00f2 di ipotesi che dovranno essere verificate con studi dedicati: il lavoro attuale ha riguardato in modo specifico soggetti sani e pazienti con esiti di ictus\u00bb, sottolinea Koch.<br \/>Sulla stessa linea il commento di <b>Luciano Fadiga<\/b>, del Centro per la Neurofisiologia Traslazionale del Linguaggio e della Comunicazione dell&#8217;IIT di Ferrara e dell&#8217;Universit\u00e0 di Ferrara: \u00abQuesto lavoro nasce dalla sinergia tra la ricerca clinica sulla stimolazione cerebrale e le competenze in neurofisiologia traslazionale del nostro centro. <b>Il cervelletto \u00e8 un sistema estremamente organizzato dal punto di vista temporale<\/b>, e dimostrare che \u00e8 possibile \u201cdialogare\u201d con i suoi ritmi naturali per guidarne la plasticit\u00e0 apre una prospettiva metodologica che va oltre il singolo studio: un principio di stimolazione ritmo-specifica che pu\u00f2 essere esteso ad altri circuiti e ad altre finalit\u00e0 terapeutiche\u00bb.<br \/><b>Gli stessi ricercatori invitano tuttavia alla cautela.<\/b> Lo studio ha coinvolto un numero limitato di partecipanti e ha valutato gli effetti di una sola sessione di stimolazione. Saranno necessari studi multicentrici, protocolli ripetuti e popolazioni cliniche pi\u00f9 ampie per capire se questi risultati possano tradursi in un beneficio stabile nella pratica clinica. Se confermati, potrebbero aggiungere un nuovo strumento alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/neuroriabilitazione\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">neuroriabilitazione,<\/a> sfruttando la capacit\u00e0 del cervello di riorganizzarsi dopo una lesione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"bck-box-paragraph\">Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d&#8217;eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-02T12:12:45+02:00\">2 agosto 2026 ( modifica il 2 agosto 2026 | 12:12)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Ruggiero Corcella Uno studio italiano, coordinato dal Santa Lucia Irccs di Roma e pubblicato su Science Advances,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":614071,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[156416,338433,1495,6509,841,1018,338434,6699,338435,2111,24181,158100,1039,104,338436,338437,338438,1887,338428,2094,30779,12721,338439,338440,21789,9312,17518,3858,38020,338441,338442,167672,71677,338443,338444,338445,178910,1277,2096,27010,66512,338431,19267,5493,4205,239,4282,156388,16699,1537,90,89,51813,19880,338429,128929,244924,18984,291513,3279,614,4233,24595,240,36944,1326,34579,338430,2184,7877,29798,2128,38831,252761,338432,338],"class_list":["post-614070","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-accordata","tag-advances","tag-altre","tag-apre","tag-area","tag-aree","tag-aree-motorie","tag-attivo","tag-attivo-ictus","tag-aumentare","tag-bersaglio","tag-bersaglio-terapeutico","tag-capacita","tag-centro","tag-cerebellari","tag-cerebello","tag-cerebello-talamo","tag-cerebrale","tag-cervelletto","tag-cervello","tag-circuiti","tag-circuito","tag-circuito-resta","tag-circuito-resta-attivo","tag-clinica","tag-cliniche","tag-coinvolto","tag-condizioni","tag-connessioni","tag-connessioni-funzionali","tag-connessioni-funzionali-aree","tag-coordinato","tag-corteccia","tag-corteccia-motoria","tag-corticale","tag-corticali","tag-danneggiata","tag-dato","tag-effetti","tag-elettrica","tag-esiti","tag-esiti-ictus","tag-favorire","tag-ferrara","tag-fondamentale","tag-health","tag-ictus","tag-iit","tag-irccs","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-koch","tag-lucia","tag-lucia-irccs","tag-motoria","tag-motorio","tag-movimenti","tag-plasticita","tag-recupero","tag-ricerca","tag-ricercatori","tag-ritmo","tag-salute","tag-sani","tag-santa","tag-santa-lucia","tag-santa-lucia-irccs","tag-stimolazione","tag-struttura","tag-studi","tag-studio","tag-tecniche","tag-tecniche-stimolazione","tag-theta","tag-ultimi"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614070","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=614070"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614070\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/614071"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=614070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=614070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=614070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}