{"id":614183,"date":"2026-08-02T13:53:19","date_gmt":"2026-08-02T13:53:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614183\/"},"modified":"2026-08-02T13:53:19","modified_gmt":"2026-08-02T13:53:19","slug":"il-cervello-si-puo-allenare-dopo-i-60-anni-le-5-abitudini-che-migliorano-memoria-e-pensiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614183\/","title":{"rendered":"Il cervello si pu\u00f2 allenare dopo i 60 anni? Le 5 abitudini che migliorano memoria e pensiero"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"2436\" data-end=\"2735\">Dimenticare il nome di una persona, entrare in una stanza e non ricordare cosa si stava cercando, impiegare pi\u00f9 tempo per recuperare una parola. Dopo una certa et\u00e0, ogni vuoto di memoria pu\u00f2 generare una domanda inquietante: <strong data-start=\"2661\" data-end=\"2735\">\u00e8 una normale distrazione o il primo segnale di qualcosa di pi\u00f9 serio?<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"2737\" data-end=\"3209\">Una dimenticanza occasionale non equivale a una demenza. Eppure, la preoccupazione non nasce dal nulla. Nel mondo oltre 57 milioni di persone convivono con una forma di demenza e ogni anno vengono diagnosticati quasi 10 milioni di nuovi casi. In Italia si stimano circa 1,2 milioni di persone con demenza, oltre la met\u00e0 delle quali affette dalla malattia di Alzheimer, mentre quasi 900.000 presenterebbero un disturbo cognitivo lieve. <\/p>\n<p data-start=\"3211\" data-end=\"3587\">La novit\u00e0 pi\u00f9 interessante non \u00e8 l\u2019arrivo di una nuova pillola miracolosa. \u00c8 la crescente evidenza che <strong data-start=\"3314\" data-end=\"3403\">la traiettoria con cui il cervello invecchia non dipende soltanto dall\u2019et\u00e0 o dai geni<\/strong>. Una parte del rischio pu\u00f2 essere modificata intervenendo contemporaneamente su movimento, alimentazione, pressione arteriosa, metabolismo, attivit\u00e0 mentale e qualit\u00e0 delle relazioni.<\/p>\n<p data-start=\"3589\" data-end=\"3749\">A dimostrarlo con nuovi dati \u00e8 LatAm-FINGERS, uno studio randomizzato condotto in undici Paesi dell\u2019America Latina e pubblicato nel luglio 2026 su The Lancet.<\/p>\n<p>Lo studio su oltre mille persone<\/p>\n<p data-start=\"3788\" data-end=\"4148\">Il trial ha coinvolto <strong data-start=\"3810\" data-end=\"3847\">1.065 adulti tra i 60 e i 77 anni<\/strong>, con un\u2019et\u00e0 media di 67,5 anni. I partecipanti non avevano una diagnosi di demenza, ma presentavano fattori che aumentavano il rischio di declino cognitivo, come problemi cardiovascolari, prestazioni cognitive non ottimali e un punteggio elevato in una scala utilizzata per stimare il rischio futuro.<\/p>\n<p data-start=\"4150\" data-end=\"4556\">Le persone sono state assegnate casualmente a due gruppi. Il primo, formato da 539 partecipanti, ha seguito per due anni un programma sistematico e strutturato, con esercizio supervisionato, incontri, monitoraggio, sostegno motivazionale e attivit\u00e0 organizzate. Il secondo gruppo, composto da 526 persone, ha ricevuto indicazioni pi\u00f9 flessibili e consigli generali sugli stessi aspetti dello stile di vita.<\/p>\n<p data-start=\"4558\" data-end=\"4924\">Gli esaminatori incaricati di misurare le prestazioni cognitive non conoscevano il gruppo di appartenenza dei partecipanti. Questo accorgimento riduce il rischio che aspettative o impressioni personali influenzino la valutazione dei risultati. Alla fine dei due anni, l\u201982,3% del campione iniziale aveva completato il follow-up.<\/p>\n<p data-start=\"4558\" data-end=\"4924\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/cervello3-1785650742793.jpg\" alt=\"\" width=\"731\" height=\"478\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>Quel \u201c55% in pi\u00f9\u201d che va spiegato bene<\/p>\n<p data-start=\"4969\" data-end=\"5281\">Durante lo studio, le prestazioni cognitive sono migliorate in entrambi i gruppi. Tuttavia, nel gruppo sottoposto al programma strutturato, il punteggio cognitivo complessivo \u00e8 aumentato mediamente di <strong data-start=\"5170\" data-end=\"5208\">0,31 deviazioni standard ogni anno<\/strong>, contro le 0,20 del gruppo che aveva ricevuto indicazioni pi\u00f9 generiche.<\/p>\n<p data-start=\"5283\" data-end=\"5721\">La differenza tra i due gruppi \u00e8 stata di 0,11 deviazioni standard all\u2019anno ed \u00e8 risultata statisticamente molto solida. Confrontando i due valori, il miglioramento del gruppo strutturato \u00e8 stato circa il <strong data-start=\"5488\" data-end=\"5505\">55% pi\u00f9 ampio<\/strong> rispetto a quello osservato nel gruppo flessibile. Sono emersi benefici anche in ambiti come memoria episodica, funzioni esecutive e velocit\u00e0 di elaborazione delle informazioni. <\/p>\n<p data-start=\"5723\" data-end=\"5830\"><strong data-start=\"5723\" data-end=\"5830\">Questo risultato non significa che il programma abbia ridotto del 55% i casi di Alzheimer o di demenza.<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"5832\" data-end=\"6283\">Lo studio ha misurato l\u2019andamento delle prestazioni cognitive per due anni, non il numero di persone che avrebbero sviluppato una demenza nei decenni successivi. Non dimostra quindi che cinque abitudini possano \u201cimpedire\u201d l\u2019Alzheimer. Dimostra qualcosa di pi\u00f9 preciso: <strong data-start=\"6101\" data-end=\"6282\">nelle persone anziane a rischio, un intervento intensivo e organizzato pu\u00f2 produrre un miglioramento cognitivo superiore rispetto alla semplice consegna di consigli sulla salute<\/strong>.<\/p>\n<p data-start=\"6285\" data-end=\"6410\">\u00c8 una differenza fondamentale per evitare che un dato scientifico interessante venga trasformato in una promessa impossibile.<\/p>\n<p>Non bastava dire \u201cmangia meglio e muoviti\u201d<\/p>\n<p data-start=\"6459\" data-end=\"6560\">Uno degli aspetti pi\u00f9 importanti del trial riguarda il modo in cui il cambiamento \u00e8 stato realizzato.<\/p>\n<p data-start=\"6562\" data-end=\"6844\">I partecipanti non hanno ricevuto soltanto un opuscolo con una serie di raccomandazioni. Il programma comprendeva attivit\u00e0 fisica supervisionata, sostegno nutrizionale, allenamento cognitivo, gestione dei fattori cardiovascolari, incontri di gruppo, monitoraggio e supporto sociale.<\/p>\n<p data-start=\"6846\" data-end=\"7201\">Gli interventi sono stati inoltre adattati alle diverse culture. L\u2019attivit\u00e0 motoria poteva comprendere balli come salsa e tango o esercizi nei parchi pubblici. Il modello alimentare ispirato alla dieta MIND \u00e8 stato adattato alla disponibilit\u00e0 locale, utilizzando anche alimenti come quinoa, avocado, semi di chia e prodotti tradizionali dei diversi Paesi.<\/p>\n<p data-start=\"7203\" data-end=\"7555\">L\u2019obiettivo non era imporre un protocollo identico a tutti, ma conservare gli elementi scientificamente essenziali rendendoli praticabili nella vita reale. L\u2019aderenza media al programma strutturato \u00e8 stata del 71,6%, mentre gli abbandoni sono stati meno frequenti rispetto al gruppo flessibile: 15,2% contro 20,2%. <\/p>\n<p data-start=\"7557\" data-end=\"7735\"><strong data-start=\"7557\" data-end=\"7735\">Il messaggio forse pi\u00f9 importante \u00e8 che conoscere le regole non basta. Servono continuit\u00e0, sostegno, obiettivi realistici e un ambiente che renda il comportamento ripetibile.<\/strong><\/p>\n<p>Prima leva: il movimento<\/p>\n<p data-start=\"7766\" data-end=\"7936\">L\u2019attivit\u00e0 fisica non agisce soltanto sui muscoli. Aiuta a controllare pressione, glicemia, peso e profilo lipidico, tutti elementi collegati anche alla salute cerebrale.<\/p>\n<p data-start=\"7938\" data-end=\"8163\">Nel programma LatAm-FINGERS il movimento era supervisionato e inserito in un percorso pi\u00f9 ampio. Non era quindi una passeggiata occasionale n\u00e9 un periodo di esercizio intenso iniziato e interrotto nel giro di poche settimane.<\/p>\n<p data-start=\"8165\" data-end=\"8577\">Le nuove linee guida dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 includono l\u2019aumento dell\u2019attivit\u00e0 fisica tra gli interventi raccomandati per ridurre il rischio di declino cognitivo e demenza. Questo non significa che esista un esercizio capace di immunizzare il cervello, ma che <strong data-start=\"8443\" data-end=\"8538\">la sedentariet\u00e0 rappresenta uno dei fattori sui quali \u00e8 concretamente possibile intervenire<\/strong>. <\/p>\n<p data-start=\"8579\" data-end=\"9025\">Per le persone anziane, soprattutto in presenza di cardiopatie, problemi articolari, disturbi dell\u2019equilibrio o altre malattie croniche, il programma deve per\u00f2 essere graduale e personalizzato. Nel trial i disturbi muscoloscheletrici sono stati segnalati pi\u00f9 frequentemente nel gruppo sottoposto all\u2019intervento intensivo, anche se nessun evento grave \u00e8 stato considerato direttamente provocato dal programma.<\/p>\n<p data-start=\"8579\" data-end=\"9025\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/movimento2-1785650368281.jpg\" alt=\"\" width=\"724\" height=\"483\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>Seconda leva: il modello alimentare<\/p>\n<p data-start=\"9067\" data-end=\"9151\">Lo studio non ha identificato un alimento capace, da solo, di migliorare la memoria.<\/p>\n<p data-start=\"9153\" data-end=\"9491\">L\u2019intervento nutrizionale si ispirava alla dieta MIND, un modello che integra elementi della dieta mediterranea e dell\u2019alimentazione utilizzata per la prevenzione cardiovascolare. Il punto centrale non era consumare un presunto \u201csuperfood\u201d, ma costruire un\u2019alimentazione complessivamente pi\u00f9 favorevole alla salute metabolica e vascolare.<\/p>\n<p data-start=\"9493\" data-end=\"9715\"><strong data-start=\"9493\" data-end=\"9552\">Il cervello non vive separato dal resto dell\u2019organismo.<\/strong> I vasi che lo nutrono risentono nel tempo di ipertensione, diabete, colesterolo elevato, fumo e altri fattori che possono danneggiare anche cuore, reni e arterie.<\/p>\n<p data-start=\"9717\" data-end=\"10134\">Le indicazioni dell\u2019OMS raccomandano un\u2019alimentazione sana come parte di una strategia complessiva, insieme all\u2019attivit\u00e0 fisica, alla riduzione dell\u2019alcol e alla cessazione del fumo. Non esiste per\u00f2 una singola dieta universalmente adatta a ogni persona: condizioni come diabete, insufficienza renale, fragilit\u00e0 o perdita involontaria di peso richiedono valutazioni specifiche.<\/p>\n<p data-start=\"9717\" data-end=\"10134\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/cervello2-1785650454391.jpg\" alt=\"\" width=\"724\" height=\"483\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>Terza leva: allenare la mente<\/p>\n<p data-start=\"10170\" data-end=\"10376\">Leggere, studiare, imparare qualcosa di nuovo, utilizzare strumenti digitali, suonare, svolgere esercizi di attenzione o affrontare attivit\u00e0 che richiedono pianificazione possono stimolare funzioni diverse.<\/p>\n<p data-start=\"10378\" data-end=\"10570\">Nel trial, l\u2019allenamento cognitivo non era affidato soltanto ai cruciverba. Era una parte organizzata del programma, inserita accanto al movimento e alla gestione della salute cardiovascolare.<\/p>\n<p data-start=\"10572\" data-end=\"10975\">Anche l\u2019OMS raccomanda la stimolazione e l\u2019allenamento cognitivo negli adulti con capacit\u00e0 cognitive normali o con un disturbo cognitivo lieve. Questo non significa che fare Sudoku impedisca la demenza. Significa che <strong data-start=\"10789\" data-end=\"10934\">mantenere il cervello impegnato pu\u00f2 contribuire alla strategia di riduzione del rischio, soprattutto quando non \u00e8 l\u2019unico intervento adottato<\/strong>. <\/p>\n<p>Quarta leva: non isolarsi<\/p>\n<p data-start=\"11007\" data-end=\"11183\">Il programma comprendeva incontri, attivit\u00e0 collettive, coaching e sostegno tra pari. La dimensione sociale non era un elemento decorativo, ma parte integrante dell\u2019intervento.<\/p>\n<p data-start=\"11185\" data-end=\"11553\">L\u2019isolamento sociale \u00e8 oggi considerato uno dei fattori modificabili associati al rischio di demenza. Le relazioni possono favorire movimento, comunicazione, motivazione, organizzazione della giornata e stimolazione cognitiva. Una passeggiata concordata con un\u2019altra persona, ad esempio, pu\u00f2 essere pi\u00f9 facile da mantenere rispetto a un generico proposito individuale.<\/p>\n<p data-start=\"11555\" data-end=\"11667\"><strong data-start=\"11555\" data-end=\"11667\">La socialit\u00e0 non \u00e8 soltanto compagnia: \u00e8 anche attivit\u00e0 mentale, linguaggio, adattamento e risposta emotiva.<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"11669\" data-end=\"11880\">Questo aspetto diventa particolarmente importante dopo il pensionamento, una separazione, un lutto, una malattia o la perdita di autonomia, momenti nei quali le occasioni di incontro possono ridursi rapidamente.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/106852\/cuore-matto-non-batte-mai-uguale.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_31_lug_2026,_08_16_24-1785478782665.jpg--cuore_matto__non_batte_mai_uguale.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p>Quinta leva: proteggere cuore, udito e metabolismo<\/p>\n<p data-start=\"11937\" data-end=\"12190\">Pressione alta, diabete e colesterolo elevato non riguardano soltanto il rischio di infarto o ictus. Le nuove linee guida dell\u2019OMS sottolineano l\u2019importanza della gestione delle condizioni cardiometaboliche anche nella prevenzione del declino cognitivo.<\/p>\n<p data-start=\"12192\" data-end=\"12430\">Tra gli interventi considerati figurano inoltre la correzione della perdita uditiva, la riduzione dell\u2019esposizione all\u2019inquinamento atmosferico, l\u2019astensione dal tabacco e la limitazione dell\u2019alcol. <\/p>\n<p data-start=\"12432\" data-end=\"12819\">L\u2019udito merita particolare attenzione. Quando una persona sente male pu\u00f2 partecipare meno alle conversazioni, isolarsi, ridurre le attivit\u00e0 sociali e impiegare maggiori risorse cognitive per decifrare le parole. Per questo gli apparecchi acustici possono essere presi in considerazione all\u2019interno di una strategia di riduzione del rischio, quando esiste una perdita uditiva documentata.<\/p>\n<p>Gli integratori non sostituiscono la prevenzione<\/p>\n<p data-start=\"12874\" data-end=\"12999\">La paura dell\u2019Alzheimer alimenta un enorme mercato di vitamine, omega-3 e prodotti presentati come protettivi per la memoria.<\/p>\n<p data-start=\"13001\" data-end=\"13389\">Le nuove indicazioni dell\u2019OMS sono molto chiare: <strong data-start=\"13050\" data-end=\"13246\">in assenza di una carenza diagnosticata non vengono raccomandati vitamina B, vitamina E, omega-3 o complessi multivitaminici allo scopo specifico di prevenire il declino cognitivo o la demenza<\/strong>. Le prove disponibili non mostrano un equilibrio favorevole tra potenziali benefici e rischi inattesi. <\/p>\n<p data-start=\"13391\" data-end=\"13679\">Questo non significa che una carenza vitaminica debba essere ignorata. Significa che assumere integratori senza una reale indicazione non riproduce gli effetti di un programma composto da movimento, alimentazione, socialit\u00e0, stimolazione mentale e controllo medico dei fattori di rischio.<\/p>\n<p>Quel 45% non \u00e8 una garanzia personale<\/p>\n<p data-start=\"13723\" data-end=\"14008\">Secondo l\u2019aggiornamento della Commissione di The Lancet e le nuove linee guida dell\u2019OMS, <strong data-start=\"13814\" data-end=\"13967\">fino al 45% dei casi di demenza potrebbe essere prevenuto o ritardato intervenendo sui fattori di rischio modificabili lungo l\u2019intero arco della vita<\/strong>. <\/p>\n<p data-start=\"14010\" data-end=\"14067\">Anche questo dato deve essere interpretato correttamente.<\/p>\n<p data-start=\"14069\" data-end=\"14477\">Non significa che ogni persona possa cancellare il 45% del proprio rischio. Si tratta di una stima riferita alla popolazione, calcolata considerando quanto sono diffusi determinati fattori e quanto risultano associati alle demenze. Et\u00e0, caratteristiche genetiche e numerosi processi biologici non possono essere modificati. Inoltre, persone che hanno sempre condotto una vita sana possono comunque ammalarsi.<\/p>\n<p data-start=\"14479\" data-end=\"14564\">La prevenzione <strong data-start=\"14494\" data-end=\"14519\">sposta le probabilit\u00e0<\/strong>, ma non pu\u00f2 offrire una protezione assoluta.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/benessere\/50736\/invecchiamento-attivo-movimento-come-farmaco-cosa-dice-la-scienza.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026\/03\/iStock-1525276064.jpg--a_young_physiotherapist_guiding_an_elderly_woman_through_rehabilitation_exercises__empowering_her_on_the_path_to_wellness.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p>Lo studio non \u00e8 una cura per chi ha gi\u00e0 la demenza<\/p>\n<p data-start=\"14621\" data-end=\"14847\">LatAm-FINGERS ha coinvolto adulti a rischio, ma senza una demenza diagnosticata. I risultati non possono quindi essere automaticamente trasferiti alle persone che convivono gi\u00e0 con Alzheimer o altre malattie neurodegenerative.<\/p>\n<p data-start=\"14849\" data-end=\"15046\">Il follow-up \u00e8 durato due anni, un periodo sufficiente per osservare l\u2019andamento dei test cognitivi ma troppo breve per stabilire quanti partecipanti svilupperanno una demenza nel corso della vita.<\/p>\n<p data-start=\"15048\" data-end=\"15383\">Inoltre, il 75% del campione era composto da donne e lo studio \u00e8 stato realizzato in specifici contesti latinoamericani. L\u2019adattamento culturale rappresenta uno dei punti di forza del progetto, ma programmi simili devono essere verificati e organizzati anche nei sistemi sanitari di altri Paesi. <\/p>\n<p>La vera scoperta \u00e8 il metodo<\/p>\n<p data-start=\"15418\" data-end=\"15501\">La conclusione pi\u00f9 utile non \u00e8 che esistano cinque trucchi per evitare l\u2019Alzheimer.<\/p>\n<p data-start=\"15503\" data-end=\"15596\"><strong data-start=\"15503\" data-end=\"15596\">La vera scoperta \u00e8 che un programma strutturato funziona meglio di un consiglio generico.<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"15598\" data-end=\"15932\">Dire a una persona di muoversi, mangiare meglio, controllare la pressione e non isolarsi \u00e8 semplice. Trasformare queste indicazioni in una routine mantenuta per anni \u00e8 molto pi\u00f9 difficile. Nel trial hanno fatto la differenza la supervisione, gli incontri, il monitoraggio, l\u2019adattamento alle abitudini locali e il sostegno del gruppo.<\/p>\n<p data-start=\"15934\" data-end=\"16165\">Per la sanit\u00e0 pubblica, questo significa passare dai messaggi astratti a percorsi accessibili: attivit\u00e0 motoria adattata, controlli cardiovascolari, iniziative sociali, supporto nutrizionale e opportunit\u00e0 di stimolazione cognitiva.<\/p>\n<p data-start=\"16167\" data-end=\"16396\">Per il singolo individuo, il messaggio \u00e8 altrettanto concreto: <strong data-start=\"16230\" data-end=\"16396\">la salute del cervello non comincia quando compare una diagnosi. Si costruisce molto prima, insieme alla salute del cuore, dei vasi, dell\u2019udito e delle relazioni.<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"16398\" data-end=\"16574\">Nessun comportamento pu\u00f2 promettere di cancellare il rischio. Ma i nuovi dati mostrano che, anche dopo i 60 anni, intervenire in modo organizzato non \u00e8 inutile n\u00e9 troppo tardi.<\/p>\n<p data-start=\"16398\" data-end=\"16574\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/infografica_cervello_attivo-1785650867090.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dimenticare il nome di una persona, entrare in una stanza e non ricordare cosa si stava cercando, impiegare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":614184,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[2998,41222,5774,87615,239,1537,90,89,338547,2783,163841,240,336687,30142],"class_list":["post-614183","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-alzheimer","tag-america-latina","tag-demenza","tag-dieta-mind","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-latam-fingers","tag-movimento","tag-relazioni-sociali","tag-salute","tag-salute-cerebrale","tag-the-lancet"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117026253538540831","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614183","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=614183"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614183\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/614184"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=614183"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=614183"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=614183"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}