{"id":614391,"date":"2026-08-02T16:59:20","date_gmt":"2026-08-02T16:59:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614391\/"},"modified":"2026-08-02T16:59:20","modified_gmt":"2026-08-02T16:59:20","slug":"classifiche-e-playlist-sophisti-pop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614391\/","title":{"rendered":"Classifiche e playlist &#8211; Sophisti-pop"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">In principio furono alcuni padri nobili, artisti che gi\u00e0 tra la fine degli anni 70 e l\u2019inizio degli 80 avevano intuito come il linguaggio del pop potesse diventare pi\u00f9 raffinato senza perdere immediatezza. <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/rockedintorni\/roxymusic.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bryan Ferry<\/a>, anzitutto, con i <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/roxymusic\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Roxy Music<\/a> e poi da solista; <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/pietremiliari\/fagen_nightfly.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Donald Fagen<\/a>, con la perfezione quasi maniacale degli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/steelydan\/\" data-type=\"post\" data-id=\"110379\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Steely Dan<\/a> e del debutto solista \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/pietremiliari\/fagen_nightfly\/\" data-type=\"recensioni\" data-id=\"102342\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Nightfly<\/a>\u201c; <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/pietremiliari\/jackson_nightandday.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Joe Jackson<\/a>, capace di lasciarsi alle spalle le asperit\u00e0 del <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/rockinonda_postpunk-newwave\/\" data-type=\"post\" data-id=\"50880\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">post-punk<\/a> per inseguire jazz, <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/soul\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116171\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">soul<\/a> e classicismo pop. Da quelle esperienze sarebbe germogliata, soprattutto in Gran Bretagna, una delle tendenze pi\u00f9 riconoscibili degli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/anni80\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116191\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">anni 80<\/a>: il <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/rockinonda_sophistic-eighties\/\" data-type=\"post\" data-id=\"51883\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sophisti-pop<\/a>, il genere al quale dedichiamo la nostra nuova playlist (in fondo all\u2019articolo).<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019etichetta, in realt\u00e0, sarebbe arrivata dopo. Nel momento del suo massimo splendore nessuno parlava davvero di \u201csophisti-pop\u201d come di una scena organizzata o di un genere dotato di un manifesto. Era piuttosto una sensibilit\u00e0 comune, un\u2019idea di eleganza applicata alla canzone pop: arrangiamenti levigati, largo impiego di tastiere e sintetizzatori, fiati suadenti, contaminazioni con jazz, soul, funk e bossa nova, grande attenzione alla produzione e una predilezione per atmosfere romantiche, notturne e spesso malinconiche. Era un fine artigianato che si opponeva alla disumanizzazione della musica, tentando una fusione a freddo tra la grande anima della black music e le esperienze moderne della <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/newwave\/\" data-type=\"post\" data-id=\"52463\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">new wave<\/a>. Persino l\u2019immagine contribuiva a definire quel mondo: abiti impeccabili, copertine sofisticate, fotografia patinata, un\u2019estetica adulta e cosmopolita che prendeva le distanze tanto dall\u2019aggressivit\u00e0 del punk quanto dagli eccessi pi\u00f9 vistosi del pop sintetico.<br \/>Se si dovesse individuare un punto di origine simbolico, \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/pietremiliari\/roxymusic-avalon\/\" data-type=\"recensioni\" data-id=\"74111\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Avalon<\/a>\u201d dei <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/roxymusic\/\" data-type=\"post\" data-id=\"111259\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Roxy Music<\/a> (1982) sarebbe probabilmente il candidato pi\u00f9 convincente. Nel levigatissimo capolavoro che chiuse la saga della band inglese, Bryan Ferry trasformava definitivamente il rock elegante dei primi lavori in una musica sempre pi\u00f9 rarefatta e sensuale, fatta di ritmi morbidi e atmosfere sospese. Il Ferry solista di \u201cBoys And Girls\u201d e \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/visionia33giri-bryan-ferry-betenoire\/\" data-type=\"post\" data-id=\"50850\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">B\u00eate Noire<\/a>\u201d avrebbe ulteriormente perfezionato quella formula, diventando una sorta di nume tutelare per la generazione successiva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il sophisti-pop non fu semplicemente musica patinata. Dietro la perfezione dello studio si nascondeva spesso una forte inquietudine. \u00c8 proprio questa tensione tra forma elegante e sostanza malinconica a rendere ancora oggi riconoscibili molti dei suoi capolavori. <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/paulweller\/\" data-type=\"post\" data-id=\"110597\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paul Weller<\/a> ne offr\u00ec una delle interpretazioni pi\u00f9 originali con gli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/songwriter\/paulweller.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Style Council<\/a>. Sciolti i <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/paulweller\/\" data-type=\"post\" data-id=\"110597\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Jam<\/a>, il Modfather spezz\u00f2 gli angusti argini del <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/punk\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116185\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">punk<\/a> per aprirsi a <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/soul\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116171\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">soul<\/a>, jazz, <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/funk\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116173\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">funk<\/a>, house e musica latina. Con Mick Talbot costru\u00ec un progetto nel quale l\u2019eleganza conviveva con testi politici, critica sociale e un\u2019esplicita avversione per il conservatorismo britannico dell\u2019epoca. \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/pietremiliari\/stylecouncil_cafebleu\/\" data-type=\"recensioni\" data-id=\"94278\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Caf\u00e9 Bleu<\/a>\u201d e \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/visionia33giri-thestylecouncil-ourfavoriteshop\/\" data-type=\"post\" data-id=\"50876\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Our Favourite Shop<\/a>\u201d restano due manifesti di quella stagione, insieme alle apparizioni di Dee C. Lee, futura moglie di Weller, altra voce perfettamente inserita nella nuova estetica soul-pop britannica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo chiamarono \u201cnew cool\u201d. E ancora pi\u00f9 universale fu la formula di <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/popmuzik\/sade.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sade<\/a>. Con \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/ondarockstar_10_sade\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Diamond Life<\/a>\u201c, nel 1984, Sade Adu e la sua band trovarono un equilibrio quasi irripetibile fra soul, jazz, pop e suggestioni latine. \u201cSmooth Operator\u201d divenne l\u2019emblema di un\u2019eleganza metropolitana che sembrava provenire da cocktail bar notturni e citt\u00e0 illuminate al neon, ma dietro la superficie impeccabile c\u2019erano arrangiamenti sobri e una voce capace di trasmettere distanza, sensualit\u00e0 e vulnerabilit\u00e0 senza mai ricorrere all\u2019enfasi. Sade rappresent\u00f2 il volto pi\u00f9 internazionale del sophisti-pop e dimostr\u00f2 che quella raffinatezza poteva trasformarsi in un fenomeno planetario.<br \/>Ispirata soprattutto da Sade e Style Council, la generazione \u201cnew cool\u201d amalgamava con disinvoltura jazz, soul e pop all\u2019interno di irresistibili hit radiofoniche. Gli accattivanti Matt Bianco recuperavano swing, latin jazz e bossa nova; gli struggenti Working Week guardavano apertamente al jazz e al soul; i <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2011_blowmonkeys.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Blow Monkeys<\/a> di Dr. Robert combinavano romanticismo, funk e coscienza politica, tra accattivanti melodie pop e ballad struggenti. Swing Out Sister e Basia avrebbero ulteriormente sviluppato quella formula, dimostrando quanto elastici fossero i confini del sophisti-pop.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un versante differente si mossero i <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/prefabsprout\/\" data-type=\"post\" data-id=\"109854\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Prefab Sprout<\/a> di Paddy McAloon, probabilmente tra gli autori pi\u00f9 sofisticati dell\u2019intera generazione. Qui la levigatezza della produzione incontrava una scrittura melodica fuori dal comune, ricca di armonie imprevedibili, testi letterari, ironia e romanticismo. \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/pietremiliari\/1985-prefab-sprout-steve-mcqueen\/\" data-type=\"recensioni\" data-id=\"57062\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Steve McQueen<\/a>\u201c, prodotto da Thomas Dolby, rimane uno dei vertici assoluti del pop britannico del decennio Ottanta: canzoni apparentemente immediate che tuttavia rivelano una costruzione stratificata, ricca di dettagli e deviazioni armoniche. McAloon inseguiva l\u2019idea della pop-song perfetta senza ridurla mai a semplice esercizio di stile.<br \/>Una ricerca analoga, ma immersa in un\u2019atmosfera molto pi\u00f9 rarefatta, caratterizz\u00f2 i <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/bluenile\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Blue Nile<\/a>. La band scozzese trasform\u00f2 il sophisti-pop in musica notturna e quasi metafisica. \u201cA Walk Across The Rooftops\u201d e soprattutto \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/pietremiliari\/bluenile_hats\/\" data-type=\"recensioni\" data-id=\"78390\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Hats<\/a>\u201d ridussero gli elementi della canzone a pochi elementi essenziali: sintetizzatori, drum machine, piano, silenzi, la voce dolente di <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/artista\/paul-buchanan\/\" data-type=\"artista\" data-id=\"14436\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paul Buchanan<\/a>. Il risultato era un paesaggio urbano fatto di pioggia, strade deserte, amori perduti e luci lontane. Se una parte del sophisti-pop cercava la perfezione radiofonica, i Blue Nile ne esploravano invece il lato pi\u00f9 intimo e crepuscolare.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche i <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/popmuzik\/chinacrisis.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">China Crisis<\/a> occuparono una posizione peculiare in quel panorama. Provenienti dal retroterra post-punk e new wave di Liverpool, Gary Daly ed Eddie Lundon svilupparono progressivamente una scrittura sempre pi\u00f9 raffinata, nella quale elettronica, melodie oblique e suggestioni jazz-pop trovavano un equilibrio originale. Fondamentale fu l\u2019incontro con Walter Becker degli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/steelydan\/\" data-type=\"post\" data-id=\"110379\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Steely Dan<\/a>, produttore del memorabile \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/pietremiliari\/chinacrisis-flaunttheimperfection\/\" data-type=\"recensioni\" data-id=\"71617\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Flaunt The Imperfection<\/a>\u201c: quasi un passaggio di testimone fra il pop americano pi\u00f9 sofisticato degli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/anni70\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116193\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">anni 70<\/a> e quello britannico del <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/anni80\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116191\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">decennio successivo<\/a>.<br \/>Gli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/popmuzik\/everythingbutthegirl.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Everything But The Girl<\/a> di Tracey Thorn e Ben Watt partirono invece da un pop intimista dalle sfumature jazz e bossa nova; gli Aztec Camera di Roddy Frame unirono brillantezza chitarristica e sensibilit\u00e0 soul; l\u2019accigliato <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/songwriter\/lloydcole.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lloyd Cole<\/a> insieme ai suoi <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/songwriter\/lloydcole.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Commotions<\/a> port\u00f2 nel formato pop dell\u2019epoca un gusto letterario e decadente; i <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2012_deaconblue_thehipsters.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Deacon Blue<\/a> privilegiarono invece una scrittura pi\u00f9 corale e immediata. <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/popmuzik\/orangejuice.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Orange Juice<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2011_scrittipolitti.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Scritti Politti<\/a> rappresentarono due fondamentali punti di collegamento con il <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/rockinonda_postpunk-newwave\/\" data-type=\"post\" data-id=\"50880\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">post-punk<\/a>: i primi contribuirono alla nascita dell\u2019indie-pop britannico, mentre Green Gartside trasform\u00f2 gli Scritti Politti da formazione post-punk radicale in una macchina pop sofisticatissima, soprattutto con \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/pietremiliari\/scrittipolitti-songstoremember\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Songs To Remember<\/a>\u201c, capolavoro di un pop artigianale ed elegante.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c\u2019erano artisti capaci di trasformare la stessa ricerca di eleganza in giganteschi successi commerciali. Gli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/pietremiliari\/abc_thelexiconoflove.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Abc<\/a> di \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/pietremiliari\/abc_thelexiconoflove\/\" data-type=\"recensioni\" data-id=\"90515\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Lexicon Of Love<\/a>\u201d rivestirono il pop di arrangiamenti sontuosi e romanticismo cinematografico; gli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/spandauballet\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Spandau Ballet<\/a> passarono dalle origini <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/rockinonda_newromantic\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">new romantic<\/a> al soul levigato di \u201cTrue\u201d; gli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/popmuzik\/georgemichael.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Wham!<\/a> di <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/georgemichael\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">George Michael<\/a> portarono una versione solare e irresistibile di quella sensibilit\u00e0 ai vertici delle classifiche mondiali. I <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/popmuzik\/simplyred.htm\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Simply Red<\/a> di Mick Hucknall costruirono invece la propria fortuna su una rilettura britannica del soul, mentre i Level 42 misero al centro un funk virtuosistico dominato dal basso inconfondibile di Mark King.<br \/>Non mancarono episodi pi\u00f9 eccentrici o fugaci. I Double consegnarono alla storia \u201cThe Captain Of Her Heart\u201d, ballata sospesa e notturna diventata quasi un paradigma del genere; i Lotus Eaters trovarono con \u201cThe First Picture Of You\u201d una sintesi perfetta di malinconia e luminosit\u00e0; Johnny Hates Jazz conquistarono le classifiche con una produzione cristallina e melodie impeccabili. E un caso di culto come quello dell\u2019affascinante top model <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/visionia33giri-rosievela-zazu\/\" data-type=\"post\" data-id=\"51331\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Rosie Vela<\/a> prestata al pop mostr\u00f2 quanto potesse essere sottile il confine con il mondo degli Steely Dan: il suo magnifico \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/visionia33giri-rosievela-zazu\/\" data-type=\"post\" data-id=\"51331\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Zazu<\/a>\u201c, con Walter Becker e Donald Fagen in cabina di regia, sembra quasi chiudere idealmente il cerchio di un\u2019epoca intera.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine degli anni 80 quella stagione cominci\u00f2 per\u00f2 a esaurirsi. L\u2019arrivo dell\u2019alternative rock, del <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/grunge\/\" data-type=\"post\" data-id=\"52467\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">grunge<\/a>, della cultura rave e di nuove forme di elettronica rese improvvisamente meno centrale quel modello di perfezione adulta e metropolitana. Negli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/anni90\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116189\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">anni 90<\/a> il sophisti-pop smise sostanzialmente di esistere come fenomeno riconoscibile, mentre molti dei suoi protagonisti proseguirono lungo traiettorie autonome.<br \/>La sua eredit\u00e0, tuttavia, \u00e8 rimasta sorprendentemente resistente. Perch\u00e9 pi\u00f9 che un genere rigidamente definito, il sophisti-pop fu un\u2019idea di pop: la convinzione che una canzone potesse essere accessibile senza essere banale, elegante senza diventare fredda, complessa senza smarrire la via melodica. <br \/>Fu forse questo il vero segreto di quella stagione: cercare la pop-song perfetta utilizzando tutto ci\u00f2 che il pop, fino ad allora, aveva appreso dal <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/soul\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116171\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">soul<\/a>, dal jazz, dal <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/funk\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116173\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">funk<\/a>, dalla <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/newwave\/\" data-type=\"post\" data-id=\"52463\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">new wave<\/a> e dalla canzone d\u2019autore. Una musica dalla confezione impeccabile, ma quasi sempre attraversata da una sottile malinconia. Dietro le superfici lucide, le tastiere digitali e gli studi di registrazione all\u2019avanguardia, il sophisti-pop raccontava soprattutto fragilit\u00e0 sentimentali, solitudini urbane e desideri irrisolti. Ed \u00e8 probabilmente per questo che il suo fascino ha resistito molto pi\u00f9 a lungo rispetto al variegato universo delle tendenze fugaci degli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/anni80\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116191\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">anni 80<\/a> da cui sembrava essere scaturito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In principio furono alcuni padri nobili, artisti che gi\u00e0 tra la fine degli anni 70 e l\u2019inizio degli&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":614392,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1443],"tags":[95966,203,204,1537,90,89,1538,1539,338677],"class_list":["post-614391","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-musica","tag-anni-80","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-music","tag-musica","tag-sophisti-pop"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117026984202443497","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614391","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=614391"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614391\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/614392"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=614391"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=614391"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=614391"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}