{"id":61443,"date":"2025-08-22T02:47:13","date_gmt":"2025-08-22T02:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/61443\/"},"modified":"2025-08-22T02:47:13","modified_gmt":"2025-08-22T02:47:13","slug":"lestate-dei-sensi-di-colpa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/61443\/","title":{"rendered":"l\u2019estate dei \u201csensi di colpa\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Un tempo esistevano le letture da spiaggia, ma era lo stesso tempo in cui esistevano anche le enciclopedie e in cui i libri erano tutto:\u00a0dalla letteratura ai manuali fino ai libroidi cos\u00ec definiti secondo Treccani dal 2018 quale \u00abpubblicazione che ha i requisiti esteriori di un libro, ma \u00e8 pensata con l\u2019unico scopo di soddisfare il mercato editoriale\u00bb. Come fosse per altro poca cosa.<\/p>\n<p>Oggi soddisfare il mercato editoriale \u00e8 considerato infatti una mera utopia anche perch\u00e9 il mercato editoriale \u00e8 di per s\u00e9 una sorta di misteriosa entit\u00e0 fatta di riti, celebrazioni e strane alchimie, il cui senso e la cui efficacia non sono mai del tutto chiare a nessuno, che siano addetti ai lavori o lettori occasionali.<\/p>\n<p>Se fino a pochi anni fa per conquistare la vetta della classifica era necessario vendere almeno ventimila copie a settimana, oggi si viaggia sotto le diecimila e il primato \u00e8 dato. Una caduta pericolosa che ormai non dovrebbe pi\u00f9 riguardare il cosiddetto mercato editoriale, ma la societ\u00e0 intera perch\u00e9 va bene l\u2019editoria con tutti i suoi limiti e i suoi vizi, ma quello che si sta mettendo in gioco \u00e8 la qualit\u00e0 culturale, con tutte le ricadute del caso, di una societ\u00e0 che evidenzia ormai una crisi conclamata.<\/p>\n<p>E se si dice sempre che per uscire da una crisi di qualunque tipo \u00e8 necessario partire dalla cultura allora ancora di pi\u00f9 lo \u00e8 se la crisi risulta essere esplicitamente culturale. Tuttavia proprio la riduzione del mercato editoriale in termini assoluti determina anche una riduzione non banale di risorse e quindi di capacit\u00e0 di penetrazione e ideazione, e cos\u00ec succede \u2013 tornando ai libri da spiaggia \u2013 che ci si riduce\u00a0nell\u2019estate del 2025 a <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/assegnare-le-letture-estive-oltre-i-soliti-grandi-classici-dqyd16mz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">consigliare i libri per le vacanze<\/a> e soprattutto per la battigia.<\/p>\n<p> Occasionali e no<\/p>\n<p>L\u2019unico motivo oggi che renda possibile la lettura in spiaggia \u00e8 infatti solo quello di un solido e cattolicissimo senso di colpa del non lettore o al massimo del lettore occasionale. In Italia\u00a0\u00e8 prevalente la figura del lettore forte, una percentuale in assoluto minima, ma con una grande capacit\u00e0 di spesa. Quello che manca \u00e8 il lettore occasionale, colui che compone una platea vasta e ampia che sia in grado di assorbire una manciata di libri all\u2019anno a testa.<\/p>\n<p>Qui rispetto agli altri stati europei l\u2019Italia batte il colpo evidenziando ancora una volta un\u2019arretratezza culturale che \u00e8 tipica di chi ha sempre considerato la cultura elitaria e alta, cos\u00ec alta da risultare non solo irraggiungibile, ma pure indigeribile. Il lavoro di alfabetizzazione del secondo dopoguerra si \u00e8 sostanzialmente arrestato negli anni Ottanta dando forma a un ceto medio riflessivo per altro tendenzialmente conformista, ma soprattutto sempre pi\u00f9 anziano e sempre pi\u00f9 disilluso.<\/p>\n<p>Mancano i nuovi lettori e allora un\u2019editoria in crisi di risorse e di idee si affida alle solite vecchie campagne promozionali sommergendo i librai di borse, zaini e teli mare di ogni foggia e colore, ma soprattutto si affida ancora all\u2019idea tutta anni Sessanta di una vacanza estiva infinita fatta di spiaggia e pedal\u00f2 dove consumare senza discontinuit\u00e0 alcuna ghiaccioli e libri.<\/p>\n<p>Insomma per il mondo editoriale e pubblicistico l\u2019estate 2025\u00a0ha la forma di un\u2019estate riminese alla Sapore di sale, come se non esistesse internet, come se non esistessero gli smartphone, lo streaming e un mondo che non solo non sembra fermarsi nemmeno a ferragosto, ma anzi \u00e8 ben deciso ad accelerare i propri cambiamenti (purtroppo ad oggi molto in peggio).<\/p>\n<p>Mentre qualche povero attivista viene malmenato sulle spiagge italiane solo perch\u00e9 ribadisce la libert\u00e0 di passaggio sulla battigia e l\u2019irregolarit\u00e0 di molte delle concessioni, mentre si pretendono per\u00f2 anche bagni attrezzati dove non perdere un minuto di tempo e restare sempre in forma, sempre attivi, sempre vivi, ecco che tra musica a palla, giochi di spiaggia che nemmeno fossero le Olimpiadi e temperature che superano i gradi di bollitura, lo sciagurato lettore si trova a fare i conti con l\u2019ennesimo appuntamento mancato con Dostoevskij, Tolstoj e Proust.<\/p>\n<p> Distrazioni e interruzioni<\/p>\n<p>E dire che questa estate sembrava proprio l\u2019occasione buona, The last dance direbbe il buon Michael. Il tentativo va detto si fa, molti tengono anche duro, le pagine scivolano sempre pi\u00f9 sabbiose l\u2019una dopo l\u2019altra come i rivoli di sudore dalla fronte.<\/p>\n<p>Ma la pazienza \u00e8 sempre meno e non solo per problemi congeniti di concentrazione: il bambino che annega, la nonna che dorme o forse ormai non pi\u00f9, il pap\u00e0 che vuole fare un giro per vedere quanto \u00e8 lunga la spiaggia e il nipote che nessuno trova pi\u00f9 e che nessuno sta cercando. E poi la chiamata dell\u2019amico, il messaggio dell\u2019amica e il vocale dell\u2019amichetto o dell\u2019amichetta.<\/p>\n<p>Tutte interruzioni sempre segnate ovviamente da una pubblicit\u00e0 perenne che offre un abbonamento, un salotto in sconto, una polo in spugna come non se ne vedevano in giro da anni a quel prezzo e con quei colori. La vita del lettore \u00e8 dunque una forma ormai pi\u00f9 vicina di vita mancata da non lettore.<\/p>\n<p>L\u2019ambizione non \u00e8 pi\u00f9 leggere, ma provare forse un giorno a smettere di provare di leggere. Liberarsi di quel peso che sono i libri non letti non pi\u00f9 leggendoli come si usava un tempo, ma fregandosene come si usa oggi pressoch\u00e9 per ogni cosa, dal parcheggio in seconda fila fino diretti a Gaza, Ucraina e alla guerra civile in Sudan che nessun sa dove e tanto meno che c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Leggere in spiaggia come evasione, si diceva una volta, ma oggi che \u00e8 tutta un\u2019evasione ci si domanda, evasione da cosa? Al massimo evasione dall\u2019evasione, ma \u00e8 proprio in spiaggia il momento giusto per farlo? Per ritornare alla vita e ai suoi irriducibili fatti?<\/p>\n<p> Meglio non leggere?<\/p>\n<p>La pausa oggi, come in molti film horror, non \u00e8 pi\u00f9 quel momento in cui il protagonista decider\u00e0 quale porta aprire per scappare, per liberarsi, no oggi la pausa sta esattamente in quel momento in cui il protagonista fissando le porte tenta di capire quale verr\u00e0 spalancata dallo psicopatico di turno, sia che invada l\u2019Ucraina, sia che faccia cadere un governo al Papeete, sia che proponga dazi assurdi e privi di ogni senso.<\/p>\n<p>Pensare di leggere mentre da un momento all\u2019altro si potrebbe essere raggiunti \u2013 insieme al punto di cottura \u2013 da una bomba d\u2019acqua o da una notizia che sbatte fino a sfondare ogni protezione cinquanta, ma anche cento, lasciandoci totalmente abrasi dall\u2019attualit\u00e0 \u00e8 assolutamente improponibile.<\/p>\n<p>Meglio non leggere, meglio non andare in spiaggia, meglio nascondersi fino al punto di ridursi a esistenti cos\u00ec totalmente inconsapevoli da non esistere pi\u00f9, come personaggi immateriali de Le cosmicomiche di Italo Calvino. Oppure provare a leggere con la fatica di un tempo ossessivo, assiduo, appiccicaticcio e sudaticcio, senza far troppo caso a chi preme e a chi pressa. Provando invece pagina dopo pagina a trasformare la nostra fatica in una forma di comprensione, in una traduzione che ci avvicini all\u2019altro e al suo dolore. Leggere per ritrovarsi insieme senza bisogno di campo, di rete e di acquagym.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un tempo esistevano le letture da spiaggia, ma era lo stesso tempo in cui esistevano anche le enciclopedie&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":61444,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-61443","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61443","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61443"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61443\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/61444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}