{"id":614638,"date":"2026-08-02T20:38:12","date_gmt":"2026-08-02T20:38:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614638\/"},"modified":"2026-08-02T20:38:12","modified_gmt":"2026-08-02T20:38:12","slug":"cosi-lo-zucchero-alto-potrebbe-alimentare-il-tumore-del-fegato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614638\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec lo zucchero alto potrebbe alimentare il tumore del fegato"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>glucosio<\/strong> \u00e8 il carburante fondamentale del nostro organismo, ma quando rimane troppo a lungo a livelli elevati nel sangue potrebbe diventare anche un alleato involontario di alcune <strong>cellule tumorali<\/strong>. A suggerire come possa accadere \u00e8 uno studio pubblicato su <strong>Nature Communications<\/strong>, dedicato all\u2019<strong>epatocarcinoma<\/strong>, la forma pi\u00f9 comune di tumore primitivo del fegato. Da tempo le ricerche epidemiologiche associano il diabete a un rischio maggiore di sviluppare questa malattia, ma resta da chiarire attraverso quali meccanismi biologici l\u2019iperglicemia possa influenzarne la progressione. <strong>Il nuovo lavoro indica nel fattore di trascrizione C\/EBP\u03b2 uno degli interruttori capaci di trasformare l\u2019eccesso di glucosio in segnali favorevoli alla crescita tumorale.<\/strong><\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107131\/fecondazione-laggancio-molecolare-da-cui-comincia-la-vita.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_02\/ChatGPT_Image_2_ago_2026%2C_08_16_57-1785651869261.jpg--fecondazione__la__serratura__dell_ovulo_puo_cambiare_senza_perdere_la_chiave.jpg?1785651869667\"\/><\/a><\/p>\n<p>I ricercatori hanno analizzato campioni di epatocarcinoma prelevati da pazienti con e senza diabete di tipo 2. Nei tessuti tumorali delle persone diabetiche <strong>C\/EBP\u03b2<\/strong> risultava pi\u00f9 abbondante, insieme ad alcune proteine coinvolte nell\u2019assorbimento e nella trasformazione del glucosio. Gli esperimenti condotti sulle cellule hanno permesso di ricostruire una possibile catena di eventi: il glucosio elevato aumentava lo stress cellulare e attivava la via molecolare <strong>PERK-eIF2\u03b1-ATF4<\/strong>, che a sua volta stimolava <strong>C\/EBP\u03b2<\/strong>. <strong>Le forme attive di questo fattore spingevano le cellule tumorali a consumare pi\u00f9 glucosio attraverso la <strong>glicolisi<\/strong> e, contemporaneamente, ad aumentare i segnali che favoriscono la proliferazione.<\/strong> Il tumore, in sostanza, sembrava riuscire a sfruttare l\u2019ambiente ricco di glucosio per sostenere sia il proprio metabolismo sia la propria crescita.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/107113\/carboidrati-e-orario-dei-pasti-strategie-per-ridurre-i-picchi-glicemici.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_01\/ChatGPT_Image_1_ago_2026%2C_22_25_07-1785615918134.jpg--carboidrati_e_orario_dei_pasti__strategie_per_ridurre_i_picchi_glicemici.jpg?1785615918712\"\/><\/a><\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 interessante dello studio riguarda i modelli animali. Nei topi maschi affetti da tumore del fegato, l\u2019iperglicemia accelerava l\u2019attivit\u00e0 metabolica del tessuto tumorale e la progressione della malattia. Quando gli scienziati eliminavano <strong>C\/EBP\u03b2<\/strong> dalle cellule del fegato, questo effetto risultava fortemente ridotto. Risultati simili sono stati osservati utilizzando <strong>ST101<\/strong>, un composto sperimentale progettato per interferire con l\u2019attivit\u00e0 del fattore: il trattamento diminuiva l\u2019espressione delle proteine coinvolte nella glicolisi e nella proliferazione, contrastando l\u2019aumento delle dimensioni e del numero dei tumori. <strong>Il risultato individua quindi un possibile bersaglio terapeutico, ma non dimostra che questo trattamento sia gi\u00e0 efficace o sicuro nei pazienti con epatocarcinoma e diabete.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_2_ago_2026,_18_36_54-1785688722722.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 altrettanto importante evitare una conclusione semplicistica: <strong>lo studio non dimostra che mangiare zucchero causi il cancro.<\/strong> La ricerca riguarda l\u2019iperglicemia persistente, una condizione metabolica complessa, e si basa soprattutto su esperimenti cellulari e animali. Anche il confronto sui tessuti umani coinvolge un numero limitato di pazienti e pu\u00f2 mostrare un\u2019associazione, non stabilire da solo un rapporto diretto di causa ed effetto. <strong>Il messaggio corretto \u00e8 che una glicemia cronicamente elevata potrebbe creare condizioni favorevoli alla progressione dell\u2019epatocarcinoma attraverso C\/EBP\u03b2, ma serviranno studi clinici per capire se controllare questo meccanismo possa davvero rallentare il tumore nelle persone.<\/strong> Nel frattempo, <strong>mantenere il diabete sotto controllo<\/strong> rimane essenziale per proteggere il fegato, il cuore, i reni e la salute generale.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Luo Y., Qian Z., Yuan G. et al., \u201cThe transcription factor C\/EBP\u03b2 promotes hyperglycemia-elicited glycolysis and liver cancer progression\u201d, Nature Communications, pubblicato il 1\u00b0 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41467-026-76209-9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-026-76209-9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il glucosio \u00e8 il carburante fondamentale del nostro organismo, ma quando rimane troppo a lungo a livelli elevati&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":614639,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[338787,60994,183782,18896,338789,57812,239,57829,1537,90,89,320234,338788,240,338790],"class_list":["post-614638","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-c-ebp","tag-diabete-di-tipo-2","tag-epatocarcinoma","tag-fegato","tag-glicolisi","tag-glucosio","tag-health","tag-iperglicemia","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-nature-communications","tag-perk-eif2-atf4","tag-salute","tag-st101"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117027846174535413","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=614638"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614638\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/614639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=614638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=614638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=614638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}