{"id":614833,"date":"2026-08-02T23:47:16","date_gmt":"2026-08-02T23:47:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614833\/"},"modified":"2026-08-02T23:47:16","modified_gmt":"2026-08-02T23:47:16","slug":"la-glicemia-si-potra-leggere-nel-respiro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614833\/","title":{"rendered":"La glicemia si potr\u00e0 leggere nel respiro?"},"content":{"rendered":"<p>Una persona con diabete potrebbe un giorno controllare il rischio di ipoglicemia semplicemente soffiando in un dispositivo? L\u2019idea sembra futuristica, ma nasce da un principio concreto: nel respiro sono presenti <strong>composti organici volatili<\/strong>, piccole molecole prodotte dai processi metabolici e trasportate fino ai polmoni. In uno studio pubblicato il 2 agosto 2026 su <strong>Scientific Reports<\/strong>, ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Berna hanno analizzato gli \u201cspettri chimici\u201d del fiato di persone con diabete di tipo 1 attraverso una tecnica chiamata <strong>gascromatografia-spettrometria di mobilit\u00e0 ionica<\/strong>. Una rete neurale convoluzionale ha poi cercato di capire in quale dei tre stati si trovasse ogni partecipante: digiuno, periodo successivo al pasto oppure ipoglicemia indotta con insulina. <strong>Il punto non \u00e8 che l\u2019IA abbia misurato direttamente il glucosio: ha riconosciuto la firma complessiva lasciata nel respiro dai cambiamenti metabolici.<\/strong><\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107149\/cosi-lo-zucchero-alto-potrebbe-alimentare-il-tumore-del-fegato.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_02\/ChatGPT_Image_2_ago_2026%2C_18_32_24-1785688361761.jpg--cosi_lo_zucchero_alto_potrebbe_alimentare_il_tumore_del_fegato.jpg?1785688362429\"\/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019esperimento ha coinvolto dieci adulti, sei donne e quattro uomini, con un\u2019et\u00e0 media di 28,5 anni e un diabete mediamente ben controllato. Ognuno ha partecipato a due sessioni, durante le quali i ricercatori hanno raccolto campioni in condizioni standardizzate, portando la glicemia nella fascia ipoglicemica compresa fra 2,6 e 3,9 millimoli per litro. Il modello ha raggiunto un\u2019accuratezza bilanciata media dell\u2019<strong>86,6%<\/strong>, una misura che considera la capacit\u00e0 di riconoscere correttamente tutte le categorie, e una <strong>specificit\u00e0 superiore al 92%<\/strong>. <strong>Ma il numero pi\u00f9 importante per interpretare il risultato \u00e8 un altro: la sensibilit\u00e0 nel riconoscere l\u2019ipoglicemia \u00e8 stata del 78,3%<\/strong>, inferiore a quella ottenuta per il digiuno e per la fase post-prandiale. In termini semplici, nel test l\u2019algoritmo non ha individuato correttamente <strong>circa un episodio ipoglicemico su cinque<\/strong>. Un modello informatico tradizionale ha inoltre ottenuto prestazioni numeriche leggermente migliori: il vantaggio della rete neurale \u00e8 stato soprattutto riuscire a lavorare su dati poco pretrattati, resistendo meglio alle variazioni prodotte dallo strumento.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107131\/fecondazione-laggancio-molecolare-da-cui-comincia-la-vita.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_02\/ChatGPT_Image_2_ago_2026%2C_08_16_57-1785651869261.jpg--fecondazione__la__serratura__dell_ovulo_puo_cambiare_senza_perdere_la_chiave.jpg?1785651869667\"\/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019IA non si \u00e8 limitata a fornire una risposta, ma ha evidenziato le zone dello spettro che pesavano maggiormente sulla classificazione. <strong>Acetone e 2-propanolo<\/strong> sono comparsi soprattutto nel digiuno, <strong>isoprene e metanolo<\/strong> durante l\u2019ipoglicemia, mentre <strong>etanolo<\/strong> \u00e8 stato associato alla fase successiva al pasto. Nessuna di queste molecole, presa da sola, pu\u00f2 per\u00f2 essere considerata un \u201cmisuratore\u201d specifico della glicemia: dieta, attivit\u00e0 fisica, microbiota, malattie concomitanti e sostanze presenti nell\u2019ambiente possono modificare il profilo del respiro. C\u2019\u00e8 poi un <strong>ostacolo decisivo<\/strong>. La maggior parte degli errori osservati all\u2019inizio dell\u2019ipoglicemia si \u00e8 verificata subito dopo la somministrazione di insulina, quando il glucosio era gi\u00e0 sceso ma il fiato non era ancora cambiato abbastanza. <strong>Il respiro potrebbe quindi mostrare l\u2019ipoglicemia con un ritardo fisiologico, proprio nel momento in cui un sistema di allarme dovrebbe essere pi\u00f9 rapido.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_2_ago_2026,_19_40_42-1785692449731.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>La prudenza \u00e8 dunque essenziale. Si tratta di una prova di fattibilit\u00e0 monocentrica, condotta in laboratorio su dieci giovani adulti molto selezionati: erano esclusi fumatori e persone con complicanze diabetiche, malattie cardiache o polmonari. Il modello \u00e8 stato valutato mediante validazione incrociata sugli stessi partecipanti, non su una popolazione esterna e indipendente, e il rapporto fra l\u2019enorme quantit\u00e0 di dati analizzati e il numero di persone aumenta il rischio di sovradattamento dell\u2019algoritmo. Gli stessi autori sottolineano inoltre che flusso dell\u2019espirazione, durata del respiro, alimentazione, microbiota e condizioni ambientali non sono stati controllati completamente. <strong>Non esiste ancora un apparecchio tascabile capace di sostituire sensori sottocutanei o pungidito, n\u00e9 lo studio dimostra che il respiro possa prevenire in tempo reale un calo glicemico.<\/strong> Oggi l\u2019ipoglicemia \u00e8 definita da una concentrazione di glucosio inferiore a <strong>70 mg\/dL<\/strong> e deve continuare a essere verificata con i sistemi validati. La prospettiva pi\u00f9 realistica \u00e8 quella di un futuro <strong>\u201cnaso elettronico\u201d complementare<\/strong>: non un sostituto dei dispositivi attuali, ma uno strumento aggiuntivo da sperimentare su centinaia di persone, a casa e durante la normale vita quotidiana.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Nicolier C., Kerber D., Bissoto A. et al., \u201cAlignment-free convolutional neural network classification of glycemic states in type 1 diabetes from GC\u2013IMS breath spectra\u201d, Scientific Reports, pubblicato online il 2 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41598-026-64471-2. Lo studio \u00e8 una prova di fattibilit\u00e0 condotta su dieci persone con diabete di tipo 1 e non dimostra ancora l\u2019efficacia di un dispositivo utilizzabile nella pratica clinica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-026-64471-2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una persona con diabete potrebbe un giorno controllare il rischio di ipoglicemia semplicemente soffiando in un dispositivo? 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