{"id":614867,"date":"2026-08-03T00:17:15","date_gmt":"2026-08-03T00:17:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614867\/"},"modified":"2026-08-03T00:17:15","modified_gmt":"2026-08-03T00:17:15","slug":"la-fuga-delle-banche-dai-piccoli-comuni-in-piemonte-due-paesi-su-tre-sono-senza-sportello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/614867\/","title":{"rendered":"La &#8220;fuga&#8221; delle Banche dai piccoli Comuni: in Piemonte due paesi su tre sono senza sportello"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>La desertificazione bancaria<\/strong> continua ad avanzare e il <strong>Piemonte<\/strong> \u00e8 tra le regioni italiane maggiormente colpite. Secondo gli ultimi dati diffusi da <strong>CNA Nazionale<\/strong>, ben <strong>due comuni piemontesi su tre<\/strong> non dispongono pi\u00f9 di uno sportello bancario. Una situazione che interessa <strong>oltre 650 mila cittadini<\/strong> e <strong>pi\u00f9 di 48 mila imprese<\/strong>, costretti a fare riferimento a filiali situate in altri centri.<\/p>\n<p>Nella graduatoria delle regioni che hanno perso il maggior numero di agenzie bancarie, il <strong>Piemonte<\/strong> occupa il <strong>quarto posto<\/strong> a livello nazionale, preceduto soltanto da <strong>Molise, Calabria e Valle d&#8217;Aosta<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00abLa banca non \u00e8 soltanto il luogo dove si apre un conto corrente\u00bb<\/strong> \u2013 sottolinea il <strong>presidente di CNA Piemonte, Giovanni Genovesio<\/strong> \u2013. Per una <strong>piccola impresa<\/strong> rappresenta un interlocutore che conosce il territorio, comprende i progetti imprenditoriali e accompagna gli investimenti. La <strong>progressiva chiusura degli sportelli<\/strong> rischia di indebolire questo rapporto di fiducia e di lasciare senza punti di riferimento <strong>migliaia di imprese<\/strong>, soprattutto nelle aree pi\u00f9 periferiche e fragili.<\/p>\n<p>Il fenomeno \u00e8 ben conosciuto anche in <strong>provincia di Cuneo<\/strong> e nel <strong>Monregalese<\/strong>. Negli ultimi anni numerosi <strong>piccoli comuni<\/strong> hanno visto chiudere le proprie filiali bancarie, costringendo residenti, commercianti e imprenditori a spostarsi nei centri vicini anche per le operazioni pi\u00f9 semplici. Una tendenza che sta creando crescenti difficolt\u00e0 soprattutto per la <strong>popolazione anziana<\/strong> e per le <strong>attivit\u00e0 economiche locali<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>analisi di CNA<\/strong> mette inoltre in evidenza un <strong>apparente paradosso<\/strong>. Pur figurando tra le province italiane con la maggiore densit\u00e0 di sportelli rispetto alla popolazione, la distribuzione sul territorio resta fortemente sbilanciata. La <strong>provincia di Cuneo<\/strong> \u00e8 <strong>quarta in Italia per numero di sportelli ogni 100 mila abitanti<\/strong>, ma le filiali sono presenti soltanto in <strong>104 dei 247 comuni<\/strong> del territorio, per un totale di <strong>143 agenzie<\/strong>. Una situazione simile si registra anche in <strong>provincia di Asti<\/strong>, quinta nella classifica nazionale per densit\u00e0 di sportelli, dove il servizio bancario \u00e8 disponibile in appena <strong>47 comuni su 117<\/strong>.<\/p>\n<p>Il quadro complessivo <strong>continua a peggiorare<\/strong>. Negli <strong>ultimi dieci anni<\/strong> in Italia hanno chiuso <strong>oltre 11 mila sportelli bancari<\/strong>, un processo che sta modificando profondamente il rapporto tra istituti di credito, cittadini e imprese, con conseguenze particolarmente pesanti nelle <strong>aree interne e nei piccoli centri<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La desertificazione bancaria continua ad avanzare e il Piemonte \u00e8 tra le regioni italiane maggiormente colpite. 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