{"id":615492,"date":"2026-08-03T11:42:15","date_gmt":"2026-08-03T11:42:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/615492\/"},"modified":"2026-08-03T11:42:15","modified_gmt":"2026-08-03T11:42:15","slug":"lorenzo-micelli-e-la-nazionale-svedese-la-grandezza-di-haak-deriva-da-un-dettaglio-la-russia-ha-tante-atlete-fortissime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/615492\/","title":{"rendered":"Lorenzo Micelli e la Nazionale svedese: &#8220;La grandezza di Haak deriva da un dettaglio. La Russia ha tante atlete fortissime&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultimo appuntamento di Volley Night, il programma che va in onda ogni mercoled\u00ec sul canale YouTube di OA Sport, l\u2019ospite \u00e8 stato <strong>Lorenzo Micelli,<\/strong> nuovo allenatore del Besiktas e attuale CT della Svezia, che avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di ospitare l\u2019Europeo in casa e che ha appena vinto la European League.<\/p>\n<p><strong>L\u2019avvicinamento all\u2019Europeo casalingo<\/strong>: \u201cSono arrivato a Goteborg con lo staff per controllare il palazzetto, l\u2019hotel e tutte le strutture che ci interesseranno quando torneremo tra quindici giorni. Domani partiremo per l\u2019Italia, dove resteremo dieci giorni a Urbino. L\u00ec giocheremo alcune amichevoli e poi torneremo direttamente qui. Le ragazze avranno un giorno di riposo e successivamente inizieremo gli ultimi dieci giorni di preparazione in vista del Campionato Europeo. L\u201911 agosto inizier\u00e0 la competizione e il 21 sono previste le finali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le difficolt\u00e0 di allenare una nazionale straniera<\/strong>: \u201cOra, con la Svezia, la lingua \u00e8 praticamente impossibile ed \u00e8 sicuramente una delle sfide pi\u00f9 difficili. Ma oltre alla lingua c\u2019\u00e8 la mentalit\u00e0. Quello che chiedo sempre alle ragazze \u00e8 di non perdere tempo. Significa arrivare in palestra con obiettivi chiari, obiettivi che dobbiamo creare noi come staff. Non possiamo limitarci a osservare: dobbiamo dare noi gli input e loro devono rispondere, sia dal punto di vista tecnico sia da quello mentale. La cultura qui \u00e8 molto particolare: c\u2019\u00e8 grande rispetto, tanta voglia di lavorare e non c\u2019\u00e8 mai bisogno di alzare la voce. Sono grandissime lavoratrici. Inoltre si stanno rendendo conto che il loro livello sta crescendo molto velocemente. In questi cinque giorni di lavoro avevo chiesto loro di ripartire dal livello che avevamo raggiunto dieci giorni fa, quando abbiamo giocato la semifinale della European League. Volevo che arrivassimo in Italia gi\u00e0 a quel livello, dove affronteremo Grecia e Italia in amichevole. Vado via soddisfatto, perch\u00e9 oggi abbiamo concluso l\u2019ultimo allenamento e ho visto una mentalit\u00e0 che sta crescendo. Hanno capito che quando entrano in palestra non devono perdere tempo. Finch\u00e9 non raggiungiamo gli obiettivi prefissati, il lavoro non finisce. E loro stanno rispondendo davvero molto bene\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La straordinaria vittoria in European League<\/strong>, con la doppia rimonta sulla Slovenia tra andata e ritorno: \u201cSicuramente nella prima partita sono state anche le avversarie a rimetterle in gara, perch\u00e9 l\u2019incontro aveva preso una direzione sfavorevole. La squadra, per\u00f2, \u00e8 stata brava a capire che non aveva nulla da perdere, anche perch\u00e9 era consapevole che la sfida non si sarebbe conclusa quella sera. Per questo motivo era fondamentale giocare senza pressione, senza tensione e senza lasciarsi condizionare dalle emozioni negative. In quel momento \u00e8 arrivato anche un episodio decisivo, con la richiesta di un video check in una situazione particolarmente rischiosa. Quel gesto ha trasmesso alla squadra il messaggio che, senza assumersi dei rischi, sarebbe stato impossibile ribaltare la partita. Da l\u00ec le ragazze hanno cambiato atteggiamento, tornando in campo senza paura e con maggiore coraggio nelle proprie scelte. Questo ha permesso di sorprendere le avversarie e, soprattutto, di ribaltare l\u2019inerzia della gara dal punto di vista psicologico. Sul piano tattico, invece, c\u2019erano pochi margini di sorpresa, perch\u00e9 le due squadre si conoscevano molto bene. La differenza l\u2019ha fatta soprattutto la capacit\u00e0 di spingere nei momenti decisivi. Anche il successo nella gara d\u2019andata ha avuto un peso importante sotto il profilo mentale. Pur trovandosi sotto 2-0 nella finale di ritorno, la squadra \u00e8 rimasta calma, consapevole che solo ritrovando il proprio livello di gioco avrebbe potuto rimettere in discussione il risultato. Dal terzo set in avanti \u00e8 riuscita a esprimere la propria migliore pallavolo, entrando finalmente in partita. A quel punto il quinto set avrebbe potuto premiare entrambe le squadre, ma l\u2019equilibrio dimostrato nel corso della finale ha confermato quanto il livello delle due formazioni fosse molto simile\u201d.<\/p>\n<p><strong>La nazionale che lo ha fatto crescere di pi\u00f9 come allenatore e come persona<\/strong>: \u201cDal punto di vista della formazione, la Nazionale italiana \u00e8 stata una scuola straordinaria. Ho avuto la fortuna di lavorare accanto a due grandissimi allenatori come Marco Bonitta e Massimo Barbolini. Nel frattempo allenavo anche Bergamo e ottenevo risultati importanti con il club, ma l\u2019esperienza in Nazionale mi ha permesso di ampliare enormemente le mie conoscenze. In quegli anni si potevano osservare filosofie di gioco molto diverse tra loro. Oggi il sistema di gioco \u00e8 molto pi\u00f9 uniformato, mentre allora esistevano identit\u00e0 tecniche ben definite, basti pensare a Cuba, alla Cina o al Giappone, che ancora oggi mantiene alcune caratteristiche peculiari. Lavorare in Nazionale mi ha dato la possibilit\u00e0 di comprendere le diverse scuole di pallavolo, dall\u2019Est all\u2019Ovest, e di crescere molto anche sotto il profilo tecnico. Ho imparato osservando tanti allenatori avversari e il loro modo di lavorare in palestra. Ogni allenamento rappresentava un\u2019occasione di confronto e di crescita. Inoltre, nello staff della Nazionale italiana c\u2019era un gruppo di tecnici di altissimo livello. Oltre ai commissari tecnici, c\u2019erano allenatori come Bonanza, Mazzanti e Bertini, con i quali ci si confrontava continuamente, condividendo idee, esperienze e motivazioni. Era un ambiente che alimentava ogni giorno la passione per la pallavolo e la voglia di migliorarsi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come cambia allenare un club e una nazionale<\/strong>: \u201cNegli ultimi anni il mio approccio si \u00e8 praticamente invertito. In passato il club rappresentava l\u2019obiettivo principale, dove bisognava vincere, mentre la Nazionale era anche un laboratorio in cui sperimentare idee e costruire un progetto. Oggi la situazione \u00e8 diversa. Il lavoro svolto in questi anni ci ha permesso di costruire una squadra solida e competitiva. Adesso la Nazionale ha il dovere di ottenere risultati, perch\u00e9 le potenzialit\u00e0 ci sono e, dopo due anni di lavoro, il livello delle giocatrici \u00e8 cresciuto tantissimo. La nostra stella principale era gi\u00e0 presente, ma nel frattempo \u00e8 cresciuto tutto il gruppo. Ognuna delle ragazze sta dando il proprio contributo e questo sta facendo la differenza\u201d.<\/p>\n<p>Con la nazionale svedese Micelli pu\u00f2 allenare <strong>una straordinaria campionessa come Isabelle Haak<\/strong>: \u201c\u00c8 qualcosa di davvero speciale. \u00c8 bellissimo avere un\u2019atleta cos\u00ec e vederla ogni volta in allenamento. La sua grandezza non dipende soltanto dal talento, ma soprattutto dal modo in cui affronta ogni allenamento. \u00c8 una giocatrice che non si lamenta mai, vuole sempre migliorare e spesso \u00e8 lo staff a doverla frenare per evitare che esageri con il lavoro. Dal punto di vista fisico possiede qualit\u00e0 eccezionali. Nella mia carriera ho visto e allenato tantissime atlete, oltre ad averne affrontate molte da avversario, ma la considero una delle pi\u00f9 forti che abbia mai visto. Oltre alle qualit\u00e0 umane, colpisce per la naturalezza dei suoi movimenti e per la sua tecnica. Guardarla allenarsi \u00e8 uno spettacolo e d\u00e0 l\u2019impressione di essere nata per giocare a pallavolo. Lei fa veramente tutto, non c\u2019\u00e8 un fondamentale dove lei non sia forte\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il doppio effetto che ha la presenza in nazionale di una tale giocatrice<\/strong>, che \u00e8 sicuramente un punto di riferimento, ma anche un muro dove nascondersi quando va male: \u201cSecondo me tutto parte da come la squadra \u00e8 costruita. Se si guarda, ad esempio, la partita della Turchia, si vede un sistema di gioco pensato per valorizzare la propria atleta di riferimento, ma senza dipendere esclusivamente da lei. La Turchia ha dei centrali di alto livello, un ottimo palleggiatore e due posti quattro che garantiscono equilibrio; poi, quando arriva il momento decisivo, la palla va alla sua stella. In fondo anche l\u2019Italia funziona in modo simile. A questi livelli tutte le nazionali hanno grandi campioni: la differenza la fanno l\u2019organizzazione e la costruzione della squadra. Si parte dal palleggiatore, si costruisce un sistema con due laterali capaci di garantire continuit\u00e0 anche in ricezione e, all\u2019interno di questo equilibrio, si valorizzano i giocatori pi\u00f9 forti. Nel nostro caso non esiste alcun problema se Bella in una partita attacca 50 palloni e in quella successiva solo 20. Nessuno mette in discussione questa scelta, perch\u00e9 tutte lavorano con un unico obiettivo: vincere insieme. Quest\u2019anno ho percepito una chimica completamente diversa rispetto alla scorsa stagione. L\u2019anno scorso probabilmente avremmo perso alcune partite che invece siamo riusciti a portare a casa. Durante l\u2019European League abbiamo affrontato una pressione enorme, perch\u00e9 bastava perdere un set per rischiare di uscire dalle prime quattro. Ci siamo trovati sotto 24-21 sia contro l\u2019Estonia sia contro l\u2019Azerbaigian, ma siamo sempre riusciti a rimontare, vincendo poi 3-0. Anche il calendario ci ha dato un piccolo vantaggio, avendo viaggiato meno rispetto alla squadra che aveva chiuso davanti a noi, abbiamo potuto trascorrere pi\u00f9 tempo ad allenarci e a recuperare energie. Su un mese e mezzo cos\u00ec intenso, credo che anche questo abbia inciso, magari per un cinque per cento. Per quanto riguarda Bella, il suo valore all\u2019interno del gruppo non viene mai percepito in maniera negativa. Al contrario, rappresenta un esempio costante, perch\u00e9 \u00e8 la prima ad aiutare le compagne in qualsiasi situazione, anche nei piccoli gesti quotidiani durante le trasferte. \u00c8 proprio questo atteggiamento che, secondo me, definisce una vera campionessa\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>L\u2019importanza dell\u2019aspetto mentale all\u2019interno di un gruppo che \u00e8 pronto a giocare una grande manifestazione in casa<\/strong>: \u201cCome tecnico considero questo un aspetto fondamentale, sia nel club sia in nazionale. Con la nazionale dobbiamo ancora iniziare un percorso specifico, anche se molte atlete hanno gi\u00e0 un professionista di riferimento. Nel club, ad esempio, sono molto favorevole alla presenza di un mental coach che lavori a stretto contatto con lo staff tecnico. \u00c8 importante che tutto lo staff condivida la stessa impostazione, perch\u00e9 il messaggio che arriva alle giocatrici passa soprattutto attraverso chi guida quotidianamente gli allenamenti. L\u2019obiettivo \u00e8 creare un gruppo di lavoro coeso, in cui non ci sia soltanto la voce dell\u2019allenatore, ma anche un confronto continuo che aiuti tutti a trasmettere gli stessi principi. Questo \u00e8 ancora pi\u00f9 importante quando si lavora in contesti internazionali, dove lo staff \u00e8 composto da persone provenienti da Paesi e culture diverse. Mettere insieme queste esperienze \u00e8 molto formativo e, quando lo staff lavora nella stessa direzione, il beneficio si riflette inevitabilmente anche sulla squadra. Per quanto riguarda le atlete, credo che possano essere utili attivit\u00e0 di team building, ma sono convinto che il lavoro con il mental coach debba rimanere soprattutto individuale. Ogni giocatrice ha bisogno di uno spazio personale e riservato in cui affrontare le proprie difficolt\u00e0. Nella mia esperienza, anche le persone che inizialmente sembrano pi\u00f9 scettiche verso questo tipo di supporto finiscono spesso per cercarlo e trarne beneficio. Per questo motivo ritengo che la soluzione migliore sia quella di far lavorare lo staff come un gruppo, mentre le giocatrici seguono un percorso individuale\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La mancanza dell\u2019Italia dopo i tanti anni all\u2019estero<\/strong>: \u201cL\u2019Italia manca sempre. Mi manca soprattutto l\u2019idea di poter competere per vincere, perch\u00e9 il club, nella mia carriera, ha sempre significato questo. Prima delle finali riflettevo spesso su un dato che racconta bene il mio percorso: in trent\u2019anni di carriera ho disputato 36 finali, vincendone 19 e perdendone 17. Significa che, praticamente ovunque abbia allenato, sono riuscito ad arrivare fino in fondo. Per questo il mio obiettivo \u00e8 sempre stato vincere. Con il passare degli anni, per\u00f2, il significato della vittoria \u00e8 cambiato. Oggi \u00e8 strettamente legato alla soddisfazione delle giocatrici. Vedere la loro crescita e la loro felicit\u00e0 rende ogni successo ancora pi\u00f9 gratificante e ripaga dei sacrifici fatti lungo il percorso. Le sconfitte, invece, continuano a richiedere un grande dispendio di energie. Dopo aver perso una finale sento il bisogno di recuperare, sia fisicamente sia mentalmente\u201c.<\/p>\n<p data-start=\"4207\" data-end=\"4598\"><strong>Una lunga carriera da allenatore dove tante cose sono cambiate:<\/strong> \u201cNel frattempo sono cambiate tre generazioni di atlete e, insieme a loro, \u00e8 cambiato profondamente anche il mio modo di allenare. Non mi riconosco pi\u00f9 nell\u2019allenatore che ero vent\u2019anni fa, n\u00e9 nella pallavolo di allora. Negli ultimi anni ho scoperto soluzioni pi\u00f9 semplici, che permettono alle ragazze di adattarsi meglio al sistema di gioco e rendono pi\u00f9 facile anche il confronto quotidiano. Quando qualcosa non funziona, oggi \u00e8 pi\u00f9 semplice individuarlo. Che si tratti dei sistemi d\u2019attacco o della ricezione, le giocatrici riescono a leggere da sole ci\u00f2 che accade in campo, a valutarsi e a ricevere i feedback in modo costruttivo. Continuo a voler vincere, ma dentro il concetto di vittoria oggi c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9 del risultato. Non mi interessa essere il protagonista: preferisco stare accanto alle giocatrici e vedere la loro soddisfazione. Quando riconoscono il valore del lavoro svolto insieme, si crea un rapporto di fiducia molto forte. Nel volley femminile questa relazione tra allenatore e squadra \u00e8 fondamentale. La chimica che nasce all\u2019interno del gruppo diventa una delle armi principali, ma funziona solo se tutte le giocatrici vengono trattate allo stesso modo. Non devono esistere favoritismi o privilegi. Naturalmente ogni atleta segue un percorso diverso: alcune si allenano di pi\u00f9, altre di meno, per ragioni legate all\u2019et\u00e0 o agli infortuni. La responsabilit\u00e0 di queste scelte spetta all\u2019allenatore, ma \u00e8 fondamentale che tutto venga spiegato con chiarezza, perch\u00e9 la trasparenza \u00e8 alla base della fiducia reciproca\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"4207\" data-end=\"4598\"><strong>Il ritorno della Russia nel 2027 in VNL<\/strong>: \u201cDal punto di vista sportivo \u00e8 un peccato, perch\u00e9 si tratta di un gruppo di giocatrici che meriterebbe di poter competere a questo livello e di mettersi in mostra. Allo stesso tempo, per\u00f2, \u00e8 una questione molto politica e non mi sento n\u00e9 di esprimere un giudizio n\u00e9 di schierarmi da una parte o dall\u2019altra. Non credo nemmeno di conoscere tutta la verit\u00e0 sulla situazione. Dal punto di vista tecnico, la loro presenza potrebbe soltanto aumentare il livello dello spettacolo. La Russia dispone di tantissime atlete di altissimo livello, con caratteristiche fisiche e tecniche eccezionali. Proprio in questi giorni guardavo le convocazioni e ho ritrovato anche alcune giocatrici che ho allenato in passato. Sul piano sportivo, quindi, credo che la loro partecipazione farebbe bene alla qualit\u00e0 della competizione. Poi c\u2019\u00e8 tutta la questione politica, sulla quale \u00e8 giusto che siano altri a prendere le decisioni. In campo, per\u00f2, quando si parla di sport, l\u2019auspicio \u00e8 sempre quello di vedere le migliori nazionali affrontarsi al massimo livello, nell\u2019interesse dello spettacolo e della crescita della pallavolo\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=XcEF8stlUCQ\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">CLICCA QUI PER RIVEDERE L\u2019INTERVISTA COMPLETA<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nell\u2019ultimo appuntamento di Volley Night, il programma che va in onda ogni mercoled\u00ec sul canale YouTube di OA&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":615493,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1474],"tags":[56195,1537,90,89,339271,245,244,8864,1869],"class_list":["post-615492","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-volley","tag-isabelle-haak","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lorenzo-micelli","tag-sport","tag-sports","tag-svezia","tag-volley"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117031400035802600","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/615492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=615492"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/615492\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/615493"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=615492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=615492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=615492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}