{"id":615654,"date":"2026-08-03T13:47:14","date_gmt":"2026-08-03T13:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/615654\/"},"modified":"2026-08-03T13:47:14","modified_gmt":"2026-08-03T13:47:14","slug":"progettazione-manipolativa-che-cose-e-quali-effetti-ha-sugli-adolescenti-i-consigli-per-i-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/615654\/","title":{"rendered":"Progettazione manipolativa: che cos\u2019\u00e8 e quali effetti ha sugli adolescenti. I consigli per i genitori"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Greta La Rocca<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-25\">Promuovere un ambiente digitale corretto e protetto non \u00e8 semplice e i videogiochi sono l\u2019ambito pi\u00f9 a rischio: le interfacce catturano l\u2019attenzione e creano assuefazione. Come evitare i rischi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Promuovere un ecosistema digitale sicuro, trasparente ed equo: \u00e8 l\u2019obiettivo dell&#8217;Associazione Italiana Commercio Elettronico impegnata a diffondere la cultura della conformit\u00e0 normativa tra le imprese, dal GDPR al Digital Services Act, affinch\u00e9 la <b>progettazione dei servizi web sia etica e tenga conto della vulnerabilit\u00e0 dei pi\u00f9 giovani<\/b>.\u00a0<br \/>\u00abQuando parliamo di e-commerce e servizi digitali, la fiducia di chi compra \u00e8 il motore del mercato. Per questo, un <b>ambiente digitale corretto e protetto<\/b> non \u00e8 solo un dovere etico verso i consumatori, ma \u00e8 anche un preciso interesse economico delle imprese, poich\u00e9 la legalit\u00e0 e la sicurezza generano stabilit\u00e0 e competitivit\u00e0 nel lungo periodo. La tutela dei diritti digitali e la protezione dei minori online non sono freni allo sviluppo, ma precondizioni essenziali per il business stesso\u00bb spiega <b>Manuela Borgese, <\/b>avvocato, vicepresidente di Aicel e mamma di due adolescenti. Uno degli ambiti pi\u00f9 delicati interessa aziende e modelli di business che utilizzano l&#8217;architettura delle interfacce per <b>aggirare il consenso consapevole degli utenti<\/b>. Fra i contesti di maggiore impatto su questi temi, vi \u00e8 quello dei videogiochi.<\/p>\n<p>    <b>I rischi<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli effetti che la <b>progettazione manipolativa pu\u00f2 avere sui pi\u00f9 giovani <\/b>sono documentati sul piano scientifico: sfrutta meccanismi neuroscientifici per <b>catturare l&#8217;attenzione, generare picchi di dopamina e creare assuefazione<\/b>. Nel sistema cognitivo dei minori le conseguenze sono amplificate. Il principio della manipolazione \u00e8 identico, ma si declina in modi diversi a seconda del contesto. \u00abNel gaming si traduce in sessioni di gioco prolungate in modo patologico (fino al Gaming Disorder, disturbo da gioco, una dipendenza comportamentale riconosciuta dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0) e in acquisti impulsivi in-app tramite loot box (pacchetti di oggetti virtuali casuali nei videogiochi, acquistabili con denaro reale o sbloccabili giocando), che possono indurre al gioco d\u2019azzardo. Nei social network, funzionalit\u00e0 come lo scorrimento infinito e l&#8217;autoplay portano il cervello in modalit\u00e0 &#8220;pilota automatico&#8221;, spingendo a un uso compulsivo e notturno di Instagram e Facebook\u00bb.\u00a0Queste violazioni impattano sulle tutele imposte da normative (esempio GDPR, DSA e AI Act.)come \u00e8 stato evidenziato dai recenti studi della <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/it\/ip_26_1579\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Commissione Europea del 10 luglio 2026 contro Meta<\/a>: la Commissione ritiene in via preliminare che il design che crea dipendenza di Instagram e Facebook violi la legge sui servizi digitali.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    <b>Tecnologia da governare<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019esperienza di Borgese, mamma di due figli di 11 e 13 anni, le offre un osservatorio immediato su una fascia d&#8217;et\u00e0 in cui il<b> confine tra svago e vulnerabilit\u00e0 \u00e8 sottilissimo<\/b> e la porta &#8211; sia in AICEL che nella ricerca scientifica quale esperta in diritto della societ\u00e0 digitale e dell\u2019innovazione tecnologica presso l\u2019Universit\u00e0 di Catanzaro &#8211; a individuare soluzioni concrete basate sulla consapevolezza del rischio anzich\u00e9 sul proibizionismo. \u00abLa mia esperienza genitoriale conferma quanto rilevato dalla Commissione Europea: gli strumenti di gestione del tempo attivati di default per gli adolescenti vengono facilmente elusi, i controlli parentali risultano efficaci solo se i genitori possiedono tempo e competenze tecniche adeguate. In questo senso, \u00e8 evidente che sia da escludere un\u2019incondizionata delega alle famiglie\u00bb. <br \/>\u00c8 presto per avere dati statistici consolidati sulle leggi recenti introdotte in Australia, Francia, Spagna o Grecia, ma i primi segnali applicativi evidenziano forti limiti. \u00abIl proibizionismo rischia di non eliminare il problema, ma di spostarlo fuori dal radar dei genitori, spingendo i minori a usare stratagemmi digitali (come le VPN) per aggirare i blocchi. Inoltre, l&#8217;interazione online \u00e8 ormai uno spazio di socializzazione e un diritto alla vita culturale sancito dall&#8217;Articolo 31 della Convenzione ONU sui diritti dell&#8217;infanzia. Isolarli significa escluderli dalle relazioni tra coetanei. La tecnologia va governata, non semplicemente vietata\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>Cittadinanza digitale<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Borgese, di recente impegnata ad Atene in una conferenza internazionale con un paper dedicato ai dark pattern e alla progettazione manipolativa,  spiega che \u00abnon possiamo delegare la sicurezza online esclusivamente alle famiglie, pretendendo che i genitori gestiscano da soli una sfida impari contro interfacce e algoritmi studiati per massimizzare l&#8217;engagement. La forza di questo intervento risiede nell&#8217;intero ecosistema alleato, ma si regge soprattutto sulla fiducia e sulla consapevolezza\u00bb.   I ragazzi oggi finiscono per apprendere le nozioni base da soli sul web o tramite i video di YouTube; invece \u00e8 fondamentale che ricevano una formazione specifica per comprendere i meccanismi economici del web, come la profilazione e i dark pattern, acquisendo gli strumenti per compiere passi autonomi e consapevoli. L&#8217;eccessivo controllo, infatti, non fa che stimolare la ricerca di nuove scappatoie digitali. \u00c8 fondamentale che questi temi rientrino fra gli argomenti della loro crescita culturale e che vengano forniti in maniera appropriata. \u00abUn protocollo ministeriale servirebbe a standardizzare questo percorso, dotando i docenti di competenze legali e tecnologiche per rendere la cittadinanza digitale una materia istituzionale e non un&#8217;iniziativa lasciata alla buona volont\u00e0 del singolo istituto\u00bb. Oggi esistono solo progetti frammentati e linee guida generali, ma manca un programma nazionale obbligatorio e strutturato che affronti la manipolazione algoritmica e i diritti dei consumatori minorenni online. Anche a livello europeo, le soluzioni tecnologiche armonizzate come i modelli di age verification sono ancora in fase di sperimentazione e non sono integrate nelle console o nei sistemi di gaming. Attualmente c&#8217;\u00e8 una distanza enorme tra i princ\u00ecpi scritti nelle leggi e la realt\u00e0 quotidiana che i ragazzi e le famiglie si trovano a gestire. <\/p>\n<p><b>Dieci consigli per i genitori<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>\u25cf     <b>Disattivare i pagamenti automatici:<\/b> non collegare mai la carta di credito principale senza richiedere una password o un&#8217;approvazione biometrica (impronta o riconoscimento facciale) per ogni singola transazione.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Proteggere le interazioni e le chat:<\/b> configurare le impostazioni di privacy sia sui social sia nei videogiochi multiplayer per impedire di essere contattati da sconosciuti, riducendo il rischio che le chat di gioco diventino luoghi di adescamento. <\/li>\n<li>\u25cf     <b>Attivare il Parental Control all&#8217;acquisto e configurarlo insieme ai minori: <\/b>il semplice proibizionismo non conduce a nessun risultato duraturo, se non attraverso i motivi che si situano dietro quella scelta.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Giocare e navigare insieme: <\/b>il mondo digitale si arricchisce di caratteristiche ogni giorno pi\u00f9 complesse, anche per gli addetti ai lavori. L\u2019unico modo per conoscere davvero il loro mondo \u00e8 dedicare del tempo a capire a cosa giocano o cosa guardano. Entrare nella loro esperienza digitale \u00e8 l&#8217;unico modo per poterla decodificare.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Spiegare il valore della valuta virtuale:<\/b> aiutarli a capire che gemme, monete o punti corrispondono a soldi reali, calcolando insieme il tasso di conversione.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Insegnare il valore dei dati personali:<\/b> spiegare che un servizio &#8220;gratis&#8221; si paga con le nostre informazioni e che non si inseriscono mai nomi completi, scuole o posizioni geografiche nei profili.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Patti d&#8217;uso chiari su tempi e app:<\/b> definire un accordo familiare condiviso che stabilisca i limiti orari per sessioni di gioco o social, vietando gli schermi a tavola e in camera prima di dormire, e concordando quali videogiochi o applicazioni si possono scaricare. <\/li>\n<li>\u25cf     <b>Valorizzare il sistema PEGI:<\/b> utilizzare l&#8217;etichettatura PEGI (sistema europeo di classificazione dei videogiochi; aiuta i genitori a scegliere giochi adatti ai propri figli) non come un semplice divieto, ma come uno strumento informativo per capire i contenuti effettivi del gioco.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u25cf     <b>Usare lo schermo come &#8220;baby-sitter&#8221;:<\/b> ricorrere ai dispositivi per calmare o distrarre i bambini nei momenti di noia, impedendo loro di sviluppare l&#8217;autoregolazione emotiva.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Sottovalutare i giochi &#8220;Free-to-Play&#8221;:<\/b> pensare che un gioco sia sicuro solo perch\u00e9 il download \u00e8 gratuito, ignorando i meccanismi aggressivi di pressione all&#8217;acquisto interni.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Delegare tutto alla tecnologia:<\/b> credere che un&#8217;applicazione di Parental Control risolva ogni problema, azzerando il dialogo critico in famiglia.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Accettare i termini di servizio senza leggere:<\/b> cliccare &#8220;Accetto&#8221; su informative privacy complesse per conto dei figli senza verificare come verranno profilati.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Fornire l&#8217;esempio sbagliato:<\/b> chiedere ai figli di posare il telefono rimanendo noi stessi incollati allo schermo durante i momenti familiari.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Considerare i videogiochi solo come una perdita di tempo:<\/b> ignorare il valore culturale e di aggregazione del gaming, creando un muro comunicativo con il figlio.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Aggirare i limiti di et\u00e0 per farli &#8220;contenti&#8221;:<\/b> creare account social o di gioco falsificando la data di nascita prima dell&#8217;et\u00e0 minima consentita.<\/li>\n<li>\u25cf     <b>Colpevolizzare il minore per l&#8217;inganno dell&#8217;interfaccia:<\/b> attribuire la responsabilit\u00e0 di una spesa imprevista o di un comportamento scorretto interamente al ragazzo, senza riconoscere che spesso l&#8217;azione \u00e8 indotta da un&#8217;interfaccia o da un&#8217;interazione progettata appositamente per manipolarlo.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Entro la fine del 2026, \u00e8 attesa la nuova proposta di regolamento europeo, il Digital Fairness Act, nato proprio per ampliare la portata degli obblighi di trasparenza e correttezza.  Borgese, insieme a AICEL, intensificher\u00e0 i tavoli di lavoro e la creazione di linee guida pratiche per le imprese italiane ed europee, affinch\u00e9 recepiscano questi standard etici prima che diventino obblighi sanzionabili, dimostrando che un e-commerce equo e rispettoso dei minori \u00e8 anche un e-commerce di maggior successo nel lungo periodo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-figli-genitori\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_salute\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1753719611_813_app.png\"\/><\/p>\n<p>L&#8217;App di <strong>Figli &amp; Genitori<\/strong>, il tuo supporto quotidiano per crescere un figlio<\/p>\n<p>SCOPRI E SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/components2.corriereobjects.it\/rcs_cor_corriere-genitori-figli-layout\/v1\/assets\/img\/ext\/fg.svg\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-03T14:47:32+02:00\">3 agosto 2026 ( modifica il 3 agosto 2026 | 14:47)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Greta La Rocca Promuovere un ambiente digitale corretto e protetto non \u00e8 semplice e i videogiochi 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