{"id":616480,"date":"2026-08-04T01:06:19","date_gmt":"2026-08-04T01:06:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/616480\/"},"modified":"2026-08-04T01:06:19","modified_gmt":"2026-08-04T01:06:19","slug":"occhi-secchi-e-mal-di-testa-sette-studenti-su-dieci-segnalano-disturbi-da-schermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/616480\/","title":{"rendered":"Occhi secchi e mal di testa: sette studenti su dieci segnalano disturbi da schermo"},"content":{"rendered":"<p>Lo smartphone appena svegli, il tablet durante le lezioni, il portatile per preparare gli esami e di nuovo il telefono prima di dormire. Per molti universitari lo schermo non \u00e8 pi\u00f9 uno strumento occasionale, ma l\u2019ambiente in cui si svolge gran parte della giornata. Uno studio multicentrico pubblicato il 3 agosto su <strong>Scientific Reports<\/strong> ha coinvolto 503 studenti di medicina e professioni sanitarie degli Emirati Arabi Uniti, con un\u2019et\u00e0 mediana di 20 anni. Attraverso un questionario validato che misura frequenza e intensit\u00e0 di 16 sintomi, il <strong>73%<\/strong> ha raggiunto la soglia della cosiddetta <strong>computer vision syndrome<\/strong>, o affaticamento visivo digitale. <strong>Il dato non significa che sette giovani su dieci abbiano subito un danno agli occhi: indica che presentavano una combinazione di disturbi compatibile con l\u2019uso prolungato dei dispositivi.<\/strong><\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/107185\/operato-prima-di-nascere-il-caso-theo-sposta-i-confini-della-chirurgia.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_03\/ChatGPT_Image_3_ago_2026%2C_09_23_42-1785741846241.jpg--operato_prima_di_nascere__il_caso_theo_sposta_i_confini_della_chirurgia.jpg?1785741846821\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il sintomo riferito spesso o sempre pi\u00f9 di frequente era la <strong>secchezza oculare<\/strong>, segnalata dal <strong>34%<\/strong> degli studenti. Seguivano la sensazione di un peggioramento della vista, al <strong>23%<\/strong>, il mal di testa e la maggiore sensibilit\u00e0 alla luce, entrambi al <strong>21%<\/strong>. Quando fissiamo uno schermo tendiamo a battere meno le palpebre e talvolta in modo incompleto, cos\u00ec il film lacrimale evapora pi\u00f9 rapidamente. A questo si aggiungono lo sforzo continuo di messa a fuoco da vicino, i riflessi, la luminosit\u00e0 mal regolata e una posizione poco naturale di testa e collo. <strong>La \u201csindrome\u201d non \u00e8 quindi una singola malattia, ma un insieme di sintomi oculari, visivi e muscolari che pu\u00f2 ridurre concentrazione, comfort e rendimento.<\/strong> Nello studio, il 38% di chi soddisfaceva i criteri riferiva ripercussioni sullo studio, contro il 17% degli altri partecipanti.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/107168\/emilia-clarke-due-aneurismi-mentre-il-mondo-la-incoronava-regina.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_03\/ChatGPT_Image_3_ago_2026%2C_00_37_13-1785712961342.jpg--emilia_clarke__due_aneurismi_mentre_il_mondo_la_incoronava_regina.jpg?1785712961747\"\/><\/a><\/p>\n<p>A sorprendere non \u00e8 soltanto la quantit\u00e0 di tempo trascorsa online: il <strong>63%<\/strong> dichiarava oltre sei ore al giorno davanti ai dispositivi. \u00c8 soprattutto il modo in cui quelle ore vengono accumulate a far riflettere. Soltanto il <strong>13%<\/strong> affermava di mantenere una postura corretta e appena met\u00e0 faceva una pausa almeno ogni ora. Chi interrompeva il lavoro soltanto ogni due ore mostrava probabilit\u00e0 circa doppie di rientrare nei criteri della sindrome rispetto a chi si fermava almeno una volta all\u2019ora. <strong>Nel modello statistico, per\u00f2, il numero totale di ore davanti allo schermo non risultava associato in modo indipendente ai sintomi:<\/strong> una possibile indicazione che pause, condizioni oculari preesistenti e abitudini d\u2019uso possano contare quanto il cronometro. Non \u00e8 comunque una prova causale, perch\u00e9 lo studio fotografa un solo momento, si basa sulle risposte degli studenti e non comprende una visita oculistica di conferma.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_3_ago_2026,_19_20_19-1785777633814.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>La prevenzione non richiede necessariamente accessori costosi. La <strong>regola 20-20-20<\/strong> suggerisce, ogni 20 minuti, di guardare per 20 secondi qualcosa distante circa sei metri; \u00e8 utile anche posizionare lo schermo leggermente sotto il livello degli occhi, evitare riflessi, adattare luminosit\u00e0 e dimensione dei caratteri, mantenere una distanza confortevole e ricordarsi di ammiccare. <strong>Gli occhiali con filtro per la luce blu non sono una scorciatoia dimostrata: una revisione Cochrane non ha trovato benefici chiari contro l\u2019affaticamento a breve termine rispetto alle lenti normali.<\/strong> I disturbi da schermo sono generalmente temporanei, ma dolore, visione doppia, calo visivo persistente, forte fotofobia o sintomi che non migliorano con le pause meritano una valutazione oculistica, perch\u00e9 potrebbero dipendere anche da secchezza o difetti visivi non corretti. La lezione dello studio non \u00e8 eliminare la tecnologia, ma imparare a usarla senza costringere gli occhi a lavorare senza tregua.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Alsaadi M.A., Alalawi A.M., Abdullahi A.S. et al., \u201cComputer vision syndrome and its preventive ergonomic practices among undergraduate medical and health science students in the United Arab Emirates\u201d, Scientific Reports, pubblicato il 3 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41598-026-64987-7.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-026-64987-7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo smartphone appena svegli, il tablet durante le lezioni, il portatile per preparare gli esami e di nuovo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":616481,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[339732,339730,339729,339728,174492,339731,14,164,165,25966,166,7,15,339733,327364,339734,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-616480","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-20-20-20","tag-abdullahi-a-s","tag-alalawi-a-m","tag-alsaadi-m-a","tag-cochrane","tag-computer-vision-syndrome","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-emirati-arabi-uniti","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-occhiali-filtro-luce-blu","tag-scientific-reports","tag-studenti-medicina","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117034562267217126","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/616480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=616480"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/616480\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/616481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=616480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=616480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=616480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}