{"id":617560,"date":"2026-08-04T17:21:12","date_gmt":"2026-08-04T17:21:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/617560\/"},"modified":"2026-08-04T17:21:12","modified_gmt":"2026-08-04T17:21:12","slug":"tumore-al-seno-prima-dei-50-anni-il-rischio-resta-invisibile-lallarme-di-cambridge-riguarda-anche-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/617560\/","title":{"rendered":"Tumore al seno, prima dei 50 anni il rischio resta invisibile: l\u2019allarme di Cambridge riguarda anche l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una fascia d\u2019et\u00e0 in cui il tumore al seno rischia di arrivare prima dell\u2019invito ufficiale. Uno studio dell\u2019Universit\u00e0 di Cambridge e dell\u2019Institute of Cancer Research di Londra, pubblicato il 4 agosto sul <strong>British Journal of Cancer<\/strong>, ha confrontato i criteri NICE usati in Inghilterra per indirizzare le donne under 50 verso una valutazione specialistica con <strong>BOADICEA<\/strong>, un modello che combina familiarit\u00e0, storia riproduttiva, stili di vita e informazioni genetiche. L\u2019analisi ha incluso 1.258 donne, 392 delle quali hanno sviluppato un tumore mammario entro dieci anni. <strong>I criteri attuali avrebbero individuato soltanto il 4,4% di chi si sarebbe poi ammalata, lasciandone fuori circa il 95%.<\/strong> Il punto debole \u00e8 evidente: il sistema si affida molto alla storia familiare, ma il <strong>73%<\/strong> dei casi emersi nella coorte riguardava donne senza precedenti familiari di tumore al seno.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107240\/pomodori-contro-la-steatosi-epatica-il-segnale-che-accende-la-ricerca.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_04\/ChatGPT_Image_4_ago_2026%2C_07_28_16-1785821313489.jpg--pomodori_contro_la_steatosi_epatica__il_segnale_che_accende_la_ricerca.jpg?1785821314035\"\/><\/a><\/p>\n<p>Con il modello multifattoriale, la capacit\u00e0 di intercettare i futuri casi saliva fino al <strong>34,8%<\/strong>, quasi <strong>otto volte di pi\u00f9<\/strong>. Ma il miglioramento ha un costo: BOADICEA classificherebbe sopra il rischio medio il <strong>26,5%<\/strong> delle under 50, contro l\u2019<strong>1,4%<\/strong> segnalato dai criteri NICE, producendo molte pi\u00f9 valutazioni, consulenze genetiche e possibili approfondimenti. <strong>La ricerca non dimostra quindi che tutte le donne giovani debbano fare mammografie anticipate, n\u00e9 che il modello riesca a prevedere ogni tumore.<\/strong> Mostra piuttosto che una familiarit\u00e0 assente non equivale a un rischio trascurabile e che fattori diversi possono sommarsi fino a creare profili oggi poco visibili. Restano inoltre limiti importanti: lo studio ha incluso soltanto donne bianche, non disponeva della densit\u00e0 mammaria n\u00e9 delle varianti genetiche rare e non misura direttamente quante vite verrebbero salvate applicando il nuovo percorso.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107258\/primogeniti-e-secondogeniti-non-si-ammalano-allo-stesso-modo.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_04\/ChatGPT_Image_4_ago_2026%2C_12_44_07-1785840899380.jpg--primogeniti_e_secondogeniti_non_si_ammalano_allo_stesso_modo_.jpg?1785840899743\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il confronto con l\u2019Italia va fatto con cautela, perch\u00e9 il dato del <strong>95%<\/strong> appartiene al sistema inglese e non pu\u00f2 essere trasferito automaticamente al nostro Servizio sanitario. Tuttavia, il problema di fondo \u00e8 simile. Il programma nazionale standard offre la mammografia gratuita ogni due anni alle donne tra 50 e 69 anni, mentre l\u2019estensione a 45-49 e 70-74 anni non \u00e8 ancora uniforme. Secondo l\u2019Osservatorio nazionale screening, nel 2025 la copertura degli inviti per le 45-49enni si \u00e8 fermata al <strong>31,2%<\/strong>, in calo rispetto al <strong>33,8%<\/strong> dell\u2019anno precedente, e soltanto sette Regioni hanno superato il 40%. <strong>Per una donna di 47 anni, quindi, vivere in una Regione anzich\u00e9 in un\u2019altra pu\u00f2 cambiare concretamente la possibilit\u00e0 di ricevere un invito organizzato.<\/strong> E sotto i 45 anni il percorso dipende ancora di pi\u00f9 dalla presenza di sintomi, dalla familiarit\u00e0 riconosciuta e dall\u2019accesso a una valutazione senologica o genetica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_4_ago_2026,_15_34_54-1785850743374.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>La lezione di Cambridge non \u00e8 \u201cpi\u00f9 mammografie per tutte\u201d, ma una prevenzione capace di distinguere meglio chi ha davvero bisogno di iniziare prima. Anticipare indiscriminatamente gli esami aumenterebbe richiami, approfondimenti e il rischio di medicalizzare donne che non svilupperanno la malattia; ignorare i profili individuali, per\u00f2, pu\u00f2 lasciare scoperte persone che non rientrano nel modello classico della famiglia con molti casi oncologici. <strong>La vera sfida italiana \u00e8 affiancare all\u2019et\u00e0 un calcolo strutturato del rischio, accessibile nello stesso modo da Nord a Sud.<\/strong> Densit\u00e0 mammaria, lesioni benigne proliferative, storia ormonale e riproduttiva, varianti genetiche e familiarit\u00e0 dovrebbero confluire in percorsi chiari, senza trasformare ogni donna giovane in una paziente. Perch\u00e9 il calendario resta uno strumento utile per la popolazione, ma la malattia non legge la data di nascita prima di comparire.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Frost R., Ficorella L., Berrington de Gonzalez A. et al., \u201cComparison of NICE criteria with the BOADICEA multifactorial risk model to guide breast cancer risk assessment and referral amongst women under age 50 within primary care\u201d, British Journal of Cancer, 4 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41416-026-03547-2.<\/p>\n<p>Valasaki M., Taylor L.C., Woof V.G. et al., \u201cThe breast cancer risk assessment pathway in England: a systems analysis of current challenges and ways to improve\u201d, British Journal of Cancer, vol. 134, 2026, pp. 903-913. DOI: 10.1038\/s41416-025-03329-2.<\/p>\n<p>National Institute for Health and Care Excellence, \u201cFamilial breast cancer: classification, care and managing breast cancer and related risks in people with a family history of breast cancer\u201d, Clinical Guideline CG164, versione corrente con aggiornamento del modello CanRisk-BOADICEA nel maggio 2026.<\/p>\n<p>Ministero della Salute, \u201cScreening per il cancro del seno\u201d: programma organizzato rivolto ordinariamente alle donne tra 50 e 69 anni, con mammografia ogni due anni ed estensione alla fascia 45-74 anni in alcune Regioni.<\/p>\n<p>Osservatorio Nazionale Screening, \u201cLa diffusione degli screening oncologici in Italia nel 2025\u201d: dati nazionali sull\u2019estensione e sull\u2019adesione allo screening mammografico nelle fasce 45-49, 50-69 e 70-74 anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una fascia d\u2019et\u00e0 in cui il tumore al seno rischia di arrivare prima dell\u2019invito ufficiale. Uno studio&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":617561,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[340202,340201,27162,340204,239,340200,1537,90,89,38369,47398,340203,240,334179],"class_list":["post-617560","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-boadicea","tag-british-journal-of-cancer","tag-cambridge","tag-densita-mammaria","tag-health","tag-institute-of-cancer-research","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mammografia","tag-nice","tag-osservatorio-nazionale-screening","tag-salute","tag-universita-di-cambridge"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117038396290413933","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/617560","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=617560"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/617560\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/617561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=617560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=617560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=617560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}