{"id":618137,"date":"2026-08-05T01:58:15","date_gmt":"2026-08-05T01:58:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/618137\/"},"modified":"2026-08-05T01:58:15","modified_gmt":"2026-08-05T01:58:15","slug":"dove-guardi-racconta-come-e-organizzato-il-tuo-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/618137\/","title":{"rendered":"Dove guardi racconta come \u00e8 organizzato il tuo cervello"},"content":{"rendered":"<p>Davanti alla stessa fotografia, qualcuno cerca subito un volto, qualcun altro viene attirato da un\u2019insegna o da una parola. Non \u00e8 soltanto una preferenza del momento: il modo in cui esploriamo le scene visive tende a essere sorprendentemente stabile da persona a persona. Uno studio suggerisce ora che queste abitudini dello sguardo siano associate all\u2019organizzazione funzionale del cervello. I ricercatori della Justus-Liebig-Universit\u00e4t di Giessen hanno seguito i movimenti oculari di 102 adulti mentre osservavano 700 scene complesse; 61 di loro sono stati poi sottoposti a risonanza magnetica funzionale. <strong>Chi fissava spontaneamente pi\u00f9 spesso i volti mostrava segnali cerebrali pi\u00f9 distintivi per i volti; chi cercava maggiormente il testo presentava una specializzazione pi\u00f9 marcata per le parole.<\/strong> Non significa che dagli occhi si possa \u201cleggere\u201d il cervello come una mappa, ma che attenzione visiva e architettura neurale sembrano procedere insieme.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107280\/da-un-solo-maschio-maschi-e-femmine-la-clonazione-che-sfida-lestinzione.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_04\/ChatGPT_Image_4_ago_2026%2C_18_55_18-1785862534111.jpg--da_un_solo_maschio__maschi_e_femmine__la_clonazione_che_sfida_l_estinzione.jpg?1785862534589\"\/><\/a><\/p>\n<p>Durante l\u2019esperimento di eye-tracking, ogni immagine rimaneva sullo schermo per tre secondi. Gli studiosi hanno misurato sia il primo punto fissato sia il tempo complessivo trascorso su volti e scritte. Le differenze individuali erano notevoli: tra i partecipanti, la probabilit\u00e0 di dirigere la prima occhiata verso un volto variava di circa due volte, mentre per il testo arrivava a differire quasi cinque volte. Quando volti e parole comparivano nella stessa immagine, inoltre, tendevano a contendersi l\u2019attenzione. Nella successiva sessione di risonanza, i volontari osservavano invece immagini presentate al centro dello schermo \u2014 volti, pseudoparole, case, automobili, corpi e arti \u2014 cos\u00ec da impedire che i risultati dipendessero semplicemente da dove stavano guardando in quel momento. <strong>Il legame \u00e8 rimasto: le preferenze spontanee registrate fuori dallo scanner corrispondevano a rappresentazioni neurali pi\u00f9 precise e specifiche per la stessa categoria.<\/strong><\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/italia---mondo\/107285\/anopheles-stephensi-la-zanzara-invasiva-che-sta-riscrivendo-la-mappa-della-malaria.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_04\/ChatGPT_Image_4_ago_2026%2C_21_33_40-1785872028174.jpg--anopheles_stephensi__la_zanzara_invasiva_che_sta_riscrivendo_la_mappa_della_malaria.jpg?1785872028564\"\/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019associazione riguardava soprattutto la corteccia temporale ventrale, una parte del sistema visivo che contribuisce a riconoscere ci\u00f2 che vediamo. Nei partecipanti pi\u00f9 attratti dai volti risultava mediamente pi\u00f9 estesa l\u2019area fusiforme destra selettiva per i volti; in quelli orientati verso le scritte era pi\u00f9 ampia l\u2019area visiva della forma delle parole, prevalentemente nell\u2019emisfero sinistro. Non si parla di un cervello \u201cmigliore\u201d o complessivamente pi\u00f9 grande, ma di <strong>una maggiore quantit\u00e0 di risorse funzionali dedicate a elaborare una determinata classe di stimoli<\/strong>. Le rappresentazioni pi\u00f9 nette erano associate anche alle capacit\u00e0 individuali: nel sottogruppo sottoposto ai test, una maggiore distintivit\u00e0 per i volti coincideva con risultati migliori nel riconoscimento facciale, mentre quella per le parole era collegata alla velocit\u00e0 di lettura delle pseudoparole. I campioni di questi test, per\u00f2, erano piccoli \u2014 rispettivamente 34 e 25 persone \u2014 e gli stessi autori invitano alla prudenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_4_ago_2026,_21_59_14-1785873749716.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>La domanda pi\u00f9 affascinante resta aperta: guardiamo certi elementi perch\u00e9 il nostro cervello \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 efficiente nel riconoscerli, oppure il cervello si specializza perch\u00e9 per anni gli abbiamo offerto proprio quel tipo di esperienza visiva? Lo studio mostra correlazioni, non una direzione causale. Genetica, apprendimento, abitudini attentive, scuola ed esperienza potrebbero contribuire insieme. Imparare a leggere, per esempio, modifica progressivamente i circuiti visivi, mentre l\u2019interesse per volti e testi continua a svilupparsi durante l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza. <strong>\u00c8 plausibile che sguardo, competenza e organizzazione cerebrale si rafforzino reciprocamente in una sorta di \u201cspirale dell\u2019esperienza\u201d.<\/strong> Inoltre, il campione era composto soprattutto da giovani universitari sani e non rappresenta automaticamente l\u2019intera popolazione. Il risultato, tuttavia, cambia prospettiva: vedere non \u00e8 una registrazione passiva del mondo. Ogni rapido movimento degli occhi seleziona ci\u00f2 che il cervello ricever\u00e0 dopo e potrebbe raccontare qualcosa di come ciascuno di noi ha imparato a vedere.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Diana Kollenda, Elaheh Akbari, Maximilian D. Broda e Benjamin de Haas, \u201cActive vision is linked to category selectivity in the individual brain\u201d, Nature Human Behaviour, pubblicato online il 7 luglio 2026. DOI: 10.1038\/s41562-026-02494-5.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41562-026-02494-5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Davanti alla stessa fotografia, qualcuno cerca subito un volto, qualcun altro viene attirato da un\u2019insegna o da una&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":618138,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[14,164,165,20456,340525,340523,340521,340522,166,340524,7,15,4979,340526,329569,11,167,12,168,22882,161,162,163],"class_list":["post-618137","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-eye-tracking","tag-fmri","tag-giessen","tag-justus-liebig","tag-justus-liebig-universitat","tag-mondo","tag-nature-human-behaviour","tag-news","tag-notizie","tag-parole","tag-pseudoparole","tag-risonanza-magnetica-funzionale","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-volti","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117040429301742454","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/618137","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=618137"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/618137\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/618138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=618137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=618137"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=618137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}