{"id":618200,"date":"2026-08-05T03:15:33","date_gmt":"2026-08-05T03:15:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/618200\/"},"modified":"2026-08-05T03:15:33","modified_gmt":"2026-08-05T03:15:33","slug":"sclerosi-multipla-un-esame-del-sangue-puo-svelare-se-la-malattia-avanza-in-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/618200\/","title":{"rendered":"Sclerosi multipla, un esame del sangue pu\u00f2 svelare se la malattia avanza in silenzio"},"content":{"rendered":"<p>Nella sclerosi multipla, l\u2019assenza di nuove ricadute non significa necessariamente che la malattia sia ferma. In alcune persone la capacit\u00e0 di camminare, l\u2019equilibrio, la forza o la destrezza possono peggiorare gradualmente anche senza un attacco neurologico chiaramente riconoscibile. \u00c8 la cosiddetta <strong>progressione indipendente dall\u2019attivit\u00e0 di ricaduta (PIRA)<\/strong>, una componente della malattia difficile da intercettare tempestivamente. L\u2019espressione \u201cprogressione silenziosa\u201d non significa che non esistano sintomi, ma che il peggioramento non \u00e8 preceduto da una ricaduta evidente. <strong>Ora una proteina misurabile nel sangue potrebbe aiutare a individuare le persone maggiormente esposte a questo processo.<\/strong> Lo suggerisce uno studio pubblicato il 3 agosto 2026 su JAMA Neurology, basato su due ampie coorti di persone con sclerosi multipla seguite nel tempo.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107171\/il-glaucoma-arriva-fino-al-cervello-cosa-mostra-la-risonanza-ad-altissima-definizione.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_03\/ChatGPT_Image_3_ago_2026%2C_02_23_47-1785716762028.jpg--il_glaucoma_arriva_fino_al_cervello__cosa_mostra_la_risonanza_ad_altissima_definizione.jpg?1785716762501\"\/><\/a><\/p>\n<p>La proteina si chiama <strong>GFAP<\/strong>, acronimo di proteina fibrillare acida della glia. \u00c8 presente soprattutto negli astrociti, cellule che sostengono e nutrono i neuroni e contribuiscono al funzionamento del cervello, del midollo spinale e della barriera che protegge il sistema nervoso. Quando il tessuto nervoso subisce un danno o una malattia, gli astrociti possono diventare reattivi e produrre una maggiore quantit\u00e0 di GFAP, parte della quale pu\u00f2 essere rilevata nel sangue. <strong>La GFAP sembra offrire informazioni diverse rispetto ai neurofilamenti leggeri, o NfL, gi\u00e0 studiati come indicatori di danno alle fibre nervose.<\/strong> I neurofilamenti risultano particolarmente sensibili all\u2019attivit\u00e0 infiammatoria acuta, alle ricadute e alla comparsa di nuove lesioni alla risonanza; la GFAP, invece, sta emergendo come possibile indicatore della componente progressiva indipendente dalle ricadute.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107149\/cosi-lo-zucchero-alto-potrebbe-alimentare-il-tumore-del-fegato.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_02\/ChatGPT_Image_2_ago_2026%2C_18_32_24-1785688361761.jpg--cosi_lo_zucchero_alto_potrebbe_alimentare_il_tumore_del_fegato.jpg?1785688362429\"\/><\/a><\/p>\n<p>I ricercatori hanno analizzato complessivamente <strong>2.329 persone<\/strong> appartenenti alla Swiss MS Cohort e allo studio statunitense EPIC, raccogliendo <strong>18.629 misurazioni<\/strong> di GFAP e neurofilamenti a intervalli di sei o dodici mesi. La coorte svizzera comprendeva 1.709 partecipanti, seguiti per un periodo mediano di quasi sette anni, mentre quella statunitense includeva 620 persone, con un\u2019osservazione mediana superiore ai tredici anni. La progressione \u00e8 stata valutata attraverso la scala della disabilit\u00e0 EDSS e, nello studio EPIC, anche mediante prove della camminata e della manualit\u00e0. <strong>Le persone con una GFAP superiore alla soglia stabilita dai ricercatori mostravano, in media, una probabilit\u00e0 di progressione nel successivo intervallo di visita pi\u00f9 alta di circa il 40%.<\/strong> L\u2019associazione \u00e8 stata osservata in entrambe le coorti, un elemento rilevante perch\u00e9 riduce la possibilit\u00e0 che il risultato dipenda esclusivamente da un singolo centro o da una particolare popolazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_4_ago_2026,_00_31_32-1785796304396.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>Un altro risultato riguarda l\u2019andamento della proteina dopo l\u2019avvio di alcune terapie. Nella coorte svizzera, una maggiore riduzione dei valori standardizzati di GFAP durante i primi due anni di trattamento con <strong>fingolimod<\/strong> o con <strong>terapie dirette contro i linfociti B<\/strong> era associata a un rischio successivo di PIRA pi\u00f9 basso. Per ogni riduzione annuale di un\u2019unit\u00e0 del valore standardizzato, il rischio risultava inferiore rispettivamente del <strong>54% e del 67%<\/strong>. <strong>Questi numeri non dimostrano per\u00f2 che abbassare la GFAP protegga direttamente dalla progressione, n\u00e9 consentono di confrontare l\u2019efficacia dei diversi trattamenti.<\/strong> Lo studio \u00e8 osservazionale e pu\u00f2 identificare associazioni, ma non stabilire con certezza rapporti di causa ed effetto. La prospettiva pi\u00f9 realistica \u00e8 utilizzare in futuro la GFAP insieme alla visita neurologica, alla risonanza magnetica e ad altri biomarcatori, costruendo un monitoraggio pi\u00f9 personalizzato. Per ora, quindi, non esiste un semplice esame del sangue capace da solo di stabilire se la sclerosi multipla stia avanzando: <strong>esiste un biomarcatore candidato, promettente ma ancora da standardizzare e validare prima dell\u2019impiego clinico ordinario.<\/strong><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Einsiedler M, Sandgren S, Schaedelin S, et al. \u201cSerum Glial Fibrillary Acidic Protein Dynamics, Disease Progression, and Therapy Response in Multiple Sclerosis\u201d. JAMA Neurology, pubblicato online il 3 agosto 2026. DOI: 10.1001\/jamaneurol.2026.2500.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamaneurology\/fullarticle\/2852244\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella sclerosi multipla, l\u2019assenza di nuove ricadute non significa necessariamente che la malattia sia ferma. 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