{"id":618452,"date":"2026-08-05T07:11:13","date_gmt":"2026-08-05T07:11:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/618452\/"},"modified":"2026-08-05T07:11:13","modified_gmt":"2026-08-05T07:11:13","slug":"ricky-tognazzi-mio-padre-ugo-era-severo-unestate-fui-punito-a-pane-e-acqua-tutti-lo-acclamavano-faceva-di-tutto-per-far-ridere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/618452\/","title":{"rendered":"Ricky Tognazzi: \u00abMio padre Ugo era severo, un&#8217;estate fui punito a pane e acqua. Tutti lo acclamavano, faceva di tutto per far ridere\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Le estati della sua vita sono state tutte belle, racconta <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/ricky-tognazzi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ricky Tognazzi<\/a>, \u00abanche le pi\u00f9 torride\u00bb. Ma ce n&#8217;\u00e8 una che \u00e8 rimasta radicata, pi\u00f9 delle altre, nel suo cuore e nella sua mente: <strong>quella del 1966<\/strong>. Il futuro regista e attore di successo aveva <strong>11 anni<\/strong> e accompagn\u00f2 in Sardegna suo padre, il grande <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/ugo-tognazzi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ugo Tognazzi<\/a>, che sulla costa orientale dell&#8217;isola girava il film di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/luigi-zampa\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Luigi Zampa<\/a> Una questione d&#8217;onore. Ugo aveva il ruolo, destinato a scatenare polemiche, di un bracciante sardo costretto a uccidere l&#8217;amatissima moglie incinta per dimostrare al mondo di non avere le corna. La splendida Cala Gonone, la grotta del Bue Marino, Orosei, l&#8217;entroterra nuorese fino a Orgosolo fecero da sfondo a quella vacanza che per la formazione di Ricky si sarebbe rivelata <strong>indimenticabile. Cruciale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Com&#8217;era la Sardegna di sessant&#8217;anni fa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn luogo magico, selvaggio, pre-consumista in un&#8217;Italia ancora pura, sincera. Quella che faceva pensare a <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/pasolini\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pasolini<\/a> di appartenere all'&#8221;ultima generazione che ha visto il mare&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che vita faceva sull&#8217;isola?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMentre pap\u00e0 girava il film, io vivevo con il marinaio Ciro su un piccolo cabinato che Ugo aveva battezzato &#8220;Ricky I&#8221;. Quell&#8217;uomo di mare, nato ad Anzio, mi insegn\u00f2 tantissime cose: a pilotare, fare i nodi, pescare. Ogni mattina andavamo a prendere Ugo davanti al suo albergo e navigando lo portavamo al punto pi\u00f9 vicino al set, dove poi venivano a prenderlo in auto. Prima di tornare la sera a prelevarlo, aspettavamo con ansia di avvistare il mitico Bue Marino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cio\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEra il nome dato dai pescatori sardi alla foca monaca che in quella zona abbondava e si nascondeva nella grotta. Se ci ripenso, credo di averne vista qualcuna\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci fu qualche imprevisto in quella vacanza?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abUn giorno, nel pomeriggio, il vento cambi\u00f2 improvvisamente e decidemmo di non aspettare pap\u00e0 al solito posto perch\u00e9 la traversata sarebbe stata pericolosa.<\/strong> Lui, non trovandoci, si preoccup\u00f2 moltissimo e corse a cercarci al porto. Quando finalmente arrivammo mi fece una solenne cazziata perch\u00e9 lo avevo gettato nell&#8217;ansia. E mi mise in punizione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In cosa consisteva il castigo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPane e acqua per un giorno, ma figuriamoci quant&#8217;era buona la panzanella fatta con il pane sardo e i pomodori locali&#8230; La sera dopo venni perdonato con una colossale cena al ristorante. Ma quell&#8217;arrabbiatura mi fece scoprire un aspetto inedito di Ugo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abLa sua severit\u00e0, che non conoscevo. Era un uomo anticonformista, tollerante e, come tutti i padri separati, piuttosto indulgente mentre la mia mamma inglese (la ballerina Pat O&#8217;Hara, ndr) incarnava l&#8217;autorit\u00e0. Io avevo ereditato da lei un certo rigore: pap\u00e0 diceva che il mio sguardo un po&#8217; grave lo metteva in soggezione\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Mentre Ugo girava il film, lei andava sul set?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, \u00e8 capitato, e sono stato sempre accolto a braccia aperte dalla troupe che si divertiva a farmi scoprire i segreti della cinepresa, il carrello, gli attrezzi di scena\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 dunque in Sardegna, durante quella vacanza, che matur\u00f2 il suo desiderio di fare cinema?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA dire la verit\u00e0 avevo gi\u00e0 frequentato il set come attore al fianco di pap\u00e0 in un episodio di Ro.Go.Pa.G e ne I mostri. Il <strong>cinema ha sempre fatto parte della mia vita<\/strong>. Proprio in Sardegna, quell&#8217;estate 1966, c&#8217;erano anche gli sceneggiatori Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, <strong>amici fraterni di pap\u00e0<\/strong>, per me come due zii. Mi citavano Dante, un motivo di pi\u00f9 per rendere quella vacanza straordinariamente formativa, uno spartiacque sia esistenziale sia sentimentale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa intende?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAlla fine dell&#8217;estate sarei andato a studiare in Inghilterra, affrontando una nuova fase della mia vita. Insomma, stavo per diventare grande. Ma la vacanza con pap\u00e0 non fin\u00ec in Sardegna: prosegu\u00ec a Torvajanica, dove era nato da poco il Villaggio Tognazzi e Ugo invent\u00f2 lo storico torneo di tennis per vip che assegnava al vincitore lo Scolapasta d&#8217;oro. Star, registi, personaggi famosi: negli anni ci sono passati tutti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E come and\u00f2 al Villaggio Tognazzi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAnche Torvajanica negli anni Sessanta era un posto bellissimo, sabbia fina e mare cristallino. Io ero tornato da Cala Gonone con la <strong>capretta chiamata Orosei<\/strong> che ci avevano regalato i pastori sardi. Ma il cane di casa, un meticcio di nome Rocky, un brutto giorno la sbran\u00f2&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che padre era, Ugo, in quella stagione della vostra vita?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abEra nel pieno delle sue forze e del successo, aveva girato i film di Marco Ferreri e tutti lo cercavano, tutti lo acclamavano.<\/strong> Io, che ho avuto la fortuna di essere il primogenito, ho goduto del privilegio di avere un padre capace di dedicarmi tanto spazio come in quell&#8217;estate. Era anche protettivo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come lo manifestava?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abProprio quell&#8217;anno, in Sardegna, aveva portato la sua &#8220;Jaguar E&#8221; nera, la macchina di Diabolik, con cui si divertiva a scorrazzare sull&#8217;isola.<\/strong> Un giorno che aveva dato un passaggio alla giovane, bellissima attrice Nicoletta Machiavelli, usc\u00ec di strada e l&#8217;auto si schiant\u00f2 contro un albero. Loro due non si erano fatti nemmeno un graffio ma pap\u00e0 obblig\u00f2 il mezzo della produzione, che mi stava portando da lui, a fare una deviazione perch\u00e9 non vedessi i rottami e pensassi che si era fatto male\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un ricordo che le \u00e8 rimasto pi\u00f9 impresso degli altri?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPap\u00e0 era un uomo allegro, divertente, pieno di trovate. Una volta si sedette sopra a un uovo gridando &#8220;coccod\u00e8&#8221; e io, che lo avevo mitizzato, mi convinsi che aveva il potere di deporre anche le uova. <strong>Cosa non faceva, Ugo, pur di strappare una risata<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto serale sulle notizie del giorno<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le estati della sua vita sono state tutte belle, racconta Ricky Tognazzi, \u00abanche le pi\u00f9 torride\u00bb. 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