{"id":619396,"date":"2026-08-05T20:33:10","date_gmt":"2026-08-05T20:33:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/619396\/"},"modified":"2026-08-05T20:33:10","modified_gmt":"2026-08-05T20:33:10","slug":"meli-la-rivelazione-di-velasco-julio-ci-dice-di-soffrire-e-non-subire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/619396\/","title":{"rendered":"Meli, la rivelazione di Velasco: &#8220;Julio ci dice di soffrire e non subire"},"content":{"rendered":"<p>                                La centrale si \u00e8 guadagnata un posto nel gruppo azzurro e punta all&#8217;Europeo. Dalla Toscana a Bergamo che le \u00e8 valsa la chiamata<\/p>\n<p>\n                                                                    Laerte Salvini\n                            <\/p>\n<p>                    5 agosto &#8211; 19:47  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Sette punti nella notte di Macao che valeva il bronzo, l&#8217;ultimo atto di una <a href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/Volley\/26-07-2026\/volley-italia-cina-3-1-nations-league-azzurre-terze-antropova-decisiva.shtml?intcmp=hyperlink-articolo-gazit\" title=\"Antropova trascina l&#039;Italia: 3-1 alla Cina e terzo posto in Nations League\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Volleyball Nations League<\/a> vissuta come si vive un sogno. Denise Meli, centrale classe 2001 nata a Bagno a Ripoli, \u00e8 stata una delle sorprese pi\u00f9 piacevoli dell&#8217;Italia di Julio Velasco in questa estate di transizione: chiamata per la prima volta in maglia azzurra dopo un campionato d&#8217;A1 disputato con il Volley Bergamo, si \u00e8 ritrovata catapultata tra le pallavoliste pi\u00f9 forti del mondo e, invece di scomparire, ha lasciato il segno. Le azzurre erano reduci dal ko al tiebreak contro il Brasile in semifinale, l&#8217;unica sconfitta di un cammino altrimenti solido: ventiquattr&#8217;ore dopo hanno risposto da squadra vera, battendo 3-1 la Cina padrona di casa (25-16, 23-25, 25-22, 25-13) e conquistando la medaglia di bronzo. Nel tabellino, tra i punti di Antropova, Fahr e Nervini, ci sono anche i sette di Denise Meli, la debuttante.\u00a0<\/p>\n<p>        la chiamata\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Meli non usa mezzi termini quando racconta l&#8217;inizio di questa avventura: non se l&#8217;aspettava, e ce lo confessa con un candore che ha il sapore della sincerit\u00e0 pi\u00f9 che della falsa modestia. &#8220;Non mi aspettavo minimamente questa convocazione. \u00c8 sempre stato un sogno, ma non \u00e8 mai stata una cosa che potessi toccare con mano: rimaneva sempre un ideale, come per tutti gli atleti&#8221;. Quando la chiamata \u00e8 arrivata davvero, lo stupore ha lasciato spazio quasi subito al lavoro: &#8220;All&#8217;inizio mi sentivo un po&#8217; un pesce fuor d&#8217;acqua, perch\u00e9 alla fine mi stavo allenando con le giocatrici pi\u00f9 forti del mondo. \u00c8 normale sentire quel gap&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>        step\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Dietro l&#8217;esordio in Nazionale maggiore c&#8217;\u00e8 una carriera che non ha conosciuto scorciatoie. Dopo il debutto giovanissima in A1 con Il Bisonte Firenze, Meli ha attraversato anni di gavetta in A2, tra Soverato, Montecchio Maggiore, Trento, Alba e Brescia, prima di tornare quest&#8217;anno nella massima serie con la maglia di Bergamo. Un cammino che lei stessa definisce diverso da quello di compagne pi\u00f9 precoci: &#8220;Ci sono atlete che riescono a esplodere subito, a diciotto o diciannove anni, che giocano in A1 e in Nazionale fortissime da subito, come Linda Manfredini. Il mio percorso \u00e8 stato pi\u00f9 step by step: ho dovuto costruire ogni anno qualcosa, e inevitabilmente ci sono stati anche dei momenti di down&#8221;. Tra questi, un infortunio serio all&#8217;epoca dell&#8217;Under 18 e un terzo anno di A2 in cui il dubbio di non essere all&#8217;altezza si \u00e8 fatto sentire. &#8220;Poi per\u00f2 quello che mi ha sempre dato la pallavolo, i rapporti che ho trovato in questo sport, mi hanno dato la forza di andare avanti. \u00c8 sempre stata la cosa che mi ha acceso di pi\u00f9 nella vita, nel bene e nel male: credo che qualsiasi cosa riesca a darti cos\u00ec tante emozioni sia sempre la strada giusta&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>        il gruppo\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Nell&#8217;Italia di Velasco, fatta di rotazioni e volti nuovi in questa prima parte d&#8217;estate, Meli si ritrova quasi per gioco nel ruolo di veterana: &#8220;A livello di et\u00e0 fai bene a dirlo, non sono pi\u00f9 giovanissima. Ma non mi sento tale per le esperienze che molte altre hanno gi\u00e0 vissuto&#8221;. \u00c8 proprio nel confronto con chi ha attraversato competizioni e pressioni simili che dice di aver trovato la crescita pi\u00f9 autentica: &#8220;Condividere questa esperienza con chi l&#8217;ha gi\u00e0 vissuta mi sta aiutando come bagaglio personale, a capire dove sono, cosa sto facendo, se \u00e8 la strada giusta. E per come sta andando, posso solo dire che \u00e8 la strada pi\u00f9 giusta che potessi percorrere&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>        le lezioni di velasco\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Chiamata in causa anche nella finale per il terzo e quarto posto, un impiego che non si aspettava, Meli custodisce una frase del commissario tecnico pronunciata in spogliatoio, diventata quasi un mantra personale: &#8220;Una squadra deve saper giocare anche male: non importa se bene o male, importa che tu arrivi alla fine dando tutto, senza mollare mai. Lui una volta ci ha detto: voglio che la mia squadra giochi soffrendo, ma non subendo. Per me \u00e8 stato bellissimo, perch\u00e9 \u00e8 come dire che lottiamo fino alla fine: soffriamo sempre, ma non siamo mai passive nel soffrire&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>        sconfitta agrodolce\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Sul ko contro il Brasile, che ha preceduto di un solo giorno il bronzo, Meli non usa la parola sconfitta: &#8220;Mi dispiace se non \u00e8 andata come molte speravano, ma \u00e8 anche giusto che ogni tanto succeda. Fa sempre piacere portare a casa un oro, ma bisogna anche rendersi conto che i percorsi cambiano: le persone sono diverse, gli equilibri di una squadra cambiano. Per me questo bronzo, tra virgolette, non \u00e8 una sconfitta: \u00e8 un&#8217;incredibile prima vittoria di un gruppo che, pur avendo tante giocatrici che stanno insieme da tempo, a suo modo \u00e8 nuovo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>        sogni europei\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Chiusa la VNL con una medaglia al collo &#8211; dedicata, come ha raccontato lei stessa a fine torneo, alla nonna &#8211; il prossimo sogno di Meli porta dritto all\u2019Europeo: &#8220;Tolte le scaramanzie del caso, penso di essere in una delle Nazionali pi\u00f9 forti di tutti i tempi. Vedo l&#8217;Europeo come alla nostra portata, molto accessibile. Non posso dire quale sar\u00e0 il risultato finale, ma posso dire che potremo dire la nostra in modo molto convincente, magari sistemando quelle due o tre cose che in questa VNL non sono andate come speravamo&#8221;.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La centrale si \u00e8 guadagnata un posto nel gruppo azzurro e punta all&#8217;Europeo. 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