{"id":619490,"date":"2026-08-05T22:03:25","date_gmt":"2026-08-05T22:03:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/619490\/"},"modified":"2026-08-05T22:03:25","modified_gmt":"2026-08-05T22:03:25","slug":"grado-la-magia-del-volo-negli-scatti-della-fotografa-naturalista-margitta-thomann-il-goriziano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/619490\/","title":{"rendered":"Grado, la magia del volo negli scatti della fotografa naturalista Margitta Thomann \u2022 Il Goriziano"},"content":{"rendered":"<p><b>Una conchiglia spalancata<\/b> sotto le stelle, solo che anzich\u00e9 stare in fondo al mare si apriva nella frescura di quelli che ora sono i Giardini Oransz. Chi non ricorda quel padiglione? Nelle serate estive accoglieva una piccola band, e la voce suadente della cantante attirava gli ospiti al vecchio \u201cParco alla Salute\u201d dove oggi sorge una banca. Registrava il pienone pure negli anni Settanta, quando a gestirlo ci pens\u00f2 <b>Margitta Thomann<\/b> insieme al marito <b>Ferdinando<\/b>. Nata nella romantica Heidelberg nel 1949, poco pi\u00f9 che ventenne <b>Margitta Schuff <\/b>incontr\u00f2 l\u2019anima gemella all\u2019Isola d\u2019Oro, in cui si trasfer\u00ec dopo aver pronunciato il suo \u201cs\u00ec\u201d a Santa Maria delle Grazie. \u00abGrado \u2013 racconta mescolando un caff\u00e8 shakerato &#8211; era elegantissima. Di sera il viale principale era una marea di persone, tanto che non si riusciva a cambiare direzione e si veniva spinti verso un unico senso. Le donne sfilavano in abito lungo. Esisteva ancora il <b>Sans Souci<\/b>, un vecchio ristorante-pizzeria discoteca, e la <b>gelateria Pancera<\/b>, allora molto frequentata\u00bb. Galeotto fu Monfalcone, dove \u201cMargi\u201d si trovava in vacanza a casa di un\u2019amica: \u00abUn giorno decidemmo di venire sull\u2019isola e incontrai \u201cFerdi\u201d\u00bb. L\u2019altra passione, quella per la fotografia, decoller\u00e0 pi\u00f9 avanti: il lavoro e i suoi tre figli l\u2019assorbiranno a tempo pieno. Imbracciata la reflex, era il 2010 quando le apparve nel mirino quello che sembrava un \u201cdoppio\u201d sparviere. Il rapace aveva agguantato uno storno, capovolto fra le grinfie con le ali spalancate e il becco aperto come nell\u2019urlo di Munch o sul crocifisso. L\u2019immagine di struggente bellezza le valse anche un riconoscimento dal National Geographic.<\/p>\n<p>\u00ab<b>Sono a Grado da 56 anni<\/b> \u2013 riprende, al tavolo dell\u2019hotel gestito dal figlio Matteo \u2013 e la fotografia \u00e8 sempre stata una mia passione, fin da quando ero bambina. Ma fra il lavoro e i tre figli <b>iniziai a frequentare le riserve naturali della zona soltanto dopo<\/b>\u00bb. Da allora, che la pioggia tamburelli fra le foglie o il sole avvampi in laguna, non esita a puntare l\u2019obiettivo verso le ali che svettano all\u2019orizzonte e s\u2019incurvano a disegnare capriole. \u00abLa fotografia naturalistica \u2013 rimarca &#8211; nasce dal mio interesse per gli animali delle riserve, dove iniziai a osservarne il comportamento per ore e ore\u00bb. Una documentazione che acquista centralit\u00e0 nella sua vita come accaduto per la figlia Dagmar, montatrice di documentari passata anche negli studi Rai. E poi c\u2019\u00e8 Thomas, il terzo figlio. Lui affianca il padre nell\u2019edicola e tabaccheria di piazza Duca D\u2019Aosta. \u00ab<b>\u00c8 la pi\u00f9 vecchia di Grado <\/b>\u2013 assicura \u2013 e fu la prima aperta sull\u2019isola\u00bb. Risalente a inizio Novecento, quella che \u00e8 anche libreria venne baciata dalla fortuna nel 2017, quando stacc\u00f2 un Gratta e Vinci da ben 100mila euro. \u00abNon ho nostalgia della Germania \u2013 confida senza rimorsi \u2013 perch\u00e9 qui sono a casa\u00bb. Perfettamente a suo agio fra calli e campielli come nelle <b>oasi naturalistiche di Marano o Val Cavanata<\/b>, entrambi immortalati nei suoi scatti. Da qui il progetto del calendario \u2013 reperibile solo presso l\u2019edicola Thomann \u2013 per i tanti turisti che desiderano portare con s\u00e9 un magico souvenir di queste terre.<\/p>\n<p>\u00ab<b>L\u2019idea del calendario nasce cos\u00ec per caso<\/b> \u2013 ammette &#8211; perch\u00e9 non sapevo cosa fare con tutte le mie foto, e avendo il negozio abbiamo provato a lanciarlo con due tipologie: una sull\u2019habitat con gli animali, un\u2019altra con gli scorci della citt\u00e0 vista dai miei occhi\u00bb. Il risultato \u00e8 stato oltre ogni aspettativa: \u00abLo acquistano in molti, e tanti <b>mi scrivono chiedendomi di mandarglielo anche per posta<\/b>\u00bb. Tutto frutto di pazienza e determinazione, ma anche curiosit\u00e0 e voglia di mettersi alla prova, mentre l\u2019apparecchiatura fotografica riveste poco peso: \u00abRitengo che <b>l\u2019attrezzatura conti fino a un certo punto<\/b>, perch\u00e9 la mia foto pi\u00f9 importante la scattai sedici anni fa con pochi mezzi. Adesso ho una Sony Mirrorless e un obiettivo con zoom 200 \u2013 600. Una volta avevo reflex della Canon con obiettivi 100 \u2013 400\u00bb. Di certo \u00abci vuole fortuna: <b>devi essere al posto giusto nel momento giusto.<\/b> Poi \u2013 aggiunge &#8211; osservazione e pazienza sono altrettanto importanti\u00bb. Attenta a specie insolite, contribuisce ad attivit\u00e0 di citizen science e una decina di anni fa <b>not\u00f2 i primi fenicotteri,<\/b> ormai negli anni presenti a centinaia in laguna. \u00abMi accorsi di loro osservandone due o tre. L\u2019anno successivo vidi che erano una decina, in seguito ebbi la fortuna di attraversare una valle privata, e l\u00ec ne vidi migliaia. Oggi tornano sempre. Talvolta si fermano tutto l\u2019anno, certe estati vanno a nidificare altrove\u00bb. Fra le \u201cnew entry\u201d compare anche la <b>ghiandaia marina<\/b>: \u00abAnni fa ne vidi soltanto una. Allora era molto rara, adesso con i cambiamenti climatici aumentano gli avvistamenti di uccelli normalmente assenti. Certo, bisogna avere la fortuna d\u2019incontrarla\u00bb. Le ali azzurre con punte di blu oltremare e turchese, vola in un areale che si estende fra Fossalon, Fiumicello, San Canzian, Aquileia e la periferia di Staranzano.  Al suo fascino brillante si avvicina solo il <b>martin pescatore<\/b>:<\/p>\n<p>\u00abLui \u00e8 affascinante, perch\u00e9 ha dei colori stupendi ed \u00e8 veloce come un razzo, difficile da fotografare. Per\u00f2 con la pazienza si riesce a riprendere quando si tuffa o fa baruffa con un suo simile\u00bb. Ed ecco il rigogolo, riservato e schivo come l\u2019upupa. Di loro si sente solo il verso, \u00e8 arduo anche solo individuarli fra i rami. \u00abSo pi\u00f9 o meno dove sono \u2013 riflette \u2013 e conosco il loro richiamo. Per riprenderli aspetto: quando li vedo volar via cerco di ottenere uno scatto significativo. A volte riesco &#8211; solleva le spalle &#8211; alle volte no. Non c\u2019\u00e8 una stagione migliore, ogni periodo ha le proprie specie. In fondo bisogna stare tutto l\u2019anno all\u2019erta. <b>In autunno tanti migrano<\/b>, come rondini, gruccioni o aironi rossi; mentre <b>tanti altri arrivano,<\/b> come le oche lombardelle\u00bb. Grande interesse riveste anche il <b>periodo della primavera,<\/b> che da fotografa considera \u00abun ottimo momento per osservare gli uccelli in corteggiamento, l\u2019accoppiamento e le nascite\u00bb dei pulli. Ma se le oasi sono abbastanza sicure da frequentare, la fotografia nei campi nasconde qualche insidia, come l\u2019avventura di qualche giorno fa: \u00abStavo aspettando le upupe \u2013 tornando con la mente alla scena &#8211; quando sento un verso strano e mi volto. Nelle vigne vedo <b>un capriolo maschio<\/b> che corre verso di me, per fortuna era abbastanza lontano. In questo caso \u00e8 meglio andarsene rapidamente, infatti sono tornata alla macchina\u00bb. Ma se chiedete a Margitta qual \u00e8 il segreto del buon fotografo, vi guarder\u00e0 con un sorriso, dettato solo da umilt\u00e0:<\/p>\n<p>\u00ab<b>Penso che non ci sia alcun segreto<\/b>, <b>bisogna solo aver pazienza e tempo<\/b>, sperando che capiti qualcosa, che passino in volo per fare qualche scatto migliore\u00bb. Nella sua immensa raccolta annovera inoltre rapaci notturni come assioli, gufi o civette: \u00abLa civetta nana e l\u2019allocco li ho incontrati in Slovenia. Le civette a Fossalon, l\u2019assiolo a Grado. Un anno mi telefona mio figlio, dice: \u201cVieni subito, c\u2019\u00e8 un uccello davanti alla mia terrazza\u201d. Era un assiolo nascosto, che per una notte aveva fatto sosta in pieno centro\u00bb. Infine, non manca di ripensare allo \u00abscatto della sua vita\u00bb, quello con l\u2019impietoso sparviere e la sua preda. \u00abMi trovavo <b>alla Marinetta dell\u2019Isola della Cona <\/b>\u2013 rammenta \u2013 insieme ad altri due fotografi. Guardo fuori e vedo uno sparviere che aveva nelle zampe uno storno appena catturato. Questo \u00e8 stato lo scatto migliore, che mi ha portato diversi premi. \u00c8 presente in molti libri, anche pubblicati in Germania o Inghilterra\u00bb. Quindici anni addietro partecip\u00f2 a mostre collettive insieme al direttore della Riserva Naturale Foce dell\u2019Isonzo <b>Fabio Perco<\/b> \u2013 scomparso nel 2019 \u2013 ma oggi &#8220;Margi&#8221; preferisce cercare lo scatto perfetto limitandosi a condividere le immagini sui social. \u00abNon ho progetti, sono diventata pigra\u00bb, conclude dall\u2019alto dei suoi 77 anni. Mi saluta con una stretta di mano, gli occhi azzurri come quel cielo in cui fuggono con leggerezza le sue creature alate.<\/p>\n<p>(Foto, Ferdinando Thomann, Mariano Pontoni)\u00a0<\/p>\n<p><b style=\"background-color: transparent;\">Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale <\/b><a href=\"https:\/\/t.me\/ilgoriziano\" h=\"t\" rel=\"nofollow\">Telegram<\/a><b style=\"background-color: transparent;\">, seguici su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ilgoriziano\" h=\"t\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Facebook<\/a> o su <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/ilgoriziano\/\" h=\"t\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Instagram<\/a>! 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