{"id":620173,"date":"2026-08-06T09:00:24","date_gmt":"2026-08-06T09:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/620173\/"},"modified":"2026-08-06T09:00:24","modified_gmt":"2026-08-06T09:00:24","slug":"il-tumore-si-frantuma-senza-bisturi-la-promessa-e-i-limiti-degli-ultrasuoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/620173\/","title":{"rendered":"Il tumore si frantuma senza bisturi: la promessa e i limiti degli ultrasuoni"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019idea sembra arrivare dalla fantascienza: <strong>eliminare una massa nel fegato senza bisturi, aghi e radiazioni<\/strong>. <strong>L\u2019istotripsia<\/strong> utilizza impulsi di ultrasuoni focalizzati che, nel punto scelto dal medico, generano una nube di minuscole bolle. La loro rapidissima espansione e implosione produce cavitazione e disgrega meccanicamente il tessuto, trasformandolo in materiale che l\u2019organismo pu\u00f2 progressivamente riassorbire. A differenza della radiofrequenza o delle microonde, non brucia il tumore e non dipende dal calore. <strong>\u00c8 dunque un\u2019ablazione non termica, non ionizzante e realmente non invasiva sul piano cutaneo<\/strong>, anche se richiede una precisa pianificazione attraverso le immagini e viene normalmente eseguita in anestesia generale. La tecnologia ha ottenuto negli Stati Uniti l\u2019autorizzazione per la distruzione di tumori epatici primitivi e secondari, ma la capacit\u00e0 di colpire una lesione non equivale automaticamente a curare la malattia oncologica nel suo insieme.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107323\/fibrillazione-atriale-quanto-conta-davvero-muoversi.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_05\/ChatGPT_Image_5_ago_2026%2C_14_51_18-1785934339110.jpg--fibrillazione_atriale__quanto_conta_davvero_muoversi_.jpg?1785934339632\"\/><\/a><\/p>\n<p>La fotografia pi\u00f9 ampia arriva da una ricerca pubblicata il 5 agosto 2026 su JAMA Network Open. Gli autori hanno analizzato la rete di cartelle cliniche Epic Cosmos, identificando <strong>972 adulti sottoposti a istotripsia tra il 2023 e il 2026<\/strong>. L\u2019et\u00e0 mediana era di 67 anni e quasi sette trattamenti su dieci riguardavano metastasi al fegato: soprattutto da tumore colorettale, seguito da quello pancreatico. Solo il 30,2% dei casi era costituito da neoplasie primitive epatiche, in prevalenza epatocarcinoma e colangiocarcinoma intraepatico. <strong>Il recupero immediato appare uno dei punti di forza pi\u00f9 evidenti:<\/strong> l\u201988,4% dei pazienti \u00e8 stato dimesso nello stesso giorno e il 92,3% entro quello successivo. Nella maggior parte dei casi \u00e8 bastata una sola seduta, un elemento che rende comprensibile il forte interesse verso una procedura capace di evitare incisioni chirurgiche e ricoveri prolungati.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107349\/una-provetta-ogni-due-anni-cosi-lo-screening-del-colon-puo-dimezzare-le-morti.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_05\/ChatGPT_Image_5_ago_2026%2C_21_06_34-1785956799763.jpg--una_provetta_ogni_due_anni__cosi_lo_screening_del_colon_puo_dimezzare_le_morti.jpg?1785956800173\"\/><\/a><\/p>\n<p>Anche gli indicatori di tossicit\u00e0 procedurale sono risultati contenuti. Le alterazioni degli enzimi epatici e della bilirubina sono state per lo pi\u00f9 assenti o lievi; il danno renale acuto \u00e8 comparso in <strong>9 dei 742 pazienti<\/strong> per i quali era possibile valutarlo, pari al <strong>1,2%<\/strong>. Entro trenta giorni, le riammissioni sono state lo <strong>0,9%<\/strong> e gli accessi in pronto soccorso lo <strong>0,4%<\/strong>. <strong>Il numero che impedisce per\u00f2 qualsiasi lettura trionfalistica \u00e8 la mortalit\u00e0 a trenta giorni: 108 persone, l\u201911,1% della coorte<\/strong>. Lo studio non dimostra che questi decessi siano stati causati dagli ultrasuoni. Al contrario, la bassa tossicit\u00e0 immediata suggerisce che molti possano riflettere l\u2019estrema gravit\u00e0 dei tumori trattati. Ma il database non riportava in modo completo lo stadio, le terapie sistemiche precedenti n\u00e9 l\u2019intento curativo o palliativo: non consente quindi di stabilire perch\u00e9 ogni paziente sia morto o se la scelta della procedura fosse appropriata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_5_ago_2026,_23_39_00-1785965950034.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>I risultati si inseriscono in una letteratura ancora giovane. Nel trial multicentrico HOPE4LIVER, condotto su 44 pazienti con 49 lesioni generalmente inferiori a tre centimetri, il successo tecnico iniziale era stato del <strong>95%<\/strong> e le complicanze maggiori correlate alla procedura del <strong>7%<\/strong>. L\u2019aggiornamento a un anno, su 47 pazienti, ha mostrato un controllo locale variabile dal <strong>63,4% al 90%<\/strong> a seconda del metodo con cui venivano interpretate le immagini, mentre la sopravvivenza a dodici mesi era del <strong>73,3% nell\u2019epatocarcinoma<\/strong> e del <strong>48,6% nelle metastasi<\/strong>. Sono segnali incoraggianti, ma provengono da studi piccoli, senza un confronto diretto con chirurgia, ablazione termica o radioterapia. <strong>L\u2019istotripsia pu\u00f2 essere un nuovo strumento per controllare una lesione nel fegato; non pu\u00f2 sostituire da sola le cure sistemiche quando il tumore \u00e8 diffuso o biologicamente aggressivo<\/strong>. La vera sfida non \u00e8 soltanto dimostrare che gli ultrasuoni sanno distruggere il bersaglio, ma individuare il momento e il paziente in cui quella distruzione pu\u00f2 cambiare davvero il decorso della malattia.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Sears O, Bitar ER, Cummins KC, et al. Early Outcomes of Histotripsy for Liver Tumors in US Clinical Practice. JAMA Network Open. 2026;9(8). Pubblicato online il 5 agosto 2026. doi:10.1001\/jamanetworkopen.2026.27493.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamanetworkopen\/fullarticle\/2852455\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019idea sembra arrivare dalla fantascienza: eliminare una massa nel fegato senza bisturi, aghi e radiazioni. 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