{"id":620514,"date":"2026-08-06T13:36:19","date_gmt":"2026-08-06T13:36:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/620514\/"},"modified":"2026-08-06T13:36:19","modified_gmt":"2026-08-06T13:36:19","slug":"inchiesta-sugli-appalti-ecco-chi-sono-gli-imprenditori-coinvolti-i-nomi-di-chi-e-finito-ai-domiciliari-e-di-chi-e-stato-interdetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/620514\/","title":{"rendered":"Inchiesta sugli appalti, ecco chi sono gli imprenditori coinvolti: i nomi di chi \u00e8 finito ai domiciliari e di chi \u00e8 stato interdetto"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;inchiesta sui presunti appalti pilotati tra Sicilia e Calabria ha un volto e un nome. Sono dodici gli imprenditori raggiunti dalle misure cautelari eseguite questa mattina dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Messina nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine coordinata dalla Procura dello Stretto. Sei sono finiti agli arresti domiciliari, mentre per altri sei \u00e8 scattato il divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica amministrazione.<\/p>\n<p>Il provvedimento, firmato dal gip Arianna Raffa al termine della fase degli interrogatori preventivi, ridimensiona per\u00f2 uno degli aspetti centrali dell&#8217;impostazione accusatoria: il giudice ha infatti escluso per tutte le contestazioni l&#8217;aggravante della cosiddetta agevolazione mafiosa e ha riqualificato il reato associativo come associazione per delinquere semplice.<\/p>\n<p>Chi sono gli imprenditori ai domiciliari<\/p>\n<p>Agli arresti domiciliari sono finiti: Francesco Scirocco, 61 anni, imprenditore di Gioiosa Marea; Gaetano Bus\u00e0 di Messina, 50 anni; Sebastianella Basile Calandra di Messina, 60 anni; Domenico Logozzo di Reggio Calabria, 60 anni; Michele Scaffidi Caruso di Patti, 58 anni e Carmelo Munaf\u00f2 di Barcellona, 46 anni.<\/p>\n<p>Per Scirocco, Bus\u00e0, Calandra, Logozzo e Scaffidi Caruso il gip contesta, a vario titolo, l&#8217;associazione per delinquere, mentre per Munaf\u00f2 resta l&#8217;ipotesi di riciclaggio, anch&#8217;essa riqualificata.<\/p>\n<p>I sei imprenditori interdetti<\/p>\n<p>\u00c8 stato invece disposto il divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica amministrazione nei confronti di: Angelo Barbetta di Cosenza, 44 anni; \u00a0Emanuele Bonfiglio (Messina), 50 anni; Giovanni e Saverio \u00a0Iaquinta di San Salvatore in Fiore (CS), rispettivamente 34 e 62 anni; Massimo Piscitello di Sant&#8217;Agata di Militello, 50 anni e Carmine Sepe di Napoli, 46 anni.<\/p>\n<p>Secondo la Procura, i dodici imprenditori avrebbero fatto parte, con ruoli differenti, di un sistema capace di condizionare l&#8217;esecuzione di numerosi appalti pubblici.<\/p>\n<p>L&#8217;inchiesta e il caso Scirocco<\/p>\n<p>Per gli investigatori esisteva una sorta di &#8220;organizzazione parallela&#8221; alla quale le imprese formalmente aggiudicatarie affidavano, in maniera illecita, l&#8217;esecuzione dei lavori, il reperimento di mezzi e il reclutamento della manodopera. Tra gli appalti finiti sotto la lente d&#8217;ingrandimento figurano commesse del Consorzio Autostrade Siciliane, del Genio Civile di Trapani, del Comune di Brolo e della Citt\u00e0 Metropolitana di Reggio Calabria. L&#8217;ordinanza cautelare arriva dopo gli interrogatori preventivi eseguiti a met\u00e0 luglio nei confronti di sedici dei venti indagati.<\/p>\n<p>Tra gli indagati, la figura considerata centrale dagli investigatori \u00e8 quella di Francesco Scirocco, imprenditore di Gioiosa Marea gi\u00e0 coinvolto in passato in diverse inchieste giudiziarie. Nel 2024 era stato arrestato nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine della Dia di Milano con l&#8217;ipotesi di una contiguit\u00e0 al clan dei Barcellonesi, accusa dalla quale era poi uscito dopo la scarcerazione. In precedenza era stato coinvolto nell&#8217;operazione &#8220;Gotha&#8221;, procedimento conclusosi con una condanna definitiva per fatti risalenti a quel contesto.<\/p>\n<p>La difesa: &#8220;Esclusa ogni contestazione mafiosa&#8221;<\/p>\n<p>Dopo il deposito dell&#8217;ordinanza \u00e8 intervenuto il difensore di Scirocco, l&#8217;avvocato Nino Favazzo, che legge nel provvedimento un ridimensionamento significativo dell&#8217;impianto accusatorio. Secondo il legale, gi\u00e0 da una prima lettura emerge che il giudice non ha ritenuto Francesco Scirocco appartenente a un&#8217;associazione mafiosa e ha escluso che i fatti contestati si inseriscano in un contesto di criminalit\u00e0 organizzata. &#8220;In attesa del doveroso approfondimento della corposa ordinanza cautelare, gi\u00e0 ad una prima lettura, un dato emerge inequivoco: Francesco Scirocco non \u00e8 un appartenente alla mafia, contrariamente a quanto sostenuto dalla Pubblica Accusa e, quindi, il contesto nel quale si sono verificati i fatti sottoposti allo scrutinio del Gip non \u00e8 un contesto mafioso &#8211; scrive Favazzo &#8211; Il Giudice ha cos\u00ec, mi auguro, definitivamente, chiarito la posizione del mio assistito ed ha rigettato la rischesta del PM in relazione ai reati di intestazioe fittizia, estorsione e turbativa d&#8217;asta, escludendo, ovviamente, anche la aggravante della agevolazione mafiosa&#8221;.<\/p>\n<p>La difesa ha annunciato che presenter\u00e0 ricorso al Tribunale del Riesame, chiedendo una nuova valutazione sia della gravit\u00e0 indiziaria sia delle esigenze cautelari poste alla base della misura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;inchiesta sui presunti appalti pilotati tra Sicilia e Calabria ha un volto e un nome. 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