{"id":620759,"date":"2026-08-06T17:07:15","date_gmt":"2026-08-06T17:07:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/620759\/"},"modified":"2026-08-06T17:07:15","modified_gmt":"2026-08-06T17:07:15","slug":"west-nile-nella-provincia-di-perugia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/620759\/","title":{"rendered":"West Nile nella provincia di Perugia"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stata intercettata la circolazione virale del virus West Nile nella provincia di Perugia. L&#8217;annuncio porta la firma della Direzione regionale Salute e Welfare della Regione Umbria. Dai controlli svolti sull\u2019avifauna selvatica, grazie alla collaborazione con le Atc (Ambiti Territoriali di Caccia) regionali, il virus \u00e8 stato isolato in alcuni esemplari di gazza, uno dei volatili pi\u00f9 diffusi su tutto il territorio regionale. La Regione ha spiegato, rassicurando i cittadini, che il virus West Nile non si trasmette in alcun modo per contatto diretto tra persone o da animale a uomo.<\/p>\n<p>L\u2019infezione si contrae esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette, in particolare la zanzara comune (Culex pipiens), che hanno precedentemente punto uccelli selvatici infetti, i quali costituiscono il serbatoio naturale del virus. Proprio il costante controllo della gazza (Pica pica), \u201cspecie bersaglio\u201d stanziale per la sorveglianza attiva, consente agli esperti di individuare la presenza del virus nell\u2019ambiente con largo anticipo, prima che possa interessare l\u2019uomo o altri animali. Per la provincia di Perugia, classificata come area ad alto rischio, il piano regionale stabilisce un programma molto rigoroso che prevede ben quattrocento campionamenti su queste specie.<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019intercettazione del virus ha fatto scattare subito i protocolli previsti per la massima tutela della salute pubblica&#8221;, hanno spiegato dalla Regione. &#8220;Sul fronte trasfusionale, sono state gi\u00e0 avviate le misure di sicurezza per le donazioni di sangue ed emocomponenti nella zona interessata, cos\u00ec da azzerare ogni possibile rischio. In parallelo, le amministrazioni comunali coinvolte sono state sollecitate a rafforzare subito i trattamenti larvicidi e le azioni di contenimento delle zanzare nelle aree pi\u00f9 sensibili, mentre prosegue ogni quindici giorni il monitoraggio tramite trappole dedicate per verificare la densit\u00e0 degli insetti sul territorio&#8221;.<\/p>\n<p>Lo studio del Ministero della Salute: incubazione e sintomi<\/p>\n<p>Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma pu\u00f2 essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Tra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi lievi: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell\u2019et\u00e0 della persona. Nei bambini \u00e8 pi\u00f9 frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia \u00e8 caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia pu\u00f2 essere pi\u00f9 grave.<\/p>\n<p>I sintomi pi\u00f9 gravi si presentano in media in meno dell\u20191% delle persone infette (1 persona su 150) e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi pi\u00f9 gravi (circa 1 su mille) il virus pu\u00f2 causare un\u2019encefalite letale.<\/p>\n<p>Diagnosi<\/p>\n<p>&#8220;La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) eseguiti su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positivit\u00e0 a questi test pu\u00f2 indicare anche un\u2019infezione pregressa. I campioni raccolti entro 8 giorni dall\u2019insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, pertanto \u00e8 consigliabile ripetere a distanza di tempo il test di laboratorio prima di escludere la malattia. In alternativa la diagnosi pu\u00f2 anche essere effettuata attraverso PCR o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale&#8221;, si evince dal bollettino sanitario.<\/p>\n<p>Prevenzione: le regole previste<\/p>\n<p>Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l\u2019esposizione alle punture di zanzare.<\/p>\n<p>Pertanto, \u00e8 consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente: usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si \u00e8 all\u2019aperto, soprattutto all\u2019alba e al tramonto, utilizzando zanzariere alle finestre, svuotando frequentemente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante, cambiando spesso l\u2019acqua nelle ciotole per gli animali e tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono utilizzate.<\/p>\n<p>Terapia e trattamento<\/p>\n<p>Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi pi\u00f9 gravi \u00e8 invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 stata intercettata la circolazione virale del virus West Nile nella provincia di Perugia. 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