{"id":621810,"date":"2026-08-07T08:54:18","date_gmt":"2026-08-07T08:54:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/621810\/"},"modified":"2026-08-07T08:54:18","modified_gmt":"2026-08-07T08:54:18","slug":"enrico-coveri-raccontato-dalla-sorella-warhol-gli-dedico-unopera-facendo-a-pezzi-20-dollari-portava-sempre-con-se-la-polaroid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/621810\/","title":{"rendered":"Enrico Coveri raccontato dalla sorella: \u00abWarhol gli dedic\u00f2 un\u2019opera facendo a pezzi 20 dollari. Portava sempre con s\u00e9 la Polaroid\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Beba Marsano<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">\u00abEdonista<br \/>\ne permaloso, adorava il circo.  Con Guttuso ci fu complicit\u00e0. Marta Marzotto? Il suo alter ego\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fran\u00e7oise Sagan alle sfilate di moda si addormentava sempre. Rimase sveglia solo a una. Quella parigina di <b>Enrico Coveri<\/b> del 1980, elettrizzata dalla carica adrenalinica di un colore portato in passerella con spregiudicata allegria dopo lunghe stagioni di collezioni in bianco e nero, come film del Neorealismo. Quelle creazioni a tinte forti, l\u2019esuberante fantasia delle stampe, le cascate di paillettes detonarono come ordigni. E la Francia salut\u00f2 il giovane stilista di Prato \u2014 <b>primo italiano a sfilare ufficialmente a Parigi nel 1977<\/b> \u2014 come enfant prodige dell\u2019italian style.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Affamato di vita, innamorato dell\u2019effimero<\/b>, rivoluzionario senza essere ribelle, Coveri (1952-1990) fece della moda un habitat ludico, una stanza dei giochi dove coltiv\u00f2 il mito di una sconfinata giovinezza. \u00abNulla a che fare con l\u2019et\u00e0, ma con una dimensione atemporale dello spirito\u00bb, dice Silvana Coveri, al timone della griffe dalla morte del fratello, a soli 38 anni, fino al 2021 e oggi vestale della memoria.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La breve vita di Enrico Coveri \u00e8 stata una costellazione di intuizioni. Dall\u2019adozione del colore in poi\u2026<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abA dipingere gli anni Ottanta a toni sgargianti \u00e8 stato lui, il primo a sdoganare il colore dal pregiudizio di non avere qualit\u00e0 \u201cintellettuali\u201d. Per Enrico non era un pigmento, ma uno stato d\u2019animo, segnale pulsante di vita, dinamismo, allegria. Tanti oggi, anche indirettamente, si ispirano alla sua eredit\u00e0. Chi avrebbe mai immaginato le Vuitton colorate? Invece eccole, regine del mercato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cos\u2019altro ha anticipato?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abTutto. Nello stile, capace di cambiare le regole del costume e del gusto, e nella comunicazione. Fran\u00e7oise Sagan (autrice di Bonjour tristesse e icona dell\u2019esistenzialismo, ndr)  gli riconosceva l\u2019abilit\u00e0 di \u201ccreare qualcosa e contemporaneamente farla conoscere\u201d. Nel 1986 scelse come testimonial della campagna autunno-inverno St\u00e9phanie di Monaco. Qualche stagione fa Gucci ha replicato la stessa operazione con Charlotte Casiraghi\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Enrico Coveri raccontato dalla sorella: \u00abWarhol gli dedic\u00f2 un\u2019opera facendo a pezzi 20 dollari. Portava sempre con s\u00e9 la Polaroid. Con Guttuso ci fu complicit\u00e0\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a7573c552088.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a7573c552088.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Coveri ha vestito tutte le celebrit\u00e0 di quegli anni, da Lady Diana a Liz Taylor. La favorita?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMarta Marzotto, sua musa, alter ego, amica del cuore; donna solare, ironica, in continua evoluzione, eccentrica per vocazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il successo del suo stile?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuella joie de vivre che ha fatto di Coveri un\u2019icona di ottimismo. Non spacci\u00f2 mai la sua moda per prodotto culturale, ma per strumento di puro piacere destinato ad aggiungere un sorriso alla vita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ritiene che negli ultimi anni il fashion system lo abbia un po\u2019 dimenticato?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abOggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 rispetto della memoria storica, inoltre Enrico \u00e8 morto a cavallo dell\u2019esplosione di internet e le generazioni pi\u00f9 giovani faticano a trovare in rete quella straordinaria raccolta di informazioni che lo riguarda. Noi come famiglia continuiamo a organizzare mostre e a pubblicare libri per tenere vivo il suo lascito, ancora straordinariamente attuale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I colleghi che stimava di pi\u00f9?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAmava chi gli somigliava, Elio Fiorucci e Franco Moschino, o chi era il suo esatto contrario, come Gianfranco Ferr\u00e9, che stimava per il rigore perfetto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ci fu qualcuno cui Enrico guard\u00f2 come maestro?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNo, ma ricordo un caff\u00e8 prolungato al Ritz di Parigi in compagnia di Pierre Cardin, che gli spieg\u00f2 quanto fosse importante un modello di business legato ai contratti di licenza, che oggi \u00e8 pratica diffusa, ma all\u2019epoca non lo era affatto. Cardin lo aveva adottato, ma i grandi stilisti non avevano ancora iniziato. Oggi \u00e8 uno dei punti di forza della nostra maison\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Confessava di avere un rapporto \u201cvitale e irrinunciabile\u201d con l\u2019arte, fonte inesauribile di suggestioni.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl confronto con gli artisti lo stimolava e da \u201ccollezionista istintuale\u201d, come si definiva, ne acquistava le opere per sentirle parte integrante del suo quotidiano\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Enrico Coveri raccontato dalla sorella: \u00abWarhol gli dedic\u00f2 un\u2019opera facendo a pezzi 20 dollari. Portava sempre con s\u00e9 la Polaroid. Con Guttuso ci fu complicit\u00e0\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a7574444bccf.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a7574444bccf.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ebbe frequentazioni straordinarie: Jean-Michel Basquiat, Keith Haring (sue le stampe di una fortunatissima collezione) e soprattutto Andy Warhol.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUn\u2019intesa, la loro, ad altissimo tasso creativo. Nel 1987 il vate del pop reinterpreta il logo della griffe e quattro anni prima fa a Enrico quel ritratto quadruplo che lo mette sullo stesso piano di Marilyn Monroe e Michael Jackson. Lo ha anche ricordato nei diari, unico italiano insieme a Franco Zeffirelli. E gli ha dedicato un piatto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUna sera, a Milano, al ristorante El Toul\u00e0, Warhol prese un biglietto da 20 dollari, lo fece a pezzi, li appiccic\u00f2 su un piatto e lo dedic\u00f2 a Enrico. In casa, da qualche parte, c\u2019\u00e8 ancora\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abA una cena a Parigi, poi si incontrarono a New York per lo scatto utilizzato come base per il ritratto, che Enrico voleva \u201cspeciale\u201d. Pens\u00f2 alle paillettes, distintive del suo stile, e ne invi\u00f2 a Warhol quattro barattoli: azzurre, fucsia, rosse, verdi. Andy, divertito, le frantum\u00f2 in una polvere che, mescolata al colore, utilizz\u00f2 negli sfondi: sono i pi\u00f9 brillanti di tutti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le Figaro scrisse: \u00abLe paillettes stanno a Coveri come le catene a Chanel\u00bb.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abPer Enrico quei coriandoli di luce dove il mondo si riflette e scivola via erano l\u2019emblema della vita nel suo fluire di emozioni, tra vanit\u00e0 e gioiosa leggerezza\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl Ballo del colore per il Carnevale di Venezia 1985 a Palazzo Pisani Moretta sul Canal Grande. Riun\u00ec tutto il jet set: Rudolf Nurejev e Pierre Cardin, Isabelle Adjani e Laura Antonelli, Marina e Carlo Ripa di Meana, Carla Fracci e Sandra Milo, che si esib\u00ec nella danza dei sette veli fasciata in una tutina color carne. Le cronache mondane ne parlarono a lungo e chi c\u2019era ne parla ancora\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa lo divertiva oltre la festa?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abFare regali e riceverne\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa zebra in ceramica a grandezza naturale che gli donai io stessa. Lui adorava il circo e gli animali esotici per l\u2019eleganza della livrea. Gliela feci trovare a casa, la sera. E quando rientr\u00f2, al buio, si spavent\u00f2 a morte. Renato Guttuso, invece, per canzonarne il narcisismo, gli fece un\u2019edicola di carta tappezzata di sue foto; allora Enrico era onnipresente sui giornali\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abA dispetto dei 41 anni di differenza instaurarono un rapporto di complicit\u00e0, gioco e confidenze profonde, attratti dalle reciproche intelligenze, dalle loro forme di genio cos\u00ec lontane e diverse; uno paladino di lotte civili e politiche, l\u2019altro edonista bambino. Li present\u00f2 Marta Marzotto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Fu lei a ideare il progetto per il decennale della maison.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abInvit\u00f2 cento artisti italiani d\u2019avanguardia a creare un lavoro ispirato al mondo Coveri. Aderirono tutti: Aldo Mondino, Ugo Nespolo, Mimmo Rotella, Emilio Tadini. Chi scelse il colore, chi la festa, chi il profumo.<br \/>\nQuel Paillettes, tra le fragranze best seller degli ultimi quarant\u2019anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Una passione oltre le passerelle?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa fotografia. Portava sempre con s\u00e9 una Polaroid che utilizzava come bloc-notes per fissare ricordi di vita familiare e catturare l\u2019attimo fuggente\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl pesce: lo mangiava solo quando, invitato, non poteva evitarlo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abPi\u00f9 che temere le cose negative, credeva moltissimo nei simboli positivi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abEra permaloso; si dava molto e non era mai pronto a delusioni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abEra affascinato dai lavori di piccola sartoria che la mamma faceva in casa per arrotondare il bilancio familiare e del tutto disinteressato al mondo di pap\u00e0, che aveva una fabbrica di biciclette, la Wally, con la quale partecip\u00f2 al Giro d\u2019Italia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abPalazzo Coveri (gi\u00e0 palazzo Medici Soderini sul lungarno a Firenze, ndr). Lo compr\u00f2 a pezzi, come un enorme puzzle, lo ristruttur\u00f2 e arred\u00f2 con gusto teatrale per mettere in scena se stesso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-07T08:03:51+02:00\">7 agosto 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Beba Marsano \u00abEdonista e permaloso, adorava il circo. Con Guttuso ci fu complicit\u00e0. Marta Marzotto? 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