{"id":621911,"date":"2026-08-07T10:14:16","date_gmt":"2026-08-07T10:14:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/621911\/"},"modified":"2026-08-07T10:14:16","modified_gmt":"2026-08-07T10:14:16","slug":"non-fu-solo-la-carne-lo-zucchero-potrebbe-aver-aiutato-a-far-crescere-il-cervello-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/621911\/","title":{"rendered":"Non fu solo la carne: lo zucchero potrebbe aver aiutato a far crescere il cervello umano"},"content":{"rendered":"<p>Per raccontare come l&#8217;essere umano sia arrivato ad avere un cervello tanto grande si \u00e8 parlato a lungo soprattutto di carne, grassi animali, utensili e cottura. Ma potrebbe mancare un protagonista molto pi\u00f9 \u201cdolce\u201d. Una nuova revisione pubblicata su <strong>Science<\/strong>, intitolata <strong>A central role for dietary sugars in human evolution<\/strong>, propone che <strong>le fonti naturali di zuccheri e carboidrati abbiano avuto un ruolo importante nel fornire l&#8217;energia necessaria all&#8217;espansione del cervello umano<\/strong>. Il punto di partenza \u00e8 fisiologico: il cervello rappresenta appena circa il <strong>2%<\/strong> del peso corporeo, ma nell&#8217;adulto assorbe intorno al <strong>20%<\/strong> dell&#8217;energia derivata dal glucosio. Gli autori ricostruiscono milioni di anni di evoluzione mettendo insieme metabolismo, dieta, denti fossili, isotopi e dati genetici. Non si tratta quindi di una nuova scoperta archeologica n\u00e9 di una prova definitiva, ma di un modello interpretativo che prova a colmare un pezzo della storia rimasto spesso in secondo piano.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107360\/piu-muscoli-senza-sapere-perche-la-risposta-potrebbe-arrivare-da-un-gene-dei-neanderthal.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_06\/ChatGPT_Image_6_ago_2026%2C_07_22_54-1785993782235.jpg--piu_muscoli_senza_sapere_perche__la_risposta_potrebbe_arrivare_da_un_gene_dei_neanderthal.jpg?1785993782688\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il ragionamento comincia molto prima dei fornelli. Gli antenati comuni che condividiamo con gli altri grandi primati consumavano grandi quantit\u00e0 di alimenti vegetali, soprattutto frutti, che fornivano zuccheri facilmente disponibili insieme a fibre, vitamine e minerali. Secondo la ricostruzione, quando il cervello degli ominini inizi\u00f2 progressivamente ad aumentare di dimensioni, <strong>la disponibilit\u00e0 di glucosio avrebbe potuto rappresentare una risorsa energetica preziosa proprio per sostenere un organo estremamente costoso dal punto di vista metabolico<\/strong>. In seguito l&#8217;ingresso crescente di carne e grassi nella dieta avrebbe ampliato enormemente le possibilit\u00e0 alimentari, senza per\u00f2 cancellare il bisogno di carboidrati. Il lavoro non propone dunque di sostituire la vecchia teoria della \u201ccarne che fece crescere il cervello\u201d con quella dello zucchero: suggerisce piuttosto che l&#8217;evoluzione umana sia stata alimentata da una dieta sempre pi\u00f9 flessibile e onnivora, nella quale fonti animali e vegetali potrebbero aver svolto ruoli complementari.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107416\/lia-ha-scritto-il-genoma-di-un-virus-16-progetti-hanno-funzionato-davvero.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_06\/ChatGPT_Image_6_ago_2026%2C_22_59_40-1786049991261.jpg--l_ia_ha_scritto_il_genoma_di_un_virus__16_progetti_hanno_funzionato_davvero.jpg?1786049991700\"\/><\/a><\/p>\n<p>Un&#8217;altra svolta sarebbe arrivata con la capacit\u00e0 di sfruttare gli amidi presenti in tuberi, semi e cereali. La cottura rende infatti molti amidi assai pi\u00f9 facilmente digeribili e permette di ricavarne glucosio con maggiore efficienza. Non \u00e8 un&#8217;idea nata oggi: gi\u00e0 nel 2015 alcuni degli stessi ricercatori avevano proposto che <strong>amidi cotti e carboidrati digeribili fossero stati essenziali per sostenere il crescente costo energetico del cervello durante il Pleistocene<\/strong>. A rendere il quadro ancora pi\u00f9 interessante c&#8217;\u00e8 il gene <strong>AMY1<\/strong>, che codifica l&#8217;amilasi salivare, l&#8217;enzima che comincia a demolire l&#8217;amido gi\u00e0 nella bocca. Alcune ricerche hanno collegato un numero maggiore di copie di questo gene alle popolazioni tradizionalmente esposte a diete ricche di amidi, anche se il significato evolutivo di questa associazione rimane discusso e studi pi\u00f9 recenti invitano a considerare anche la storia demografica delle popolazioni. \u00c8 quindi un indizio affascinante, non una firma genetica incontrovertibile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_7_ago_2026,_07_58_14-1786082305612.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 infine un aspetto meno intuitivo. Il glucosio non serve soltanto al cervello: durante gravidanza e allattamento aumenta anche la richiesta energetica legata a placenta, feto e ghiandola mammaria. Gli autori ritengono che <strong>il successo riproduttivo possa essere stato un&#8217;altra potente pressione capace di rendere vantaggioso l&#8217;accesso affidabile a fonti di carboidrati<\/strong>. Ma \u00e8 proprio qui che bisogna evitare l&#8217;equivoco pi\u00f9 facile. Parlare di frutti, miele occasionale, tuberi o amidi consumati dai nostri antenati non significa promuovere bibite zuccherate, dolci e prodotti ricchi di zuccheri aggiunti. L&#8217;ambiente alimentare moderno \u00e8 completamente diverso: l&#8217;OMS continua a raccomandare di mantenere gli zuccheri liberi sotto il <strong>10%<\/strong> dell&#8217;energia quotidiana, possibilmente sotto il <strong>5%<\/strong>. <strong>Che il glucosio possa aver contribuito alla nostra storia evolutiva non trasforma quindi lo zucchero raffinato in un alimento salutare: racconta semplicemente che, per costruire un cervello cos\u00ec dispendioso, l&#8217;evoluzione potrebbe aver sfruttato ogni fonte energetica disponibile.<\/strong><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Brand-Miller J., Hardy K., Raubenheimer D., Copeland L. (2026), \u201cA central role for dietary sugars in human evolution\u201d, Science, 393(6811), 574\u2013581. DOI: 10.1126\/science.aed8437.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/10.1126\/science.aed8437\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per raccontare come l&#8217;essere umano sia arrivato ad avere un cervello tanto grande si \u00e8 parlato a lungo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":621912,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[343039,139145,343040,39914,2094,151153,57812,239,1537,90,89,810,240,195,25994],"class_list":["post-621911","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-a-central-role-for-dietary-sugars-in-human-evolution","tag-amidi","tag-amy1","tag-cereali","tag-cervello","tag-evoluzione-umana","tag-glucosio","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-oms","tag-salute","tag-science","tag-tuberi"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117053704088387146","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/621911","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=621911"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/621911\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/621912"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=621911"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=621911"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=621911"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}