{"id":622675,"date":"2026-08-07T21:03:16","date_gmt":"2026-08-07T21:03:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/622675\/"},"modified":"2026-08-07T21:03:16","modified_gmt":"2026-08-07T21:03:16","slug":"il-parassita-che-potrebbe-insegnarci-a-spegnere-lartrite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/622675\/","title":{"rendered":"Il parassita che potrebbe insegnarci a spegnere l\u2019artrite"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"657\" data-end=\"1713\" class=\"PDq2pG_selectionAnchorContainer\">Un verme parassita come possibile maestro di immunologia. Sembra un paradosso, ma \u00e8 proprio dalla capacit\u00e0 di Fasciola hepatica di sopravvivere per lungo tempo dentro un organismo che nasce una nuova pista contro l\u2019artrite reumatoide. Il distoma epatico, un verme piatto che pu\u00f2 infestare il fegato e le vie biliari di animali e uomini, deve infatti affrontare un problema fondamentale: <strong data-start=\"1046\" data-end=\"1166\">se il sistema immunitario dell\u2019ospite reagisse con tutta la sua forza, la sua permanenza sarebbe molto pi\u00f9 difficile<\/strong>. Per questo, nel corso dell\u2019evoluzione, il parassita ha sviluppato molecole capaci di \u201craffreddare\u201d alcune componenti della risposta immunitaria. Uno studio pubblicato oggi su Scientific Reports ha provato a sfruttare proprio queste sostanze, senza utilizzare naturalmente il parassita vivo, in un modello sperimentale di artrite nei ratti. I ricercatori hanno isolato le cosiddette proteine escretorie-secretorie, o ESP, molecole rilasciate da Fasciola hepatica mentre interagisce con il proprio ospite.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107415\/ictus-la-terapia-puo-funzionare-anche-quando-sembra-troppo-tardi.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_06\/ChatGPT_Image_6_ago_2026%2C_22_14_45-1786047300623.jpg--ictus__la_terapia_puo_funzionare_anche_quando_sembra_troppo_tardi.jpg?1786047301039\"\/><\/a><\/p>\n<p data-start=\"1715\" data-end=\"2806\">L\u2019esperimento ha coinvolto <strong data-start=\"1742\" data-end=\"1792\">30 ratti Wistar maschi divisi in cinque gruppi<\/strong>: animali sani, animali con artrite non trattata, un gruppo trattato con metotrexato e due gruppi che hanno ricevuto le proteine del parassita, rispettivamente secondo uno schema preventivo e terapeutico. L\u2019artrite era stata provocata con adiuvante completo di Freund, un metodo utilizzato in laboratorio per creare una forte risposta infiammatoria che riproduce alcuni aspetti della malattia umana. Nell\u2019arco di 28 giorni gli animali trattati con le proteine di Fasciola hanno mostrato <strong data-start=\"2281\" data-end=\"2349\">meno gonfiore alle zampe e punteggi clinici di artrite inferiori<\/strong> rispetto agli animali malati non trattati. Anche il dolore sembrava ridursi: nei test comportamentali diminuiva in maniera significativa l\u2019ipersensibilit\u00e0 sia al caldo sia al freddo. \u00c8 importante per\u00f2 non trasformare questo risultato in ci\u00f2 che non \u00e8: <strong data-start=\"2602\" data-end=\"2767\">non \u00e8 stata sperimentata una terapia su persone con artrite reumatoide e lo studio non dimostra che queste proteine siano equivalenti ai farmaci oggi disponibili<\/strong>.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107362\/neuroni-umani-riparano-il-circuito-del-respiro-dopo-una-lesione-al-midollo.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_06\/ChatGPT_Image_6_ago_2026%2C_07_40_40-1785994846194.jpg--neuroni_umani_riparano_il_circuito_del_respiro_dopo_una_lesione_al_midollo.jpg?1785994846629\"\/><\/a><\/p>\n<p data-start=\"2808\" data-end=\"3918\">Il dato forse pi\u00f9 interessante arriva dal sistema immunitario. Le proteine del verme sembravano spostare l\u2019equilibrio verso una risposta meno aggressiva: <strong data-start=\"2962\" data-end=\"3118\">aumentavano i livelli di interleuchina-10 (IL-10), una molecola con importanti funzioni regolatorie, e diminuivano quelli dell\u2019interferone gamma (IFN-\u03b3)<\/strong>. In altre parole, il parassita sembra utilizzare una sorta di freno immunologico che, applicato al modello di artrite, finisce per attenuare parte dell\u2019infiammazione. Nel sangue diminuivano inoltre due indicatori legati allo stress ossidativo, ossido nitrico e malondialdeide. Non si trattava soltanto di variazioni nelle analisi di laboratorio: la PET-CT indicava una minore attivit\u00e0 infiammatoria nelle articolazioni e l&#8217;esame microscopico dei tessuti mostrava una maggiore conservazione delle strutture articolari. Il principio non nasce dal nulla: una revisione pubblicata quest\u2019anno sempre su Scientific Reports ha rilevato che numerose molecole prodotte dagli elminti possono ridurre mediatori pro-infiammatori e aumentare segnali regolatori come IL-10.<\/p>\n<p data-start=\"2808\" data-end=\"3918\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_7_ago_2026,_15_12_21-1786108350302.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p data-start=\"3920\" data-end=\"5209\">\u00c8 qui che il parassita diventa interessante non come cura, ma come <strong data-start=\"3987\" data-end=\"4035\">biblioteca biologica di molecole da studiare<\/strong>. Infettarsi con Fasciola hepatica non protegge dall\u2019artrite e pu\u00f2 provocare una vera malattia parassitaria del fegato; l\u2019obiettivo della ricerca \u00e8 l\u2019esatto contrario: individuare, isolare e possibilmente riprodurre soltanto le molecole utili con cui il verme manipola l\u2019immunit\u00e0. Esistono gi\u00e0 precedenti incoraggianti: esperimenti precedenti avevano mostrato che estratti di Fasciola possono ridurre la migrazione dei leucociti, il dolore e alcune caratteristiche aggressive delle cellule della membrana sinoviale. <strong data-start=\"4555\" data-end=\"4733\">La domanda ora \u00e8 quali proteine siano realmente responsabili dell\u2019effetto, a quali dosi siano sicure e se possano essere trasformate in molecole farmacologiche controllabili.<\/strong> Nel nuovo studio sono state osservate anche lievi alterazioni a livello epatico e splenico, un dettaglio che gli stessi autori indicano come motivo per approfondire la sicurezza. \u00c8 quindi una strada ancora lontana dalla clinica, ma con un\u2019idea affascinante alla base: talvolta, per imparare a spegnere un sistema immunitario troppo aggressivo, pu\u00f2 essere utile studiare chi ha passato milioni di anni a imparare come nascondersi da esso.<\/p>\n<p data-start=\"3920\" data-end=\"5209\">\u2e3b<\/p>\n<p data-start=\"3920\" data-end=\"5209\">Sarayaniivari S., Esmaeilikarizi F., Forouzanfar F. et al., \u201cImmunomodulatory, anti-inflammatory, and analgesic effects of Fasciola hepatica excretory\/secretory proteins in a complete Freund\u2019s adjuvant-induced rat model of rheumatoid arthritis\u201d, Scientific Reports, 7 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41598-026-64666-7.<\/p>\n<p data-start=\"3920\" data-end=\"5209\"><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-026-64666-7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un verme parassita come possibile maestro di immunologia. 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