{"id":623022,"date":"2026-08-08T02:32:18","date_gmt":"2026-08-08T02:32:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/623022\/"},"modified":"2026-08-08T02:32:18","modified_gmt":"2026-08-08T02:32:18","slug":"il-caldo-record-anticipa-anche-la-vendemmia-delle-mele-ma-il-raccolto-e-previsto-in-calo-del-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/623022\/","title":{"rendered":"Il caldo record anticipa anche la \u201cvendemmia\u201d delle mele, ma il raccolto \u00e8 previsto in calo del -2%"},"content":{"rendered":"<p><b> Non solo gli effetti sulle uve e sulla <a href=\"https:\/\/winenews.it\/it\/vendemmia-2026-dalla-prima-a-luglio-in-franciacorta-a-quella-dei-100-giorni-in-sicilia_598035\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">vendemmia<\/a>, ma anche sulle <a href=\"https:\/\/winenews.it\/it\/nocciola-in-piemonte-la-raccolta-e-anticipata-il-mercato-riconosca-il-valore-della-produzione_598627\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">nocciole<\/a>: con il caldo record, che sta creando grandi difficolt\u00e0 a tante colture, scatta in anticipo anche la raccolta delle mele, il frutto nazionale pi\u00f9 consumato, ma anche pi\u00f9 venduto all\u2019estero, le cui esportazioni nel 2025 sono valse 1,2 miliardi di euro e che, <a href=\"https:\/\/winenews.it\/it\/crescono-del-76-a-valore-le-esportazioni-di-ortofrutta-fresca-italiana-nel-primo-trimestre-2026_593970\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">anche nel primo trimestre 2026<\/a>, sono salite del +1,23% in volume e del +4,76% in valore sullo stesso periodo 2025. E delle quali l\u2019Italia \u00e8 uno dei principali produttori europei, dietro solo alla Polonia, oltre a vantare il primato in fatto di biodiversit\u00e0 con 6 denominazioni di qualit\u00e0 riconosciute dall\u2019Unione Europea: Mela Val di Non Dop, Mela Alto Adige Igp, Mela del Trentino Igp, Melannurca Campana Igp, Mela Valtellina Igp e Mela Rossa Cuneo Igp. Il Trentino-Alto Adige \u00e8 la prima regione produttrice con oltre i due terzi del totale ed \u00e8 proprio qui, nel frutteto dell\u2019azienda Furlani, a Trento, che ha preso il via, oggi, la \u201cvendemmia\u201d delle mele italiane. <\/b><br \/>Con il distacco dei primi frutti della <strong>variet\u00e0 Gala, la cui raccolta sta prendendo il via anche negli altri territori, come nel Cuneese<\/strong>, si avvia un percorso che continuer\u00e0 a settembre e ottobre con le altre tipologie, <strong>per concludersi solo agli inizi di novembre con le variet\u00e0 a maturazione pi\u00f9 tardiva<\/strong>. Nel Cuneese, infatti, la raccolta delle mele \u00e8 gi\u00e0 partita nei giorni scorsi (sempre per \u201canticipare\u201d le alte temperature) con le mele del gruppo Gala, le prime a maturare tra le Igp Mela Rossa Cuneo e che rappresentano il 42% della produzione piemontese. Un comparto produttivo che a livello provinciale coinvolge 2.000 aziende cuneesi e oltre 5.800 ettari, coltivati in gran parte a biologico o con agricoltura integrata, per un totale a livello regionale di 2.400 aziende agricole e 6.870 ettari coltivati e che richiede, per le sole operazioni di raccolta, almeno 11.000 lavoratori e circa 200.000 giornate di lavoro.<br \/>Secondo Coldiretti \u201cl\u2019avvio della raccolta cade in un momento delicato della stagione, tra gli effetti dei cambiamenti climatici, l\u2019aumento dei costi legato alle tensioni internazionali e la progressiva riduzione degli strumenti a disposizione dei produttori, anche se la qualit\u00e0 si preannuncia comunque ottima grazie a un andamento favorevole nella prima parte della stagione\u201d. <b>Il raccolto 2026, in ogni caso, secondo dati Prognosfruit, dovrebbe aggirarsi sui 2,27 miliardi di chili, in leggero calo (-2%) sul 2025,<\/b> seppur con qualche differenza a livello territoriale, e complessivamente, in Europa, quest\u2019anno si avr\u00e0 il 17% di mele in meno. Sul piano territoriale, secondo i dati Assomela, la produzione \u00e8 prevista in lieve calo nelle due principali aree, con un <b>-2% in Alto Adige e un -9% in Trentino. Il Piemonte si conferma il terzo polo produttivo nazionale con un aumento del +2%, mentre il Veneto recupera terreno (+2%) dopo la campagna 2025 penalizzata dal maltempo. In aumento anche la produzione in Emilia-Romagna (+6%) e Friuli Venezia Giulia (+9%)<\/b>. Per quanto riguarda le variet\u00e0, si registra un calo delle principali mele tradizionali rispetto allo scorso anno, a partire <strong>dalla <\/strong><b>Golden Delicious (-11%) e dalla Gala (-9%), mentre la Fuji dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile (+1%). In flessione anche la Red Delicious (-5%) e la Granny Smith (-4%). In controtendenza le nuove variet\u00e0 \u201cclub\u201d, che continuano a crescere<\/b> e raggiungono un nuovo record con oltre 690.000 tonnellate prodotte, in aumento del 9% rispetto alla scorsa campagna.<br \/>Secondo Coldiretti, viste le difficolt\u00e0 riscontrate dal comparto, \u201c\u00e8 necessario accelerare gli investimenti nella realizzazione di invasi per assicurare la disponibilit\u00e0 di acqua, potenziare i sistemi di difesa attiva e passiva contro le calamit\u00e0 e sostenere con decisione l\u2019innovazione in agricoltura. Dalle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) all\u2019impiego di droni e tecnologie di precisione, gli strumenti innovativi sono fondamentali per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e contrastare la diffusione di patogeni vecchi e nuovi. L\u2019obiettivo \u00e8 garantire una giusta marginalit\u00e0 economica agli agricoltori, sempre pi\u00f9 chiamati a fronteggiare costi crescenti e rischi produttivi\u201d. Ma i problemi riguardano anche l\u2019eccessiva frammentazione dell\u2019offerta commerciale e la difficolt\u00e0 nel comunicare e rendere riconoscibile il valore delle mele del territorio, cui si aggiungono le difficolt\u00e0 riguardanti il prodotto destinato alla trasformazione industriale, che non ottiene la giusta remunerazione.<\/p>\n<p>\n\t\tContatti: <b><a href=\"https:\/\/winenews.it\/it\/il-caldo-record-anticipa-anche-la-vendemmia-delle-mele-ma-il-raccolto-e-previsto-in-calo-del-2_598772\/mailto:info@winenews.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">info@winenews.it<\/a><\/b><br \/>Seguici anche su Twitter: <a href=\"http:\/\/twitter.com\/WineNewsIt\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@WineNewsIt<\/a><br \/>Seguici anche su Facebook: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/winenewsit\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@winenewsit<\/a>\n\t<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 tratto dall&#8217;archivio di WineNews &#8211; Tutti i diritti riservati &#8211; Copyright \u00a9 2000\/2026 <\/p>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non solo gli effetti sulle uve e sulla vendemmia, ma anche sulle nocciole: con il caldo record, che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":623023,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,29856,177,1534,4914,23933,36238,1537,90,89,5794,2059,9134,276829],"class_list":["post-623022","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-alto-adige","tag-business","tag-caldo","tag-cambiamento-climatico","tag-coldiretti","tag-cuneese","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mele","tag-piemonte","tag-trentino","tag-vendemmia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117057548898876089","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/623022","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=623022"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/623022\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/623023"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=623022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=623022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=623022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}