{"id":623790,"date":"2026-08-08T14:40:17","date_gmt":"2026-08-08T14:40:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/623790\/"},"modified":"2026-08-08T14:40:17","modified_gmt":"2026-08-08T14:40:17","slug":"il-batterio-che-sfrutta-le-nostre-cellule-per-armare-la-sua-siringa-molecolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/623790\/","title":{"rendered":"Il batterio che sfrutta le nostre cellule per armare la sua \u201csiringa molecolare\u201d"},"content":{"rendered":"<p>CD59 non \u00e8 una comparsa qualunque sulla superficie delle nostre cellule. \u00c8 una proteina ancorata alla membrana che svolge normalmente una funzione protettiva: <strong>impedisce al sistema del complemento di completare il cosiddetto \u201ccomplesso di attacco alla membrana\u201d<\/strong>, una struttura capace di perforare le membrane cellulari. In sostanza contribuisce a evitare che una delle armi della nostra immunit\u00e0 finisca per danneggiare le cellule dell\u2019organismo. Il nuovo studio mostra per\u00f2 un curioso rovescio della medaglia. Quando i ricercatori hanno ridotto CD59 nelle cellule coltivate in laboratorio, <strong>Y. pseudotuberculosis<\/strong> \u00e8 diventata meno efficiente sia nella <strong>formazione del poro del T3SS<\/strong> sia nel trasferimento delle proteine Yop. Sorprendentemente, anche aumentare troppo CD59 produceva un effetto negativo. <strong>Il batterio sembra quindi beneficiare di un preciso equilibrio nella quantit\u00e0 e nell\u2019organizzazione di questa proteina sulla membrana<\/strong>, pi\u00f9 che della sua semplice presenza.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107483\/fecondazione-assistita-e-dna-dei-figli-cosa-emerge-da-24-mila-genomi.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_08\/ChatGPT_Image_8_ago_2026%2C_08_01_56-1786168933413.jpg--fecondazione_assistita_e_dna_dei_figli__cosa_emerge_da_24_mila_genomi.webp?1786168933822\"\/><\/a><\/p>\n<p>Questo \u00e8 forse il dettaglio pi\u00f9 interessante dell&#8217;esperimento. Si potrebbe immaginare CD59 come una sorta di serratura utilizzata direttamente dal batterio per agganciarsi alla cellula. I risultati suggeriscono invece qualcosa di pi\u00f9 complesso. Quando gli scienziati hanno rimosso enzimaticamente dalla superficie cellulare le proteine ancorate tramite GPI, famiglia alla quale appartiene CD59, <strong>il sistema di secrezione continuava a funzionare<\/strong>. CD59 quindi non sembra essere semplicemente il recettore della \u201csiringa\u201d. Il suo ruolo sarebbe piuttosto indiretto: contribuirebbe all&#8217;organizzazione dei <strong>microdomini lipidici della membrana<\/strong>, piccole regioni nelle quali lipidi e proteine non sono distribuiti casualmente. Nelle cellule prive di CD59 i ricercatori hanno osservato alterazioni nella distribuzione di GM1, un marcatore utilizzato per studiare questi microdomini, e cambiamenti nella composizione lipidica, compreso l&#8217;accumulo di fosfatidilcoline e modificazioni nella lunghezza e nel grado di saturazione degli acidi grassi. <strong>\u00c8 quindi la \u201cgeografia\u201d della membrana, pi\u00f9 che una singola proteina isolata, a rendere pi\u00f9 o meno efficiente l&#8217;attacco batterico.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_8_ago_2026,_08_36_34-1786171073473.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 soprattutto un lavoro di <strong>biologia cellulare condotto su cellule in laboratorio<\/strong>: non dimostra che modificare CD59 possa gi\u00e0 diventare una terapia contro le infezioni da <strong>Yersinia<\/strong>, n\u00e9 sarebbe prudente pensarlo, considerando l&#8217;importante funzione che questa proteina svolge nel controllo del complemento. Il risultato apre per\u00f2 una prospettiva interessante. Per decenni l&#8217;attenzione sui sistemi di secrezione di tipo III si \u00e8 concentrata soprattutto sulla macchina batterica; ora emerge sempre pi\u00f9 chiaramente quanto conti anche il terreno sul quale quella macchina deve lavorare. <strong>La cellula dell&#8217;ospite non \u00e8 una superficie passiva: le caratteristiche della sua membrana possono determinare quanto efficacemente un patogeno riesca a trasferire le proprie armi molecolari.<\/strong> E poich\u00e9 sistemi di secrezione di tipo III sono utilizzati da numerosi batteri Gram-negativi patogeni, comprendere quali componenti dell&#8217;ospite li facilitino potrebbe suggerire in futuro strategie capaci di rendere pi\u00f9 difficile l&#8217;attacco senza necessariamente dover uccidere direttamente il microrganismo. Per ora \u00e8 ricerca di base. Ma racconta con notevole precisione quanto possa essere sofisticato il rapporto tra un batterio e una cellula: <strong>a volte, per attaccarci meglio, un patogeno non deve costruire tutto da solo. Gli basta imparare a sfruttare ci\u00f2 che trova gi\u00e0 sulla nostra membrana.<\/strong><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Davis K.J., Sheahan K.-L., Isberg R.R., Host CD59 potentiates the type III secretion system in Yersinia pseudotuberculosis, Scientific Reports, pubblicato l\u20198 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41598-026-65480-x.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-026-65480-x\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"CD59 non \u00e8 una comparsa qualunque sulla superficie delle nostre cellule. \u00c8 una proteina ancorata alla membrana che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":623791,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[344061,344057,344062,344063,97382,239,344059,1537,90,89,344064,99177,240,327364,344058,344060],"class_list":["post-623790","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-cd59","tag-davis-k-j","tag-gm1","tag-gpi","tag-gram-negativi","tag-health","tag-isberg-r-r","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-microdomini-lipidici","tag-patogeni","tag-salute","tag-scientific-reports","tag-sheahan-k-l","tag-yersinia-pseudotuberculosis"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/623790","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=623790"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/623790\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/623791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=623790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=623790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=623790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}