{"id":62437,"date":"2025-08-22T14:29:10","date_gmt":"2025-08-22T14:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/62437\/"},"modified":"2025-08-22T14:29:10","modified_gmt":"2025-08-22T14:29:10","slug":"leoncavallo-sgomberato-e-ora-che-ne-sara-dei-graffiti-che-hanno-reso-unica-la-zona-di-via-watteau","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/62437\/","title":{"rendered":"Leoncavallo sgomberato. E ora, che ne sar\u00e0 dei graffiti che hanno reso unica la zona di via Watteau?"},"content":{"rendered":"<p>Il Leoncavallo, lo storico centro sociale milanese, luogo di aggregazione, di mostre, di <strong>migliaia e migliaia di iniziative culturali, di coesione e di condivisione sociale<\/strong>, \u00e8 stato sgomberato dopo 31 anni di occupazione pacifica. Ma il Leoncavallo non \u00e8 stato solo un luogo di aggregazione e di una quantit\u00e0 enorme, difficilmente riepilogabili in poche righe, di dibattiti e di iniziative sociali per la citt\u00e0 (dai <strong>laboratori di teatro <\/strong>alle scuole di italiano per immigrati, alla <strong>Casa delle Donne<\/strong>, alla cucina popolare, agli <strong>asili per bambini<\/strong>, ai <strong>consultori<\/strong>), ma anche un luogo di musica e di concerti del tutto eccezionale (anche qui, la lista \u00e8 impressionante: dagli <strong>Area<\/strong> alla <strong>PFM<\/strong>, dai <strong>Public Enemy<\/strong> ai <strong>Marlene Kuntz<\/strong>, dagli <strong>Afterhours<\/strong> ai <strong>Subsonica<\/strong>, da <strong>Suzanne Vega<\/strong> a <strong>Carmen Consoli<\/strong>, dai <strong>99 Posse<\/strong> agli <strong>Assalti Frontali<\/strong>, da <strong>Franco Battiato<\/strong> a <strong>Nanni Svampa<\/strong>, solo per citarne alcuni). E ancora un luogo in cui l\u2019espressione di artisti fuori dagli schemi, ma attivi in tutta Italia e in tutto il mondo (nomi come <strong>Blu<\/strong>, <strong>Ozmo<\/strong>, <strong>Atomo<\/strong>, <strong>Pao<\/strong>, <strong>Mr. Wany, Zed1, Tv Boy, Bros, Tawa, Zibe, Dario Arcidiacono, Anna Muzi, Giacomo Spazio<\/strong>, solo per citarne alcuni) hanno liberamente dipinto i muri all\u2019interno del centro sociale, ma anche all\u2019esterno, trasformando via Watteau in <strong>un laboratorio a cielo aperto<\/strong> di eccezionale valore, che farebbe invidia alle grandi citt\u00e0 del mondo. Non a caso, nel 2006, <strong>Vittorio Sgarbi<\/strong> parl\u00f2 del Leoncavallo e della zona limitrofa come \u201cla <strong>Cappella Sistina della contemporaneit\u00e0<\/strong>\u201d (nell\u2019articolo a seguire il testo integrale).<\/p>\n<p><img title=\"WANY2 - Artuu Magazine \" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"681\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WANY2-681x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-172601\"  \/><\/p>\n<p>\u201cCominciammo con una pantera che si trasform\u00f2 presto in un ibrido micione con un improbabile e coloratissimo ruggito di sfondo\u201d, scriveva<strong> Davide \u201cAtomo\u201d Tinelli<\/strong>, storico writer e street artist milanese, che nel 2006 cur\u00f2 un volume per Skira assieme al sottoscritto e a Vittorio Sgarbi. \u201cVent\u2019anni fa, in pieno giorno, per noi che dipingevamo solo di notte, con un occhio attento alle gocce della vernice e l\u2019altro che scrutava la via, la mano che tracciava velocemente i contorni delle nostre emozioni e della nostra trasgressione. In pieno giorno, <strong>Swarz<\/strong> (Marco Bonomi), <strong>Shah<\/strong> (Silvia Potenza) ed io, su un muro del Leoncavallo, circondati da amici, finalmente senza la pressione del dover agire in fretta, <strong>dipingevamo il primo graffito<\/strong>, che marcava definitivamente il passaggio del testimone tra due culture di strada. Inconsapevolmente decretavamo la fine dei murales, per come li avevamo conosciuti sino ad allora, per inaugurare una nuova stagione. Mai pi\u00f9 quel giorno avrei pensato quale eccezionale palestra di colori, forme, geometrie ma anche <strong>sogni e sperimentazioni sarebbero diventati i muri del Leo<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p>E poi, pi\u00f9 di recente, la scoperta della stanza \u201csegreta\u201d. Una capsula del tempo rimasta intatta per vent\u2019anni nei sotterranei del centro sociale. A raccontarla \u00e8<strong> Christian Gangitano<\/strong>:<br \/>\u201cUna riscoperta sensazionale, paragonabile al ritrovamento delle pitture rupestri di Lascaux o di un nuovo ciclo di affreschi e mosaici a Pompei, un tuffo nel passato soprattutto per chi come me fa parte di questa scena dagli albori di una vera e propria rivoluzione artistica\u201d.<\/p>\n<p>Era il 2003 quando nei locali seminterrati del Leoncavallo, nello spazio chiamato <strong>Daun Taun<\/strong>, si svolgeva il nono e ultimo <strong>HIU \u2013 Happening Internazionale Underground<\/strong>, evento ideato da Marco Teatro e diventato in pochi anni un punto di riferimento per l\u2019arte underground in Italia. Per tre giorni decine di artisti italiani e internazionali \u2014 dalla vecchia guardia del writing (Buggiani, Vandalo, Teatro, Atomo, Shah, Giacomo Spazio) alla nuova scena emergente (Bo130, Microbo, Ozmo, Pao, 108, Sea Creative e molti altri) \u2014 riempirono le pareti di adesivi, stencil, installazioni e poster. Quella che doveva essere una jam effimera rimase invece l\u00ec, sigillata, quando Daun Taun fu chiuso per problemi di sicurezza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"IMG_2208 - Artuu Magazine \" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/IMG_2208-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-172605\"  \/><\/p>\n<p>Per quasi vent\u2019anni nessuno ci \u00e8 pi\u00f9 entrato. Poi, durante la pandemia, Lilo \u2013 artista e responsabile di Spazio Galileo \u2013 risalendo materiali d\u2019archivio e ridiscendendo nei sotterranei si rese conto del valore di quello che appariva come <strong>una capsula del tempo<\/strong>. Inizi\u00f2 cos\u00ec un percorso di contatti con INWARD \u2013 Osservatorio nazionale sulla creativit\u00e0 urbana, con la restauratrice <strong>Alessandra Carrieri<\/strong> e con <strong>Marco Teatro<\/strong>, che port\u00f2, nel 2023, alla prima visita ufficiale della Soprintendenza. \u201cOggi questi locali persistono quasi integri, come testimonianza storica, cronologica e artistica della nascita della Street art in Italia, con Milano, Bologna e Roma che erano ai tempi all\u2019avanguardia\u201d, scriveva un paio d\u2019anni fa lo stesso Gangitano, dopo aver nuovamente visitato i locali dopo tanti anni. \u201cCentinaia di metri quadri interamente ricoperti si susseguono in modo continuo per svariati ambienti, dove centinaia di artisti hanno integrato con migliaia di opere formando una sorta di installazione collettiva veramente unica. Entrare oggi nel Daun Taun \u00e8 un vero viaggio nel tempo, dove ritrovare originali opere che nel resto della citt\u00e0 sono del tutto o parzialmente scomparse. L\u2019assoluta genuinit\u00e0 di questo evento pioniere, preservato quasi integralmente nella sua complessit\u00e0 artistica ambientale totale, ne fa un unicum che vale necessariamente la pena conservare per renderlo pubblico\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"DSCG0663_1 - Artuu Magazine \" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSCG0663_1-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-172604\"  \/><\/p>\n<p>Il sopralluogo sanc\u00ec un passaggio storico: una lettera della <strong>Soprintendente Emanuela Carpani<\/strong> decret\u00f2 che i graffiti di Daun Taun sono <strong>sottoposti a tutela ope legis<\/strong>, ai sensi degli artt. 11 e 50 del Codice dei Beni Culturali. Significa che non possono essere staccati, rimossi o distrutti senza autorizzazione: la legge li riconosce come patrimonio culturale, al pari di un affresco medievale o di un mosaico romano. \u00c8 la prima volta che la principale istituzione pubblica nazionale in ambito culturale si pronuncia in modo cos\u00ec netto sul valore della street art. Un riconoscimento che non nasce dal nulla, visto che, come abbiamo detto, uno storico dell\u2019arte di indubbia competenza e lucidit\u00e0 intellettuale come Sgarbi aveva definito il Leoncavallo \u201cla Cappella Sistina della contemporaneit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><img title=\"IMG_2406_1 - Artuu Magazine \" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/IMG_2406_1-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-172606\"  \/><\/p>\n<p>Daun Taun era stato cos\u00ec ripulito, messo in sicurezza e, <strong>fino allo sgombero di ieri mattina<\/strong>, in rare occasioni straordinarie era stato anche riaperto per visite guidate e aperture speciali, soprattutto a gruppi scolastici o su invito. Non un museo, e non doveva esserlo. Era (\u00e8 ancora?) <strong>una testimonianza viva, irripetibile,<\/strong> che conserva la freschezza di una stagione vivissima e non addomesticata dal mercato. Un unicum, come lo definivano dal Leonka, che appartiene alla citt\u00e0 e alla sua storia.<\/p>\n<p>Ad oggi, tra lo sgomento di un\u2019azione di sgombero attuata in piena estate e senza preavviso (neppure al Comune), resta per\u00f2 una domanda: <strong>che ne sar\u00e0 adesso di queste opere<\/strong>, di questa citt\u00e0 sotterranea e dei graffiti che ancora popolano i muri intorno a via Watteau?  In qualunque altra citt\u00e0 europea <strong>un patrimonio simile verrebbe valorizzato<\/strong>, trasformato in un percorso da mostra permanente, con visite guidate e turisti in fila per ammirarlo, come gi\u00e0 accade a Londra, Berlino o Parigi. Lo stesso sta avvenendo a <strong>Venezia<\/strong>, dove il murale di <strong>Banksy<\/strong>, semopre grazie all\u2019interessamento e all\u2019inziativa di Sgarbi (che ha coinvolto in proposito Banca Ifis) \u00e8 oggi<strong> in fase di restauro per essere restituito alla collettivit\u00e0<\/strong>. A Milano, invece, <strong>si lascia andare in pezzi il murale di Blu<\/strong>, realizzato sul muro del PAC nel 2006 in occasione di <strong>Street Art, Sweet Art<\/strong> \u2014 la prima grande mostra pubblica dedicata alla street art italiana \u2014 e si consente che le ruspe incombano su un centro che \u00e8 stato non solo un esperimento unico in campo sociale e musicale, ma anche <strong>un laboratorio artistico di eccezionale valore<\/strong>, difficilmente replicabile altrove.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Leoncavallo, lo storico centro sociale milanese, luogo di aggregazione, di mostre, di migliaia e migliaia di iniziative&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":62438,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-62437","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62437\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/62438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}