{"id":62549,"date":"2025-08-22T15:38:09","date_gmt":"2025-08-22T15:38:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/62549\/"},"modified":"2025-08-22T15:38:09","modified_gmt":"2025-08-22T15:38:09","slug":"lo-psichiatra-e-il-caso-del-gruppo-mia-moglie-patriarcato-e-non-solo-il-meccanismo-della-perversione-che-ha-spinto-32mila-uomini-a-iscriversi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/62549\/","title":{"rendered":"Lo psichiatra e il caso del gruppo \u00abMia Moglie\u00bb: \u00abPatriarcato e non solo, il meccanismo della perversione che ha spinto 32mila uomini a iscriversi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Chiara Bidoli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Cosa spinge cos\u00ec tanti uomini a iscriversi a un gruppo in cui vengono condivisi scatti rubati alle mogli trattate come oggetto per alimentare commenti sessisti? Intervista a Leonardo Mendolicchio, psichiatra e psicoanalista<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La squallida vicenda del gruppo Facebook \u00abMia moglie\u00bb in cui i partecipanti diffondevano e commentavano foto rubate alle proprie mogli e le commentavano, stimola una riflessione sui meccanismi psicologici che hanno spinto oltre 32.000 uomini ad alimentare un rito collettivo violento, oltre che illegale. Immaginare che la propria compagna possa diventare oggetto dello sguardo e del desiderio di un altro uomo rientra nel quadro psichiatrico delle perversioni maschili. Per provare a spiegare il fenomeno e dargli un significato psichico e emotivo <b>Leonardo Mendolicchio,\u00a0 psichiatra e psicoanalista, direttore del Dipartimento di Cura e ricerca disturbi alimentari all&#8217;Istituto Auxologico Piancavallo di Verbania e autore del libro\u00a0\u00abL&#8217;amore \u00e8 un sintomo\u00bb (edizioni Solferino)<\/b>,\u00a0ricorda la figura mitologica di Cand\u00e0ule, ultimo re di Lidia, che secondo il racconto di Erodoto avrebbe avuto il vizio di far nascondere lo schiavo Gige nella sua stanza da letto perch\u00e9 ammirasse la bellezza senza veli di sua moglie che, venuta a saperlo, avrebbe poi obbligato Gige ad uccidere il marito e a succedergli nel trono.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa storia di Cand\u00e0ule spiega la logica che sta dietro questa perversione che <b>non \u00e8 un fenomeno nuovo<\/b> ma, come tutte le perversioni, <b>ha una radice culturale e storica profonda<\/b>. Il mito raccontato da Erodoto mostra come il corpo delle donne possa diventare oggetto di potere da parte dell\u2019uomo che si interroga su dove pu\u00f2 spingersi per esercitare il suo potere ma che anche su come un altro uomo possa esercitare questo potere nell\u2019accedere a una donna convenzionalmente inaccessibile, perch\u00e9 sposata o in coppia con qualcun altro. \u00c8 una trasformazione perversa di\u00a0 un \u201cgioco culturale\u201d che il maschio fa rispetto al corpo della donna che diventa oggetto di analisi, strumento e comprensione per rispondere alle ancestrali domande \u201cche potere ho?\u201d, \u201cfin dove posso spingermi?\u201d\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un tempo questo tipo di perversione era vissuto in ambiti circoscritti, i social gli hanno dato una dimensione globale?\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCulturalmente, da sempre, le donne sono state schiave delle perversioni dei mariti. Anche quando le coppie, consensualmente, utilizzano particolari strumenti o scenari per alimentare il desiderio, mediamente non \u00e8 una perversione che la donna vive liberamente ma la subisce, anche se inconsciamente. Quello che invece \u00e8 nuovo, rispetto alla storia del mito greco, \u00e8 che <b>oggi le perversioni si aggregano molto pi\u00f9 facilmente attraverso i social che le rendono un fenomeno culturale condiviso<\/b>,\u00a0\u00e8 come se <b>la perversione fosse resa lecita perch\u00e9 condivisa<\/b>, a maggior ragione se da\u00a0oltre 32mila iscritti. Il corpo della donna continua perci\u00f2 a essere oggetto di analisi del potere del maschile, alimentate dalle fantasie dell\u2019uomo che trova godimento nel confrontare l\u2019esercizio della propria potenza sessuale rispetto a quella di altri uomini, con in pi\u00f9 l\u2019ulteriore perversione che rendere tutto ci\u00f2 condivisibile lo fa diventare costume comune\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel gruppo Facebook \u201cMia moglie\u201d, come in quello di altre realt\u00e0 analoghe, l\u2019identit\u00e0 di chi posta o commenta le foto \u00e8 il pi\u00f9 delle volte nota. Non esiste quindi alcuna vergogna negli autori o commentatori dei post?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLaddove il comportamento viene condiviso diventa legittimo. Ma questo accade in altre pericolosissime situazioni che vediamo quotidianamente sui social, ne sono una prova i siti o profili Pro-Ana delle ragazzine anoressiche. Basta un gruppettino di ragazzine malate che si sfidano per diventare sempre pi\u00f9 magre per dare vita per dare vita a un sottogruppo che si identifica in quel modo di pensare. \u00c8 un meccanismo potentissimo che oltretutto alimenta un\u2019altra <b>perversione culturale sempre sul corpo della donna che diventa teatro di un mercimonio economico per i grandi colossi digitali<\/b>. Sui social, come nella vita reale, bisogna tornare a condividere delle regole di convivenza che possano tutelare la persona\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si parla spesso di &#8220;maschio in crisi&#8221;, lei parla anche di &#8220;maschio povero&#8221;, cosa intende?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSi tratta di una povert\u00e0 emotiva, non legata necessariamente ad aspetti culturali, economici, sociali. <b>Il maschile oggi si sente perso rispetto a un\u2019identit\u00e0 che \u00e8 profondamente cambiata<\/b>.\u00a0Non stiamo educando il maschile a collocarsi in una dimensione identitaria nuova rispetto al mondo che \u00e8 profondamente cambiato e in questo vuoto alcuni uomini convogliano\u00a0la propria forza in modo profondamente sbagliato, come prova questo gruppo Facebook, ma anche le numerose forme di sopruso quotidiano esercitate all\u2019interno delle dinamiche di coppia, fino ad arrivare ai casi pi\u00f9 estremi, i femminicidi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa suggerisce di fare per\u00a0 educare i giovani maschi a costruire la propria identit\u00e0, cos\u00ec diversa dai modelli che li hanno preceduti?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abBisogna <b>agire sulla cultura del maschile che vada oltre i clich\u00e9 del virile, della performance<\/b>, che il mondo sta fortunatamente gi\u00e0 disgregando, ma che il maschio, quello che non si mette in discussione, non riesce a rielaborare. \u00c8 come se alcuni maschi sentissero superato l&#8217;unico modello maschile a cui avevano sempre fatto riferimento ma non avessero le capacit\u00e0 per trovarne altri, per evolversi.\u00a0Il gruppo \u201cMia moglie\u201d ci insegna che <b>alcuni hanno bisogno sentirsi allineati rispetto alla possibilit\u00e0 di esercitare una forma di potere sulla donna perch\u00e9 per loro significa recuperare qualcosa di identitario che sentono vacillare<\/b>. In un vuoto di riflessioni sul maschile preferiscono, quindi, agire attingendo agli istinti pi\u00f9 arcaici in modo da ritrovare uno spazio che permetta loro di sentirsi in un branco in cui possano facilmente riconoscersi. Si tratta di un meccanismo molto subdolo e complesso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La povert\u00e0 culturale e identitaria del maschio di oggi trova terreno fertile nel mondo social ?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abI maschi non hanno mai dovuto culturalmente lottare per avere l\u2019approvazione dall\u2019esterno. Solo per diritto di nascita si sono sempre considerati, anche a livello inconscio, meglio delle donne. Nell\u2019epoca dei social, la societ\u00e0 si \u00e8 ridisegnata dando importanza all\u2019approvazione dell\u2019altro e i maschi risultano i pi\u00f9 intimiditi e questo, talvolta genera atti di violenza. Da una parte estremizzano il bisogno di essere riconosciuti e accreditati rispetto alla loro forza, al loro essere maschi, dall\u2019altro <b>se non riesco a legittimare la loro identit\u00e0 agiscono con violenza on e offline<\/b>. Da una parte bisognerebbe lavorare per ridimensionare il meccanismo di riconoscimento plateale, dall&#8217;altra incentivare il maschio a ridisegnarsi un ruolo nella societ\u00e0. La povert\u00e0 culturale del maschio di oggi potrebbe essere l\u2019occasione perch\u00e9 rimetta tutto in discussione ed evolva, ma c\u2019\u00e8 anche il rischio che rimanga vittima dei propri clich\u00e9. In quest&#8217;ultimo caso, in un mondo che non accetta pi\u00f9 quei clich\u00e9, \u00e8 probabile che dia sfogo alla propria frustrazione attraverso atti pi\u00f9 o meno gravi di sopraffazione e violenza\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tornando al gruppo Facebook \u00abMia moglie\u00bb, i partecipanti non si sono mai interrogati su cosa avrebbero provato se la situazione fosse stata ribaltata e\u00a0 le foto fossero state le loro?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abGli uomini che partecipano ad attivit\u00e0 come quelle del gruppo Facebook citato non si pongono in problema di avere agito male, figuriamoci se hanno preso in considerazione la possibilit\u00e0 di essere loro stessi considerati oggetti. Per loro l\u2019altro, ovvero la moglie, \u00e8 un <b>oggetto disumanizzato, non ha valore e si sentono di poterne fare quello che vogliono, anche di annientarne l\u2019esistenza<\/b>.\u00a0Empatia, rispetto, pietas\u00a0e altri meccanismi umani non sono contemplati. Per loro la donna \u00e8 un oggetto attraverso il quale godere e possono disporne come vogliono. Si sentono come il soggetto unico che esercita il potere, mentre l\u2019altro \u00e8 chi lo subisce\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alcuni partecipanti del gruppo Facebook &#8220;Mia moglie&#8221; hanno banalizzato la loro partecipazione dichiarando che era &#8220;solo&#8221; un gioco&#8230;<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSui social alcune persone si sentono autorizzate a dire tutto, senza limiti. Come se il digitale non avesse ripercussioni, anche gravi, sulla vita di altre persone, considerano il web una zona franca dove gli istinti pi\u00f9 beceri dell\u2019essere umano hanno legittimit\u00e0 di essere espressi. In alcuni uomini viene meno qualsiasi censura che fa superare facilmente i confini tra il bene e il male. Oltretutto <b>sono fenomeni che si autoalimentano<\/b> perch\u00e9 fa parte del meccanismo che regola i Social farti vedere gruppi di appartenenza simili al tuo modo di pensare, quindi fanno pi\u00f9 fatica a mettersi in discussione e a capire che certe azioni sono profondamente sbagliate. Piuttosto che chiudere il gruppo Facebook \u201cMia moglie\u201d che, come hanno dichiarato alcuni componenti, si \u00e8 probabilmente trasferito in altri social o piattaforme digitali, sarebbe stato pi\u00f9 utile intervenire all\u2019interno del gruppo per suscitare una riflessione nei diretti interessati. <b>Abbiamo il dovere di entrare nelle viscere del mondo maschile in crisi per cambiarne il linguaggio, le azioni, la censura non basta a risolve il problema<\/b>. Come sosteneva lo psicanalista e psichiatra francese Jacques Lacan il &#8220;Super io&#8221; di oggi porta a pensare che si possa dare libero sfogo ai propri istinti, senza limiti e se qualcuno ti blocca non solo non va bene ma &#8220;va rimosso&#8221;. S<b>ervono limiti e regole, \u00e8 un tema di convivenza civile e valori umani da rimettere al centro delle nostre vite<\/b> e non ha a niente a che fare con il moralismo come alcuni vogliono far credere\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si parla spesso di lotta al patriarcato, \u00e8 questo il punto?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl patriarcato non giustifica fino in fondo che il fatto che un marito o un compagno possa agire pensando che non c\u2019\u00e8 niente di male a rubare le foto della compagna e postarle per metterle alla merc\u00e9 di chiunque. \u00c8 un meccanismo molto pi\u00f9 profondo. <b>Quello che sta dietro non \u00e8 un atto di potere deliberato che l\u2019uomo fa per soggiogare la donna<\/b>, come nella logica del patriarcato, <b>ma \u00e8 un meccanismo comportamentale pi\u00f9 subdolo, quasi involontario, che parte dal presupposto che l\u2019uomo considera la donna \u201ccosa sua\u201d<\/b>, \u00e8 un meccanismo radicato e molto profondo che non attiva alcun pensiero critico. Un\u2019ultima, provocatoria, riflessione. Mettiamo in discussione il patriarcato e certi meccanismi radicati nell\u2019uomo ma permettiamo a ragazzine minorenni di esporre il proprio corpo sui Social, alimentando la cultura del mercimonio del corpo femminile fin da tenera et\u00e0. \u00c8 un <b>cortocircuito culturale drammatico<\/b>, anche perch\u00e9 \u2013 soprattutto per le adolescenti \u2013 il corpo costruisce l\u2019identit\u00e0, ma se quell\u2019identit\u00e0 diventa merce di scambio, tanto per i maschi adulti quanto per la ragazzina adolescente che, con l\u2019approvazione dei genitori, punta a far aumentare i follower magari anche per motivi economici \u00e8 evidente che, non solo, certi meccanismi di legittimazione e normalizzazione sono analoghi ma si alimentano tra loro. <b>Il punto fondamentale<\/b> per\u00f2 \u00e8 che <b>dobbiamo lavorare, a livello di societ\u00e0<\/b>, perch\u00e9 <b>ogni bambina, ragazza e donna possano vivere senza la paura che il proprio corpo diventi oggetto sessuale o merce di scambio<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-08-22T16:54:00+02:00\">22 agosto 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Chiara Bidoli Cosa spinge cos\u00ec tanti uomini a iscriversi a un gruppo in cui vengono condivisi 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