{"id":625918,"date":"2026-08-10T00:55:18","date_gmt":"2026-08-10T00:55:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/625918\/"},"modified":"2026-08-10T00:55:18","modified_gmt":"2026-08-10T00:55:18","slug":"glioblastoma-scoperto-cosa-cambia-nelle-cellule-che-si-staccano-dal-tumore-e-invadono-il-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/625918\/","title":{"rendered":"Glioblastoma, scoperto cosa cambia nelle cellule che si staccano dal tumore e invadono il cervello"},"content":{"rendered":"<p>Il glioblastoma ha una caratteristica che lo rende particolarmente difficile da trattare: non cresce soltanto come una massa compatta, ma pu\u00f2 disseminare cellule tumorali nel tessuto cerebrale circostante. Anche per questo la chirurgia punta a rimuovere quanto pi\u00f9 tumore possibile senza compromettere funzioni neurologiche essenziali ed \u00e8 normalmente seguita da radioterapia e chemioterapia. <strong>Il vero problema, per\u00f2, pu\u00f2 trovarsi anche oltre ci\u00f2 che il chirurgo riesce a vedere e asportare.<\/strong> Uno studio pubblicato l\u20198 agosto su Nature Communications ha provato a osservare proprio queste rare cellule disseminate e, soprattutto, a capire che cosa succede al loro interno mentre abbandonano la massa principale e penetrano nel cervello. I ricercatori del MIT e di altri centri statunitensi e canadesi hanno utilizzato xenotrapianti di glioblastoma derivati da pazienti e impiantati nei topi, seguendo le cellule tumorali dalla massa centrale fino al tessuto cerebrale pi\u00f9 distante.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/107560\/tumore-del-colon-a-30-anni-i-sintomi-che-nei-giovani-vengono-ancora-sottovalutati.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_9_ago_2026,_17_57_44-1786291209062.jpg--tumore_del_colon_a_30_anni.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Per riuscirci hanno sviluppato una tecnologia chiamata <strong>INSIGHT<\/strong>, che combina la separazione di specifiche popolazioni cellulari con una spettrometria di massa molto sensibile. In questo modo \u00e8 possibile studiare non soltanto quali proteine sono presenti nelle rare cellule disperse, ma anche la loro fosforilazione, cio\u00e8 una delle modificazioni chimiche attraverso cui la cellula accende, spegne o modifica rapidamente molte vie di segnalazione. \u00c8 un passaggio importante perch\u00e9 due cellule possono possedere quantit\u00e0 simili della stessa proteina e comportarsi comunque in maniera molto diversa se quella proteina viene attivata in modo differente. <strong>INSIGHT ha permesso quindi di ricostruire una sorta di \u201cmappa operativa\u201d delle cellule mentre si allontanano dal tumore<\/strong>, analizzando circuiti molecolari che con tecniche rivolte all\u2019intera massa tumorale rischiano di essere nascosti dalla presenza di milioni di altre cellule.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107535\/salmonella-contro-il-cancro-il-batterio-marca-il-tumore-e-guida-lattacco-immunitario.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_09\/ChatGPT_Image_9_ago_2026%2C_08_54_11-1786260777291.jpg--salmonella_contro_il_cancro__il_batterio__marca__il_tumore_e_guida_l_attacco_immunitario.webp?1786260777716\"\/><\/a><\/p>\n<p>La fotografia ottenuta mostra un cambiamento profondo. Nella massa principale predominano maggiormente programmi associati alla proliferazione; durante la disseminazione, invece, il proteoma delle cellule si sposta verso stati mesenchimali e simili a quelli dei progenitori neurali. Contemporaneamente cambia anche l\u2019attivit\u00e0 globale delle chinasi, enzimi fondamentali per la trasmissione dei segnali cellulari. <strong>Le cellule disseminate sembrano ridurre il peso dei circuiti legati alla divisione cellulare e aumentare quello di reti coinvolte nella funzione sinaptica, nella migrazione neuronale e nell&#8217;attivit\u00e0 dei canali ionici.<\/strong> In altre parole, mentre invadono il cervello non sembrano limitarsi a \u201cviaggiare\u201d: modificano il proprio assetto molecolare per utilizzare programmi sorprendentemente vicini a quelli normalmente impiegati dalle cellule del sistema nervoso. E il cambiamento non compare soltanto lontano dalla massa: secondo gli autori inizia gi\u00e0 al margine del tumore e persiste nel parenchima cerebrale distante.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107528\/ebola-il-vaccino-due-in-uno-sulle-nanoparticelle-primi-segnali-di-protezione-contro-zaire-e-sudan.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_09\/ChatGPT_Image_9_ago_2026%2C_00_00_29-1786226435539.jpg--ebola__il_vaccino__due_in_uno__sulle_nanoparticelle__primi_segnali_di_protezione_contro_zaire_e_sudan.webp?1786226435991\"\/><\/a><\/p>\n<p>Tra i segnali emersi, gli autori hanno individuato due elementi che meritano particolare attenzione: la proteina <strong>Hornerin<\/strong> e la fosforilazione in uno specifico punto, <strong>Y876<\/strong>, della subunit\u00e0 <strong>GluA2<\/strong> dei recettori AMPA, proteine coinvolte normalmente nella comunicazione neuronale. Gli esperimenti dello studio indicano entrambi come mediatori della progressione del glioblastoma. <strong>Questo non significa per\u00f2 che sia stata trovata una nuova terapia contro il tumore.<\/strong> Il lavoro \u00e8 principalmente meccanicistico e preclinico, condotto su modelli murini con tumori derivati da pazienti: servir\u00e0 capire quanto questi circuiti siano conservati nel cervello umano, se siano presenti nella stessa maniera nei diversi glioblastomi e soprattutto se possano essere bloccati in modo efficace e sicuro. Il risultato pi\u00f9 immediato \u00e8 un altro: offre una nuova finestra sulle cellule che pi\u00f9 facilmente sfuggono alla massa visibile. E proprio conoscere come cambiano durante la fuga potrebbe aiutare, in futuro, a cercare terapie capaci di colpire non soltanto il centro del tumore, ma anche ci\u00f2 che il glioblastoma lascia dietro di s\u00e9 mentre invade il cervello.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_9_ago_2026,_22_55_58-1786308975545.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Ahn R., D\u2019Souza A.D., Long L. et al. \u201cUncovering the signaling networks of disseminated glioblastoma cells in vivo with INSIGHT\u201d. Nature Communications, 8 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41467-026-76587-0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-026-76587-0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il glioblastoma ha una caratteristica che lo rende particolarmente difficile da trattare: non cresce soltanto come una massa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":625919,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[53593,345416,239,345414,345413,1537,90,89,345418,12611,320234,345417,240,120240,345415],"class_list":["post-625918","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-glioblastoma","tag-glua2","tag-health","tag-hornerin","tag-insight","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-migrazione-neuronale","tag-mit","tag-nature-communications","tag-recettori-ampa","tag-salute","tag-xenotrapianti","tag-y876"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117068492259152570","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/625918","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=625918"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/625918\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/625919"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=625918"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=625918"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=625918"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}