{"id":625999,"date":"2026-08-10T03:07:16","date_gmt":"2026-08-10T03:07:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/625999\/"},"modified":"2026-08-10T03:07:16","modified_gmt":"2026-08-10T03:07:16","slug":"tumori-cerebrali-la-glucosamina-potrebbe-farli-emergere-alla-risonanza-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/625999\/","title":{"rendered":"Tumori cerebrali, la glucosamina potrebbe farli \u201cemergere\u201d alla risonanza: lo studio"},"content":{"rendered":"<p>Per vedere meglio un tumore al cervello, in futuro potrebbe non bastare osservarne forma e dimensioni: si potrebbe provare a \u201cleggere\u201d anche il modo in cui consuma e trasforma gli zuccheri. \u00c8 l\u2019idea alla base di uno studio pubblicato l\u20198 agosto su <strong>Scientific Reports<\/strong> da ricercatori dell\u2019<strong>Universit\u00e0 di Tel Aviv<\/strong>. Gli scienziati hanno sperimentato la <strong>glucosamina<\/strong>, un amminozucchero molto noto come componente di alcuni integratori, non come terapia ma come possibile <strong>agente di contrasto metabolico<\/strong> per una particolare risonanza magnetica chiamata <strong>CEST<\/strong>. <strong>Nei topi portatori di glioma, dopo la somministrazione endovenosa di glucosamina il tessuto tumorale ha prodotto un segnale diverso rispetto alla regione sana controlaterale del cervello.<\/strong> \u00c8 un risultato ancora preclinico, ma apre una strada interessante: rendere visibile non soltanto dove si trova una massa, ma anche alcune caratteristiche del suo metabolismo.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107487\/il-batterio-che-sfrutta-le-nostre-cellule-per-armare-la-sua-siringa-molecolare.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_08\/ChatGPT_Image_8_ago_2026%2C_08_24_42-1786170970575.jpg--il_batterio_che_sfrutta_le_nostre_cellule_per_armare_la_sua__siringa_molecolare_.webp?1786170971066\"\/><\/a><\/p>\n<p>La tecnica si chiama <strong>Chemical Exchange Saturation Transfer<\/strong>, o <strong>CEST MRI<\/strong>. In modo semplificato, la risonanza \u201cinterroga\u201d alcuni protoni presenti nelle molecole e misura il loro scambio con quelli dell\u2019acqua, trasformando variazioni biochimiche molto piccole in differenze di segnale rilevabili. La <strong>glucosamina<\/strong> \u00e8 interessante perch\u00e9 possiede gruppi chimici ricchi di protoni scambiabili e, secondo gli autori, pu\u00f2 attraversare la <strong>barriera emato-encefalica<\/strong>. Inoltre le cellule del modello di glioma <strong>GL261<\/strong> utilizzato nello studio esprimono <strong>GLUT1<\/strong>, uno dei trasportatori coinvolti nell\u2019ingresso della glucosamina nelle cellule. <strong>L\u2019obiettivo non \u00e8 quindi \u201ccolorare\u201d fisicamente il tumore, ma sfruttare il suo metabolismo per creare una sorta di impronta molecolare alla risonanza.<\/strong> A differenza della <strong>PET con FDG<\/strong>, questo approccio non richiede un tracciante radioattivo; e non va confuso con la normale risonanza con gadolinio, che utilizza un meccanismo di contrasto differente.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107571\/glioblastoma-scoperto-cosa-cambia-nelle-cellule-che-si-staccano-dal-tumore-e-invadono-il-cervello.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_09\/ChatGPT_Image_9_ago_2026%2C_22_53_20-1786308806686.jpg--glioblastoma__scoperto_cosa_cambia_nelle_cellule_che_si_staccano_dal_tumore_e_invadono_il_cervello.webp?1786308807326\"\/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019esperimento \u00e8 stato condotto su <strong>nove topi<\/strong> nei quali erano state impiantate cellule di glioma GL261. Tre animali sono stati studiati in due occasioni, per un totale di <strong>12 sessioni di imaging<\/strong>. I ricercatori hanno utilizzato una risonanza preclinica da <strong>7 Tesla<\/strong> e somministrato glucosamina per via endovenosa alla dose di <strong>2 grammi per chilogrammo<\/strong>, acquisendo le immagini prima dell\u2019iniezione e poi a circa 8 e 16 minuti. <strong>A 16 minuti la variazione del segnale CEST nella regione tumorale risultava significativamente maggiore rispetto al tessuto cerebrale controlaterale<\/strong>, sia nell\u2019analisi complessiva sia isolando la componente attribuita ai gruppi ossidrilici. Nella regione tumorale l\u2019aumento relativo dell\u2019area del segnale rispetto al basale era in media del <strong>29,4%<\/strong>, sebbene con un\u2019ampia variabilit\u00e0 tra le misurazioni. Il dato \u00e8 quindi interessante soprattutto come dimostrazione di fattibilit\u00e0, non come prestazione di un test diagnostico gi\u00e0 utilizzabile.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/ultime-scoperte\/107493\/melanoma-gli-uvb-potrebbero-riprogrammare-le-cellule-tumorali-scoperto-un-nuovo-meccanismo.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_08\/ChatGPT_Image_8_ago_2026%2C_12_22_34-1786184561194.jpg--melanoma__gli_uvb_potrebbero__riprogrammare__le_cellule_tumorali__scoperto_un_nuovo_meccanismo.webp?1786184561613\"\/><\/a><\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio qui che serve cautela. Il lavoro riguarda un modello animale, con pochi soggetti, un&#8217;apparecchiatura preclinica e una dose sperimentale di glucosamina somministrata in vena: <strong>non significa che assumere glucosamina come integratore possa aiutare a diagnosticare o curare un tumore cerebrale.<\/strong> Gli stessi autori spiegano che serviranno ulteriori studi, anche osservando tempi successivi ai 16 minuti, per capire se il segnale possa diventare abbastanza robusto da essere utilizzato per caratterizzare o persino classificare i tumori. Un precedente studio su <strong>12 pazienti con tumore della mammella<\/strong> aveva gi\u00e0 mostrato che la glucosamina-CEST pu\u00f2 produrre un contrasto misurabile su una risonanza clinica da <strong>3 Tesla<\/strong>, ma per i tumori cerebrali nell\u2019uomo questa verifica manca ancora. <strong>Se il principio verr\u00e0 confermato, la prospettiva \u00e8 aggiungere alla risonanza una finestra sul metabolismo del tumore, senza ricorrere a radioisotopi e potenzialmente con un agente biocompatibile.<\/strong> Da segnalare inoltre che <strong>due degli autori dichiarano di essere inventori di un brevetto correlato alla tecnologia.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_9_ago_2026,_23_16_43-1786310211803.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2e3b<br \/><\/strong><\/p>\n<p>Rivlin M., Yosha Y., Navon G. et al., \u201cCEST MRI of glucosamine uptake in brain tumor-bearing mice\u201d, Scientific Reports, pubblicato l\u20198 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41598-026-65903-9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-026-65903-9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per vedere meglio un tumore al cervello, in futuro potrebbe non bastare osservarne forma e dimensioni: si potrebbe&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":626000,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[345460,345455,345459,345458,345456,345454,345457,239,1537,90,89,161938,240,327364,345453],"class_list":["post-625999","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-7-tesla","tag-cest-mri","tag-fdg","tag-gadolinio","tag-gl261","tag-glucosamina","tag-glut1","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-pet","tag-salute","tag-scientific-reports","tag-universita-di-tel-aviv"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117069011995051997","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/625999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=625999"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/625999\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/626000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=625999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=625999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=625999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}