{"id":626198,"date":"2026-08-10T06:55:16","date_gmt":"2026-08-10T06:55:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/626198\/"},"modified":"2026-08-10T06:55:16","modified_gmt":"2026-08-10T06:55:16","slug":"berruti-il-campione-gentiluomo-simbolo-del-boom-e-dellitalia-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/626198\/","title":{"rendered":"Berruti, il campione gentiluomo: simbolo del boom e dell&#8217;Italia felice"},"content":{"rendered":"<p>                                Da Modugno a Roma 1960, Livio \u00e8 stato protagonista di un Paese rinato dalle macerie e capace di scoprire l\u2019ottimismo e la voglia di futuro<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/redazione\/sebastiano-vernazza\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/sebastiano_vernazza_avatar.png\" alt=\"Sebastiano Vernazza\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Giornalista<\/p>\n<p>                    10 agosto 2026 (modifica alle 07:27)  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Sono due le immagini simbolo dell\u2019Italia del miracolo economico, l\u2019Italia rinascente dalle macerie del secondo dopoguerra, con la vecchia lira che per un  periodo divenne una moneta forte e credibile. La prima foto ci rimanda al Festival di Sanremo del 1958: Domenico Modugno allarga le braccia, canta \u201cVolare\u201d e l\u2019Italia si scopre ottimista e spensierata. La seconda \u00e8 datata 3 settembre 1960. Sono le 18, il cielo di Roma si prepara per il tramonto  e il torinese Livio Berruti batte gli sprinter americani sulla distanza dei 200 metri, nella \u201cnostra\u201d Olimpiade. A un certo punto, mentre gli atleti imboccano il rettilineo, un nugolo di colombe si alza in volo. \u00c8 un momento evocativo e suggestivo, gli italiani volano tutti nel blu dipinto di blu, felici di stare lass\u00f9. A quasi cent\u2019anni dalla nascita, nel 1861, l\u2019Italia tra Modugno e Berruti vive il suo tempo migliore, ogni cosa sembra possibile, il futuro non fa pi\u00f9 paura, anzi. Se quel pomeriggio, sulla pista dell\u2019Olimpico, si palesassero Audrey Hepburn e Gregory Peck in Vespa, si potrebbe girare il remake di \u201cVacanze romane\u201d. Durer\u00e0 poco, verranno presto gli anni bui della crisi economica, delle stragi e del piombo. Con Berruti se ne vanno duecento metri di felicit\u00e0 unica nel suo genere, perch\u00e9 l\u2019oro di Pietro Mennea a Mosca 1980 non creer\u00e0 le stesse suggestioni extra-sport, sar\u00e0 un momento di stacco e stop.  Non per colpa di Mennea, certo, quell\u2019Italia era intristita e appesantita dal terrore.\u00a0<\/p>\n<p>    Il flirt con Wilma\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Con Berruti si dissolve un\u2019idea di Italia che non esiste pi\u00f9 da tempo, capace di divertirsi con misura, non sguaiata come oggi. Berruti portava gli occhiali scuri (&#8220;Ero miope, li mettevo anche nella vita di tutti giorni&#8221;), aveva fatto il classico, si era laureato in chimica (\u201cL\u2019effetto delle radiazioni sulle fibre tessili\u201d, la tesi), avrebbe lavorato alla Fiat, alle pubbliche relazioni, nei tempi in cui si diceva che se qualcosa andava bene alla Fiat, anche l\u2019Italia ne avrebbe beneficiato. A Roma 1960 si ritrov\u00f2 al centro di un pettegolezzo innocente, candido, se osservato con i parametri del gossip di oggi. Lo fotografarono in atteggiamenti affettuosi con Wilma Rudolph, sprinter statunitense che a Roma vinse tre ori, e i giornali ci ricamarono sopra, una storiella da liceali. Lo stesso Berruti avrebbe poi spiegato: &#8220;Era nata una certa simpatia tra noi. Passeggiavamo per il villaggio mano nella mano. Un flirt innocentissimo che non ebbe seguito per la povert\u00e0 in cui versava la squadra americana&#8221;. Gli americani poveri? In che senso? &#8220;Wilma ed io, finite le gare, avremmo volentieri trasformato la nostra platonica amicizia in qualcosa di pi\u00f9 solido, ma lei dovette lasciare immediatamente Roma perch\u00e9 lo squadrone americano, allora privo di sponsor, non aveva un dollaro da spendere in pi\u00f9 per la permanenza dei suoi atleti. E cos\u00ec fin\u00ec sul nascere quello che poteva anche diventare un grande amore&#8221;. Forse ci scapp\u00f2 un bacio casto, forse \u2013 cos\u00ec si disse \u2013 Wilma piaceva a un giovane pugile venuto dal Kentucky, un certo Cassius Clay, ed era consigliabile non competere con costui. Malinconia per una storia mai nata, che in quell\u2019Italia prospera, per\u00f2 bacchettona e razzista, fece discutere, perch\u00e9 Wilma era nera ed erano trascorsi appena cinque anni dal giorno in cui Rosa Parks, una sarta dell\u2019Alabama, si rifiut\u00f2 di cedere a un bianco il posto sull\u2019autobus, come il regolamento prescriveva. \u201cIndovina chi viene a cena?\u201d, il film sull\u2019amore tra una bianca statunitense di buona famiglia e un medico afroamericano, sarebbe uscito soltanto nel 1967. Wilma e Livio si sarebbero rivisti negli anni successivi, ma sempre di sfuggita, e poi lei si era sposata pi\u00f9 volte. Quattro figli, e a neppure trent\u2019anni, raccontano delle  cronache del 1969, Wilma fu costretta a impegnare gli ori di Roma per pagare le cure a uno dei suoi bambini, ammalatosi sul serio. La Rudolph era un\u2019atleta vincente nello sport e sfortunata nella vita. Bambina, venne colpita dalla poliomielite e rischi\u00f2 di restare zoppa. Adulta, mor\u00ec ad appena 54 anni, nel 1994, per un tumore al cervello.\u00a0<\/p>\n<p>    lui e pietro\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Wilma Rudolph e poi Pietro Mennea. Nel primo caso, un amore mancato. Nel secondo, un rapporto complicato, per non dire di peggio. Non si presero mai, i due pi\u00f9 grandi sprinter italiani del Novecento. In un\u2019intervista, cos\u00ec parl\u00f2 Berruti: &#8220;Pietro era chiuso, scontroso, suscettibile. Io ero Platone, lui Aristotele: stavamo agli antipodi. Del tormento ed estasi di Michelangelo, Mennea era solo tormento. La sua chiusura era caratteriale. Considerava il mondo un nemico e per dare il meglio doveva sentirsi solo contro tutti&#8221;. Fioccavano gli aneddoti. Quella volta che al centro federale di Formia il fratello di Mennea, spalleggiato da altre persone, aggred\u00ec Berruti, colpevole di aver dichiarato che Pietro aveva paura dei velocisti americani: insulti e cazzotti. Quell\u2019altra occasione in cui Mennea attacc\u00f2  Berruti per aver raccontato di aver ricevuto da lui in regalo una maglia che non era quella usata all\u2019Olimpiade di Mosca, come Mennea gli aveva garantito che fosse in una diretta televisiva con Gianni Min\u00e0. Berruti considerava Mennea un masochista delle piste, ne apprezzava la mostruosa forza di volont\u00e0, gli allenamenti sempre al di sopra dei suoi limiti, ma non mancava di far notare che a Roma 1960 lui, Livio, aveva battuto gli statunitensi, laddove a Mosca 1980, nei 200 dell\u2019oro di Mennea, gli americani non c\u2019erano a causa del boicottaggio, per protesta contro l\u2019invasione sovietica dell\u2019Afghanistan.\u00a0<\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/gazzaplay.gazzetta.it\/?intcmp=cta_articolo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Quanto ne sai di sport? Metti alla prova la tua abilit\u00e0 e gioca su GazzaPlay<\/a><\/p>\n<p>    200 metri davanti a tutti\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">\u00a0Un uomo del passato, ma con i piedi nel futuro. Cos\u00ec parl\u00f2 Berruti in un\u2019intervista alla Gazzetta nel 2006, l\u2019anno  in cui resse la bandiera italiana alla cerimonia di chiusura dei  Giochi invernali di Torino: &#8220;La mia vera passione  \u00e8 la letteratura scientifica. Ora sto leggendo libri sulle  nanotecnologie e sull\u2019intelligenza artificiale&#8221;. L\u2019intelligenza artificiale, vent\u2019anni fa. Berruti era sempre 200 metri davanti a tutti.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da Modugno a Roma 1960, Livio \u00e8 stato protagonista di un Paese rinato dalle macerie e capace di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":626199,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1452],"tags":[28239,345592,345593,63320,345594,345595,40814,345596,345597,135821,345598,345599,345600,345601,345602,9353,345603,345604,108086,2017,87,2201,666,1859,23374,14807,721,8624,104,432,62042,8903,3061,1740,667,668,1282,1537,90,627,89,19018,13767,962,81488,3203,119951,382,6707,28947,16369,3206,33414,345588,5238,23939,238863,8015,345589,987,345590,188018,20333,1739,245,244,30212,3720,61944,120231,345591],"class_list":["post-626198","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-calcio","tag-adulta","tag-adulta-mori","tag-adulta-mori-appena","tag-affettuosi","tag-affettuosi-wilma","tag-affettuosi-wilma-rudolph","tag-afghanistan","tag-afghanistan-metri","tag-afghanistan-metri-passato","tag-afroamericano","tag-afroamericano-uscito","tag-afroamericano-uscito-wilma","tag-aggredi","tag-aggredi-berruti","tag-aggredi-berruti-colpevole","tag-alabama","tag-alabama-rifiuto","tag-alabama-rifiuto-cedere","tag-allarga","tag-americani","tag-amore","tag-appena","tag-artificiale","tag-atleti","tag-berruti","tag-blu","tag-calcio","tag-capace","tag-centro","tag-chiusura","tag-considerava","tag-fiat","tag-flirt","tag-football","tag-intelligenza","tag-intelligenza-artificiale","tag-intervista","tag-it","tag-italia","tag-italiani","tag-italy","tag-livio","tag-macerie","tag-mano","tag-mennea","tag-metri","tag-modugno","tag-mosca","tag-nata","tag-olimpiade","tag-ori","tag-oro","tag-parlo","tag-parlo-berruti","tag-paura","tag-pietro","tag-pietro-mennea","tag-quell","tag-quell-italia","tag-roma","tag-roma-livio","tag-rudolph","tag-simbolo","tag-soccer","tag-sport","tag-sports","tag-sprinter","tag-statunitense","tag-tormento","tag-wilma","tag-wilma-rudolph"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/626198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=626198"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/626198\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/626199"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=626198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=626198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=626198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}