{"id":626210,"date":"2026-08-10T07:03:17","date_gmt":"2026-08-10T07:03:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/626210\/"},"modified":"2026-08-10T07:03:17","modified_gmt":"2026-08-10T07:03:17","slug":"creme-solari-promosse-o-bocciate-se-sembrano-inefficaci-e-perche-le-usiamo-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/626210\/","title":{"rendered":"Creme solari, promosse o bocciate? Se sembrano \u00abinefficaci\u00bb \u00e8 perch\u00e9 le usiamo male"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Laura Cuppini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il fattore di protezione viene definito in base a misurazioni di laboratorio dove \u00e8 utilizzata una dose standard di prodotto: 2 mg per centimetro quadrato di pelle. In ogni applicazione dovremmo utilizzare 40 grammi di crema solare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Creme solari che non proteggono dai tumori o addirittura tossiche. Negli ultimi tempi sui social sono circolate dichiarazioni che rischiano di essere fuorvianti, come quelle della dottoressa <b>Debora Rasio <\/b>e del rapper <b>Salmo<\/b>. La prima, in un video, ha citato uno studio che dimostra, a suo dire, come \u00able creme solari aumentino il rischio di tutti i tumori della pelle\u00bb. <a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/spettacoli\/mi-sono-messo-la-crema-solare-e-il-risultato-e-il-cancro-della-pelle-il-video-di-salmo-che-mostra-una-cicatrice-sul-viso\/7caac91f-ab32-416e-9e4c-ad30a7224xlk\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">In un altro filmato postato in Rete<\/a>, il cantante ha affermato: \u00abPurtroppo io, come tanti, ho messo le creme solari e il risultato \u00e8 il cancro della pelle: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/26_agosto_01\/che-cos-e-il-carcinoma-basocellulare-o-basalioma-di-cui-soffre-il-rapper-salmo-0f8b0801-677c-49a7-a279-d92aba625xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">carcinoma basocellulare<\/a>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/37642678\/\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Lo studio<\/a> di cui parla la dottoressa Rasio, in realt\u00e0, dimostra esattamente il contrario di quanto da lei sostenuto, attraverso il cosiddetto \u00ab<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dermatologia\/26_luglio_13\/il-paradosso-della-crema-solare-perche-chi-la-usa-puo-finire-per-rischiare-di-piu-da89ca00-e077-433e-86b9-48aa7fb8fxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>paradosso della crema solare<\/b><\/a>\u00bb: chi la usa si sente autorizzato a stare tanto tempo al sole, generalmente senza riapplicarla nemmeno dopo un bagno o una sudata. Inoltre molti pazienti iniziano a proteggersi solo dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore della pelle. Quindi, creme promosse o bocciate? Lo abbiamo chiesto a <b>Piergiacomo Calzavara Pinton<\/b>, professore ordinario di Dermatologia, presidente della Societ\u00e0 europea di fotodermatologia e della task force dell\u2019Eadv (European academy of dermatology and venereology) sulla fotodermatologia.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Professore, diverse ricerche affermano che le diagnosi di tumore della pelle sono in aumento: come si spiega?<br \/><\/b>\u00abSe parliamo di melanoma, il tumore della pelle pi\u00f9 aggressivo, le diagnosi aumentano perch\u00e9 intercettiamo sempre pi\u00f9 lesioni iniziali o che probabilmente sarebbero destinate a rimanere in situ\u00a0senza dare problemi. I casi di melanoma avanzato sono rimasti pi\u00f9 o meno uguali a quelli dei decenni scorsi e la mortalit\u00e0 tende a diminuire nei Paesi dove la popolazione si protegge adeguatamente con i prodotti solari. Per quanto riguarda il carcinoma squamocellulare, che \u00e8 legato all&#8217;esposizione solare cronica (mentre il melanoma pu\u00f2 avere anche altre cause), non sappiamo se i casi siano cresciuti perch\u00e9 non esiste un registro affidabile di tutti i casi, compresi quelli iniziali. Al contrario, le diagnosi di melanoma devono essere sempre comunicate al Registro clinico nazionale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le creme solari funzionano?<br \/><\/b>\u00abS\u00ec, il problema dell\u2019inefficacia \u00e8 legata all\u2019uso scorretto che ne facciamo. C\u2019\u00e8 l\u2019idea che basti avere nella borsa una 50+ o metterla solo una volta al giorno per essere protetti, ma non \u00e8 cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa si dovrebbe fare?<\/b><br \/>\u00abPrima di tutto \u00e8 utile spiegare come va interpretato lo Spf (sun protection factor, fattore di protezione solare): il 50 lascia passare un cinquantesimo delle radiazioni ultraviolette, il 30 un trentesimo e cos\u00ec via. Ma fra 50 e 30 non c\u2019\u00e8 una grande differenza: il primo filtra il 98%, il secondo filtra il 96,7% dei raggi ultravioletti. La crema con Spf 100, l\u2019unica riconosciuta come presidio medico, blocca il 99% delle radiazioni. Questo sulla carta, perch\u00e9 il fattore di protezione viene definito in base a misurazioni di laboratorio dove \u00e8 utilizzata una dose standard di prodotto: 2 mg per centimetro quadrato di pelle. Se pensiamo che la cute di un adulto misura 20.000 cm quadrati, il calcolo \u00e8 presto fatto: in ogni applicazione dovremmo utilizzare 40 grammi di crema solare. Per arrotondare, diciamo che servirebbe circa una confezione al giorno a testa, con tre applicazioni, sicuramente dopo ogni bagno. Se una persona impiega 4 giorni per finire un flacone (anche di 50+), la difesa cala in senso esponenziale: il fattore di protezione si attesta fra 3 e 8. Altroch\u00e9 50\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per una famiglia che sta una settimana al mare rischia di diventare un costo parecchio alto\u2026<\/b><br \/>\u00abIl punto \u00e8 che non si pu\u00f2 essere protetti e abbronzarsi, sono due cose incompatibili. Soprattutto per i fototipi chiari (1 e 2), che hanno un rischio alto di scottature. La popolazione italiana ha generalmente un fototipo 3, che \u00e8 intermedio e pu\u00f2 avere un comportamento variabile. I fototipi scuri (da 4 a 6) sono i pi\u00f9 protetti dalle scottature e anche dai tumori della pelle e questi, ma solo questi, sviluppano un&#8217;abbronzatura intensa che fornisce una ulteriore protezione. Comunque ci sono tanti modi per limitare l\u2019esposizione alle radiazioni ultraviolette: per esempio, si pu\u00f2 stare all\u2019ombra o indossare una maglietta. Non necessariamente fatta con tessuto anti-Uv: anche il normale cotone offre una buona protezione (Upf, ultraviolet protection factor, indica il fattore di protezione dei tessuti dai raggi ultravioletti), tra 20 e 40. Poi \u00e8 molto importante il cappello: soprattutto per i calvi e i semi-calvi deve essere assolutamente anti-Uv\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si fa a sapere se una crema solare \u00abeconomica\u00bb (o \u00abcostosa\u00bb) \u00e8 efficace?<\/b><br \/>\u00abPurtroppo \u00e8 impossibile, perch\u00e9 le etichette sono incomprensibili, anche per gli addetti ai lavori. Questo \u00e8 un grande problema, che andrebbe risolto. Ad oggi, possiamo solo fidarci dei marchi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come nasce il timore che le creme solari possano essere tossiche per l\u2019organismo?<br \/><\/b>\u00abIl sospetto deriva da studi condotti su vecchi prodotti e principalmente negli Stati Uniti. Le creme utilizzate oggi in Europa sono composte da molecole grosse, che non attraversano lo strato corneo (il pi\u00f9 esterno della pelle) e che si sono dimostrate sicure anche in gravidanza. Possono essere messe tutti i giorni e generalmente proteggono sia dagli Uvb sia dagli Uva. Questi ultimi, responsabili dell\u2019invecchiamento cutaneo, sono presenti in tutte le stagioni con la stessa intensit\u00e0, mentre gli Uvb, pi\u00f9 intensi in estate, provocano le scottature (ma sono anche utili per la produzione di vitamina D). Entrambi, sia A che B, possono essere correlati allo sviluppo di tumori cutanei\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 poi il tema dell\u2019inquinamento: le creme solari hanno un impatto sull\u2019ambiente?<\/b><br \/>\u00abPartiamo da un dato: il mercato dei solari si avvicina al Pil di un Paese africano, parliamo di migliaia di tonnellate all\u2019anno di prodotto. Certamente si tratta di sostanze chimiche, ma ad oggi non sappiamo esattamente quanto inquinino, perch\u00e9 gli studi in laboratorio vengono spesso fatti con concentrazioni pi\u00f9 alte di quelle presenti in natura o nell\u2019acqua del mare. Alcuni Paesi sono arrivati a vietare le creme solari in determinate spiagge per tutelare l\u2019ambiente marino, ma non ci sono prove certe che i solari danneggino la barriera corallina. Esistono due composti minerali con propriet\u00e0 protettive dai raggi Uv, l\u2019ossido di zinco e il biossido di titanio. Si tratta di sostanze che non inquinano l\u2019ambiente ma \u00e8 molto difficile utilizzarli a concentrazioni adeguate perch\u00e9 danno una colorazione bianca alla pelle: il problema potrebbe essere superato micronizzando le particelle, ma in questo modo si perde la capacit\u00e0 di filtro. Si sta studiando la possibilit\u00e0 di produrre solari biodegradabili, di origine microbica o micotica, ma siamo ancora in fase di ricerca. Se una persona non vuole utilizzare creme solari per paura di inquinare, dovrebbe valutare altre opzioni di protezione: come detto, vale stare all\u2019ombra e\/o coprirsi con indumenti. Oggi poi esiste la fotoprotezione digitale: alcune app, misurando la radiazione al suolo e in base al tipo di pelle dell\u2019utente, forniscono un&#8217;informazione esatta sulla durata di esposizione al sole senza correre rischi. Nulla di strano, perch\u00e9 la scottatura \u00e8 un dato calcolabile. Altre app sono in grado di calcolare il tempo di esposizione al sole necessario per fare il pieno di vitamina D\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"bck-box-paragraph\">Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d&#8217;eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-10T06:40:07+02:00\">10 agosto 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Laura Cuppini Il fattore di protezione viene definito in base a misurazioni di laboratorio dove \u00e8 utilizzata&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":626211,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[4197,1495,4924,3290,345606,4158,17261,345607,345608,1240,2333,345609,345610,345611,94057,54680,1045,17099,39605,345612,133965,5372,10320,58787,8077,150841,1277,9961,345613,345614,3635,121491,345615,21664,5905,345616,345617,7254,6018,33350,345618,345619,32017,13093,7504,28594,16380,35148,345605,345620,115906,345621,345622,23189,7241,345623,345624,239,85274,1537,90,89,4947,345625,345626,2050,35260,23436,1885,12619,65298,428,11833,28582,240,39607,6063,39608,360,2183,1900,58799,2642,89672,28586],"class_list":["post-626210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-alto","tag-altre","tag-ambiente","tag-anti","tag-anti-uv","tag-app","tag-applicazione","tag-applicazione-dovremmo","tag-applicazione-dovremmo-utilizzare","tag-bagno","tag-base","tag-base-misurazioni","tag-base-misurazioni-laboratorio","tag-bocciate","tag-calvi","tag-carcinoma","tag-casi","tag-centimetro","tag-centimetro-quadrato","tag-centimetro-quadrato-pelle","tag-concentrazioni","tag-contrario","tag-crema","tag-crema-solare","tag-creme","tag-creme-solari","tag-dato","tag-definito","tag-definito-base","tag-definito-base-misurazioni","tag-diagnosi","tag-diagnosi-tumore","tag-diagnosi-tumore-pelle","tag-dimostra","tag-dose","tag-dose-standard","tag-dose-standard-prodotto","tag-dottoressa","tag-dovrebbe","tag-dovremmo","tag-dovremmo-utilizzare","tag-dovremmo-utilizzare-grammi","tag-esattamente","tag-esiste","tag-esposizione","tag-esposizione-sole","tag-factor","tag-fattore","tag-fattore-protezione","tag-fattore-protezione-viene","tag-filtra","tag-fotodermatologia","tag-fototipi","tag-generalmente","tag-grammi","tag-grammi-crema","tag-grammi-crema-solare","tag-health","tag-iniziali","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-laboratorio","tag-laboratorio-utilizzata","tag-laboratorio-utilizzata-dose","tag-mare","tag-melanoma","tag-pelle","tag-problema","tag-prodotto","tag-protetti","tag-protezione","tag-radiazioni","tag-raggi","tag-salute","tag-scottature","tag-solare","tag-solari","tag-sole","tag-stare","tag-tumore","tag-tumore-pelle","tag-tumori","tag-utilizzare","tag-uv"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/626210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=626210"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/626210\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/626211"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=626210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=626210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=626210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}