{"id":626632,"date":"2026-08-10T13:19:15","date_gmt":"2026-08-10T13:19:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/626632\/"},"modified":"2026-08-10T13:19:15","modified_gmt":"2026-08-10T13:19:15","slug":"le-donne-nellarte-dalla-vita-alla-collezione-una-mostra-piena-di-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/626632\/","title":{"rendered":"Le donne nell\u2019arte. Dalla vita alla Collezione. Una mostra piena di storie"},"content":{"rendered":"<p>\u201cFiglia, ti vorrei casalinga e scrittrice\u201c \u00e8 la speranza iscritta su una ceramica di Andrea Parini, una delle opere della <strong>Collezione Cavallini Sgarbi<\/strong>. Ritrae una bambina abbandonata al sonno, la figlia dello scultore, adagiata su un cuscino, con calamaio, ago e filo. Non \u00e8 in questa mostra, dedicata alle donne, essendo Onorina, questo il nome dell\u2019infante, non donna ma ancora bambina. Cos\u00ec, credo, sperasse mio padre, ahim\u00e8, in parte, deluso.<\/p>\n<p>Nella mia famiglia, e in particolare per me, quell\u2019ardito accostamento (casalinga e scrittrice) mai avrebbe potuto assumere una venatura patriarcale, perch\u00e9 la presenza di mia madre lo avrebbe impedito. Lei sovvertiva regole e riti. Peraltro, la casa di cui quella figlia avrebbe dovuto, nei desideri del genitore, essere custode (e lo diverr\u00e0 in fondo solo molti anni dopo, custode e difensore), non \u00e8 mai stata solo una casa. Mia madre, infatti, complice mio fratello prima, me poi, ha reso la casa di Ro Ferrarese \u2013 paese remoto sotto l\u2019argine del Po, nella provincia di Ferrara \u2013 il centro di un mondo complesso, via vai di personalit\u00e0 che hanno segnato la cultura italiana, e non solo, dagli anni settanta sino ai giorni nostri: da Giorgio Bassani (sodale dello zio Bruno, compagno di partite a tennis di mio padre), Valerio Zurlini, Alberto Moravia, Federico Zeri, Paulo Coelho, Umberto Eco e molti, moltissimi altri.<\/p>\n<p>Teatro di duelli epocali, sfuriate, tenerezze, amori, accordi editoriali, la casa di Ro viveva la sua radicale trasformazione in una entit\u00e0 indefinibile: casa nel pieno senso della parola per me e mio fratello (che a Ro sempre siamo tornati, io da Milano, mio fratello da ovunque), ma anche rifugio per tutti \u201ci viandanti\u201d che volevano gustare l\u2019ebrezza di una vita che sembrava infinita, che si godeva a qualsiasi ora del giorno e della notte, \u201cun sempre aperto teatro\u201d, come i libri e le opere che potevi trovare in ogni angolo della casa, in bagno, in cucina, in soggiorno, appoggiate o appese, in eterno, turbinoso e vertiginoso movimento.<\/p>\n<p>La <strong>Fondazione Cavallini Sgarbi<\/strong> si costituisce nel 2008 per volont\u00e0 di noi quattro componenti della famiglia. Fu una mia intuizione, presa per una impuntatura, per usare un eufemismo. Non un merito, il mio, assolutamente no, ma una \u201cnecessit\u00e0 interiore\u201d, dettata dal mio carattere, e forse da quella antica profezia: \u201ccasalinga e scrittrice\u201d. Dovevamo \u2013 mi dicevo e dicevo \u2013 porci il tema di dare una forma alla vita, per usare termini pirandelliani; cristallizzare questa corsa che era la nostra vita (mentre ancora stavamo correndo) e che ci sembrava non dovesse avere mai fine.<\/p>\n<p>Nostra madre, la Rina, muore il 3 novembre 2015; mio padre, Nino, il 23 gennaio 2018, qualche giorno prima che si inaugurasse la prima mostra della Fondazione, al Castello Estense di Ferrara, a cui le opere ora sono ufficialmente destinate.<\/p>\n<p>La vita intorno a noi, e dunque dentro di noi, diminuiva. Forse proprio per questo, ma senza che mai sia stato esplicitato tra noi, mio fratello e io abbiamo proposto al Consiglio di amministrazione della Fondazione di avviare le pratiche per un vincolo di Collezione da parte del <strong>Ministero della Cultura<\/strong>. Nel 2019 la Collezione della Fondazione Cavallini Sgarbi \u00e8 stata dichiarata di eccezionale interesse storico artistico, e tutelata come tale dal <strong>Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 culturali<\/strong>, con decreto della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale dell\u2019Emilia-Romagna del 04\/06\/2019, emesso ai sensi degli artt. 10-13 del Decreto Legislativo 42\/2004.<\/p>\n<p>A seguito di ci\u00f2, la collezione \u00e8 riconosciuta come un sistema non scomponibile, cio\u00e8 non vendibile nelle sue parti, su cui lo Stato, cio\u00e8 noi tutti nel nostro essere cittadini consapevoli, ha un perenne diritto di prelazione. \u201cNon nobis Domine\u201d, non per noi, non per la nostra gloria verrebbe da dire. Ma forse neppure per la tua, di gloria, \u201co Signore\u201d. Invece per la gioia di chi c\u2019\u00e8 ora e di chi verr\u00e0 dopo, questa Collezione esiste, \u00e8 stata cristallizzata ed \u00e8, ora pi\u00f9 che mai, legata allo Stato.<\/p>\n<p>La costruzione di una collezione d\u2019arte debitrice al genio di <strong>Vittorio Sgarbi<\/strong> e di Caterina Cavallini, sua madre, e la rinascita di un borgo come Andora sono due gesti memorabili, che a un certo punto della loro storia si sono toccati nella mostra che vi accingete a visitare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cFiglia, ti vorrei casalinga e scrittrice\u201c \u00e8 la speranza iscritta su una ceramica di Andrea Parini, una delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":626633,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,16802,1612,2429,203,204,1537,90,89,632,26124,2685],"class_list":["post-626632","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-collezione","tag-design","tag-donne","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mostra","tag-piena","tag-storie"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117071417339472929","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/626632","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=626632"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/626632\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/626633"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=626632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=626632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=626632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}