{"id":627047,"date":"2026-08-10T20:57:22","date_gmt":"2026-08-10T20:57:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/627047\/"},"modified":"2026-08-10T20:57:22","modified_gmt":"2026-08-10T20:57:22","slug":"terroristi-legati-ad-hamas-tra-i-migranti-di-ceuta-lallarme-dei-servizi-europei-il-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/627047\/","title":{"rendered":"Terroristi legati ad Hamas tra i migranti di Ceuta. L&#8217;allarme dei servizi europei \u2013 Il Tempo"},"content":{"rendered":"<p>            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/164356148-9ca613ef-ea97-41a3-8cf6-917fa48765fe.jpg\" class=\"lazy\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p class=\"briefly\">Un gruppo di ex detenuti palestinesi scambiati con ostaggi israeliani si sono spostati nel 2025 dall&#8217;Egitto verso le coste del Nord Africa Molti sono soggetti \u00abpesanti\u00bb condannati all&#8217;ergastolo da Israele<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"\" class=\"author\">Francesca Musacchio<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t10 agosto 2026<\/p>\n<p>Tra i migranti che tentano di raggiungere Ceuta potrebbero infiltrarsi terroristi di Hamas liberati dalle carceri durante gli scambi con gli ostaggi israeliani. La segnalazione arriva da ambienti dell\u2019intelligence europea e riguarda un gruppo di ex detenuti in movimento dal febbraio 2025 lungo le direttrici che dal Medio Oriente attraversano il Nord Africa e arrivano fino al Marocco. Alcuni, dopo la liberazione, sono stati espulsi in Egitto e successivamente dispersi lungo le rotte del Nord Africa.<\/p>\n<p>L\u2019allarme riguarda favoreggiatori o appartenenti ad Hamas e ad altre organizzazioni palestinesi, alcuni condannati da Israele a pi\u00f9 ergastoli, che da oltre un anno avrebbero iniziato a muoversi con l\u2019obiettivo di raggiungere l\u2019Europa. Un elenco con decine di nomi \u00abimportanti\u00bb legati al gruppo terroristico. Il 17 gennaio 2025, infatti, il governo israeliano approv\u00f2 una lista di 737 detenuti destinati alle scarcerazioni previste dall\u2019accordo, ai quali si aggiungevano 1.167 palestinesi di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre. Il 19 gennaio uscirono i primi 90. Il 25 gennaio furono liberati altri 200 detenuti: 120 erano ergastolani e circa 70 vennero trasferiti in Egitto perch\u00e9 non autorizzati a rientrare nei territori palestinesi. Il 30 gennaio furono scarcerati altri 110 detenuti, con 21-23 trasferimenti in Egitto. Il primo febbraio uscirono 183 palestinesi, sette destinati all\u2019esilio. Altri 183 furono liberati l\u20198 febbraio, con sette espulsioni. Il 15 febbraio la tranche sal\u00ec a 369 detenuti, 24 dei quali trasferiti attraverso Rafah. Il 27 febbraio altri 97 condannati destinati all\u2019esilio entrarono in Egitto.<\/p>\n<p>Il conto delle singole operazioni porta ad almeno 228 trasferimenti in territorio egiziano. Nelle liste compaiono uomini con condanne pesantissime. Alcuni di questi sono stati localizzati direttamente in Egitto nei mesi successivi.\u00a0Una parte dei liberati ha lasciato successivamente l\u2019Egitto per Paesi terzi. Quindici furono trasferiti in Turchia gi\u00e0 all\u2019inizio di febbraio. Altri ricollocamenti furono discussi con Qatar, Malaysia e Pakistan. Anche il Nord Africa entr\u00f2 nel dossier. L\u2019Algeria manifest\u00f2 una disponibilit\u00e0 preliminare ad accogliere alcuni ex detenuti. La Tunisia rifiut\u00f2. Non risultano invece conferme pubbliche di trasferimenti organizzati di ex detenuti verso Marocco o Libia.<\/p>\n<p>Il Marocco, per\u00f2, \u00e8 il punto terminale della direttrice occidentale che conduce a Ceuta i clandestini. \u00c8 su questo che si concentra l\u2019allarme europeo. La rotta palestinese verso l\u2019enclave spagnola esiste ed \u00e8 documentata indipendentemente dagli scambi: Gaza, Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco, Ceuta. Nella recente pressione sull\u2019enclave spagnola sono stati identificati anche palestinesi, accanto soprattutto a marocchini e algerini e a gruppi provenienti da Sudan, Yemen, Eritrea, Somalia e altri Paesi africani.<\/p>\n<p>Non esiste, al momento, una prova pubblica che colleghi ex detenuti delle liste israeliane ai palestinesi identificati a Ceuta. Ma dentro un flusso pi\u00f9 ampio potrebbero muoversi uomini scarcerati nel 2025, espulsi in Egitto e successivamente sottratti alla localizzazione originaria. L\u2019ipotesi degli apparati \u00e8 che una parte mantenga caratteristiche operative. E la condizione palestinese offrirebbe, inoltre, una copertura favorevole visto che in diversi Paesi Ue, Gaza gode di una forte mobilitazione politica e sociale.<\/p>\n<p>Intanto, la tensione nella enclave spagnola resta alta. Per l\u2019intelligence di Madrid, un altro esodo dal Marocco potrebbe verificarsi in questi giorni. Mentre sale a 83 il numero totale delle vittime legate al massiccio afflusso di migranti del 30 luglio. Rimane alta anche la tensione tra Spagna e Italia. Le autorit\u00e0 spagnole hanno controllato circa 200 viaggiatori provenienti dall&#8217;Italia nei sei principali aeroporti del Paese nel primo giorno di reintroduzione dei controlli alle frontiere. La misura rester\u00e0 attiva fino al 7 settembre, ma Madrid auspica che \u00abl&#8217;Italia reagisca e abbia chiaro che l\u2019area Schengen non \u00e8 stata violata ed \u00e8 garantita\u00bb.<br \/>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un gruppo di ex detenuti palestinesi scambiati con ostaggi israeliani si sono spostati nel 2025 dall&#8217;Egitto verso le&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":627048,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[336208,14,164,165,75,166,7,15,6059,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-627047","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-ceuta","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-hamas","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-spagna","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117073218545355456","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/627047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=627047"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/627047\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/627048"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=627047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=627047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=627047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}