{"id":627128,"date":"2026-08-10T22:07:20","date_gmt":"2026-08-10T22:07:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/627128\/"},"modified":"2026-08-10T22:07:20","modified_gmt":"2026-08-10T22:07:20","slug":"lello-esposito-a-14-anni-scappai-dallorfanotrofio-con-mille-lire-feci-i-primi-pulcinella-e-ora-li-ritrovo-dagli-antiquari-ho-ospitato-macron-e-woody-allen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/627128\/","title":{"rendered":"Lello Esposito: \u00abA 14 anni scappai dall\u2019orfanotrofio, con mille lire feci i primi Pulcinella e ora li ritrovo dagli antiquari. Ho ospitato Macron e Woody Allen\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Anna Paola Merone<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">\u00abTroisi mi disse: Napoli ti pu\u00f2 mangiare. Mamma si commosse per il mio San Gennaro al Cotugno\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lello Esposito ha sdoganato il folklore, rendendolo arte. Pulcinella, i corni, il Vesuvio, la sirena, l\u2019uovo sono diventati simboli identitari di Napoli, messaggeri di una citt\u00e0 alla quale lui ha saputo restituire i suoi luoghi comuni: non pi\u00f9 elementi pittoreschi, ma paradigma della storia di un popolo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Raffaele Esposito, classe 1957: che citt\u00e0 era la Napoli in cui \u00e8 cresciuto?<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSono nato all\u2019Anticaglia a Forcella, a vico Limoncello:  era la strada degli artigiani delle sedie. Ricordo una citt\u00e0  povera: io stesso ho avuto un&#8217;infanzia difficile. Ho iniziato a lavorare da bambino e ho preso la licenza media  a 17 anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 lavorava e non andava a scuola?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abParliamo di  situazioni  oggi  inimmaginabili. Eravamo quattro figli \u2014 due femmine e due maschi \u2014 e mia madre era da sola a tirarci su.  Mio padre, che lavorava nelle fogne per  il Comune, mor\u00ec a 39 anni: io ne avevo appena 11 e  andai  a bottega. A 14 anni fui mandato in orfanotrofio: mamma non ce la faceva a provvedere a tutti i figli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come erano le giornate in orfanotrofio?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abTetre.  Ricordo che fui messo  a lavorare una specie di creta, penso fosse Das, ma non era vita per me e scappai. Fui perci\u00f2 mandato in Piemonte, da uno zio che faceva tre mestieri: di giorno  in fonderia, dove  realizzava  braccetti per le macchine per scrivere, di notte faceva il calzolaio e la sera lavorava in pizzeria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Adolescente, in fuga verso il Nord: cosa ha trovato in Piemonte?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abOltre all\u2019accoglienza di mio zio, alla sua abnegazione, ho trovato un sogno. Ivrea era permeata dallo spirito  di Adriano Olivetti, che ho assimilato e respirato&#8230; Poi tornai a Napoli. Mamma aveva trovato lavoro all\u2019ospedale Cotugno e c\u2019era finalmente uno stipendio sul quale poter contare per mandare avanti la famiglia. E restare tutti insieme\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E   l\u00ec incomincia una vita  lontano dai vicoli.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abEro stato fuori quasi quattro anni. Tornai non pi\u00f9 nella casa di Forcella, ma in un appartamento pieno di aria in via Pietro Castellino, all\u2019Arenella. Era una dimensione  diversa e, avventurosamente, presi la licenza media\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 in questo periodo  che incontra Pulcinella?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSuccesse ad  uno spettacolo di burattini. Vedo il pupo  in un teatrino di strada:    lo prendo, ci infilo  dentro la mano  e sento la sua anima. Investo 1.000 lire e realizzo dieci Pulcinella con materiali acquistati in cartoleria:  li vendo in strada, in via Scarlatti al Vomero, e cos\u00ec  tutto ha inizio. Poi parto per il servizio militare in Marina, dove resto due anni, e dopo il congedo apro  un piccolo laboratorio alla Doganella, la zona del cimitero e dell\u2019aeroporto. \u00c8 il 1978 e qui Pulcinella diventa pi\u00f9 strutturato. Ne realizzo tanti in terracotta, ma alcuni in forno  si rompono e la cosa straordinaria \u00e8 che quei pezzi, che venivano rimessi insieme e che all\u2019epoca erano venduti dai rigattieri, oggi li ritrovo nei negozi di antiquariato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quand\u2019\u00e8 che,  da artigiano  diventa artista?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abL\u2019incontro con l\u2019editore  Gaetano Colonnese, che ha avuto un ruolo di rilievo nella vita culturale napoletana,  segna un&#8217;evoluzione,   traccia una rotta. Intanto apro  uno spazio a salita Arenella e arriva l\u2019attenzione di accademici e   intellettuali. Le mie sculture si fanno grandi, monumentali, sono in bronzo, alluminio,  ferro. La materia \u00e8 scavata  e assorbe lo spirito,  che poi  sar\u00e0 impresso anche su grandi tele. Entro cos\u00ec nella citt\u00e0 e divento quello che viene definito un artista di culto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dal 1997 \u00e8 nelle scuderie di Palazzo San Severo:  torna nel centro antico e il suo studio diventa tappa del Grand tour   dei  cultori dell\u2019arte contemporanea. Li ricorda tutti?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abImpossibile. Da me sono venuti Goffredo Fofi, Jean Noel Schifano,  Achille Bonito Oliva,  Woody Allen, D&#8217;Alema, i Barilla,  Claudia Cardinale, Scaparro, Luca De Filippo, Pino Daniele,  Re Juan Carlos, Cesare Romiti, Macron&#8230; Alcuni nomi, fra tantissimi, che  sono  il segno di una attenzione trasversale per opere in movimento. Tutti sono arrivati  alla ricerca dell\u2019identit\u00e0 di Napoli e  hanno incontrato la metamorfosi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abNon ho mai visto la mia anima, ma entrando nello studio di Lello ne ho almeno sentito l\u2019odore\u00bb&#8230;<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuesto lo disse  Massimo Troisi. C\u2019era un legame speciale fra noi. Per lui ho realizzato un busto di Pulcinella in bronzo e altre opere&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Lello Esposito: \u00abA 14 anni scappai dall\u2019orfanotrofio, con mille lire feci i primi Pulcinella e ora li ritrovo dagli antiquari. Ho ospitato Macron e Woody Allen\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a7a3ce1cadd7.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a7a3ce1cadd7.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel tempo Pulcinella \u00e8 stato copiato, \u00e8 diventato un prodotto di massa. Come si pone di fronte a questi emulatori?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSempre Troisi mi disse: \u201dSappi che   Napoli ti pu\u00f2 mangiare\u201d. E  io sono diventato nutrimento per la citt\u00e0.  Pulcinella ha  cominciato a morire e l\u2019ho donato a Napoli che, come New York, \u00e8 una citt\u00e0-mondo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un\u2019opera che la rappresenta pi\u00f9 di tutte?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAscesa negata. Pulcinella \u00e8 in fin di vita, legato a una scala da imbianchino, con il capo chino&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl Pulcinella a Purgatorio ad Arco, vicino ai teschi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un grande Pulcinella viaggiatore campeggia nella metropolitana di Napoli, c\u2019\u00e8 Parthenope per i 2.500 anni di Napoli, il corno della Reggia di Caserta..<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAlla  Reggia di Caserta  fu uno shock. Un corno di 13 metri  davanti al Palazzo Reale&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E gli occhi di San Gennaro al Cotugno nel periodo Covid?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUn simbolo per l\u2019ospedale dove allora si combatteva il Coronavirus e dove gli ammalati aspettavano un miracolo. Dal mio studio, dalle viscere del centro di Napoli, la statua emerse. Un busto in bronzo \u2014 alto oltre quattro metri e del peso di due tonnellate \u2014 che  comp\u00ec la sua salita fino all\u2019ospedale, in cammino verso l\u2019alto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Al Cotugno lavorava sua madre, quando finalmente trov\u00f2 un lavoro. Ha visto i suoi successi?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abS\u00ec&#8230; E le brillavano gli occhi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei viene da una famiglia numerosa, ma ha un unico figlio.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abEdoardo, laureato in Semeiotica,  ha 29 anni. Ha imboccato una strada diversa, ma  \u00e8 pienamente consapevole di quello che sono, della mia rivoluzione culturale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un\u2019opera alla Biennale di Venezia, due studi a New York, mostre in tutta Europa, negli Emirati Arabi, negli Stati Uniti, in Cina, in Giappone. Come \u00e8 riuscito a conquistare il mondo?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abForse parlando una lingua comprensibile a tutti, quella dell\u2019identit\u00e0. E facendo di tutto quello che ho visto nel mondo patrimonio culturale ed emotivo. Ricordo che nei miei primi viaggi cercavo gli spaghetti, la pizza&#8230; ora mangio i cibi del posto. Ci sono collezionisti delle mie opere ovunque e ho davvero girato tanto. Ma ci sono anche altri viaggi, quelli dentro gli uomini. Da 30 anni lavoro con i detenuti, fui inizialmente coinvolto da Bruno Garofalo e da Eduardo De Filippo.  Poi ho proseguito su questa strada: a Poggioreale ho un progetto da 5 anni\u00bb.<b><br \/><\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nella sua produzione ci sono richiami alla fine, come l\u2019Uovo teschio. Lei \u00e8 credente, ha paura della morte?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCredo. E  ho fatto miei i valori della religione: mi comporto bene, almeno credo. Della morte non ho paura, perch\u00e9 \u00e8 parte della vita. Voglio solo finire il mio lavoro e non andare via, come \u00e8 successo a  mio padre, lasciando cose in sospeso. A dicembre  scorso, per\u00f2, quando ho avuto problemi al cuore e  mi hanno impiantato due stent, la paura l\u2019ho sentita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Fra le sue opere ci sono i corni portafortuna: \u00e8 scaramantico?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNon \u00e8 vero ma ci credo. Lo diceva anche  Luca De Filippo che mi disse che il corno deve  avere tre R: rosso, regalato e rotto, riferendosi alla punta che \u00e8 spesso sbeccata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Raimondo de Sangro, il principe alchimista, faceva i suoi esperimenti nelle scuderie di piazza San Domenico. Si dice che in zona sia rimasto ad aleggiare il suo spirito: ne avverte mai la presenza?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSempre, fin da quando sono arrivato. Sento un vento sul viso, sulla pelle, che nessun altro avverte. Un soffio. E so che \u00e8 lui\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/napoli.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_mezzogior\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Napoli<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=50&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_mezzogior\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-10T23:38:32+02:00\">10 agosto 2026 ( modifica il 10 agosto 2026 | 23:38)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Anna Paola Merone \u00abTroisi mi disse: Napoli ti pu\u00f2 mangiare. 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