{"id":6275,"date":"2025-07-24T20:55:09","date_gmt":"2025-07-24T20:55:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/6275\/"},"modified":"2025-07-24T20:55:09","modified_gmt":"2025-07-24T20:55:09","slug":"saint-paul-de-vance-la-cittadina-dove-larte-del-900-si-e-fermata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/6275\/","title":{"rendered":"Saint-Paul de Vance: la cittadina dove l\u2019arte (del \u2019900) si \u00e8 fermata"},"content":{"rendered":"<p>da Saint-Paul de Vence<\/p>\n<p>Le due mostre in contemporanea alla Fondazione Maeght di Saint-Paul de Vence, quella della scultrice Barbara Hepworth e del fotografo Andr\u00e9 Ostier (rispettivamente sino al 2 novembre e al sette settembre) confermano ci\u00f2 che nel suo sessantennio ormai di vita l\u2019istituzione voluta da Marguerite e Aim\u00e9 Maeght ha sempre rivendicato: lo stretto connubio fra una creativit\u00e0 artistica e il legame amical-intellettuale degli artisti chiamati a esporre in quella sede cos\u00ec particolare. Le immagini fotografiche rimandano infatti a volti e nomi che sono un tutt\u2019uno con la Maeght, da Giacometti a Mir\u00f2, da Calder a Chagall, alla stessa Hepworth, le cui sculture in bronzo fanno bella mostra di s\u00e9 nelle sale non a caso intitolate a Braque o a Kandinskij, nonch\u00e9 agli stessi nomi prima ricordati. \u00c8 insomma una sorta di cerchio perfetto dove l\u2019inizio e la fine appartengono a una stessa linea che non sembra mai interrompersi, un hortus conclusus che da un lato simboleggia e in qualche modo rivendica la singolarit\u00e0 della Maeght, il suo \u00abnon essere un museo\u00bb come sottoline\u00f2 l\u2019allora ministro della Cultura Andr\u00e9 Malraux nel suo discorso inaugurale, l\u2019anno era il 1964, ma dall\u2019altro finisce con il sottolineare come quella singolarit\u00e0 si sia nel tempo estremizzata e fattasi avulsa rispetto alla realt\u00e0 che la circonda, non dinamo culturale in grado di irradiarsi sul panorama circostante, ma una sorta di unicum , questo s\u00ec museale, ovvero una cattedrale nel deserto per addetti ai lavori nonch\u00e9 per turisti pi\u00f9 o meno acculturati.<\/p>\n<p>Vediamo di spiegarci meglio. In quel 1964 in cui la Maeght apr\u00ec le sue porte, Saint-Paul de Vence era ancora una cittadina cinta dalle sue mura cinquecentesche dove si potevano vedere per strada Jacques Prevert, poeta e sceneggiatore, che ne aveva fatto la sua residenza, Yves Montand e Simone Signoret, che si erano sposati nel locale municipio, scrittrici come Fran\u00e7oise Sagan, musicisti come Joseph Kosma, registi come Michel Carn\u00e9, attori come Jean Gabin, Jean-Paul Belmondo, Lino Ventura&#8230; Era un\u2019onda lunga cominciata gi\u00e0 alla fine degli anni Quaranta e irrobustitasi nel decennio successivo quando La Colombe d\u2019or, aperta da Paul e Titine Roux, diveniva sempre pi\u00f9 il luogo preferito di artisti come Dufy, L\u00e9ger, Segonzac, Signac che spesso pagavano vitto e alloggio con un quadro&#8230;<\/p>\n<p>L\u2019essere in collina, ma non lontano dal mare, Antibes, Cagnes- sur-Mer, il clima mite del Midi, ne faceva una sorta di oasi dove il tempo era scandito dalle partite di bocce nella place Charles de Gaulle, subito sotto le mura, fra una pastis al Caf\u00e9 de la Place e un ravioli-ni\u00e7oise al ristorante Le Tilleul, dove si mangiava all\u2019ombra del gigantesco quanto maestoso tiglio che gli aveva dato il nome.<\/p>\n<p>La fondazione Maeght nacque insomma in quello che sembrava essere un terreno culturalmente fertile, dove non era insolito vedere l\u2019editore Claude Galllimard curiosare fra gli scaffali della piccola ma ben fornita libreria lungo la stradina principale che arrivava sino al cimitero di Saint-Paul de Vence che nel 1985 Marc Chagall avrebbe scelto come sua ultima dimora terrena.<\/p>\n<p>Aim\u00e9 e Marguerite Maeght si erano conosciuti ventenni, a Cannes, alla fine degli anni Venti: lei figlia di ricchi commercianti, lui cromista-litografo. Sposatisi, Aim\u00e9 aveva messo su una tipografia, Marguerite un negozio di radio dove erano in vendita anche mobili disegnati dal marito, che aveva studiato all\u2019Istituto di Belle arti di N\u00eemes. L\u2019amicizia con Pierre Bonnard e pi\u00f9 tardi con Henri Matisse, che vivevano non lontano da Cannes, a Le Cannet il primo, a Vence il secondo, spinger\u00e0 subito dopo la fine della guerra Aim\u00e9 Maeght a fare il salto e a consacrarsi al mestiere di mercante d\u2019arte. \u00c8 del dicembre 1945 l\u2019apertura a Parigi della Galerie Maeght, a cui viene ben presto abbinata la rivista Derri\u00e8re le miroir , dove pubblica Aragon, Eluard, Ren\u00e9 Char&#8230; Nel 1947, l\u2019Exposition internationale du surr\u00e9alisme, curata da Andr\u00e9 Breton e Marcel Duchamp, impone la galleria nel mondo artistico parigino e da Derain a Giacometti e in seguito a Calder la cerchia di artisti- amici di Aim\u00e9 e Marguerite Maeght si fa sempre pi\u00f9 prestigiosa.<\/p>\n<p>Nel 1953, un grave lutto colpisce la coppia, la morte per leucemia del loro secondogenito, Bernard. I due lasciano Parigi e si rifugiano a Saint-Paul de Vence, dove anni prima avevano comprato una casa per le vacanze. \u00c8 qui che, come racconter\u00e0 Aim\u00e9, Georges Braque gli suggerisce di non lasciarsi abbattere e di creare un qualcosa che, nel nome dell\u2019arte, sia un tributo alla memoria del figlio. Se lo fai, rafforza il suggerimento Fernand L\u00e9ger, \u00abvengo con tutti i miei attrezzi e ti dipingo anche i massi, le rocce\u00bb&#8230;<\/p>\n<p>Un viaggio negli Stati Uniti, a visitare le grandi fondazioni d\u2019arte americane, Barnes, Phillips, Guggheneim, apre gli occhi a Marguerite e Aim\u00e9 Maeght su ci\u00f2 che non dovr\u00e0 essere la loro creazione, la conoscenza di Josep Llu\u00eds Sert, che ha appena realizzato l\u2019atelier Joan Mir\u00f3 a Palma de Maiorca, gli fa capire il tipo di architettura perfetto per il loro progetto. Tornati a Saint-Paul, durante una passeggiata in collina, appena fuori dalla cittadina, l\u2019imbattersi nelle rovine dell\u2019antica cappella dedicata a Saint Bernard, lo stesso nome del figlio scomparso, appare loro come un segno del destino. Nel 1960, Sert inaugura proprio l\u00ec il cantiere e tutti gli artisti amici si industriano per arricchire gli spazi interni ed esterni che sorgeranno: terrazze, impluvi per i bacini d\u2019acqua, sale espositive. \u00c8 di Mir\u00f3 il Labyrinth , sculture monumentali e opere murali in marmo, ferro, ceramica, che si snoda nel giardino; \u00e8 di Braque il mosaico ittico del patio; sono di Giacometti le figure filiformi della corte; \u00e8 un regalo di Balenciaga il Cristo medievale in legno che si staglia nella chiesetta ricostruita&#8230;<\/p>\n<p>Nel luglio del 1964, come gi\u00e0 ricordato, Andr\u00e9 Malraux tiene a battesimo quella che \u00e8 ufficialmente la fondazione Maeght, una sorta di galleria a cielo aperto e, come egli stesso puntualizza, \u00abqualcosa che non \u00e8 in alcun modo un palazzo, in alcun modo un luogo di esposizione e, diciamolo subito, perch\u00e9 il malinteso andr\u00e0 crescendo e imbellendosi, in alcun modo un museo\u00bb. Come era accaduto per la pipa di Duchamp, \u00ab ceci &#8211; aggiunge ironico lo scrittore e ministro &#8211; n\u2019est-as un Mus\u00e9e \u00bb&#8230;<\/p>\n<p>Scomparsi i suoi fondatori, nel 1972 Marguerite, quattro anni dopo Aim\u00e9, \u00e8 il figlio primogenito Adrien a essere da allora il presidente. Sotto di lui ci sono state un centinaio di mostre, l\u2019apertura di nuove sale, un patrimonio arrivato alle 13mila opere e a 40mila libri d\u2019arte, frutto di doni, acquisizioni, lasciti degli stessi artisti.<\/p>\n<p>Eppure, a distanza di sessant\u2019anni, \u00e8 come se a essersi ristretto sia stato il paesaggio artistico-culturale di Saint-Paul de Vence. Le gallerie d\u2019arte che lo punteggiano sono ripetitive quanto commerciali nel gusto e nelle offerte, le botteghe artigiane si sono rarefatte e offrono soprattutto paccottiglia turistica, non c\u2019\u00e8 nemmeno una libreria, la Colombe d\u2019or \u00e8 una colonia di avventori d\u2019oltreoceano&#8230; La stessa modernit\u00e0 artistica tende all\u2019invecchiamento, perch\u00e9 dopo aver sperimentato tutto \u00e8 difficile trovare qualcosa di nuovo e, va da s\u00e9, i Mir\u00f3, i Braque, i L\u00e9ger non spuntano a ogni angolo di strada.\n<\/p>\n<p> Persino le grandi installazioni presenti a rotazione alla Fondazione danno un senso di d\u00e9j\u00e0 vu , di esaurimento, un nuovo che ha il sapore dell\u2019usato. Viene in mente quella frase di Ennio Flaiano: \u00abNon comprate arte contemporanea. Fatevela da soli\u00bb&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"da Saint-Paul de Vence Le due mostre in contemporanea alla Fondazione Maeght di Saint-Paul de Vence, quella della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":6276,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,3943],"class_list":{"0":"post-6275","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-museo"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6275","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6275"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6275\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6276"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6275"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6275"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6275"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}