{"id":628102,"date":"2026-08-11T17:10:17","date_gmt":"2026-08-11T17:10:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/628102\/"},"modified":"2026-08-11T17:10:17","modified_gmt":"2026-08-11T17:10:17","slug":"nvidia-alleanza-da-500-miliardi-con-wall-street-huang-cosi-finanziamo-le-fabbriche-di-ai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/628102\/","title":{"rendered":"Nvidia, alleanza da 500 miliardi con Wall Street, Huang: \u00abCos\u00ec finanziamo le fabbriche di AI\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Accordo con Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR per mobilitare oltre 500 miliardi per finanziare la corsa all\u2019AI. Nvidia garantirebbe fino a 125 miliardi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nvidia ha cominciato costruendo chip. Adesso vuole contribuire a finanziare anche le infrastrutture nelle quali quei chip saranno installati. \u00c8 questo il senso della <b>maxi-alleanza annunciata dal gruppo di Jensen Huang con sei colossi della finanza mondiale<\/b>\u00a0(Apollo Global Management, BlackRock, Blackstone, Brookfield Asset Management, Goldman Sachs e KKR) con l\u2019obiettivo di <b>mobilitare nel tempo oltre 500 miliardi di dollari di capitali di terzi<\/b> per sostenere la costruzione delle infrastrutture necessarie all\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una cifra enorme, che richiede per\u00f2 una precisazione. Non si tratta di un fondo da 500 miliardi gi\u00e0 costituito, n\u00e9 di denaro destinato direttamente a Nvidia. Per ora sono stati firmati memorandum d\u2019intesa e non sono stati comunicati n\u00e9 gli impegni finanziari dei singoli partner n\u00e9 i tempi nei quali il capitale sar\u00e0 mobilitato. <b>I sei gruppi dovranno collaborare con Nvidia alla creazione di piattaforme finanziarie indipendenti e pool dedicati di capitale attraverso i quali offrire finanziamenti su larga scala e a condizioni competitive ai clienti dell\u2019ecosistema Nvidia<\/b>: dai grandi laboratori che sviluppano i modelli di frontiera alle imprese e ai cloud provider.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Come funzioner\u00e0 il meccanismo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il meccanismo, semplificando, funziona cos\u00ec: i grandi gruppi finanziari creeranno pool alimentati da capitali di terzi e destinati a finanziare chi costruisce o utilizza le \u00abfabbriche dell\u2019AI\u00bb, dai data center ai cloud provider fino ai grandi laboratori di intelligenza artificiale. <b>Nvidia fornir\u00e0 la tecnologia attorno alla quale vengono costruite queste infrastrutture e potr\u00e0 anche assumersi una parte del rischio delle operazioni<\/b>. I clienti potranno cos\u00ec accedere ai capitali necessari per costruire i data center e acquistare la capacit\u00e0 di calcolo, mentre per i grandi investitori istituzionali si aprir\u00e0 una nuova categoria di investimenti di lungo periodo legati all\u2019utilizzo delle infrastrutture AI. La struttura precisa dei singoli finanziamenti deve per\u00f2 ancora essere definita.<\/p>\n<p>    Huang:\u00a0\u00abOra creiamo le fabbriche di AI\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nvidia, infatti, non rester\u00e0 necessariamente soltanto alla finestra<b>. Jensen Huang ha spiegato che la societ\u00e0 avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di fornire garanzie fino a 125 miliardi di dollari, equivalenti al 25% delle potenziali operazioni<\/b>. Un elemento che rende ancora pi\u00f9 evidente il salto di ruolo del gruppo: non pi\u00f9 soltanto fornitore della tecnologia sulla quale gira gran parte dell\u2019intelligenza artificiale, ma anche uno dei soggetti che contribuiscono a rendere finanziabile la costruzione delle infrastrutture necessarie a utilizzarla.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAbbiamo iniziato costruendo chip; oggi stiamo contribuendo a creare una nuova categoria di infrastrutture produttive e investibili: le fabbriche di AI\u00bb, ha spiegato Huang annunciando l\u2019operazione.<b> L\u2019idea \u00e8 trasformare la capacit\u00e0 di calcolo in una vera e propria classe di investimento capace di attrarre i capitali di fondi, assicurazioni e investitori istituzionali<\/b>. Nvidia sostiene che le sue infrastrutture di calcolo possano prestarsi a questo modello perch\u00e9 utilizzabili da clienti e operatori diversi e perch\u00e9 il software Cuda ne prolunga nel tempo la vita economica.<\/p>\n<p>    Il nodo dei grandi datacenter<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il punto \u00e8 che il vero limite alla corsa all\u2019intelligenza artificiale non \u00e8 pi\u00f9 soltanto la disponibilit\u00e0 dei semiconduttori pi\u00f9 avanzati. <b>Per far funzionare milioni di processori servono data center giganteschi, reti e centrali elettriche per alimentarli e soprattutto quantit\u00e0 di capitale difficilmente sostenibili con le sole risorse delle aziende tecnologiche<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo Morgan Stanley, <b>tra il 2025 e il 2028 la costruzione dei data center a livello globale richieder\u00e0 circa 2.900 miliardi di dollari<\/b>. Di questi, 1.400 miliardi potrebbero essere coperti dai flussi di cassa degli hyperscaler, mentre circa 800 miliardi rappresenterebbero un\u2019opportunit\u00e0 per il private credit e altre forme di finanziamento attraverso asset e joint venture. Altri 200 miliardi dovrebbero arrivare dal debito societario, 150 miliardi dal credito cartolarizzato e circa 350 miliardi prevalentemente da private equity, venture capital e fondi sovrani.<\/p>\n<p>    Obiettivo: rendere pi\u00f9 facile finanziare i data center<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 dentro questa gigantesca domanda di capitale che va letta la mossa di Nvidia. <b>Rendere pi\u00f9 facile il finanziamento di un data center significa infatti consentire ai suoi proprietari di acquistare la potenza di calcolo necessaria per riempirlo<\/b>. E gran parte di quella potenza di calcolo continua a essere fornita proprio da Nvidia. Non a caso la societ\u00e0 dice esplicitamente che le nuove piattaforme dovranno sostenere la crescita del proprio ecosistema sia attraverso le vendite di hardware sia attraverso l\u2019adozione del software.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le dimensioni raggiunte dal gruppo aiutano a comprendere la portata dell\u2019operazione. <b>Nell\u2019esercizio fiscale terminato il 25 gennaio 2026 Nvidia ha registrato 215,9 miliardi di dollari di ricavi<\/b>, il 65% in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente. Di questi, 193,7 miliardi sono arrivati dal business dei data center, cresciuto del 68% in dodici mesi.<\/p>\n<p>    Il\u00a0\u00abcircular financing\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma proprio la crescente sovrapposizione tra chi produce i chip, chi costruisce i data center, chi sviluppa i modelli di intelligenza artificiale e chi finanzia l\u2019intero sistema sta alimentando il dibattito sul cosiddetto \u00ab<b>circular financing<\/b>\u00bb, il finanziamento circolare dell\u2019AI. Il meccanismo \u00e8 semplice: Nvidia investe nelle societ\u00e0 che sviluppano l\u2019intelligenza artificiale o contribuisce a rendere finanziabili le infrastrutture che queste utilizzano; quelle stesse societ\u00e0 impiegano poi parte del capitale per acquistare direttamente o indirettamente sistemi basati sui processori Nvidia. Non significa che tutte queste operazioni siano finanziamenti circolari in senso stretto, ma aumenta l\u2019interdipendenza tra il produttore di chip e i suoi clienti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il precedente pi\u00f9 importante riguarda OpenAI<\/b>. Nel settembre 2025 le due societ\u00e0 hanno annunciato una partnership per installare almeno 10 gigawatt di sistemi Nvidia, equivalenti a milioni di Gpu, destinati alla nuova infrastruttura di OpenAI. Per sostenere il progetto Nvidia ha dichiarato l\u2019intenzione di investire fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI, progressivamente, man mano che la nuova capacit\u00e0 verr\u00e0 installata. Il primo gigawatt dovrebbe entrare in funzione nella seconda met\u00e0 del 2026.<\/p>\n<p>    Nvidia e OpenAI<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E non \u00e8 tutto. Secondo quanto rivelato a fine luglio dal Wall Street Journal, <b>Nvidia \u00e8 in trattative per fornire una garanzia finanziaria di circa 250 miliardi di dollari a OpenAI <\/b>nell\u2019ambito di un gigantesco progetto di data center nel sud dell\u2019Ohio sviluppato dalla controllata energetica di SoftBank. La garanzia dovrebbe aiutare OpenAI ad affittare una capacit\u00e0 complessiva di 10 gigawatt. Il progetto, chip compresi, potrebbe superare i 500 miliardi di dollari di costo. Si tratta, \u00e8 bene sottolinearlo, di trattative e non di un accordo concluso.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il modello pu\u00f2 funzionare come un potente acceleratore.<b> Wall Street mette a disposizione il capitale, vengono costruiti i data center, le nuove infrastrutture acquistano sistemi di calcolo e la maggiore capacit\u00e0 disponibile permette alle societ\u00e0 di AI di espandersi ulteriorment<\/b>e. Ma proprio questa interdipendenza pone una questione destinata ad accompagnare la crescita del settore: che cosa accadrebbe se i ricavi generati dall\u2019intelligenza artificiale non crescessero abbastanza rapidamente da giustificare investimenti di queste dimensioni?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il mercato, per il momento, ha accolto la notizia con prudenza.<b> Luned\u00ec 10 agosto il titolo Nvidia ha chiuso in calo del 2,9%<\/b>, in una seduta negativa anche per il Nasdaq, che ha perso circa lo 0,3%. Il movimento di Nvidia non pu\u00f2 quindi essere attribuito automaticamente all\u2019annuncio dell\u2019accordo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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