{"id":629476,"date":"2026-08-12T18:08:16","date_gmt":"2026-08-12T18:08:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/629476\/"},"modified":"2026-08-12T18:08:16","modified_gmt":"2026-08-12T18:08:16","slug":"prostata-la-nuova-frontiera-e-lasse-con-lintestino-ecco-come-intervenire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/629476\/","title":{"rendered":"Prostata, la nuova frontiera \u00e8 l\u2019asse con l&#8217;intestino. Ecco come intervenire"},"content":{"rendered":"<p>Non soltanto et\u00e0, ormoni e PSA. Le ricerche del 2026 stanno studiando un protagonista finora quasi ignorato nella salute prostatica: <strong>il microbioma<\/strong>. <strong>Batteri intestinali, metaboliti che circolano nel sangue e microrganismi delle vie urinarie<\/strong> potrebbero contribuire a creare un ambiente favorevole o sfavorevole alla prostata. Una nuova ipotesi che riguarda non soltanto il tumore, ma anche <strong>iperplasia benigna<\/strong> e <strong>prostatiti<\/strong>. Ma attenzione: siamo ancora lontani dal poter prescrivere <strong>probiotici<\/strong> per \u201c<strong>curare la prostata<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un organo abbastanza lontano dalla prostata che potrebbe avere qualcosa da dire sulla sua salute: <strong>l&#8217;intestino<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 una delle frontiere pi\u00f9 insolite dell&#8217;urologia contemporanea e nel 2026 ha ricevuto nuova attenzione scientifica. Il concetto emergente \u00e8 quello di un vero e proprio <strong>asse intestino-prostata<\/strong>, una rete attraverso la quale <strong>microbi, loro metaboliti, sistema immunitario e infiammazione<\/strong> potrebbero influenzare ci\u00f2 che accade nella ghiandola prostatica.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 pi\u00f9 interessante \u00e8 che il fenomeno non viene pi\u00f9 studiato soltanto nel carcinoma. Una review pubblicata nel maggio 2026 su <strong>Oncogene<\/strong> ha esaminato il <strong>microbioma lungo l&#8217;intero continuum delle patologie prostatiche<\/strong>: dalla <strong>prostata sana<\/strong> all&#8217;<strong>iperplasia prostatica benigna<\/strong>, dalle <strong>prostatiti<\/strong> e <strong>sindromi dolorose pelviche<\/strong> fino al <strong>carcinoma<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 un <strong>cambiamento di prospettiva importante<\/strong>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 per decenni abbiamo guardato alla prostata <strong>quasi esclusivamente dall&#8217;interno<\/strong>. Ora i ricercatori stanno cominciando a chiedersi quanto possa essere <strong>condizionata da ci\u00f2 che succede altrove nell&#8217;organismo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Non serve che i batteri arrivino fisicamente nella prostata<\/strong><\/p>\n<p>Qui arriva la prima sorpresa. Quando si parla di <strong>microbioma prostatico<\/strong> si potrebbe immaginare una colonia di batteri che dall&#8217;intestino raggiunge la ghiandola. Il <strong>meccanismo ipotizzato<\/strong> \u00e8 molto pi\u00f9 complesso. Gli autori della review di Oncogene propongono di considerare le influenze microbiche sulla prostata come <strong>flussi convergenti<\/strong>: <strong>metaboliti prodotti dai batteri intestinali<\/strong> possono entrare nella circolazione, il <strong>microbiota<\/strong> pu\u00f2 influenzare la <strong>regolazione immunitaria<\/strong> e prodotti microbici provenienti dalle <strong>basse vie urinarie<\/strong> possono rappresentare un&#8217;altra fonte di stimolo. In altre parole, <strong>l&#8217;intestino potrebbe &#8220;parlare&#8221; alla prostata<\/strong> senza bisogno che un determinato batterio vi si stabilisca permanentemente.<\/p>\n<p>\u00c8 lo stesso principio generale che ha reso popolari altri assi biologici, come quello <strong>intestino-cervello<\/strong>. Il possibile ponte si chiama <strong>infiammazione<\/strong>. Il grande intermediario potrebbe essere la <strong>infiammazione cronica<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;intestino contiene <strong>trilioni di microrganismi<\/strong> che partecipano alla digestione, producono metaboliti e interagiscono continuamente con il sistema immunitario. Quando composizione e funzioni di questo ecosistema cambiano, possono modificarsi anche le molecole che entrano nella circolazione. Alcuni <strong>metaboliti microbici<\/strong> possono esercitare effetti favorevoli, altri potrebbero contribuire a un ambiente <strong>pro-infiammatorio<\/strong>. Ed \u00e8 proprio la <strong>infiammazione<\/strong> uno dei fenomeni studiati da anni nelle malattie prostatiche. Questo non significa che una <strong>prostatite<\/strong> provochi inevitabilmente un <strong>tumore<\/strong>, n\u00e9 che l&#8217;<strong>iperplasia prostatica benigna<\/strong> si trasformi in <strong>carcinoma<\/strong>. Sono patologie differenti. Significa che <strong>infiammazione, immunit\u00e0 e microambiente tissutale<\/strong> potrebbero rappresentare alcuni dei territori biologici sui quali queste condizioni, pur diverse, possono incrociarsi.<\/p>\n<p><strong>Anche la prostata ingrossata<\/strong> entra nella storia. Ed \u00e8 probabilmente questo uno degli aspetti meno conosciuti. <strong>L&#8217;iperplasia prostatica benigna<\/strong> interessa una quota crescente degli uomini con l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0. La prostata aumenta di volume e pu\u00f2 comprimere l&#8217;uretra provocando <strong>getto urinario debole, difficolt\u00e0 a iniziare la minzione, necessit\u00e0 di urinare frequentemente e risvegli notturni<\/strong>. La nuova ricerca sta cercando di capire se anche in questa condizione esistano caratteristiche particolari del <strong>microbioma urinario o intestinale<\/strong>. La review di Oncogene sottolinea per\u00f2 un problema importante: i risultati degli studi non sono ancora sufficientemente uniformi da permettere di identificare una vera e propria <strong>&#8220;firma batterica&#8221; dell&#8217;iperplasia prostatica<\/strong>. Quindi oggi non esiste un <strong>test del microbiota<\/strong> capace di dire se una prostata si ingrosser\u00e0. Ma la domanda scientifica \u00e8 ormai aperta.<\/p>\n<p><strong>Il tumore \u00e8 il campo pi\u00f9 studiato.<\/strong> \u00c8 nel <strong>carcinoma prostatico<\/strong> che le evidenze sono pi\u00f9 numerose. Una grande review pubblicata nel gennaio 2026 su npj Biofilms and Microbiomes ha analizzato i microrganismi provenienti da intestino, vie urinarie, cute, cavit\u00e0 orale e microambiente tumorale, studiando le possibili relazioni con insorgenza, progressione e risposta alle terapie del carcinoma prostatico. La conclusione \u00e8 affascinante ma prudente: esistono <strong>associazioni interessanti<\/strong>, ma il <strong>rapporto causale<\/strong> resta ancora poco compreso. \u00c8 una distinzione fondamentale. Trovare determinati batteri pi\u00f9 frequentemente nei pazienti oncologici non significa dimostrare che siano stati quei batteri a provocare il tumore. Potrebbe accadere anche il contrario: la malattia, i farmaci, l&#8217;alimentazione o il metabolismo del paziente potrebbero modificare il microbioma.<\/p>\n<p><strong>I batteri potrebbero perfino interferire con gli ormoni.<\/strong> Il carcinoma della prostata \u00e8 fortemente legato alla <strong>segnalazione degli androgeni<\/strong>. Per questo, nelle forme avanzate, uno dei cardini terapeutici consiste nel ridurre l&#8217;attivit\u00e0 ormonale che sostiene la crescita delle cellule tumorali. Ed \u00e8 proprio qui che il <strong>microbioma<\/strong> diventa ancora pi\u00f9 interessante. Alcuni <strong>batteri intestinali<\/strong> possiedono capacit\u00e0 metaboliche in grado di intervenire su molecole steroidee e altri <strong>metaboliti<\/strong>. Le ricerche stanno quindi valutando se particolari configurazioni del microbiota possano influenzare indirettamente anche la disponibilit\u00e0 di molecole coinvolte nella segnalazione androgenica. Una review del maggio 2026 ha fatto un ulteriore passo, concentrandosi sul possibile rapporto tra <strong>microbiota intestinale, metaboliti e resistenza ai farmaci<\/strong> nel carcinoma prostatico avanzato.<\/p>\n<p><strong>Non siamo ancora davanti a una terapia.<\/strong> Ma si intravede una possibilit\u00e0: in futuro conoscere il microbioma potrebbe contribuire a spiegare perch\u00e9 due tumori apparentemente simili rispondano diversamente allo stesso trattamento. E allora cosa c&#8217;entra quello che mangiamo? <strong>Molto<\/strong>, almeno sul piano biologico. La <strong>dieta<\/strong> \u00e8 uno dei principali fattori capaci di modificare composizione e attivit\u00e0 metabolica del microbiota intestinale. Fibre e alimenti vegetali favoriscono substrati dai quali determinati microrganismi possono produrre metaboliti biologicamente attivi. Una dieta occidentale ricca di alimenti ultraprocessati, grassi saturi e povera di fibre pu\u00f2 invece associarsi a configurazioni microbiche differenti. Le review del 2026 stanno quindi studiando <strong>alimentazione, prebiotici, probiotici, postbiotici e trapianto di microbiota<\/strong> come possibili strumenti sperimentali per modificare l&#8217;asse intestino-prostata. La parola decisiva, per\u00f2, \u00e8 <strong>sperimentali<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Probiotici contro il tumore? Non ancora<\/strong> Non \u00e8 necessario evitare il salto che trasforma una ricerca interessante in una falsa promessa. <strong>Non esiste attualmente un probiotico che possa essere raccomandato per prevenire o curare il carcinoma della prostata.<\/strong> <strong>Non esiste neppure una dieta capace di sostituire sorveglianza attiva, chirurgia, radioterapia o trattamenti farmacologici quando questi sono indicati.<\/strong> Sono per\u00f2 in corso <strong>studi clinici<\/strong> che cercano di capire se intervenire sul microbioma possa diventare un complemento alle terapie convenzionali. Una review del 2026 censisce proprio sperimentazioni riguardanti dieta, probiotici e altre strategie microbioma-dirette. Un trial presentato nel 2026 ha inoltre studiato una dieta integrale prevalentemente vegetale in uomini con carcinoma prostatico sottoposti a terapia di deprivazione androgenica: sono stati osservati <strong>miglioramenti di peso e composizione corporea<\/strong>, mentre le analisi su microbiota, metaboliti e marcatori metabolico-infiammatori erano ancora in corso al momento della comunicazione dei risultati.<\/p>\n<p><strong>La prostata potrebbe diventare un organo &#8220;di sistema&#8221;<\/strong> \u00c8 forse questa la vera novit\u00e0. La cardiologia ha imparato da tempo che il cuore non pu\u00f2 essere separato da metabolismo, rene e infiammazione. Le neuroscienze stanno facendo qualcosa di simile con il cervello. Ora potrebbe accadere anche per la prostata. <strong>Et\u00e0, familiarit\u00e0, genetica e ormoni continueranno ad avere un ruolo fondamentale.<\/strong> Il <strong>PSA<\/strong> continuer\u00e0 a essere utilizzato e la <strong>risonanza multiparametrica<\/strong> rimarr\u00e0 centrale nel percorso diagnostico quando indicata. Ma accanto a questi strumenti potrebbe aggiungersi progressivamente una visione pi\u00f9 ampia nella quale entrano <strong>microbioma, metabolismo, immunit\u00e0 e infiammazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cosa pu\u00f2 fare oggi un uomo<\/strong> <strong>Non serve correre ad acquistare un test commerciale del microbiota per sapere come sta la prostata.<\/strong> Allo stato attuale delle conoscenze non avrebbe questo significato diagnostico. Molto pi\u00f9 utile \u00e8 non ignorare i sintomi urinari, soprattutto quando compaiono dopo i 50 anni: <strong>getto che perde forza, difficolt\u00e0 a iniziare la minzione, sensazione di non aver svuotato completamente la vescica, bisogno frequente di urinare o numerosi risvegli notturni<\/strong> meritano una valutazione. Anche il PSA non dovrebbe essere interpretato isolatamente n\u00e9 trasformato automaticamente in una diagnosi di tumore. <strong>Et\u00e0, volume prostatico, andamento del PSA nel tempo, esplorazione clinica, familiarit\u00e0 e, quando indicato, risonanza contribuiscono a costruire il rischio individuale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il futuro: un&#8217;impronta microbica della prostata?<\/strong> \u00c8 la domanda pi\u00f9 affascinante. Potremmo un giorno utilizzare una combinazione di batteri e metaboliti presenti nell&#8217;intestino o nelle urine come una sorta di impronta biologica capace di distinguere una prostata sana da una prostata infiammata, iperplastica o interessata da un tumore aggressivo? <strong>Per ora la risposta \u00e8: non lo sappiamo.<\/strong> Le popolazioni microbiche variano enormemente tra individui, Paesi, alimentazioni, et\u00e0 e terapie. Anche le tecniche utilizzate per raccogliere e analizzare i campioni possono produrre risultati differenti. Prima di trasformare queste informazioni in test clinici serviranno <strong>studi prospettici, standardizzati e condotti su popolazioni numerose.<\/strong> Ma la direzione della ricerca \u00e8 ormai chiara. <strong>La prostata potrebbe essere molto meno isolata di quanto abbiamo creduto.<\/strong> E forse, per capire perch\u00e9 si infiamma, cresce o sviluppa un tumore, in futuro l&#8217;urologo dovr\u00e0 guardare qualche centimetro pi\u00f9 in alto, verso l&#8217;intestino.<\/p>\n<p><strong>Cosa sappiamo e cosa non \u00e8 ancora dimostrato<\/strong> <strong>Sappiamo che intestino, apparato urinario e prostata ospitano o vengono esposti a comunit\u00e0 e prodotti microbici<\/strong> e che diversi studi hanno trovato associazioni tra microbioma e patologie prostatiche. Esistono inoltre meccanismi biologicamente plausibili che coinvolgono infiammazione, immunit\u00e0, metaboliti e segnalazione ormonale. <strong>Non \u00e8 ancora dimostrato che una specifica disbiosi causi nell&#8217;uomo iperplasia o carcinoma prostatico, n\u00e9 che modificare il microbiota con probiotici o integratori prevenga il tumore.<\/strong> Per questo i risultati non devono essere utilizzati per proporre terapie fai-da-te.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia essenziale<\/strong><\/p>\n<p>Cheng B. et al., The microbiome across the prostate disease continuum: from health and BPH to prostatitis\/CPPS and cancer, Oncogene, 2026.<\/p>\n<p>Du X. et al., Unraveling the microbial landscape in prostate cancer: pathogenesis to therapy, npj Biofilms and Microbiomes, 2026.<\/p>\n<p>Huang J. et al., The Role of Gut Microbiome in Prostate Cancer: Current Evidence and Emerging Opportunities, Cancers, 2026.<\/p>\n<p>Song J. et al., Gut microbiota and its metabolites: Key factors of drug resistance in the treatment of advanced prostate cancer, Molecular Medicine Reports, 2026.<\/p>\n<p>Jacobs N. et al., trial su dieta vegetale integrale negli uomini con carcinoma prostatico in terapia androgeno-deprivativa, Journal of Clinical Oncology, ASCO 2026.<br \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/WhatsApp_Image_2026-08-12_at_16.11.44_(1)-1786545655382.webp\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" caption=\"false\"\/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non soltanto et\u00e0, ormoni e PSA. 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