{"id":629869,"date":"2026-08-13T00:50:21","date_gmt":"2026-08-13T00:50:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/629869\/"},"modified":"2026-08-13T00:50:21","modified_gmt":"2026-08-13T00:50:21","slug":"totem-automobili-la-visione-di-riccardo-quaggio-litalia-puo-ancora-costruire-il-futuro-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/629869\/","title":{"rendered":"Totem Automobili, la visione di Riccardo Quaggio: \u201cL\u2019Italia pu\u00f2 ancora costruire il futuro\u201d &#8211; News"},"content":{"rendered":"<p>\n            \u2028A soli 31 anni Riccardo Quaggio ha trasformato un\u2019idea nata quasi per gioco in Totem Automobili, una piccola casa automobilistica veneta capace di reinterpretare il mito della Gran Turismo italiana attraverso tecnologia, artigianato e design. Dalla prima Alfa GT acquistata come un \u201ccadavere\u201d alla produzione di vetture da circa 700 mila euro, Quaggio racconta una storia fatta di sacrifici, creativit\u00e0 e ostinazione, ma anche una riflessione pi\u00f9 ampia sul futuro dell\u2019industria italiana, sul rapporto tra artigianato e tecnologia e sulla necessit\u00e0 di tornare a investire nelle nuove generazioni\n        <\/p>\n<p>              12 agosto 2026<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un modo semplice per capire quanto sia fuori dall\u2019ordinario la <strong>storia di <a href=\"https:\/\/www.automoto.it\/news\/totem-automobili-svela-la-zeal01-la-gt-electric-numero-18-va-in-california.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Totem Automobili<\/a><\/strong>: partire dal suo fondatore. <strong>Riccardo Quaggio ha 31 anni<\/strong> e guida una realt\u00e0 che, a tutti gli effetti, \u00e8 una casa automobilistica. Non una startup nata in un moderno incubatore, n\u00e9 un progetto sostenuto fin dall\u2019inizio da grandi investitori. <strong>Totem<\/strong> \u00e8 cresciuta nel <strong>Trevigiano<\/strong> partendo praticamente dal nulla, da un garage improvvisato, da una <strong>vecchia Alfa GT <\/strong>acquistata per poche migliaia di euro e da un ragazzo che, per finanziare il proprio sogno, la sera faceva il barista. Oggi <strong>Totem<\/strong> conta circa <strong>25 persone<\/strong>, ha superato le prime due decine di vetture costruite e realizza automobili dal prezzo di circa <strong>700 mila euro<\/strong>.<\/p>\n<p>La protagonista \u00e8 una reinterpretazione radicale della<strong> Gran Turismo italiana degli anni Sessanta<\/strong>: una vettura che conserva il fascino delle forme del passato ma le trasforma attraverso un progetto completamente nuovo, con <strong>telaio<\/strong>, <strong>motore<\/strong>, <strong>sospensioni<\/strong>, <strong>componentistica<\/strong> e <strong>carrozzeria<\/strong> sviluppati con una filosofia quasi sartoriale. La storia di <strong>Quaggio<\/strong>, per\u00f2, non parla soltanto di automobili. Parla soprattutto di cosa significhi provare a costruire qualcosa in Italia quando si \u00e8 giovani, di quanto sia difficile trovare capitali e competenze, ma anche di quanto il patrimonio italiano di design, bellezza e artigianato possa ancora rappresentare un vantaggio competitivo.<\/p>\n<p>            Dall\u2019Alfa GT comprata per 4.000 euro a una nuova casa automobilistica<\/p>\n<p>L\u2019idea iniziale era molto pi\u00f9 semplice di quello che <strong>Totem<\/strong> \u00e8 diventata. Quaggio, che aveva lavorato come designer in <strong>Alfa Romeo<\/strong>, voleva modificare alcuni dettagli dell\u2019<strong>Alfa GT<\/strong> per renderla pi\u00f9 moderna. Guardava a ci\u00f2 che facevano realt\u00e0 come <strong>Singer<\/strong> negli <strong>Stati Uniti<\/strong> e pensava di poter intervenire su pochi elementi per dare nuova vita a un\u2019automobile gi\u00e0 bellissima. Il progetto, per\u00f2, gli \u00e8 rapidamente sfuggito di mano. L\u2019<strong>Alfa GT<\/strong> dalla quale \u00e8 partito era stata acquistata per circa <strong>4.000 euro<\/strong> ed era, nelle sue parole, un vero \u201ccadavere\u201d. Quaggio ne ha recuperato alcuni componenti, ricavando circa <strong>10.000 euro,<\/strong> e ha reinvestito quei soldi nel progetto. Non c\u2019era un grande laboratorio, non c\u2019erano macchinari sofisticati e nemmeno una squadra di ingegneri. C\u2019era un garage dei genitori, una vecchia scala utilizzata come<strong> banco di lavor<\/strong>o e tanta voglia di costruire qualcosa.<\/p>\n<p>Tra gli episodi che meglio raccontano gli inizi c\u2019\u00e8 quello della schiuma poliuretanica. Quaggio acquist\u00f2 per<strong> circa 150 euro<\/strong> un grande blocco di materiale e, grazie a una sega ricevuta in regalo da un artigiano, cominci\u00f2 a modellare manualmente gli<strong> allargamenti della carrozzeria<\/strong>. Quella lavorazione artigianale sarebbe diventata la base del design della vettura. Per sostenere economicamente il progetto, <strong>Quaggio<\/strong> continuava a lavorare la sera come barista. \u201cNon avevo un euro\u201d, racconta. Il suo percorso \u00e8 quindi lontanissimo dall\u2019immagine patinata che oggi potrebbe suggerire un\u2019automobile da <strong>centinaia di migliaia di euro<\/strong>. Prima di arrivare alla vettura finita ci sono stati anni di sacrifici, errori, componenti da sviluppare e problemi da risolvere uno alla volta.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/51671795\/2000x\/20260812-152336110-1202.webp?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/20260812-152336110-1202.webp\" width=\"1280\" height=\"720\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>            Una macchina nata al contrario: il problema del motore e dell\u2019alternatore<\/p>\n<p>La <strong>Totem GT<\/strong> conserva l\u2019ispirazione dell\u2019<strong>Alfa Romeo Giulia GT<\/strong>, ma delle dimensioni e della meccanica originali rimane ben poco. La vettura \u00e8 leggermente pi\u00f9 grande, circa <strong>4,37 metri<\/strong> contro i <strong>3,98 dell\u2019originale<\/strong>, e soprattutto \u00e8 stata ripensata completamente. Quaggio racconta con particolare ironia uno degli errori pi\u00f9 costosi della sua esperienza: aver progettato inizialmente l\u2019automobile senza partire dal motore. L\u2019obiettivo era utilizzare un <strong>propulsore compatto e potente<\/strong>, ma lo spazio disponibile si \u00e8 rivelato insufficiente. Anche un quattro cilindri risultava troppo ingombrante per l\u2019architettura scelta e si \u00e8 arrivati cos\u00ec a sviluppare un tre cilindri specifico. Non solo: sono stati progettati da zero anche l\u2019alternatore, la scatola guida, i collettori, la turbina e numerosi altri componenti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019alternatore<\/strong>, in particolare, \u00e8 diventato quasi il <strong>simbolo delle difficolt\u00e0 nascoste dietro un\u2019automobile artigianale<\/strong>. Per due anni Quaggio ha dovuto confrontarsi con un componente che continuava a rompersi. Alla fine Totem ha sviluppato un alternatore specifico, risolvendo il problema. \u00c8 un esempio concreto di quanto sia distante la realt\u00e0 di un piccolo costruttore dalla semplice idea di \u201cprendere dei pezzi e montarli insieme\u201d. La <strong>Totem<\/strong> \u00e8 infatti una vettura costruita attorno a un\u2019idea precisa: essere un oggetto da collezione senza rinunciare alla possibilit\u00e0 di utilizzarlo ogni giorno. La <strong>versione elettrica<\/strong>, arrivata per prima, nasce proprio da questa filosofia. Quaggio non si definisce un appassionato di automobili elettriche, ma aveva una convinzione: se un giorno si sarebbe dovuto guidare <strong>elettrico<\/strong>, tanto valeva costruire un\u2019automobile elettrica bella, coinvolgente e coerente con il design italiano.<\/p>\n<p>                                        <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" alt=\"\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/20260812-152352035-1705.jpg\" width=\"889\" height=\"500\"\/><\/p>\n<p>                                        <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" alt=\"\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/20260812-152356238-8487.jpg\" width=\"889\" height=\"500\"\/><\/p>\n<p>            Artigianato, persone e il futuro dell\u2019impresa italiana<\/p>\n<p>Oggi <strong>Totem<\/strong> d\u00e0 lavoro a circa <strong>25 persone<\/strong>, tutte con contratti a tempo indeterminato, e Quaggio insiste molto sul rapporto con i suoi collaboratori. Una parte importante della sua filosofia imprenditoriale nasce proprio dall\u2019esperienza vissuta nelle grandi aziende. Il passaggio in <strong>Alfa Romeo<\/strong> gli aveva mostrato il lato meno stimolante di una grande organizzazione: secondo <strong>Quaggio<\/strong>, all\u2019interno di strutture molto grandi \u00e8 facile che le <strong>responsabilit\u00e0 vengano <\/strong>distribuite e che il singolo abbia meno possibilit\u00e0 di incidere realmente sul progetto. A <strong>Totem<\/strong>, invece, ogni persona \u00e8 <strong>chiamata a sentirsi parte di qualcosa di unico<\/strong>. \u00c8 un modello che Quaggio vorrebbe applicare soprattutto ai giovani. Nella sua azienda cerca di insegnare mestieri, responsabilit\u00e0 e cultura artigianale. Alcuni dipendenti, racconta, arrivano persino a presentarsi spontaneamente in azienda il sabato o la domenica per completare un lavoro. Non perch\u00e9 siano costretti, ma perch\u00e9 sentono il progetto come proprio.<\/p>\n<p>Da qui nasce anche la sua riflessione <strong>sull\u2019Italia<\/strong>. Secondo Quaggio, il <strong>problema<\/strong> non \u00e8 soltanto il peso burocratico o fiscale, ma soprattutto la <strong>mancanza di una visione di lungo periodo<\/strong>. Racconta di aver avuto, nei primi anni, un <strong>credito bancario<\/strong> estremamente ridotto e di non essere riuscito a beneficiare concretamente dei <strong>numerosi bandi<\/strong> e strumenti destinati alle giovani imprese. La sua critica riguarda quindi un sistema che, a suo giudizio, non investe abbastanza sulle persone, sulle famiglie, sulle imprese e sulle competenze. Il paradosso \u00e8 che <strong>Totem<\/strong> dimostra come in <strong>Italia<\/strong> sia ancora possibile creare valore partendo dall\u2019artigianato. Il Paese possiede una cultura del bello che, secondo <strong>Quaggio<\/strong>, rappresenta una delle sue principali risorse. <strong>Design<\/strong>, architettura, paesaggio, moda, automobile e manifattura fanno parte di una stessa identit\u00e0. \u00c8 proprio questa identit\u00e0 che Totem prova a trasformare in un prodotto contemporaneo.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/51671798\/2000x\/20260812-152409256-7478.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/20260812-152409256-7478.jpg\" width=\"889\" height=\"500\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>            La lezione del design italiano: semplicit\u00e0, bellezza e identit\u00e0<\/p>\n<p>Per <strong>Quaggio<\/strong> il design automobilistico non dovrebbe inseguire continuamente la complessit\u00e0. La sua Totem nasce da un <strong>concetto quasi elementare<\/strong>: prendere una delle <strong>linee pi\u00f9 belle della storia dell\u2019automobile italiana e reinterpretarla in modo contemporaneo<\/strong>, senza stravolgerne l\u2019essenza. Il riferimento culturale \u00e8 quello dei grandi carrozzieri italiani degli <strong>anni Cinquanta,<\/strong> <strong>Sessanta<\/strong> e <strong>Settanta<\/strong>. Quaggio guarda con ammirazione a figure come <strong>Marcello Gandini <\/strong>e alla stagione in cui un designer poteva concepire un\u2019automobile quasi nella sua interezza. Oggi, osserva, la progettazione di una vettura coinvolge migliaia di persone, tra design, marketing, ingegneria e sviluppo. La conseguenza \u00e8 che spesso il progetto rischia di perdere una visione unitaria.<\/p>\n<p>Il suo approccio resta invece fortemente personale. Quaggio disegna ancora a mano e utilizza la tavoletta grafica come se fosse uno strumento pittorico. Il <strong>CAD<\/strong> viene utilizzato dai suoi collaboratori, ma l\u2019idea iniziale <strong>nasce dalla sua matita.<\/strong> La creativit\u00e0, sostiene, non si pu\u00f2 semplicemente insegnare: si pu\u00f2 imparare a disegnare, ma la capacit\u00e0 di osservare, interpretare e trasformare un\u2019idea in qualcosa di nuovo \u00e8 una dote. Per questo guarda con cautela anche all\u2019intelligenza artificiale applicata al design. Pu\u00f2 essere utile nella logistica e in alcuni processi industriali, ma secondo <strong>Quaggio<\/strong> rischia di diventare un limite quando viene utilizzata per creare. L\u2019intelligenza artificiale, a suo giudizio, tende a combinare ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste; un designer, invece, deve avere il coraggio di creare ci\u00f2 che ancora non esiste.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/51671801\/2000x\/20260812-152438715-5940.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/20260812-152438715-5940.jpg\" width=\"889\" height=\"500\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>            Una vettura costruita su misura e una nuova stagione per Totem<\/p>\n<p>Il <strong>futuro<\/strong> di <strong>Totem<\/strong> sembra andare ancora pi\u00f9 decisamente nella direzione dell\u2019artigianato automobilistico. Il prossimo passo \u00e8 una piattaforma dotata di motore V12 e cambio manuale, pensata per poter essere utilizzata sia con il <strong>propulsore montato anteriormente<\/strong> sia posteriormente. L\u2019obiettivo non \u00e8 soltanto costruire automobili in piccola serie, ma arrivare a vere e <strong>proprie one-off progettate insieme al cliente<\/strong>. La personalizzazione \u00e8 gi\u00e0 una parte fondamentale dell\u2019esperienza <strong>Totem<\/strong>. Un esempio significativo \u00e8 il <strong>volante<\/strong>: il cliente pu\u00f2 definire dimensioni, spessore, profondit\u00e0 e forma dell\u2019impugnatura. L\u2019azienda realizza quindi un prototipo stampato in <strong>3D<\/strong> che il cliente pu\u00f2 provare fisicamente, prima di arrivare al componente definitivo in alluminio ricavato dal pieno. \u00c8 un processo che porta il concetto di automobile su misura a un livello molto diverso da quello della semplice scelta tra colori e optional.<\/p>\n<p>Questa filosofia trova terreno fertile soprattutto negli Stati Uniti, che rappresentano circa il 60% della clientela Totem. Il pubblico americano, spiega <strong>Quaggio<\/strong>, apprezza fortemente il <strong>Made in Italy e sembra particolarmente sensibile all\u2019idea di un\u2019automobile<\/strong> costruita quasi come un\u2019opera d\u2019arte. Non \u00e8 quindi soltanto il marchio <strong>Alfa Romeo <\/strong>a essere importante: \u00e8 l\u2019insieme di design italiano, artigianato, storia e cultura che la vettura riesce a comunicare. Anche la scelta degli eventi internazionali riflette questa strategia. <strong>Pebble Beach<\/strong>, pi\u00f9 che <strong>Goodwood<\/strong>, rappresenta secondo Quaggio il luogo ideale per presentare un prodotto di questo tipo, grazie a un pubblico altamente selezionato e composto da potenziali clienti e collezionisti.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/51671802\/2000x\/20260812-152448857-5176.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/20260812-152448857-5176.jpg\" width=\"889\" height=\"500\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>            Tra vincoli europei e libert\u00e0 americana<\/p>\n<p>La crescita di <strong>Totem<\/strong> si confronta inevitabilmente con un tema molto pi\u00f9 grande: la trasformazione dell\u2019industria automobilistica europea. Quaggio critica soprattutto la complessit\u00e0 delle procedure di omologazione, che possono rendere proibitivo per un piccolo costruttore sviluppare una vettura a benzina. Per <strong>omologare un motore<\/strong>, spiega, i costi possono arrivare a cifre nell\u2019ordine di milioni di euro. In un progetto che produce poche decine di automobili, sostenere investimenti di questa entit\u00e0 \u00e8 estremamente difficile. Il rischio \u00e8 che proprio le piccole realt\u00e0, quelle che potrebbero mantenere viva la tradizione dei<strong> carrozzieri italiani<\/strong>, vengano progressivamente espulse dal mercato.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza americana, invece, appare a <strong>Quaggio<\/strong> pi\u00f9 favorevole alla libert\u00e0 progettuale e all\u2019imprenditorialit\u00e0. \u00c8 anche per questo che una quota cos\u00ec importante della clientela Totem arriva dagli<strong> Stati Uniti<\/strong>. Il punto, per\u00f2, non \u00e8 rifiutare l&#8217;innovazione o la sicurezza. Quaggio riconosce l\u2019importanza delle norme relative agli incidenti e alla sicurezza stradale, ma ritiene necessario trovare un equilibrio che permetta anche a piccoli costruttori di continuare a sperimentare. Altrimenti il rischio \u00e8 che l\u2019Europa perda non solo aziende, ma una parte della propria cultura automobilistica.<\/p>\n<p>                                        <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" alt=\"\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/20260812-152422426-6252.jpg\" width=\"889\" height=\"500\"\/><\/p>\n<p>                                        <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" alt=\"\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/20260812-152427242-1150.jpg\" width=\"889\" height=\"500\"\/><\/p>\n<p>            La rinascita possibile dell\u2019automobile italiana<\/p>\n<p>La storia di <strong>Totem<\/strong> pu\u00f2 essere letta in due modi: come il canto del cigno di una tradizione ormai quasi scomparsa oppure come l\u2019inizio di una nuova stagione. Quaggio sceglie decisamente la seconda interpretazione. Il <strong>suo auspicio \u00e8 che il successo di piccoli costruttori<\/strong> possa dimostrare anche ai grandi marchi italiani che esiste ancora un pubblico disposto a premiare automobili capaci di avere un\u2019identit\u00e0 forte. Il riferimento \u00e8 alla capacit\u00e0 di reinterpretare il passato senza limitarsi a copiarlo, come accaduto con alcuni modelli che hanno saputo trasformare un\u2019eredit\u00e0 storica in un prodotto moderno. La <strong>sfida<\/strong>, per\u00f2, non riguarda soltanto le automobili. Per Quaggio riguarda il modo in cui l\u2019Italia guarda al proprio futuro. Un Paese che ha inventato una parte fondamentale del design industriale mondiale non pu\u00f2 limitarsi a conservare ci\u00f2 che ha fatto in passato. Deve continuare a produrre, a rischiare e soprattutto a formare persone capaci di costruire.<\/p>\n<p>\u00c8 forse questo il messaggio pi\u00f9 forte che emerge dalla sua storia. Totem non \u00e8 soltanto una piccola casa automobilistica che costruisce<strong> vetture da 700 mila euro<\/strong>. \u00c8 la dimostrazione concreta che, anche partendo da un garage, da una vecchia <strong>Alfa GT <\/strong>e da una sega regalata da un artigiano, si pu\u00f2 arrivare a costruire qualcosa capace di attirare clienti dall\u2019altra parte del mondo. E il futuro, per Quaggio, non si ferma alle automobili. A <strong>quarant\u2019anni immagina di dedicarsi al vino<\/strong>, alla terra e ancora una volta all\u2019artigianato. Vorrebbe soprattutto insegnare ai giovani a fare, a costruire, a prendersi responsabilit\u00e0. In fondo, la sua idea di futuro \u00e8 la stessa da cui \u00e8 partita Totem: creare qualcosa con le proprie mani e trasformare una visione in un oggetto reale. In un\u2019epoca dominata dalla tecnologia, dall\u2019intelligenza artificiale e dalla produzione industriale su larga scala, <strong>Quaggio<\/strong> sembra voler ricordare che esistono ancora cose che non possono essere delegate a una macchina: il gusto, la passione, il coraggio di rischiare e quella particolare capacit\u00e0 italiana di trasformare la bellezza in qualcosa di concreto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u2028A soli 31 anni Riccardo Quaggio ha trasformato un\u2019idea nata quasi per gioco in Totem Automobili, una piccola&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":629870,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,15920,177,1282,1537,90,89,32234],"class_list":["post-629869","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-alfa-romeo","tag-business","tag-intervista","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-totem"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117085459809960858","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/629869","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=629869"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/629869\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/629870"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=629869"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=629869"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=629869"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}