{"id":630763,"date":"2026-08-13T15:32:16","date_gmt":"2026-08-13T15:32:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/630763\/"},"modified":"2026-08-13T15:32:16","modified_gmt":"2026-08-13T15:32:16","slug":"ponte-sullo-stretto-di-messina-studi-definiti-obsoleti-la-prima-pietra-si-allontana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/630763\/","title":{"rendered":"Ponte sullo Stretto di Messina, studi definiti &#8220;obsoleti&#8221;: la prima pietra si allontana"},"content":{"rendered":"<p>Il ministro Matteo Salvini l\u2019aveva presentata come una vittoria, quasi un via libera definitivo verso il cantiere. Ma il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul <b>Ponte sullo Stretto di Messina<\/b>, arrivato dopo l\u2019adunanza del 6 agosto, racconta una storia molto diversa da quella della propaganda governativa.<\/p>\n<p>Dietro l\u2019approvazione formale si nasconde infatti un elenco lunghissimo di prescrizioni, verifiche e approfondimenti ancora da completare, che riguardano proprio gli elementi su cui dovrebbe reggersi l\u2019opera: il terreno, la sismicit\u00e0 della zona, i materiali, il comportamento della struttura nel tempo. Parlare oggi di espropri, inizio dei lavori o <b>prima pietra<\/b>, insomma, resta prematuro. Il progetto pu\u00f2 proseguire, ma solo sulla carta, e con un carico di compiti a casa che difficilmente si esaurir\u00e0 in pochi mesi.\n<\/p>\n<p>Nuovi paletti alla messa in opera<\/p>\n<p>Il documento tecnico consente la prosecuzione dell\u2019<b>iter progettuale<\/b>, ma introduce di fatto una serie di ostacoli che rendono improbabile l\u2019avvio dei cantieri entro la fine dell\u2019anno, come invece auspicato pi\u00f9 volte dal titolare del dicastero dei Trasporti. Non si tratta di semplici suggerimenti: sono <strong>richieste vincolanti<\/strong>, che il Consiglio pretende vengano recepite gi\u00e0 nella prima fase della progettazione esecutiva, prima ancora che si possa passare alla fase successiva.<\/p>\n<p>In pratica, il collegio tecnico che ha esaminato il progetto ha scelto la strada della cautela, mettendo nero su bianco che diversi capisaldi dell\u2019opera vanno aggiornati con dati pi\u00f9 recenti e <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/ponte-stretto-messina-vertice-mit-unione-europea\/337671\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">analisi pi\u00f9 approfondite<\/a>. Una posizione che stride non poco con i toni trionfalistici usati nei giorni scorsi in sede politica, e che apre inevitabilmente un nuovo fronte di scontro tra chi sostiene l\u2019urgenza di partire con i lavori e chi chiede invece che prima siano sciolti tutti i nodi tecnici rimasti aperti.<\/p>\n<p>353 pagine della relazione<\/p>\n<p>A pesare sul destino a breve termine del Ponte \u00e8 soprattutto la mole della <b>relazione trasmessa il 6 agosto<\/b>: 353 pagine, frutto del lavoro di una commissione relatrice composta da diverse decine di tecnici, chiamati a esaminare il progetto attraverso le varie discipline coinvolte, dalla geologia all\u2019ingegneria strutturale, dall\u2019idraulica alla sicurezza della navigazione.<\/p>\n<p>All\u2019interno del documento sono state individuate oltre cento tra <b>prescrizioni e raccomandazioni<\/b>, distribuite su temi che vanno dalla geotecnica ai carichi previsti, passando per la resistenza dei materiali e la corrosione. Un impianto di osservazioni tanto ampio da far dire a pi\u00f9 di un osservatore che il progetto, cos\u00ec com\u2019\u00e8, <b>non pu\u00f2 considerarsi pronto<\/b> per l\u2019apertura dei cantieri, quantomeno non nei tempi stretti indicati fino a oggi dal governo.<\/p>\n<p>Le opposizioni non hanno perso l\u2019occasione per far notare come dietro l\u2019annuncio di un \u201c<b>via libera<\/b>\u201d si celi in realt\u00e0 una lista di compiti tutt\u2019altro che marginale, che investe le fondamenta stesse dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Rischio sismico e innalzamento del mare da rivalutare<\/p>\n<p>Il capitolo pi\u00f9 corposo della relazione riguarda senza dubbio il rischio sismico, tema che da anni accompagna il dibattito sul collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Il Consiglio ha evidenziato come le registrazioni del <b>terremoto del Centro Italia<\/b> del 2016 \u2013 pur trattandosi di un evento con magnitudo inferiore a quella teoricamente esprimibile dal sistema di faglie dello Stretto \u2013 abbiano fatto emergere <b>sollecitazioni superiori<\/b> a quelle finora ipotizzate nel progetto, in particolare per le torri e per i blocchi di ancoraggio della struttura.<\/p>\n<p>Non solo: la sorgente sismogenetica legata al terremoto del 1908, uno degli eventi pi\u00f9 devastanti della storia sismica italiana, viene definita ancora \u201caffetta da incertezze\u201d, mentre la documentazione presentata non contiene una valutazione dell\u2019affidabilit\u00e0 della struttura rispetto ai suoi stati limite e al comportamento post-elastico, cio\u00e8 a come il ponte reagirebbe una volta superata la <b>soglia di deformazione elastica<\/b> dei materiali. A ci\u00f2 si aggiunge la mancanza di documentazione sulle verifiche relative alle strutture di fondazione delle torri, un passaggio tutt\u2019altro che secondario per un\u2019opera di queste dimensioni.<\/p>\n<p>Sul fronte ambientale, il Consiglio \u00e8 intervenuto anche sulla questione dell\u2019<b>innalzamento del livello del mare<\/b>, un tema che la societ\u00e0 Stretto di Messina aveva finora tenuto ai margini, sostenendo di non aver elaborato scenari specifici per l\u2019intera vita utile dell\u2019opera per assenza di dati scientifici sufficientemente consolidati. Una posizione che il collegio tecnico ha giudicato \u201cnon condivisibile\u201d, ricordando che l\u2019innalzamento del livello marino \u00e8 un fenomeno fisico gi\u00e0 in atto, documentato da studi scientifici e da proiezioni che, secondo i tecnici, andrebbero necessariamente prese in considerazione nella progettazione di un\u2019infrastruttura pensata per durare un secolo.<\/p>\n<p>Passaggio grandi navi e traffico marittimo<\/p>\n<p>Strettamente collegata al tema dell\u2019<b>i<\/b><strong>nnalzamento del mare<\/strong> \u00e8 la questione del cosiddetto <strong>franco navigabile<\/strong>, cio\u00e8 lo spazio libero tra il pelo dell\u2019acqua e la parte inferiore dell\u2019impalcato, indispensabile per garantire il passaggio in sicurezza delle imbarcazioni pi\u00f9 alte. Il progetto prevede un\u2019altezza della campata centrale di <strong>circa 72 metri<\/strong>, che si ridurrebbe fino a 65 metri nelle condizioni pi\u00f9 gravose di traffico stradale e ferroviario sul ponte.<\/p>\n<p>Numeri che, secondo la societ\u00e0 Stretto di Messina, sarebbero pienamente compatibili con gli standard internazionali e con il traffico registrato negli ultimi anni nello Stretto. Ma i dati raccolti raccontano che solo nel 2023 sono transitate nello Stretto 156 imbarcazioni, tra navi da carico e navi da crociera, con un\u2019<strong>altezza superiore ai 65 metri<\/strong>. Con l\u2019aumento del cosiddetto gigantismo navale \u2013 la tendenza a costruire navi sempre pi\u00f9 grandi, soprattutto sul fronte delle portacontainer e delle unit\u00e0 da crociera \u2013 il rischio \u00e8 che in futuro il margine di sicurezza si riduca ulteriormente, imponendo limitazioni al traffico marittimo proprio nei momenti di maggiore carico sul ponte.<\/p>\n<p>Una prospettiva che riaccende le preoccupazioni gi\u00e0 sollevate in passato da armatori e associazioni di categoria del settore marittimo, che temono ricadute occupazionali capaci di controbilanciare, almeno in parte, i posti di lavoro promessi dal cantiere.<\/p>\n<p>L\u2019avvio dei lavori slitta<\/p>\n<p>Alla luce di un quadro tanto articolato, appare sempre pi\u00f9 difficile immaginare l\u2019apertura dei cantieri nei <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/ponte-stretto-slitta-2034\/320524\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tempi finora annunciati<\/a> dal governo. Le prescrizioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici richiedono infatti <strong>nuove indagini<\/strong> geologiche, aggiornamenti sui dati sismici, verifiche sulle fondazioni e valutazioni pi\u00f9 approfondite sugli effetti del cambiamento climatico sull\u2019intera struttura: un lavoro che, per essere svolto con il rigore richiesto dagli stessi tecnici, necessita di tempi non brevi.<\/p>\n<p>Il progetto, va detto, non \u00e8 stato bocciato: la prosecuzione dell\u2019iter <b>resta autorizzata.<\/b> Ma la distanza tra gli annunci roboanti della politica e la realt\u00e0 tecnica messa nero su bianco nelle 353 pagine della relazione appare ormai difficile da colmare con semplici dichiarazioni. Prima di poter parlare davvero di prima pietra, insomma, sul Ponte sullo Stretto ci sar\u00e0 ancora molto da scrivere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il ministro Matteo Salvini l\u2019aveva presentata come una vittoria, quasi un via libera definitivo verso il cantiere. 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