{"id":631484,"date":"2026-08-14T03:35:37","date_gmt":"2026-08-14T03:35:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/631484\/"},"modified":"2026-08-14T03:35:37","modified_gmt":"2026-08-14T03:35:37","slug":"nanoplastiche-nel-liquor-e-sla-la-scoperta-delluniversita-di-modena-e-reggio-emilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/631484\/","title":{"rendered":"Nanoplastiche nel liquor e SLA: la scoperta dell&#8217;Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"758\" data-end=\"1458\" class=\"PDq2pG_selectionAnchorContainer\">Che cosa ci fanno<strong data-start=\"788\" data-end=\"869\"> nanoplastiche e microplastiche <\/strong>nel liquor dei malati di SLA? E come hanno fatto ad arrivare fino al cervello? Sono interrogativi che si pongono i ricercatori dell&#8217;<strong data-start=\"991\" data-end=\"1031\">Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia<\/strong>\u00a0ora che hanno identificato e misurato la presenza di frammenti nel sistema nervoso centrale di persone con <strong data-start=\"1129\" data-end=\"1168\">sclerosi laterale amiotrofica (SLA)<\/strong> e di soggetti senza la malattia. Il dato pi\u00f9 significativo \u00e8 che nei pazienti con SLA le concentrazioni nel liquor, il liquido cefalorachidiano che lambisce cervello e midollo spinale, risultano mediamente pi\u00f9 elevate, con un&#8217;associazione particolarmente interessante per le particelle di dimensioni pi\u00f9 piccole. Lo studio \u00e8 uscito su <a href=\"https:\/\/academic.oup.com\/braincomms\/article\/8\/4\/fcag296\/8749471\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Brain Communications<\/a>.<\/p>\n<p data-start=\"1460\" data-end=\"2318\">A coordinare la ricerca sono <strong data-start=\"1489\" data-end=\"1506\">Marco Vinceti<\/strong>, epidemiologo Unimore, e <strong data-start=\"1566\" data-end=\"1587\">Jessica Mandrioli<\/strong>, neurologa della stessa Universit\u00e0. Il professor Vinceti ha spiegato che la presenza di queste particelle nel liquor potrebbe indicare una possibile attivit\u00e0 neurotossica, soprattutto per quelle di dimensioni pi\u00f9 piccole, e ha prospettato l&#8217;ipotesi che le nanoplastiche possano comportarsi come una sorta di <strong data-start=\"1883\" data-end=\"1905\">\u201ccavallo di Troia\u201d<\/strong>, favorendo il trasporto di sostanze potenzialmente lesive (metalli pesanti, selenio, cadmio, piombo) o l&#8217;attivazione di meccanismi che finiscono per danneggiare i neuroni. Si tratta, sottolinea il ricercatore, di ipotesi che dovranno essere verificate. La professoressa Mandrioli, con\u00a0Giulia Gianferrari e Roberta Bedin, ha invece evidenziato il carattere traslazionale del lavoro e la necessit\u00e0 di ampliare la ricerca: l&#8217;obiettivo non \u00e8 fermarsi alla rilevazione delle particelle, ma capire se e come questa esposizione possa entrare nei meccanismi biologici della SLA.<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 la SLA<\/p>\n<p data-start=\"2342\" data-end=\"2814\">La <strong data-start=\"2345\" data-end=\"2378\">sclerosi laterale amiotrofica<\/strong> \u00e8 una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, le cellule nervose che comandano i muscoli volontari. Quando questi neuroni degenerano, il muscolo perde progressivamente la capacit\u00e0 di ricevere i segnali necessari al movimento. Compaiono cos\u00ec debolezza, perdita di forza e di massa muscolare, difficolt\u00e0 nei movimenti e, con la progressione della malattia, problemi nella deglutizione, nella parola e nella respirazione.<\/p>\n<p data-start=\"2816\" data-end=\"3234\">La SLA non ha una causa unica conosciuta. Una quota relativamente piccola dei casi \u00e8 legata a mutazioni genetiche ereditarie, mentre nella maggior parte dei pazienti si parla di forma sporadica. \u00c8 proprio questa grande area ancora non spiegata della malattia ad alimentare la ricerca su possibili fattori ambientali e sulle interazioni tra <strong data-start=\"3157\" data-end=\"3232\">predisposizione genetica ed esposizioni ripetute nel corso della vita<\/strong>.<\/p>\n<p>Microplastiche e nanoplastiche: perch\u00e9 sono diverse<\/p>\n<p data-start=\"3293\" data-end=\"3692\">Le <strong data-start=\"3296\" data-end=\"3314\">microplastiche<\/strong> sono frammenti di materiale plastico di dimensioni microscopiche; le <strong data-start=\"3384\" data-end=\"3401\">nanoplastiche<\/strong> sono ancora pi\u00f9 piccole, nell&#8217;ordine dei nanometri o comunque inferiori al micrometro. La differenza dimensionale non \u00e8 soltanto una questione di scala: particelle molto piccole possono avere una maggiore capacit\u00e0 di interagire con membrane cellulari, proteine e altri componenti biologici.<\/p>\n<p data-start=\"3694\" data-end=\"4178\">\u00c8 questa caratteristica a rendere particolarmente interessante la loro presenza nel sistema nervoso centrale. Il cervello \u00e8 infatti protetto dalla <strong data-start=\"3841\" data-end=\"3870\">barriera emato-encefalica<\/strong>, una struttura selettiva che limita il passaggio di molte sostanze dal sangue al tessuto nervoso. Il liquor, invece, \u00e8 direttamente a contatto con\u00a0cervello e midollo spinale, e costituisce un compartimento biologico particolarmente importante per studiare queste strutture anatomiche.<\/p>\n<p data-start=\"4180\" data-end=\"4414\">Il ritrovamento nel liquor non dimostra per\u00f2 che le particelle abbiano provocato un danno ai motoneuroni. \u00c8 un punto essenziale per interpretare correttamente il risultato: <strong data-start=\"4353\" data-end=\"4413\">la ricerca ha individuato un&#8217;associazione, non una causa<\/strong>.<\/p>\n<p>Dal laboratorio alla clinica<\/p>\n<p data-start=\"4462\" data-end=\"4890\">La parte tecnicamente pi\u00f9 complessa dello studio \u00e8 stata proprio la possibilit\u00e0 di identificare quantit\u00e0 estremamente piccole di particelle all&#8217;interno di campioni biologici. In questo passaggio ha avuto un ruolo il gruppo dell&#8217;<strong data-start=\"4690\" data-end=\"4715\">Universit\u00e0 di Catania<\/strong> coordinato da <strong data-start=\"4730\" data-end=\"4753\">Margherita Ferrante<\/strong> e <strong data-start=\"4756\" data-end=\"4777\">Gea Oliveri Conti<\/strong>, che ha contribuito con le competenze e le metodologie necessarie alla determinazione di nano- e microplastiche.<\/p>\n<p data-start=\"4892\" data-end=\"5091\">Alla ricerca hanno inoltre partecipato <strong data-start=\"4931\" data-end=\"4946\">Lauren Wise<\/strong>, epidemiologa della Boston University School of Public Health, e altre collaboratrici\u00a0coinvolte nelle diverse fasi dello studio.<\/p>\n<p data-start=\"5093\" data-end=\"5416\">Il lavoro non si limita quindi a porre la domanda \u201cc&#8217;\u00e8 plastica nel sistema nervoso?\u201d. La questione successiva \u00e8 molto pi\u00f9 complessa: <strong data-start=\"5227\" data-end=\"5416\">che cosa fanno queste particelle quando entrano in contatto con l&#8217;organismo e, soprattutto, possono avere un ruolo nei processi biologici che precedono la degenerazione dei motoneuroni?<\/strong><\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/106469\/affrontare-il-caldo-con-la-sla-il-decalogo-aisla-per-unestate-piu-sicura.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_30\/ChatGPT_Image_30_lug_2026%2C_17_13_20-1785424415964.jpg--affrontare_il_caldo_con_la_sla__il_decalogo_aisla_per_un_estate_piu_sicura.webp?1785424416358\"\/><\/a><\/p>\n<p data-start=\"5418\" data-end=\"5901\">Una delle ipotesi riguarda lo <strong data-start=\"5448\" data-end=\"5469\">stress ossidativo<\/strong>, cio\u00e8 uno squilibrio fra produzione di molecole ossidanti e capacit\u00e0 dell&#8217;organismo di neutralizzarle. Un&#8217;altra riguarda la neuroinfiammazione, il coinvolgimento delle cellule gliali e possibili alterazioni della funzione mitocondriale. Sono tutti meccanismi studiati nella SLA, ma il fatto che siano compatibili con possibili effetti delle microplastiche e nanoplastiche non significa che il nuovo studio abbia dimostrato il collegamento.<\/p>\n<p>La pista ambientale<\/p>\n<p data-start=\"5956\" data-end=\"6320\">La ricerca sulle cause della SLA dispone gi\u00e0 di un ampio ventaglio di ipotesi dedicato ai <strong data-start=\"6032\" data-end=\"6054\">fattori ambientali<\/strong>. Negli anni sono state studiate esposizioni professionali, pesticidi, metalli, inquinamento atmosferico e altri elementi dell&#8217;ambiente. I risultati non sono tutti concordanti e nessuno di questi fattori, da solo, \u00e8 oggi in grado di spiegare la maggioranza dei casi.<\/p>\n<p data-start=\"6322\" data-end=\"6801\">Il concetto pi\u00f9 interessante \u00e8 forse quello di <strong data-start=\"6363\" data-end=\"6375\">esposoma<\/strong>, cio\u00e8 l&#8217;insieme delle esposizioni ambientali che accompagnano un individuo nel corso della vita. In questa prospettiva la malattia potrebbe derivare dall&#8217;interazione fra caratteristiche genetiche individuali e una molteplicit\u00e0 di esposizioni, distribuite nel tempo. La nuova ricerca sulle microplastiche si inserisce dunque in un percorso scientifico gi\u00e0 strutturato, aggiungendo una possibile variabile da verificare.<\/p>\n<p data-start=\"6803\" data-end=\"7234\">Anche la genetica continua a rappresentare un capitolo fondamentale. Sono state identificate numerose varianti genetiche associate alla SLA e alcune mutazioni spiegano una parte delle forme familiari. Ma la genetica non esaurisce il problema, soprattutto nelle forme sporadiche. \u00c8 proprio nella zona di confine fra <strong data-start=\"7118\" data-end=\"7166\">genoma, ambiente e vulnerabilit\u00e0 individuale<\/strong> che si concentra una parte importante della ricerca contemporanea.<\/p>\n<p>Il \u201ccavallo di Troia\u201d \u00e8 ancora un&#8217;ipotesi<\/p>\n<p data-start=\"7283\" data-end=\"7756\">L&#8217;ipotesi avanzata da Vinceti sulle nanoplastiche come possibile \u201ccavallo di Troia\u201d \u00e8 interessante perch\u00e9 sposta la domanda dalla semplice presenza fisica delle particelle al loro possibile ruolo biologico. Una nanoplastica potrebbe infatti interagire con altre sostanze presenti nell&#8217;ambiente o nell&#8217;organismo e modificarne il comportamento, ma occorre ancora dimostrare se questo meccanismo avvenga realmente nel sistema nervoso e se abbia una relazione con la SLA.<\/p>\n<p data-start=\"7758\" data-end=\"8099\">\u00c8 qui che la ricerca dovr\u00e0 proseguire. Serviranno <strong data-start=\"7808\" data-end=\"7886\">coorti pi\u00f9 ampie, studi longitudinali e analisi biologiche pi\u00f9 dettagliate<\/strong> per stabilire se la maggiore presenza di particelle preceda la comparsa della malattia, accompagni la sua progressione oppure sia una conseguenza di modificazioni metaboliche o comportamentali associate alla SLA.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/107247\/sla-il-mistero-dei-calciatori-potrebbe-cominciare-a-trovare-una-risposta.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_04\/ChatGPT_Image_4_ago_2026%2C_08_52_07-1785826556320.jpg--sla__il_mistero_dei_calciatori_potrebbe_cominciare_a_trovare_una_risposta.webp?1785826556714\"\/><\/a><\/p>\n<p data-start=\"8101\" data-end=\"8432\">Per Mandrioli e Vinceti, dunque, la rilevazione nel liquor rappresenta soprattutto l&#8217;inizio di un percorso. L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 proseguire l&#8217;indagine sulle nanoplastiche per arrivare a comprendere meglio <strong data-start=\"8310\" data-end=\"8372\">i meccanismi che possono contribuire all&#8217;origine della SLA<\/strong>, una delle grandi questioni ancora aperte della neurologia.<\/p>\n<p data-start=\"8434\" data-end=\"8908\" class=\"\">La notizia, quindi, non \u00e8 che <strong data-start=\"8464\" data-end=\"8499\">le nanoplastiche causano la SLA<\/strong>. Oggi non possiamo dirlo. La notizia \u00e8 che per la prima volta \u00e8 stato possibile documentarne la presenza nel liquor umano e che, nei pazienti con SLA studiati, i livelli risultano pi\u00f9 elevati. \u00c8 un risultato ancora da confermare su grandi numeri, ma abbastanza nuovo da aggiungere <strong data-start=\"8764\" data-end=\"8907\">una pista inedita all&#8217;indagine sulle cause di una malattia che, <\/strong>nella maggioranza dei casi<strong data-start=\"8764\" data-end=\"8907\">, continua a invocare una spiegazione definitiva<\/strong>.<\/p>\n<p data-start=\"8434\" data-end=\"8908\" class=\"\">Riferimenti bibliografici:<\/p>\n<ol data-start=\"8928\" data-end=\"9458\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\">&#13;<\/p>\n<li data-section-id=\"1szu9tr\" data-start=\"8928\" data-end=\"9130\"><strong data-start=\"8931\" data-end=\"8952\">Vinceti M, et al.<\/strong> Central nervous system concentrations of nano- and microplastics and risk of amyotrophic lateral sclerosis. <strong data-start=\"9063\" data-end=\"9088\">Brain Communications.<\/strong> 2026. DOI: 10.1093\/braincomms\/fcag296.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li data-section-id=\"wgw19j\" data-start=\"9131\" data-end=\"9326\"><strong data-start=\"9134\" data-end=\"9191\">Goutman SA, Savelieff MG, Jang DG, Hur J, Feldman EL.<\/strong> The amyotrophic lateral sclerosis exposome: recent advances and future directions. <strong data-start=\"9277\" data-end=\"9306\">Nature Reviews Neurology.<\/strong> 2023;19:617-634.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li data-section-id=\"4pd9wk\" data-start=\"9327\" data-end=\"9458\" data-is-last-node=\"\"><strong data-start=\"9330\" data-end=\"9354\">Nijs M, Van Damme P.<\/strong> The genetics of amyotrophic lateral sclerosis. <strong data-start=\"9404\" data-end=\"9437\">Current Opinion in Neurology.<\/strong> 2024;37(5):560-569.<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Che cosa ci fanno nanoplastiche e microplastiche nel liquor dei malati di SLA? 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