{"id":631883,"date":"2026-08-14T09:52:15","date_gmt":"2026-08-14T09:52:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/631883\/"},"modified":"2026-08-14T09:52:15","modified_gmt":"2026-08-14T09:52:15","slug":"la-grande-abbuffata-capolavoro-da-leggere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/631883\/","title":{"rendered":"\u2018La grande abbuffata\u2019 capolavoro da leggere"},"content":{"rendered":"<p>CREMONA &#8211;\u00a0<strong>Lo si legge tutto d\u2019un fiato<\/strong>, la dimensione del volume \u00e8 agevole, ma <strong>l\u2019intensit\u00e0 della scrittura \u00e8 unica<\/strong>: la <strong>leggibilit\u00e0<\/strong> \u00e8 tanto immediata quanto denso di valore simbolico, quasi profetico e al tempo stesso ancestrale. \u00c8 <strong>\u2018La grande abbuffata\u2019<\/strong> di <strong>Marco Ferreri<\/strong> e <strong>Rafael Azcona<\/strong>, che la casa editrice <strong>Cue Press<\/strong> pubblica nella curiosa collana <strong>\u00abI romanzi\u00bb<\/strong>. Non \u00e8 la sceneggiatura del film, ma la narrazione della storia portata sul grande schermo dall\u2019<strong>irregolare Marco Ferreri<\/strong> nel <strong>1973<\/strong>, un testo che, per la sua immediatezza e ferocia, trov\u00f2 nel film una sua degna e accurata messinscena, suscitando a <strong>Cannes<\/strong>, dove venne presentato, un prevedibile <strong>scandalo<\/strong>.<\/p>\n<p>Di scena sono quattro <strong>maschi borghesi<\/strong>: <strong>Marcello (Mastroianni)<\/strong>, pilota d\u2019aerei; <strong>Ugo (Tognazzi)<\/strong>, chef; <strong>Philippe (Noiret)<\/strong>, uomo di legge; <strong>Michel (Piccoli)<\/strong>, regista televisivo. Decidono di finire i loro giorni in una sorta di esilio volontario in una <strong>villa alle porte di Parigi<\/strong>, all\u2019insegna degli eccessi. Mentre iniziano i lauti pasti, Marcello invita alcune <strong>prostitute<\/strong>. A loro si aggiunge <strong>Andr\u00e9a (Ferr\u00e9ol)<\/strong>, una maestra che aveva portato la propria classe in visita al giardino della villa, dove il <strong>\u201ctiglio di Boileau\u201d<\/strong> troneggia accanto alla lapide che ricorda il soggiorno del poeta francese nella casa. Le prostitute presto se ne vanno nauseate. La maestra, invece, resta; Philippe le si dichiara e anche gli altri, a turno, godranno delle sue abbondanti grazie. Andr\u00e9a partecipa ai sontuosi banchetti fino alla morte dei convitati, in circostanze differenti: <strong>Marcello congelato di notte, sotto la neve, su una vecchia Bugatti<\/strong>; <strong>Michel con la pancia gonfia d\u2019aria<\/strong>; <strong>Ugo per indigestione<\/strong>, mentre si fa mestamente masturbare da Andr\u00e9a; <strong>Philippe nel giardino<\/strong>, dopo aver gioiosamente mangiato un grosso budino che ha la forma di <strong>due seni femminili<\/strong>. Andr\u00e9a rientra in casa da sola, mentre i cani ululano ai garzoni della macelleria che stanno portando nuove vivande.<\/p>\n<p>Cos\u00ec del film scrive Morando Morandini nel suo \u2018Dizionario del cinema\u2019: \u201c<strong>Scritto con Rafael Azcona, \u00e8 probabilmente il pi\u00f9 grande successo internazionale (di scandalo) nell\u2019itinerario di Marco Ferreri<\/strong>. <strong>Questo apologo iperrealista<\/strong> ha gli scatti di una <strong>buffoneria salace e irriverente<\/strong>, i toni furibondi di una <strong>predica quaresimalista<\/strong> e, insieme, l\u2019<strong>empiet\u00e0 provocatrice di un pamphlet satirico<\/strong>; e chi lo prende per un film rabelaisiano, non ne ha inteso la <strong>sacrale tristezza<\/strong> \u2014 si legge \u2014. C\u2019\u00e8 piuttosto <strong>l\u2019umor nero<\/strong>, la salute, la disperazione di uno Swift. Con qualcosa in pi\u00f9: <strong>la pena<\/strong>. La sua forza traumatica risiede nella <strong>calma lucidit\u00e0<\/strong> dello sguardo e nell\u2019<strong>onest\u00e0 di un linguaggio<\/strong> che Ferreri conserva anche e soprattutto quando non arretra davanti a nulla. Se si esclude parzialmente Mastroianni, forse il meno riuscito del quartetto, i personaggi <strong>non sono mai volgari<\/strong>. Nonostante le apparenze realistiche (di un neorealismo fenomenico e irrazionalistico), sfocia nel clima allucinato di un <strong>apologo fantastico<\/strong>, come certi segni e invenzioni suggeriscono\u201d.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 noto agli amanti del cinema e agli estimatori di <strong>Ugo Tognazzi<\/strong> e di <strong>Marco Ferreri<\/strong>, ma (ri)leggendo il testo si ha la netta sensazione non tanto di una profetica e funerea previsione dell\u2019autodistruzione del sistema borghese, messa in atto da Ferreri, quanto di una <strong>\u00abinvenzione\u00bb narrativa e drammaturgica<\/strong> che oggi richiama quell\u2019<strong>autofiction<\/strong> in cui personaggio e interprete si mischiano, si intrecciano in una costruzione strabordante di situazioni che mettono a nudo l\u2019essenza e l\u2019<strong>universalit\u00e0<\/strong> dei singoli attori. Ed allora le novit\u00e0 dei nostri anni, caratterizzati dal <strong>postdrammatico<\/strong> e dall\u2019<strong>autofiction<\/strong> come modelli testuali e narrativi, scolorano dinanzi all\u2019<strong>invenzione di Ferreri e Azcona<\/strong>, che anticipano ci\u00f2 che oggi appare nuovo.<\/p>\n<p>Dalla pagina escono gli attori: esce <strong>Ugo Tognazzi<\/strong>, con il suo satiresco e sfacciato cinismo egoriferito; esce la vacuit\u00e0 di <strong>Marcello Mastroianni<\/strong>; la titubanza remissiva di <strong>Noiret<\/strong>; il candore un poco fanciullesco di <strong>Piccoli<\/strong>. Mentre sublime \u00e8 <strong>Ferr\u00e9ol<\/strong>, che da <strong>\u201cvittima inconsapevole\u201d<\/strong> si fa <strong>vestale del rito di cibo e morte<\/strong>. La lettura de \u2018La grande abbuffata\u2019 mette il lettore al cospetto dell\u2019<strong>anima segreta degli attori<\/strong> e, al tempo stesso, interroga \u2014 ancora oggi \u2014 sull\u2019<strong>intimo legame che unisce la morte al godimento<\/strong>. E, dopotutto, <strong>orgasmo in francese si traduce petite mort<\/strong>: non sar\u00e0 un caso. <strong>Da leggere<\/strong>, ancor prima di vedere o (ri)vedere il film di Ferreri.<\/p>\n<p>(M. Ferreri &#8211; R. Azcona, La grande abbuffata, CuePress,. 2025, pagine 100, euro 24.99).<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.laprovinciacr.it\/news\/cultura-e-spettacoli\/585972\/deledda-e-don-primo-unamicizia-padana.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.laprovinciacr.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_03\/0408-CremoCul36_A02345678987654567%2Cph01-1785781799213.jpg--deledda_e_don_primo__un_amicizia__padana_.jpg?1785781799226\"\/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"CREMONA &#8211;\u00a0Lo si legge tutto d\u2019un fiato, la dimensione del volume \u00e8 agevole, ma l\u2019intensit\u00e0 della scrittura \u00e8&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":631884,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1442],"tags":[348693,5665,348695,203,454,204,1537,90,89,109655,348690,348692,348694,1521,41679,348691,41677],"class_list":["post-631883","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-film","tag-andrea-ferreol","tag-cremona","tag-cue-press","tag-entertainment","tag-film","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-marcello-mastroianni","tag-marco-ferreri","tag-michel-piccoli","tag-morando-morandini","tag-movies","tag-philippe-noiret","tag-rafael-azcona","tag-ugo-tognazzi"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117093253702231183","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/631883","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=631883"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/631883\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/631884"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=631883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=631883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=631883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}