{"id":632067,"date":"2026-08-14T12:33:24","date_gmt":"2026-08-14T12:33:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/632067\/"},"modified":"2026-08-14T12:33:24","modified_gmt":"2026-08-14T12:33:24","slug":"le-migliori-serie-sovrannaturali-di-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/632067\/","title":{"rendered":"Le migliori serie sovrannaturali di sempre"},"content":{"rendered":"<p>Tutto comincia (spesso) con una scomparsa, o con una morte: \u00e8 cos\u00ec che capita nell\u2019episodio pilota di Twin Peaks. Siamo nel 1990, e un strana, stranissima serie tv creata da David Lynch e Mark Frost sta per fare la storia, aprendo di fatto un genere narrativo ma pure un certo immaginario culturale, somma di ansia, tensioni, e di una lotta eterna tra bene e male (non bisogna dimenticare che Lynch si \u00e8 sempre professato, personalmente, conservatore) che ha tanto del manicheo, del zoroastriano, e alcune volte persino del pagano.<\/p>\n<p>Twin Peaks ha aperto una stagione: quella del nostro gusto per il sovrannaturale su piccolo schermo. Per i salti di dimensione spazio-temporale, per ritmi di racconto attorcigliati su s\u00e9 stessi, per le storie che, nel pratico, potrebbero anche non portare da nessuna parte; e che invece, all\u2019interno, ingarbugliano le emozioni e ci fanno sentire capiti.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione di queste narrazioni d\u00e0 vita a una genealogia informale di rimandi, lasciti e citazioni: ma questa \u00e8 un\u2019altra storia. Per ora, vi lasciamo alcuni consigli di visione e re-visione. Per conoscere il genere attraverso i suoi capisaldi moderni e indagare una dimensione del brivido, dell\u2019inquietudine, e forse anche dell\u2019inconscio con strumenti diversi.<\/p>\n<p>A voi.<\/p>\n<li>\n<p>I segreti di Twin Peaks<br \/>\nDavid Lynch, Mark Frost<br \/>\n1990-2017<\/p>\n<p>L\u2019omicidio di Laura Palmer (Sheryl Lee) scardina la quiete di una cittadina del Pacifico nordoccidentale; l\u2019agente speciale Dale Cooper (Kyle MacLachlan) indaga tra sogni e (soprattutto) incubi, la Loggia Nera e gufi che non sono quello che sembrano. Venticinque anni dopo, come profetizzato, ecco il terzo e forse non ultimo capitolo. Ma purtroppo, Twin Peaks finir\u00e0 per sempre qui, dopo la scomparsa di <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/artista\/david-lynch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">David Lynch<\/a> nel 2025. Dal diktat dell\u2019ABC, che costrinse Lynch e Frost a rivelare l\u2019assassino a met\u00e0 seconda stagione, allo scaricamento della trama: pure questa serie non era quello che sembrava, alla fine. E da innocuo per quanto tenebroso thriller televisivo si \u00e8 trasformata in capostipite di sogni senza via d\u2019uscita, ragazzine statunitensi trucidate, e tristi e reali storie di droga. The O.C. non esisterebbe, d\u2019altronde, senza Twin Peaks. L\u2019abbiamo detto? L\u2019abbiamo detto.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Lost<br \/>\nJ.J. Abrams, Damon Lindelof, Jeffrey Lieber<br \/>\n2004-2010<\/p>\n<p>Chi la ama, chi la odia, chi la odia perch\u00e9 l\u2019amava e non \u00e8 finita come avrebbe voluto. Tutti, comunque, dai primi Duemila, devono fare i conti con Lost, nell\u2019immaginario e nella scrittura seriale. E con i superstiti di un volo precipitato su un\u2019isola che non \u00e8 affatto disabitata, e che forse non \u00e8 nemmeno davvero un\u2019isola. Tra mostri di fumo, numeri ricorrenti, salti temporali e una mitologia che per anni ha tenuto in ostaggio l\u2019intera cultura pop, il dottor Jack (Matthew Fox), l\u2019irrefrenabile Sawyer (Josh Holloway) e la not-so-pretty Kate Austen (<a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/artista\/evangeline-lilly\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Evangeline Lilly<\/a>, tutti i poster parlano di te) hanno composto in triangolo i sogni (e gli incubi) di ogni avventuriero dell\u2019immaginazione. Senza contare i nomi parlanti (Desmond Hume, John Locke, \u2026) e le innumerevoli scene madri: se vi dicessimo \u201cmano contro obl\u00f2\u201d?<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Wayward Pines<br \/>\nChad Hodge<br \/>\n2015-2016<\/p>\n<p>Ingiustamente sottovalutata, ma chi l\u2019ha incontrata non se la scorda mai. Idaho, giorni nostri: l\u2019agente Ethan Burke (<a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/artista\/matt-dillon\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Matt Dillon<\/a>) arriva in una cittadina apparentemente idilliaca per cercare due colleghi scomparsi. Presto scoprir\u00e0, per\u00f2, di non poterne pi\u00f9 uscire. E si dovr\u00e0 confrontare con una minaccia invisibile \u2013 o forse fin troppo chiara \u2013 proveniente dai boschi. M. Night Shyamalan dirige il pilot e produce l\u2019intera serie: \u00e8 la sua prima incursione televisiva. Ma Wayward Pines segna anche una delle prime rielaborazioni sull\u2019eredit\u00e0 congiunta di Lost e Twin Peaks (guardate nel trailer quel frame del viso di Matt Dillon\u2026): la cittadina statunitense-bomboniera che si rivela una trappola infernale, l\u2019impossibilit\u00e0 di uscire da un non-luogo. Una rielaborazione ed evoluzione tematica che, dagli anni Novanta a oggi, continua a proseguire nelle sue inquietudini (lo vedremo tra poco). Due sole stagioni, purtroppo.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>The OA<br \/>\nBrit Marling, Zal Batmanglij<br \/>\n2016-2019<\/p>\n<p>La serie pi\u00f9 weird degli ultimi anni. E non \u201cstrana\u201d \u00e0 la Twilight Zone: con The OA si entra in tutta un\u2019altra dimensione di realt\u00e0, letteralmente. Impossibile trovare appigli del mondo che conosciamo nella vicenda di Prairie Johnson, interpretata dalla creatrice Brit Marling stessa. Dopo sette anni di sparizione, la ragazza ricompare come dal nulla. Fin da bambina era stata cieca, ma ora \u00e8 capace di vedere. Nel mezzo della trasformazione, una storia di pre-morte, dimensioni parallele e movimenti coreografici salvifici simili a una danza sacra. Oltre a, ovviamente, una grande storia d\u2019amore karmico, esperimenti di laboratorio, e un professore cattivo (Jason Isaacs) che la ama come una figlia e che la vuole distruggere come il peggior nemico. Inutile dire che The OA ha diviso pubblico e critica in modo netto. E forse \u00e8 proprio per questo che Netflix ha deciso di cancellarla dopo due sole stagioni, nel pieno di un cliffhanger che ancora non abbiamo dimenticato.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Dark<br \/>\nBaran bo Odar, Jantje Friese<br \/>\n2017-2020<\/p>\n<p>Uno dei prodotti breakthrough pi\u00f9 apprezzati degli ultimi anni, e che ha fatto credere, purtroppo solo per un attimo, che potesse aprirsi un\u2019era di prosperit\u00e0 per le produzioni seriali Made in Germany (Dark, lo ricordiamo, \u00e8 la prima serie originale prodotta da Netflix Germania). Winden, giorni nostri: la scomparsa di un bambino apre un varco temporale che intreccia quattro famiglie su tre generazioni (il che riporta all\u2019annosa dimensione di provincia che tutti ben conosciamo). Alberi genealogici, linee temporali tenute insieme da mappe che gli stessi creatori hanno definito quasi ingestibili in fase di scrittura, e tante, tante emozioni. Odar e Friese hanno pi\u00f9 volte riconosciuto il debito verso Twin Peaks come modello di cittadina-enigma, e allo stesso tempo hanno contribuito, insieme a Stranger Things, a santificare il ritorno nella cultura pop degli anni Ottanta: ditemi se non pensate a quella stanza colorata e schizofrenica quando sentite You Spin Me Round (Like a Record)\u2026<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Hill House<br \/>\nMike Flanagan<br \/>\n2018<\/p>\n<p>Ispirazioni dalla (grande) letteratura di genere, una direzione attoriale che rifiuta i grandi nomi (per lavorare meglio sul personaggio o per questioni di budget, chiss\u00e0), una firma dell\u2019inquietante contemporaneo che va sempre a centro: Hill House pareva la solita serie Netflix con poco da dire; invece \u00e8 stata il bellissimo esordio pop di <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/artista\/mike-flanagan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Mike Flanagan<\/a>, auteur per l\u2019epoca della serialit\u00e0 liquida. La storia ha componenti sempreverdi: una famiglia, un dolore e una casa infestata. Protagonisti sono i cinque fratelli Crain, adulti e segnati, che tornano a fare i conti con l\u2019estate d\u2019infanzia trascorsa nell\u2019abitazione che li ha spezzati. Liberamente ispirata all\u2019omonimo romanzo di Shirley Jackson, la serie nasconde fantasmi negli sfondi di quasi ogni inquadratura: Flanagan ha confermato che l\u2019operazione era voluta, e i fan hanno passato mesi a scovarli fotogramma per fotogramma.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>The Haunting of Bly Manor<br \/>\nMike Flanagan<br \/>\n2020<\/p>\n<p>Seconda serie mono-stagione firmata da Mike Flanagan per Netflix, stavolta dichiaratamente romantica pi\u00f9 che horror: una giovane governante americana arriva a Bly Manor per occuparsi di due bambini orfani, e scopre che la tenuta custodisce fantasmi legati a decenni di amori e perdite. Il progetto adatta Il giro di vite di Henry James, con innesti da altri suoi racconti. Il risultato \u00e8 un equilibrismo sottile, ma perfettamente tenuto, tra brividi lungo la spina dorsale e fazzolettoni per chi si emoziona facilmente sul divano (come chi scrive). Curiosit\u00e0: buona parte del cast arriva direttamente da Hill House in ruoli completamente diversi, segno della \u201cfamiglia allargata\u201d a cui Flanagan si \u00e8 affezionato (nel cast \u00e8 riconoscibile soprattutto Victoria Pedretti).<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Midnight Mass<br \/>\nMike Flanagan<br \/>\n2021<\/p>\n<p>Terza serie mono-stagione Mike Flanagan x Netflix, terzo centro completo. Ma, questa volta, la storia si fa pi\u00f9 esistenziale, e chiama in causa (fisicamente) il sovrannaturale per eccellenza: l\u2019eterna lotta tra le forze del bene e quelle del male. Siamo sulla fittizia isola di Crockett: improvvisamente vi sbarca un nuovo sacerdote, padre Paul (Hamish Linklater), dopo la scomparsa del decano dell\u2019isola durante un viaggio in Terra Santa. Con lui, arrivano una serie di inspiegabili miracoli. Divisi tra fede e ragione, gli abitanti di Crockett sembrano impotenti di fronte alle meravigliose bizzarrie del nuovo venuto. Che per\u00f2, presto, rivela un lato pi\u00f9 oscuro e inavvicinabile. Quando poi una misteriosa creatura alata, antica e affamata comincia a farsi vedere nei cieli, la tranquillit\u00e0 dell\u2019isola \u00e8 definitivamente messa a repentaglio. Ancora una volta, un cast di non-divi per Flanagan, che prosegue nella sua ricerca \u201clontana dalle scene\u201d.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>From<br \/>\nJohn Griffin<br \/>\n2020\u2013<\/p>\n<p>Dal 2020 in avanti, complici i terrori pandemici del Covid-19, la serialit\u00e0 del sovrannaturale sembra orientarsi verso il recupero, la rilettura e l\u2019ibridazione di temi, topos e componenti esplorati nel recente passato. Succede con la cervellotica e very gripping From, attualmente alla quarta stagione e in attesa di una quinta e conclusiva. Una misteriosa cittadina nel cuore dell\u2019America intrappola chiunque vi entri. Non esiste sulle carte geografiche, ma solo in una dimensione parallela. Si manifesta nelle vite delle persone attraverso uno sbarramento lungo la strada che costringe alla deviazione; e a quel punto, \u00e8 troppo tardi. Non solo: di giorno gli abitanti (costretti a rifondare una sorta di normalit\u00e0) provano a mantenere una parvenza di civilizzazione, ma di notte devono sopravvivere a creature affamate che escono dal bosco. Tra sentori di Twin Peaks e Wayward Pines, c\u2019\u00e8 una sorta di Easter Egg che svela a priori la natura del progetto: Harold Perrineau, nel cast di Lost, torna qui come protagonista della serie. In un ruolo estremamente simile a quello ricoperto a suo tempo da Matthew Fox.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Widow\u2019s Bay<br \/>\nKatie Dippold<br \/>\n2026\u2013<\/p>\n<p>L\u2019ultima serie di questa lista \u00e8 molto, molto recente, e l\u2019abbiamo amata senza riserve. Perch\u00e9 Katie Dippold si \u00e8 inventata un mondo che tiene insieme davvero forse tutte le componenti vincenti dei racconti che l\u2019hanno preceduta (e che aggiunge una spruzzata di Stephen King-ismo). C\u2019\u00e8 la fede, c\u2019\u00e8 un\u2019isola maledetta, ci sono mostri nell\u2019oscurit\u00e0. C\u2019\u00e8 il sangue e c\u2019\u00e8 qualcosa che lega per la vita chi nasce sull\u2019isola alla sua terra. Siamo al largo del New England. Un sindaco giovane e inesperto, interpretato dall\u2019ottimo <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/artista\/matthew-rhys\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Matthew Rhys<\/a>, si \u00e8 intestato una missione: rilanciare turisticamente Widow\u2019s Bay nonostante i residenti pi\u00f9 anziani lo sconsiglino ripetutamente, citando spettri, nebbie e anatemi. La tensione corre sul filo del rasoio, e la verit\u00e0 \u00e8 che il genere funziona alla perfezione proprio quando si riescono a riconoscere tutti i riferimenti inseriti. A Widow\u2019s Bay riesce benissimo: e noi aspettiamo con ansia la seconda stagione.<\/p>\n<\/li>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tutto comincia (spesso) con una scomparsa, o con una morte: \u00e8 cos\u00ec che capita nell\u2019episodio pilota di Twin&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":632068,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1444],"tags":[28625,203,10652,204,1537,90,89,35618,348762,3166,131767,348763,348764,287581,253,267995,348765,261455],"class_list":["post-632067","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tv","tag-dark","tag-entertainment","tag-from","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lost","tag-midnight-mass","tag-netflix","tag-serie-netflix","tag-the-haunting-of-bly-manor","tag-the-haunting-of-hill-house","tag-the-oa","tag-tv","tag-twin-peaks","tag-wayward-pines","tag-widows-bay"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117093886066610552","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/632067","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=632067"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/632067\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/632068"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=632067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=632067"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=632067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}