{"id":632074,"date":"2026-08-14T12:37:14","date_gmt":"2026-08-14T12:37:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/632074\/"},"modified":"2026-08-14T12:37:14","modified_gmt":"2026-08-14T12:37:14","slug":"pacemaker-infetto-a-27-anni-senza-speranze-ma-una-equipe-non-si-e-arresa-e-lha-salvata-col-metodo-pisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/632074\/","title":{"rendered":"Pacemaker infetto, a 27 anni senza speranze. Ma una \u00e9quipe\u00a0non si \u00e8 arresa e l\u2019ha salvata col \u201cmetodo Pisa\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Pisa, 14 agosto 2026 \u2013\u00a0Dalla perdita di speranze alla rinascita, una storia eccezionale di buona sanit\u00e0 arriva da <strong>Pisa<\/strong>. Al centro della vicenda c\u2019\u00e8 una giovane donna di 27 anni con <strong>sindrome di Down <\/strong>che<strong>\u00a0<\/strong>porta un <strong>pacemaker<\/strong>\u00a0fin dall\u2019et\u00e0 neonatale: le possibilit\u00e0 di una cura definitiva sembravano esaurite dopo che una <strong>grave infezione <\/strong>aveva colpito il sistema di stimolazione cardiaca. La 27enne\u00a0era stata giudicata <strong>inoperabile <\/strong>per l\u2019alto rischio in altri centri, dove era stata avviata a una <strong>terapia antibiotica <\/strong>continuativa con <strong>finalit\u00e0 palliative<\/strong>.<\/p>\n<p>Approfondisci:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lanazione.it\/firenze\/cronaca\/salute--h886opjx\" class=\"ArticleEmbed_article__embed__content__Jzqnz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Un&#8217;istruzione pi\u00f9 alta protegge il cervello dai danni delle malattie vascolari. Il primo studio al mondo<img alt=\"Un'istruzione pi\u00f9 alta protegge il cervello dai danni delle malattie vascolari. Il primo studio al mondo\" loading=\"lazy\" width=\"140\" height=\"78\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/2223400687.webp\"\/><\/a><br \/>\nLa svolta <\/p>\n<p>A <strong>Pisa<\/strong>, per\u00f2, grazie a un intervento mini-invasivo di eccezionale complessit\u00e0 eseguito alcuni giorni fa dal gruppo di aritmologi dell\u2019Unit\u00e0 operativa di Cardiologia 2 dell\u2019<a rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ao-pisa.toscana.it\/\" target=\"_blank\"><strong>Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana<\/strong><\/a>, la giovane ha potuto finalmente trovare una terapia curativa.<\/p>\n<p>Il pacemaker le era stato impiantato a <strong>tre mesi di vita <\/strong>in un centro pediatrico italiano di eccellenza per una grave <strong>cardiopatia congenita <\/strong>ma, alla fine del 2025, era insorta una grave <strong>infezione <\/strong>del dispositivo causata dal <strong>batterio <\/strong>Pseudomonas aeruginosa, uno dei pi\u00f9 difficili da trattare nei pazienti portatori di cateteri cardiaci impiantabili.<\/p>\n<p>Un quadro complicato <\/p>\n<p>Bisognava quindi rimuoverlo interamente con approccio ibrido interventistico-chirurgico ma la procedura era stata giudicata estremamente difficile in quanto il principale elettrocatetere, impiantato 27 anni prima, era stato successivamente tagliato durante un precedente tentativo di gestione dell\u2019infezione ma era soprattutto fortemente <strong>incorporato<\/strong>\u00a0nei tessuti e nei vasi lungo il decorso venoso e cardiaco. A questo si sommavano il grave quadro infettivo in atto e le condizioni respiratorie della paziente, particolarmente <strong>fragile <\/strong>anche dal punto di vista anestesiologico.<\/p>\n<p>Per tutti questi motivi\u00a0nel centro di provenienza della paziente era stato scelto un <strong>trattamento conservativo <\/strong>(infusione continua di <strong>antibiotico <\/strong>come strategia temporanea in attesa di una possibile soluzione definitiva). La svolta \u00e8 arrivata grazie alla richiesta della famiglia che, conoscendo l\u2019esperienza maturata dal centro pisano nelle estrazioni complesse di dispositivi cardiaci infetti o malfunzionanti, ha richiesto una nuova valutazione del caso, che \u00e8 stato quindi discusso collegialmente dall\u2019azienda ospedaliero universitaria pisana da <strong>Giulio Zucchelli<\/strong>, direttore della Cardiologia 2, <strong>Rubia Baldassarri<\/strong>, direttrice facente funzione dell\u2019Anestesia e rianimazione cardio-toraco-vascolare e da <strong>Andrea Colli<\/strong>, direttore della Cardiochirurgia.<\/p>\n<p>La valutazione <\/p>\n<p>Dopo un\u2019attenta valutazione multidisciplinare, il team ha deciso di procedere con un approccio completamente mini-invasivo, evitando una procedura cardiochirurgica tradizionale proprio in considerazione delle condizioni cliniche estremamente delicate della paziente. L\u2019intervento, durato circa <strong>sei ore<\/strong>, \u00e8 stato eseguito dallo stesso Zucchelli come primo operatore, con la collaborazione dei colleghi aritmologi <strong>Luca Segreti<\/strong>, <strong>Gino Grifoni <\/strong>e <strong>Matteo Parollo <\/strong>e con il supporto dell\u2019anestesista <strong>Carlo Pasquini<\/strong>, oltre a tutto lo staff infermieristico e tecnico di sala.<\/p>\n<p>Approfondisci:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lanazione.it\/pisa\/cronaca\/trapianto-fegato-ipertermia-g1hw34wa\" class=\"ArticleEmbed_article__embed__content__Jzqnz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tumore al fegato, ma \u00e8 \u2018allergico\u2019 all\u2019anestesia: a Pisa eseguito il trapianto che far\u00e0 scuola<img alt=\"Tumore al fegato, ma \u00e8 \u2018allergico\u2019 all\u2019anestesia: a Pisa eseguito il trapianto che far\u00e0 scuola\" loading=\"lazy\" width=\"140\" height=\"78\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/100427411969_radaelli_xxxxxxxxx04198-96374348.webp\"\/><\/a><br \/>\nIl \u201cmetodo Pisa\u201d o \u201cPisa approach\u201d copiato in tutto il mondo <\/p>\n<p>Grazie alla tecnica denominata \u201c<strong>Pisa Approach<\/strong>\u201d, ideata e sviluppata proprio dalla Aoup e <strong>copiata in tutto il mondo<\/strong>, \u00e8 stato possibile rimuovere completamente il vecchio elettrocatetere dalla vena giugulare attraverso l\u2019impiego di dilatatori meccanici. Una procedura resa possibile dall\u2019esperienza maturata dal gruppo nell\u2019ambito delle estrazioni transvenose complesse e dalla capacit\u00e0 di adattare la strategia interventistica alle caratteristiche del singolo paziente.<\/p>\n<p>Dopo la completa rimozione del sistema infetto, dalla stessa via di accesso \u00e8 stato impiantato un innovativo pacemaker <strong>senza fili <\/strong>bicamerale di ultima generazione, consentendo contestualmente la rimozione del secondo dispositivo precedentemente posizionato in sede sottoclaveare destra, dopo il taglio del vecchio elettrocatetere. Il decorso postoperatorio \u00e8 stato regolare. La paziente si \u00e8 risvegliata senza complicanze ed \u00e8 stata successivamente trasferita al centro di provenienza per completare la terapia antibiotica.<\/p>\n<p>\u201cEccezionale complessit\u00e0\u201d <\/p>\n<p>&#8220;Ci siamo trovati di fronte a un caso di eccezionale complessit\u00e0 \u2013 spiega Giulio Zucchelli \u2013\u00a0L\u2019et\u00e0 quasi trentennale dell\u2019elettrocatetere, oltretutto successivamente tagliato, la grave infezione batterica e la sindrome di Down, con conseguente particolare fragilit\u00e0\u00a0sotto il profilo clinico, anestesiologico e respiratorio, rendevano questa procedura una sfida estremamente impegnativa. La possibilit\u00e0 di adottare un approccio mini-invasivo, grazie all\u2019esperienza del nostro gruppo e alla collaborazione multidisciplinare con la Cardiochirurgia e la Cardioanestesia, ha consentito di offrirle finalmente una terapia curativa quando le alternative disponibili erano ormai estremamente limitate\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSono orgogliosa di dirigere un&#8217;Azienda sanitaria caratterizzata dalla presenza di straordinarie professionalit\u00e0; nello specifico, il team di aritmologi della Cardiologia 2 dell\u2019Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana \u2013 dichiara la direttrice generale dell\u2019Aoup <strong>Katia Belvedere<\/strong> \u2013 rappresenta da diversi anni un centro che definirei pionieristico in Italia e non solo nell\u2019estrazione transvenosa degli elettrocateteri e per il trattamento delle aritmie cardiache pi\u00f9 complesse, dalla fibrillazione atriale alle tachicardie ventricolari. Qui si effettuano procedure di ablazione transcatetere e impianti di dispositivi cardiaci ad alta tecnologia per i quali siamo certamente un punto di riferimento nazionale. Un ringraziamento doveroso per\u00f2 a tutta l\u2019\u00e9quipe multidisciplinare che ha eseguito questo intervento straordinario, che rappresenta un primato italiano. Confermo pertanto l\u2019impegno costante da parte nostra a supportare tutti i professionisti affinch\u00e9 l\u2019Aoup sia sempre pi\u00f9 attrattiva per tutta una serie di linee di eccellenza che la caratterizzano\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pisa, 14 agosto 2026 \u2013\u00a0Dalla perdita di speranze alla rinascita, una storia eccezionale di buona sanit\u00e0 arriva da&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":632075,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[86290,37725,239,265380,1537,90,89,5950,8358,3124,240,28924,15929],"class_list":["post-632074","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-arresa","tag-equipe","tag-health","tag-infetto","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-metodo","tag-pacemaker","tag-pisa","tag-salute","tag-salvata","tag-speranze"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117093902424801369","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/632074","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=632074"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/632074\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/632075"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=632074"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=632074"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=632074"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}