{"id":632866,"date":"2026-08-15T00:24:19","date_gmt":"2026-08-15T00:24:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/632866\/"},"modified":"2026-08-15T00:24:19","modified_gmt":"2026-08-15T00:24:19","slug":"nellintestino-alcuni-batteri-producono-una-molecola-che-puo-frenare-i-virus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/632866\/","title":{"rendered":"Nell\u2019intestino alcuni batteri producono una molecola che pu\u00f2 frenare i virus"},"content":{"rendered":"<p>Considerato soprattutto come il luogo nel quale miliardi di microrganismi convivono con il nostro organismo, l\u2019intestino si rivela ora anche una sorprendente officina antivirale: alcuni batteri commensali \u2014 cio\u00e8 i normali abitanti del microbiota \u2014 producono infatti una molecola capace di rendere le cellule meno adatte alla moltiplicazione dei virus. Lo indica uno studio pubblicato il <strong>13 agosto su Nature Communications<\/strong>, che ricostruisce un collegamento preciso fra metabolismo batterico, attivit\u00e0 cellulare e replicazione virale.<\/p>\n<p>L\u2019indagine \u00e8 cominciata con giovani macachi esposti allo SHIV, impiegato come modello dell\u2019infezione da HIV. Negli animali pi\u00f9 resistenti risultavano maggiormente presenti il Lactobacillus gasseri e alcuni batteri della famiglia delle Lachnospiraceae. Gli studiosi sono quindi passati a ceppi di origine umana, fra i quali Clostridium immunis e Ruminococcus gnavus: messi alla prova in colture cellulari e in cellule immunitarie umane, questi microrganismi hanno prodotto una marcata riduzione della replicazione dell\u2019HIV. Ma non \u00e8 tutto. Il risultato non si limita alla generica constatazione che certi batteri siano \u201cbenefici\u201d: gli esperimenti hanno consentito di individuare l\u2019ingranaggio biochimico dal quale dipenderebbe l\u2019effetto.<\/p>\n<p>Al centro del meccanismo vi \u00e8 <strong>ArAT<\/strong> (aromatic amino acid aminotransferase), un enzima con cui i batteri trasformano alcuni amminoacidi aromatici. Quando il gene responsabile della sua produzione \u00e8 stato inattivato in C. immunis, gran parte dell\u2019azione antivirale \u00e8 scomparsa. A quel punto i ricercatori hanno esaminato le sostanze liberate dal batterio e, fra 214 molecole annotate, ne hanno isolata una particolarmente attiva: l\u2019acido 3-indololattico (ILA), derivato dal metabolismo del triptofano. Somministrato da solo alle cellule, l\u2019ILA \u00e8 bastato a ridurre l\u2019infezione da HIV.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107799\/tumore-della-prostata-5-sedute-di-radioterapia-invece-di-20-o-28.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_13\/ChatGPT_Image_13_ago_2026%2C_22_28_29-1786652920332.jpg--tumore_della_prostata__5_sedute_di_radioterapia_invece_di_20_o_28.webp?1786652920778\"\/><\/a><\/p>\n<p>Come pu\u00f2 una molecola fabbricata nell\u2019intestino ostacolare un virus? Ecco il passaggio decisivo. L\u2019ILA attiva AhR, il recettore degli idrocarburi arilici, una sorta di centralina che regola l\u2019espressione di numerosi geni; pi\u00f9 a valle diminuisce CDK1, una proteina che contribuisce indirettamente a mantenere disponibili i \u201cmattoni\u201d necessari per costruire il DNA virale. Per intenderci, il batterio non si comporta come un\u2019arma che colpisce il virus, ma come un tecnico che chiude alcuni rubinetti della sua officina: il virus entra nella cellula, ma trova meno materiale con cui riprodursi. \u00c8 questo l\u2019aspetto pi\u00f9 notevole della scoperta: <strong>non viene aggredito direttamente il virus, viene modificato il terreno cellulare<\/strong> di cui esso ha bisogno.<\/p>\n<p>Lo stesso circuito dipendente da ArAT ha mostrato attivit\u00e0 anche contro il citomegalovirus (CMV), assai diverso dall\u2019HIV sotto il profilo biologico. Si \u00e8 dunque cercata nell\u2019uomo la medesima firma microbica. In una coorte ad alto rischio di HIV \u2014 9 persone che successivamente si sono sieroconvertite e 20 rimaste negative \u2014 il gene batterico araT era gi\u00e0 meno abbondante, prima della sieroconversione, negli individui che sarebbero poi risultati infetti.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107813\/lo-scompenso-cardiaco-puo-colpire-anche-il-cervello-scoperto-come-potrebbe-far-perdere-sinapsi.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_14\/ChatGPT_Image_14_ago_2026%2C_08_57_48-1786690696455.jpg--lo_scompenso_cardiaco_puo_colpire_anche_il_cervello__scoperto_come_potrebbe_far_perdere_sinapsi.webp?1786690696836\"\/><\/a><\/p>\n<p>Un altro segnale \u00e8 emerso in <strong>72 bambini sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche<\/strong>, e perci\u00f2 particolarmente vulnerabili al citomegalovirus: dopo il trapianto l\u2019abbondanza di araT diminuiva soprattutto nei bambini che sviluppavano una viremia da CMV, vale a dire la presenza del virus nel sangue. Infine sono state seguite 285 persone esposte in casa al SARS-CoV-2. In questo caso il gene non distingueva chi avrebbe contratto l\u2019infezione da chi sarebbe rimasto negativo; fra gli infetti, tuttavia, era pi\u00f9 abbondante nei soggetti asintomatici rispetto a quelli con sintomi, sebbene tutti avessero sviluppato una malattia lieve.<\/p>\n<p>Tre contesti virali differenti, dunque, e una traccia coerente. Ma attenzione: nelle coorti umane si tratta di un\u2019associazione, non della prova che araT o l\u2019ILA abbiano protetto direttamente le persone osservate. Gli esperimenti capaci di mostrare un rapporto di causa ed effetto sono stati condotti soprattutto in vitro ed ex vivo, cio\u00e8 rispettivamente in colture di laboratorio e in cellule prelevate dall\u2019organismo; nell\u2019uomo \u00e8 stata invece misurata l\u2019abbondanza del gene microbico, senza somministrare la molecola e senza verificarne l\u2019efficacia come trattamento.<\/p>\n<p>A scanso di equivoci, lo studio non dimostra che un probiotico possa prevenire HIV, CMV, Covid o altre infezioni; n\u00e9 autorizza a pensare che consumare pi\u00f9 alimenti contenenti triptofano faccia aumentare automaticamente la produzione di ILA. Anche AhR \u00e8 un recettore assai complesso e pu\u00f2 produrre effetti differenti secondo il virus, il tipo di cellula e la sostanza che lo attiva. Occorrer\u00e0 quindi confermare il fenomeno in modelli animali d\u2019infezione e, soltanto in seguito, valutarlo in eventuali studi clinici. <strong>Non abbiamo ancora un nuovo antivirale<\/strong>: abbiamo per\u00f2 un possibile bersaglio, ricavato da una funzione naturale dei nostri batteri intestinali. Resta da vedere se questa piccola fabbrica chimica sapr\u00e0 lavorare anche fuori dal laboratorio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_14_ago_2026,_19_20_39-1786728059711.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Jiang D., Soo N., Tan C.Y. et al., \u201cCommensal bacteria inhibit viral infections via a tryptophan metabolite\u201d, Nature Communications, pubblicato il 13 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41467-026-76412-8.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-026-76412-8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Considerato soprattutto come il luogo nel quale miliardi di microrganismi convivono con il nostro organismo, l\u2019intestino si rivela&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":632867,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[349360,349362,347022,349359,239,14688,1537,90,89,8592,349361,240,71159],"class_list":["post-632866","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-acido-3-indololattico","tag-arat-enzima","tag-cmv","tag-effetto-antivirale-batterico","tag-health","tag-hiv","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-microbiota-intestinale","tag-recettore-ahr","tag-salute","tag-sars-cov-2"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117096682641663690","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/632866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=632866"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/632866\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/632867"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=632866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=632866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=632866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}