{"id":633043,"date":"2026-08-15T03:38:16","date_gmt":"2026-08-15T03:38:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/633043\/"},"modified":"2026-08-15T03:38:16","modified_gmt":"2026-08-15T03:38:16","slug":"occupazione-in-spagna-spinta-da-immigrati-e-falsi-indeterminati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/633043\/","title":{"rendered":"Occupazione in Spagna spinta da immigrati e \u201cfalsi indeterminati\u201d"},"content":{"rendered":"<p>A Madrid \u00e8 considerato \u00abun caos statistico\u00bb. Cos\u00ec titola il quotidiano El Economista chiedendosi quanti lavoratori stagionali che oggi hanno un contratto cosiddetto &#8220;fisso discontinuo&#8221; ritornino realmente all&#8217;opera una volta terminato il periodo di inattivit\u00e0 concesso da questo genere di accordi.<\/p>\n<p>Oggi un numero imprecisato di lavoratori, tra <strong>700 mila e un milione a seconda delle stime<\/strong>, ha infatti un tipo di contratto che formalmente \u00e8 considerato a tempo indeterminato pur alternando periodi di attivit\u00e0 a periodi di non lavoro nei quali non viene incassato alcun salario. In questi periodi di vuoto, tuttavia, questi lavoratori non sono conteggiati dalle statistiche alla voce disoccupati.<\/p>\n<p>Un norma che <strong>incide appunto sulle statistiche<\/strong>. La <strong>quota ufficiale di lavoro a termine in <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/spagna\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Spagna<\/a> \u00e8 oggi al 15,1% da un picco pre-riforma del lavoro del 25,6%<\/strong> \u00abIl calo \u00e8 larga parte nominalistico\u00bb, spiega una analisi della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro che mette a confronto la realt\u00e0 italiana con quella spagnola. La conclusione \u00e8 che in <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/italia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Italia<\/a><\/strong> \u00absi evidenzia una <strong>qualit\u00e0 del mercato del lavoro &#8211; caratterizzata da maggiore stabilit\u00e0 e lavoro qualificato &#8211; molto diversa dalla Spagna<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Le statistiche <\/p>\n<p>Uno dei problemi sono appunto i contratti \u00abfijos discontinuos\u00bb, scrivono gli autori, <strong>i fissi discontinui definiti anche come \u00abfalsi indeterminati\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Includendo tra le file dei disoccupati anche gli stagionali che non lavorano, <strong>il tasso di disoccupazione salirebbe dal 9,9% (ai minimi dal 2008 ma il pi\u00f9 alto nell&#8217;area <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/ocse\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ocse<\/a>) a circa il 12%<\/strong>, rileva l&#8217;analisi, tracciando anche un confronto con l&#8217;Italia dove, nell&#8217;ultimo triennio, la quota di indeterminato e di autonomi strutturati \u00e8 cresciuta, mentre sono calati i dipendenti a termine, scesi dal <strong>16% al 14,7%<\/strong>. <strong>Il tasso di disoccupazione ha toccato i minimi da quando esistono le serie storiche<\/strong>.<\/p>\n<p>La stampa economica spagnola si pone quindi alcune domande: <strong>quanti sono effettivamente lavoratori stagionali<\/strong>; quanti sono lavoratori stagionali ma in realt\u00e0 sono impiegati e si limitano a rinnovare la propria candidatura; e quanti sono effettivamente diventati inattivi.<\/p>\n<p>I numeri messi in fila dai Consulenti del lavoro si inseriscono anche nel contesto del tipo di occupazione creata negli ultimi anni. In Spagna, evidenzia lo studio, \u00absi concentra nei settori alberghiero della ristorazione, nel commercio e nelle attivit\u00e0 legate al tempo libero, comparti ad alta intensit\u00e0 di manodopera, prociclici e caratterizzati da <strong>salari inferiori alla media<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il solo settore alberghiero e della ristorazione, da cui deriva il 5% del valore aggiunto nazionale, assorbe da solo il 10% delle ore lavorate<\/strong>. Mentre in Italia pur con un peso rilevante il turismo \u00e8 una componente che si somma alla manifattura, alle costruzioni, al farmaceutico e alla spinta collegata al Piano nazionale di ripresa e resilienza.<\/p>\n<p>\u00abEd \u00e8 questo mix ad <strong>aver sostenuto la crescita del Mezzogiorno<\/strong>\u00bb, ricordano gli autori sottolineando come <strong>nel 2025 gli occupati al Sud siano cresciuti dell&#8217;1,5% in pi\u00f9 rispetto al Nord<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;altro pilastro che contribuisce all&#8217;occupazione spagnola, oltre agli &#8220;stagionali con il posto fisso&#8221;, \u00e8 il ruolo giocato dall&#8217;immigrazione.<\/p>\n<p><strong>Gli occupati stranieri sono 2,6 milioni, ossia il 10,7% del totale<\/strong>. Di <strong>1,3 milioni di assunzioni programmate dalle imprese, il 23% \u00e8 fatta da lavoratori stranieri<\/strong>, che corrispondono, secondo le stime ufficiali, al <strong>44,5% dell&#8217;occupazione creata dalla riforma del lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo le analisi indipendenti, questa percentuale \u00e8 anche pi\u00f9 alta. <strong>Negli ultimi quattro anni gli stranieri iscritti alla previdenza sociale spagnola sono stati quasi un milione, 350 mila solo nell&#8217;ultimo anno<\/strong>. \u00abL&#8217;immigrazione spiega il <strong>47% della crescita del pil spagnolo dal 2022<\/strong>\u00bb, evidenziano i Consulenti del Lavoro, \u00abnon \u00e8 un giudizio di valore, la ma constatazione che quello spagnole \u00e8 un modello di crescita estensiva fondato sull&#8217;aumento della forza lavoro a basso costo, nel quale gli stranieri rappresentano <strong>un terzo degli addetti nel settore alberghiero e della ristorazione, il 29% degli impiegati in agricoltura e il 26% di quelli occupati nelle costruzioni<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>La trappola <\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 quello di avvitarsi in quella che gli autori definiscono \u00abla trappola mediterranea\u00bb: ossia una <strong>crescita basata su turismo e servizi alla persona, che alla fine produce effetti collaterali a partire dal lavoro nero e ha conseguenze sulla produttivit\u00e0<\/strong>. \u00abUn modello di crescita che aggiunge occupati senza aggiungere valore\u00bb.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un altro dato sulla qualit\u00e0 dell&#8217;occupazione sottolineato nell&#8217;approfondimento del Consulenti del lavoro. Da una parte la <strong>Spagna ha un bacino di disoccupati, circa 2,5 milioni<\/strong> e \u00abuna domanda di lavoro che, salvo alcune nicchie, non richiede competenze qualificate\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia ha un problema contrario: \u00abuna domanda di lavoro qualificato, tecnico e manifatturiero, che tuttavia, non trova una risposta adeguata\u00bb.<\/p>\n<p>Una domanda che resta insoddisfatta, <strong>mancano circa 2,7 milioni di posizioni<\/strong>, mentre il potenziale bacino di inattivi, donne del Mezzogiorno e giovani che non studiano o lavorano si riduce troppo lentamente e i canali migratori non selezionano le competenza richieste.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Risparmio e investimenti, ogni venerd\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A Madrid \u00e8 considerato \u00abun caos statistico\u00bb. 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