{"id":633243,"date":"2026-08-15T07:15:13","date_gmt":"2026-08-15T07:15:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/633243\/"},"modified":"2026-08-15T07:15:13","modified_gmt":"2026-08-15T07:15:13","slug":"anchorage-un-anno-dopo-il-vertice-irrilevante-che-illuse-putin-la-citta-multietnica-dove-parti-il-boom-petrolifero-oggi-proietta-gli-usa-verso-lartico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/633243\/","title":{"rendered":"Anchorage un anno dopo il vertice (irrilevante) che illuse Putin: la citt\u00e0 multietnica dove part\u00ec il boom petrolifero oggi proietta gli Usa verso l&#8217;Artico"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Rampini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Lo Zar voleva imporre la sua pace. Sottovalut\u00f2 la volatilit\u00e0 di Trump e la forza ucraina<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nulla \u00e8 andato come  previsto, o come  temevamo.<b> Il bilancio \u00e8  sconcertante, tornando sul luogo del famigerato summit un anno dopo.<\/b> Ferragosto 2025: Vladimir Putin atterrava qui. A invitarlo <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_ottobre_17\/tirate-storiche-voci-alzate-e-un-pranzo-annullato-la-ricostruzione-dell-incontro-trump-putin-in-alaska-93588370-6579-4461-b160-d5b361d61xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nella capitale dell\u2019Alaska<\/a> era stato Donald Trump. Tappeto rosso,  trattamento di riguardo, lo Zar incass\u00f2 subito un trionfo d\u2019immagine.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Joe Biden lo aveva isolato, sanzionato, perfino insultato (\u00abmacellaio\u00bb),<\/b> condannato come un paria. <b>Trump lo sdoganava<\/b>, gli regalava una legittimit\u00e0 preziosa. L\u2019orgoglio nazionale russo era appagato in quel vertice alla pari, tra superpotenze dello stesso rango. E cos\u00ec Putin si \u00e8 illuso.                     Come tanti, ha attribuito al presidente americano un disegno, una strategia, una coerenza inesistenti.\u00a0Anchorage \u00e8 stata il teatro di una sceneggiata ingannevole.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Osservatorio sul futuro\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Osservatorio sul futuro Venduta dallo Zar Alessandro II nel 1867 per soli sette milioni di dollari (all\u2019epoca considerati troppi per una landa desolata, inospitale e dal clima estremo), l\u2019Alaska \u00e8 il pi\u00f9 vasto dei 50 Stati Uniti, la sua superficie supera Germania, Francia, Italia e Inghilterra messe insieme.   Anchorage \u00e8 un luogo speciale da cui osservare il mondo, sotto molte angolature: competizione fra potenze per l\u2019energia e altre risorse rare, escalation militare, cambiamento climatico, danni all\u2019ambiente. Ha avuto anche un ruolo di laboratorio politico. Il trumpismo ebbe una pioniera proprio qui. <b>Nel 2008 la presidenza di George W. Bush volgeva al termine, un tramonto macchiato da due guerre interminabili <\/b>(Afghanistan, Iraq) e dalla crisi dei mutui. Mentre sorgeva la stella di Barack Obama, i repubblicani tentavano di salvarsi dal naufragio nominando come candidato presidenziale un galantuomo, un eroe di guerra, il senatore John McCain. Ma sentendo montare la rabbia popolare anti-establishment lui si scelse come vice la governatrice dell\u2019Alaska, Sarah Palin: <b>personaggio volgare e inquietante, anticipava molti aspetti dell\u2019America Maga<\/b>, compreso il disprezzo verso gli esperti. In una delle battute con cui catturava l\u2019attenzione dei media, lei si defin\u00ec un\u2019esperta di geopolitica per il semplice fatto che da casa sua vedeva le coste della Russia\u2026<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ancora oggi l\u2019Alaska \u00e8 uno Stato \u00abrosso\u00bb, cio\u00e8 repubblicano:<\/b> \u00e8 dal 1964 che un candidato democratico alla Casa Bianca non vince qui, e Trump ha avuto un margine del 13%. Tuttavia la senatrice locale, la repubblicana Lisa Murkowski, \u00e8 di un\u2019indipendenza leggendaria, si scontra spesso col presidente, vot\u00f2 il suo impeachment per l\u2019assalto del 6 gennaio 2021 al Campidoglio.\u00a0<\/p>\n<p>    Contesa tra i ghiacci<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anchorage, con i suoi trecentomila abitanti, \u00e8 una delle citt\u00e0 pi\u00f9 multietniche d\u2019America; l\u2019intero Stato \u00e8 cosparso di omaggi progressisti alla storia e ai diritti dei nativi, a cominciare dagli Inuit (la stessa etnia della Groenlandia). <b>Le guide turistiche che accompagnano i crocieristi tra i fiordi di Seward e Whittier sono istruite a descrivere nei minimi dettagli l\u2019avanzato scioglimento dei ghiacciai<\/b>. Il negazionismo climatico non ha diritto di cittadinanza a questa latitudine. E al tempo stesso, l\u2019Alaska \u00e8 una delle aree geografiche \u2014 insieme con la Russia e il Canada \u2014 che si possono definire \u00abvincitrici\u00bb nel cambiamento climatico, in quanto i benefici del riscaldamento superano i danni: <b>dal boom del turismo all\u2019apertura di nuove vie navigabili, dall\u2019aumento dei terreni coltivabili al minor costo di estrazione per energia e risorse minerarie<\/b>. Ogni evoluzione ambientale ed energetica degli Stati Uniti ha avuto in Alaska un\u2019anticipazione e un laboratorio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Part\u00ec da qui negli anni Settanta il boom petrolifero che preannunciava la riscossa americana, la riconquista dell\u2019autosufficienza e del primato mondiale, poi consolidata sotto Barack Obama con la rivoluzione tecnologica del fracking, l\u2019estrazione dello shale gas. <b>\u00c8 quella leadership che Trump ha voluto rafforzare trasformando gli Stati Uniti nell\u2019arbitro mondiale dei mercati energetici<\/b>: ha collezionato successi (Venezuela, vendite di gas a Europa e Giappone) prima di schiantarsi sulla rappresaglia iraniana a Hormuz.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma sempre l\u2019Alaska fu anche la vittima di una delle pi\u00f9 gravi catastrofi ambientaliste della storia<b>: l\u2019incidente della superpetroliera Exxon Valdez nel 1989, una \u00abmarea nera\u00bb che richiese anni di lavori<\/b> (e processi) per essere ripulita. Oggi questo Stato continua ad essere una frontiera contesa fra business dell\u2019energia e mobilitazioni ambientaliste per le tutela di aree protette.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Grazie all\u2019Alaska gli Stati Uniti proiettano ambizioni territoriali, <\/b>strategiche ed economiche verso l\u2019Artico. <b>Il Grande Nord sta diventando affollato e Trump \u00e8 solo uno dei tanti ad averlo capito<\/b>. La Russia militarmente ha una presenza antica e soverchiante, come dimostra la sua superiorit\u00e0 numerica in navi rompi-ghiaccio, ancora essenziali per garantirsi l\u2019agibilit\u00e0 delle rotte. La Cina, con un\u2019acrobazia giuridico-diplomatica, si auto-definisce \u00abnazione quasi artica\u00bb e accampa pretese su quelle aree. L\u2019asse Mosca-Pechino funziona perch\u00e9 a Putin mancano tecnologie e capitali per sfruttare le risorse del Grande Nord, mentre Xi pu\u00f2 sopperire. Al momento alcune delle riserve che l\u2019Artico possiede \u2014 energia, minerali \u2014 sono troppo costose da estrarre, agli scenari di fanta-geopolitica per adesso non corrisponde un interesse economico reale da parte dell\u2019industria petrolifera e mineraria.<b>\u00a0Ma il tempo e il cambiamento climatico lavorano per aprire nuove opportunit\u00e0<\/b>, e le potenze vogliono essere pronte.<\/p>\n<p>    Un summit senza svolta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo ci riporta al punto di partenza: la geopolitica e il vertice di un anno fa. Molti inorridirono nel Ferragosto 2025 di fronte all\u2019incubo di un asse Trump-Putin, che poteva significare la fine dell\u2019Ucraina. Cinque mesi dopo le cose peggiorarono quando al World Economic Forum di Davos il presidente americano lanci\u00f2 le sue minacce sulla Groenlandia, suscitando allarme in Danimarca e in tutta l\u2019Europa. <b>Gli eventi hanno preso una piega diversa. A cominciare dall\u2019Artico: dove le speranze americane di contenere l\u2019avanzata sino-russa poggiano sull\u2019aiuto di alleati europei<\/b>. La Finlandia \u00e8 la pi\u00f9 preziosa fornitrice di nuove navi rompi-ghiaccio per la Guardia Costiera Usa, i cantieri di Helsinki hanno capacit\u00e0 produttive che l\u2019America ha perso da tempo. La Norvegia \u00e8 al tempo stesso partner e concorrente: \u00e8 il campione europeo nello sfruttamento di risorse fossili, vanta gli impianti di estrazione pi\u00f9 a Nord di tutto il pianeta, \u00e8 una potenza tecnologica in questo campo, non ha remore politiche o ambientaliste per proseguire l\u2019avanzata pi\u00f9 a settentrione. Il paradosso \u00e8 evidente: <b>il riscaldamento prodotto in larga misura dall\u2019uso delle energie fossili rende pi\u00f9 accessibili proprio nuovi giacimenti di petrolio e gas<\/b>.<\/p>\n<p>    Scritto nel fango<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il rapporto Usa-Europa fa tornare al Ferragosto 2025. Quel summit fu l\u2019inizio di una serie di errori di calcolo. Venne frainteso da Putin: per usare un\u2019espressione cara a Trump, credette di \u00abavere tutte le carte\u00bb. Impressionato dalla scenografia di Anchorage, un anno fa lo Zar si illuse di poter negoziare direttamente con Trump, sopra la testa di Zelensky, una rapida capitolazione di Kiev. Aveva fatto i conti senza la volatilit\u00e0 del leader americano, e senza le risorse sorprendenti degli ucraini. <b>Gli exploit tecnologici delle forze armate ucraine non sfuggirono al Pentagono<\/b>; tanto pi\u00f9 dopo la lezione iraniana sulla guerra asimmetrica e low-cost dei droni. Ben presto Kiev divenne un fornitore di know how, esportatore di capacit\u00e0 belliche: vendute agli Stati Uniti, alla Germania, agli Emirati. Trump, colpito dai nuovi rapporti di forze e sotto pressione da un\u2019alleanza di falchi Usa (Rubio, il Pentagono, i neoconservatori), ha finito per autorizzare gli ucraini a colpire in profondit\u00e0 nel territorio russo, con operazioni offensive che per anni Biden e gli europei avevano vietato.<b> Il summit che sembrava una svolta si \u00e8 rivelato effimero e irrilevante<\/b>. La storia di quel momento era scritta nelle sabbie mobili, anzi nei fanghi mobili: quelli che attorno ad Anchorage quando arriva la bassa marea possono inghiottire tutto.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-15T07:25:54+02:00\">15 agosto 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Rampini Lo Zar voleva imporre la sua pace. 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